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L'allenatore della Ducato Riccardo Caporali si mette a nudo. Il cambio di programmi non lo spaventa

 

Obiettivi trasformati, maggiore responsabilità ma nessun timore. "Con alcuni innesti di livello possiamo divertirci molto". "Sento la fiducia della società e se qualcuno è scettico voglio farlo ricredere sul campo"

 

E’ il calcio della fatica e dei colpi di classe. D’estate vincono le idee e la qualità. Abbinate alla corsa. Fanno la differenza fantasisti e centravanti più dell’organizzazione tattica. Riccardo Caporali, da una settimana all’altra, si è trovato proiettato in un’altra dimensione. Da domani, sicuramente, non gli chiederanno solo di salvare la Ducato, ma di proiettarla laddove non osano le aquile. Sino a ieri, la triade Santirosi-Proietti Costa-Ferroni gli aveva messo in mano un treno regionale. Da domani, con l’arrivo nella stanza dei bottoni dell’ex diesse dello Spoleto, Alberto Del Frate, potrebbe trovarsi a gestire una squadra che deve marciare alla velocità di Italo.

Caporali, ora le ambizioni della Ducato cambiano. La squadra potrebbe giocare al Comunale e il patron Santirosi ha promesso un grande sforzo per allestire una rosa competitiva. Il fardello delle responsabilità aumenta... “Assolutamente sì, ma la cosa non mi spaventa. Anzi, è una sfida che accetto di buon grado perché può dare una svolta alla mia esperienza di allenatore. Ho deciso di farla, prima sdoppiandomi con il ruolo di giocatore, ora solo in panchina (40 anni cominciano a sentirsi sui garretti, ndr), perché ritengo di essere all’altezza di questo ruolo”.

Si dice che Lei sia stato “imposto” da Santirosi. Quanto c’è di vero? “Con lui in tutti questi anni ho conservato un rapporto splendido e per questo devo ringraziarlo della fiducia che ha riposto in me. Non nego che già dieci giorni prima che la società annunciasse il mio ingaggio eravamo d’accordo su tutto, ma una parte della dirigenza era orientata su una soluzione 'interna'. Quando anche quest’ultima è stata convinta a dire sì al mio nome, è stato dato l’annuncio ufficiale. Se qualcuno ha qualche dubbio sulle mie qualità, la cosa non mi spaventa. Io sono uno 'tosto', che ama gettare il cuore oltre l’ostacolo. Sarà ancora più stimolante farmi apprezzare da chi ha qualche perplessità sulle mie capacità”.

Caporali, che Ducato ha in mente? “Sono convinto che, con quattro giocatori cosiddetti di 'prima fascia', potremo divertirci e toglierci tutti insieme tantissime soddisfazioni. Senza dimenticare quelli che la società ha deciso di confermare e che, ormai, sono considerati autentiche bandiere. Parlo, in particolare, di Tomassoni, Kola e Pazzogna. Una cosa è certa: voglio da tutti grande carattere e autostima".

Quell’autostima che servirà molto anche al tecnico folignate. Ai tempi dello Spoleto, tra lui e Del Frate vi fu una separazione da “Arsenico e vecchi merletti”, che Caporali non ha mai accettato sino in fondo. Ecco perché Ricky, ribattezzato “Raz Degan" per la sua somiglianza all’attore israeliano, avverte la responsabilità del ruolo e si aggrappa stretto alle ali protettive del “Putto di Santo Chiodo”; il patron Luigino Santirosi.

Voglia di riscatto – Sarà questo il mantra di Tomassoni e Kola. “Loro due debbono giocare in tandem – spiega Caporali -. Non posso spostarne uno sull’esterno, perché altrimenti perde tutte le potenzialità offensive. Tomassoni partirà dieci metri più dietro perché è bravo a saltare l’uomo e a mettere la palla sui piedi del compagno libero. Kola, invece, è tutto istinto e forza. Lui è innamorato pazzo del pallone,ed ecco perché gioca ancora in Eccellenza. Ma, come tutti i balcanici, ha numeri da alta scuola. Se riuscirò a 'sgrezzarlo' sarà uno tra gli attaccanti più forti del campionato”. Caporali si affiderà a un audace 4-2-3-1 che potrà trasformarsi in un 4-3-1-2. “Per ora è quello che più si adatta ai giocatori che ho. Poi, quando arriveranno, come spero, altri tre o quattro giocatori di qualità (un difensore, due centrocampisti e un attaccante, ndr), valuterò se cambiare il modulo”.

Punti fermi – Con l’arrivo di Del Frate sembra ormai scontato che il perno della difesa sia l’ex spoletino Scipioni, che già a dicembre venne contattato da Santirosi per approdare alla Ducato visto che il “top player” teramano era un separato in casa con il tecnico Gagliarducci. Ma, accanto a lui, dovrebbe giocare un altro centrale proveniente dalla serie D, con esperienze in Puglia, che Del Frate ha contattato ieri stesso ricevendo il placet da Santirosi e Proietti Costa. Anche per il centrocampo e l’attacco, Del Frate ha in agenda due giocatori con un pedigree di alto rango. Resta, quindi, da valutare la posizione di Giuseppe Cavadenti, che comunque non dovrebbe essere titolare. L’unico tra i giocatori annunciati nell’interregno “francescano” che potrebbe trovare un posto sicuro è Agostini, che ha esperienza, cattiveria e garretti tosti.

Insomma, il “Raz Degan” della panchina avrà a disposizione una bicicletta da corsa e non più una mountain bike. Ma ci sarà da pedalare. E pure parecchio.



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