cronaca

Gestione della piscina. La Azzurra chiede al Comune di rivedere la Convenzione

 

Prorogate di un anno le concessioni degli impianti gestiti dalle società sportive

 

Il 20 giugno la piscina comunale di Piazza d’Armi riaprirà. Ma non sarà più quella di prima. Bagnanti, atleti e personale della coop Azzurra, che ha la convenzione per la gestione, per ritornarvi in vasca in condizioni di sicurezza, dovranno adottare comportamenti diversi rispetto al passato. Così come stabilite dal Comitato tecnico scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità. E la più stringente sarà sicuramente quella che assegna uno spazio minimo di sette metri quadrati per ciascun utente. Che, facendo qualche conto, porterebbe ad una capienza massima di 170 utenti. Una cifra che, più o meno, corrisponde a circa un terzo degli ingressi nei giorni di punta. Ecco allora che l’Azzurra chiede al Comune di mettersi attorno ad un tavolo per ridiscutere durata e cifre della convenzione. 

Il grido d’allarme è stato raccolto dalla presidentessa della Quarta Commissione Marina Morelli, che vuole fare in modo che la piscina sia fruibile in condizioni di sicurezza dagli spoletini che passeranno le proprie ferie in città, sia per motivi economici e sia per le restrizioni che vi saranno nelle località marine più gettonate. La convenzione scadrà tra sette anni, ma la Coop Azzurra non vuole trovarsi costretta ad effettuare scelte drastiche che si ripercuotano poi sui livelli occupazionali. Il consigliere comunale con delega allo sport, Massimiliano Montesi ha dato la propria disponibilità a sedersi attorno ad un tavolo con i rappresentanti della stessa Coop. Considerando anche il fatto che la piscina è rimasta chiusa dai primi di marzo. E che quindi il gestore non hanno usufruito dei canoni delle società sportive, né dei proventi dei biglietti di ingresso. Oltretutto,a chi non ha usufruito degli abbonamenti, verranno prorogati gli accessi per la prossima stagione invernale. Con la conseguente diminuzione degli introiti da parte del gestore stesso. Insomma, è il classico caso del cane che si morde la coda. 

L’amministrazione comunale, intanto, ha deciso di prorogare le concessioni degli impianti alle società che ne facciano richiesta sino al prossimo 30 giugno 2020. Un anno di tempo per recuperare i quattro mesi di inattività completa, che si sono fatti sentire sui bilanci delle società stesse. Ma, per il Comune, c’è anche un’altra patata bollente da affrontare: la richiesta di dilazionare i canoni del 2019 che era stata chiesta prima ancora dello scoppio della pandemia. Canoni che avrebbero dovuto essere saldati entro il prossimo 30 giugno. Il problema non è di poco conto, considerando le condizioni in cui si trovano i bilanci delle società che hanno dovuto rinunciare ai proventi delle quote che versano gli atleti ed a quelle degli sponsor, i quali o hanno chiuso i rubinetti definitivamente o non possono far fronte al pagamento delle sponsorizzazioni già fatturate prima del lockdown. Insomma, parafrasando una canzone dei Pooh, il cielo (non) è blu sopra le nuvole.



I commenti dei nostri lettori

Toni

1 mese fa

Il Comune ed Azzurra compiano ogni sforzo per riaprire le attività, sia per il pubblico sia per l’agonismo. In 23 giorni (il comunicato di Azzurra e’ del 28 maggio) si sanifica una Regione. Appare evidente che si è voluto prendere tempo anche per motivi diversi da quelli di mettere in piedi le procedure di sicurezza, altrimenti non si comprenderebbe come numerosi impianti, anche all’aperto, abbiamo ripreso le attività. Condividiamo le difficoltà espresse dal Presidente della cooperativa Azzurra nel comunicato, ma parlare del 20 giugno come “data ipotizzata” non va bene. Rimaniamo quindi in attesa di risposte precise e concrete entro la data fissata.

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