cronaca

Strada comunale in abbandono. La rabbia degli abitanti di Strettura

 

Delusione per le condizioni in cui versa la frazione. "Qui veniamo completamente ignorati"

 

Il via libera agli spostamenti tra Regioni è dietro l’angolo. E nel centro abitato di Strettura ricomincerà il traffico di automobilisti provenienti da e per la Capitale, che fanno una sosta al forno-alimentari di Massimo Vantaggi, considerato una sorta di tempio per gli amanti delle ricercatezze enogastronomiche locali. Ma a Strettura, che si rianima dopo tre mesi di duro lockdown, bisogna tornare a fare i conti con i problemi di sempre: dalle condizioni della strada, alla mancanza di raccolta differenziata, ad una illuminazione che dovrebbe essere potenziata. Non fosse altro per il furto con scasso di cui è stata vittima alla vigilia dello scorso Natale lo stesso titolare del notissimo forno, a quello con destrezza che si è verificato, sempre nel centro abitato, sempre lo scorso anno.

Per prestare soccorso ad un automobilista in panne, un artigiano perse accidentalmente duemila euro che aveva incassato qualche ora prima a Terni. Passarono tre automobilisti, non certo da additare ad esempio di onestà e senso civico che, con la scusa di fare acquisti nel forno, trovarono il cospicuo gruzzolo ai bordi della carreggiata e se lo intascarono per poi fuggire in direzione di Spoleto. Sicuramente, con un impianto di illuminazione pubblica più efficiente, l’artigiano si sarebbe subito accorto di aver perso i propri soldi.

LA RABBIA DEI DIMENTICATI – Al primo posto nel “cahier de doleances “degli abitanti di Strettura è la viabilità. Un giorno sì e l’altro pure, lamentano come la strada comunale che dalla Somma scende verso il centro abitato della frazione sia in condizioni di completo abbandono. Con le cunette che ormai hanno invaso mezzo metro di carreggiata un entrambi i sensi di marcia ed i rami degli alberi che, ormai, si toccano gli uni con gli altri sui fronti opposti. Sull’argomento, l’assessora ai rapporti con le frazioni, Maria Rita Zengoni (Lega per Salvini) non viene sfiorata dal minimo dubbio. “Esiste da tempo un’ordinanza sindacale – dice l’assessora al ramo-, che obbliga i frontisti a mantenere in perfetto stato di manutenzione le cunette, evitando che sulla strada si riversino le acque dei canali di scolo che solcano i terreni. E lo stesso vale per la manutenzione degli alberi. Se ci sono rami pericolosi che dai terreni privati si estendono sino alla carreggiata della strada comunale, creando situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, la manutenzione spetta ai frontisti”.

La normativa esiste ed andrebbe rispettata. Peccato, però, che non più tardi di una settimana fa, per tagliare alcuni rami pericolanti che rischiavano di abbattersi sulla carreggiata, sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. “Ma non solo – dice Rosario Murro, ex consulente del sindaco De Augustinis -. Lungo la strada, da Strettura verso la vecchia Somma, ci sono due vecchi edifici pericolanti che andrebbero messi in sicurezza predisponendo una ordinanza che obblighi i proprietari a farlo”. E, sull’argomento, monta la polemica. “Se per Strettura vige un’ordinanza sindacale che obbliga i frontisti a pulire le cunette – chiede Massimo Vantaggi -, come mai la stessa ordinanza non vale per i terreni di Madonna di Lugo, dove l’Ase ha provveduto allo sfalcio delle erbe non solo lungo la carreggiata, ma anche sulle ripe che sono di proprietà privata?”. Ed in effetti, lungo la strada comunale che da Madonna di Lugo conduce a San Giacomo, la pulizia delle cunette e delle ripe di contenimento dei terreni privati è stata effettuata, come ha potuto constatare Spoletonline, dagli operai dell’Ase. Logico domandarsi perchè per Strettura vale l’ordinanza, mentre per Tre Madonne e Cortaccione  intervenga il braccio operativo del Comune a sostituire i privati. 

“E’ profondamente odioso – dice un commerciante – che con le tasse versate dagli abitanti di Strettura si abbellisca il centro storico o si taglino le erbacce delle strade della prima periferia, mentre qui veniamo completamente ignorati”. Scenari di rivolta fiscale all’orizzonte? A Strettura, la pazienza è già esaurita da un pezzo.



I commenti dei nostri lettori

giobatta

1 mese fa

Gli amici di Strettura si lamentano ma noi a SANTO CHIODO non siamo da meno,SIAMO COMPLETAMENTE ABBANDONATI e via della acciaieie è una strada comunale,una strada anche piena di serpenti anche abbastanza lunghi in mezzo alla fitta vegetazione mai controllata dallo stabilimento ex pozzi.

Gabriele V. R. Martinelli

1 mese fa

L’Arcidiocesi ha provveduto a ritirare i due sacerdoti che c’erano, le Poste hanno chiuso, e così la farmacia, se non vado errato. Che non sia una strategia studiata per far andare Strettura, Molinaccio e Valle di San Martino con Terni? Altrimenti non si spiegherebbe questo accanimento nel depauperare un’intera zona. Spero di sbagliarmi.

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