Editoriale

La pandemia, la pantomima dei 600 euro e quella dipendenza dagli scandali...

 

Per qualcuno fa notizia che un consigliere comunale e due assessori abbiano richiesto il bonus partite Iva. Ma guadagnano qualche centinaio di euro, non 14 mila come i rappresentanti in Regione e Parlamento!

 

Approda a Spoleto la pandemia, o per meglio dire la pantomima della caccia ai bonus da 600 euro percepiti da rappresentanti istituzionali, sulla scorta dello scandalo nazionale che sta colpendo alcuni parlamentari. E così trapela, anche sui social, la vocina inquisitrice che vorrebbe un consigliere comunale e due assessori della giunta de Augustinis aver richiesto, e regolarmente ottenuto, il bonus da 600 euro predisposto a primavera dal Governo Conte, come parziale contromisura per i mancati incassi delle partite Iva durante il periodo del lockdown. Come se fosse pensabile paragonare un parlamentare, o un consigliere regionale con stipendi a quattro zeri, a un consigliere comunale che percepisce il gettone da 30 euro a seduta, oppure al presidente del consiglio che non supera i mille euro al mese, o ancora al membro di giunta il cui emolumento netto può oscillare tra i 400 e i mille euro, a seconda dei casi e degli inquadramenti.

Eppure, c'è chi reputa degno di nota il fatto che alcune partite Iva, che in città ricoprono anche un ruolo di servizio istituzionale, abbiano chiesto e ottenuto il bonus mentre il loro lavoro era fermo. Basterebbe possedere un minimo di conoscenza del mondo della libera professione per sapere che avvocati, ingegneri ma anche ristoratori, baristi, gelatai e chi più ne ha più ne metta - e ci voglio mettere anche i giornalisti, almeno quelli freelance e non i dopolavoristi che fanno altro nella vita - hanno risentito in maniera drammatica del lockdown.

Chiaro, non tutti - per fortuna - versano in condizioni drammatiche al punto da doversi affidare al bonus per tirare avanti: nondimeno non ha alcun senso, ma davvero alcuno, pensare di fare scandalo sul livello più basso - ma anche più diretto - della rappresentanza istituzionale, vale a dire quello comunale.

Del resto è agosto; come da tradizione, di questi tempi in città non si sa di cosa parlare... E poi fa caldo: e uno "scandalo al sole", o almeno uno scandaletto, non lo si può negare a nessuno.



I commenti dei nostri lettori

il cospaiese

5 mesi fa

Un reddito paragonabile a quello percepito in quel periodo da un cassaintegrato o da un dipendente di una delle tante cooperative(?) sociali che chiaramente non hanno potuto richiedere il bonus dei 600euro

L'altro commento

5 mesi fa

La "politica" di alcuni leader di partito per giustificare i suoi parlamentari dall'atto vergognoso di aver richiesto il bonus dei 600 Euro è molto chiara: Più coinvolti ci sono e meno la loro colpa diventa grave! Sulla faccenda cercano di alzare un gran polverone, in maniera tale che i cittadini rimangono confusi e disorientati. Tanto disorientati da non saper più distinguere le persone oneste dalle disoneste. Insomma, come al solito, quando in parlamento succedono fatti del genere, non chiedono le dimissioni dei responsabili. Trovano più facile far passare per imbecilli gli elettori che gli hanno dato fiducia.

Don Baldino

5 mesi fa

Gentile Ubaldi nulla quaestio sul fatto che di scandaloso c'è la protervia di chi si ostina a dover per forza trovare lo scandalo. Però credo che debba informarsi meglio sul compenso presidenziale!! Buon Ferragosto.

RISPOSTA: Gentile Don Baldino, ricambio gli auguri di cuore. In realtà il presidente del conisglio comunale percepisce il 45% dell'indennità di carica del sindaco, proprio come un assessore. Nel caso di Spoleto, circa 1550 euro lordi al mese, vale a dire poco più di mille euro netti in tasca. Almeno, questo è ciò che prevede la norma. Un saluto e a presto.

Daniele Ubaldi

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