cronaca

Vocazione oncologica

 

L'ospedale 'San Matteo degli Infermi' ha tutte le carte in regola per proporsi come Presidio dedicato all'assistenza del paziente oncologico. Ora è arrivato il momento delle scelte e degli investimenti

 

In uno degli ultimi incontri che ebbe alla fine dell'anno scorso con il Commissario Straordinario Massimo Braganti, il TDM si senti dire: “Allorché lascerò l'incarico intendo predisporre una nota con delle indicazioni sul ruolo che ciascun ospedale dell'USL 2 può rivestire. Una sorta di vocazione della Struttura per articolare al meglio la sua attività nel contesto aziendale”.

Il TDM ignora se queste note sono state infine redatte e consegnate (ovviamente ai vertici regionali) ma, nell'occasione, condivise in pieno l'impostazione di lavoro espressa dal dott. Braganti. Il futuro degli Ospedali aziendali, in una Regione che può contare su due Aziende Ospedaliere, neppure eccessivamente distanti fra di loro, Sedi di DEA di secondo livello, può essere assicurata solo da un'attività in rete, dove ciascun Presidio si caratterizza, per l'appunto, in una vocazione.

Quella di Spoleto è stata individuata e dichiarata da tempo, fin da quando un sindaco lungimirante ed ultra attivo ebbe addirittura l'ardire di contattare un Centro di eccellenza del Nord (lo IEO di Milano) per studiare una sorta di sua "clonazione" alle nostre latitudini. 

Qualcuno ricorderà certamente la storia: Massimo Brunini intuì che solo con una forte caratterizzazione il SanMatteo poteva aspirare ad un ruolo di prestigio nell'ambito regionale. Ma il Progetto, per nulla condiviso da coloro che (allora) detenevano il potere (a Perugia e dintorni), non decollò. O, per essere precisi, non decollò del tutto. Qualcosina, infatti, cominciò a concretizzarsi: ad esempio attraverso la collocazione, a Spoleto, dell'Acceleratore Lineare, cardine della RadioTerapia. 

L'obiettivo, comunque, resta sempre quello. Se l'Ospedale di Foligno ha, rispetto a quello di Spoleto, indubbie risorse per fronteggiare adeguatamente l'emergenza urgenza, il SanMatteo ne ha, altrettante indubbie, per proporsi come Presidio dedicato all'assistenza del paziente oncologico: il Robot DaVinci lo sta qualificando sempre più per il trattamento chirurgico delle neoplasie, il Servizio di Oncoematologia è fra i migliori della Regione, la RadioTerapia accoglie quotidianamente decine e decine di pazienti da ogni angolo dell'Azienda, la Terapia del Dolore registra, in misura sempre maggiore, numeri di tutto rispetto e prestazioni d'eccellenza. 

E' venuto, di conseguenza, il momento delle scelte e, sempre di conseguenza, degli investimenti giacché vocazione oncologica significa, come è facile intuire,  incremento di personale (sia medico che infermieristico), acquisto di nuova tecnologia, ampliamento dell'esistente: cioè non solo acquisizione di un nuovo Accelleratore Lineare (in sostituzione del vecchio) ma anche la sistemazione di un secondo bunker per un secondo (ripeto: secondo) Accelleratore. 

Tutto questo perché bisogna considerare la (purtroppo) crescente richiesta da parte degli utenti, per i quali la tempestività delle cure vuol dire una maggiore speranza di guarigione. Chi ha responsabilità istituzionali rifletta bene su tutto ciò, prima di trincerarsi su una mera, sterile ed inconcludente  difesa dello "status quo".



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