cronaca

Marito violento, scattano le manette

 

L'uomo ha violato il divieto di avvicinamento alla persona offesa e di comunicazione con le vittime del reato

 

Negli ultimi giorni i militari della Compagnia di Spoleto hanno tratto in arresto un marito violento per violazione della misura cautelare di “allontanamento dalla casa familiare e divieto di avvicinamento e/o comunicazione con qualsiasi mezzo” nei confronti di un uomo cl.62 resosi responsabile di condotte di reato gravi, reiterate nel tempo, nei confronti dell’ex-coniuge cl.64.

Nel dettaglio la Stazione Carabinieri di Giano dell’Umbria, circa una trentina di giorni fa, aveva raccolta una denuncia di maltrattamenti e violenza che aveva messo alla luce una vicenda assolutamente inquietante, se non addirittura raccapricciante di violenze subite in tanti anni di matrimonio con forme di violenza psicologica ai danni della donna.

In particolare nel corso della denuncia la donna evidenziava lo stato di violenza fisica, psichica ed economica a cui era sottoposta, dovendo subire tra l’altro epiteti costanti quali “Stai zitta…devi stare zitta”, “…Tu devi fare quello che dico io…”, “…Qua comando io.”, “Non sai fare la femmina, la madre, la moglie” etc…: frasi assolutamente gravi volte ad annientare psicologicamente la donna ed avere il controllo totale della stessa.

Dopo tali racconti, relazionati immediatamente all’Autorità Giudiziaria, la Procura della Repubblica di Spoleto assumeva la direzione delle indagine, disponendo l’immediata attivazione del codice rosso con il fine primario di porre fine a tali soprusi e violenze.

Tali eventi coinvolgevano anche i figli, ormai maggiorenni, protagonisti indiretti e/o spettatori di tali episodi che talvolta si frapponevano fra i due per evitare gesti estremi.

Dopo la notifica del provvedimento cautelare, avvenuto nelle scorse settimane, i Carabinieri di Spoleto procedevano all’arresto dell’uomo che aveva violato la misura ricercando contatto con la persona offesa dal reato in pieno spregio delle prescrizioni disposte dall’Autorità Giudiziaria.

L’esempio odierno rappresenta plasticamente di come l’attuazione del codice rosso, se tempestivo e soprattutto suffragato da elementi forniti dalla vittima, con indicazione dei vari episodi, consente alla polizia giudiziaria di rappresentare la realtà degli eventi da sottoporre alla Procura per i provvedimenti del caso. Tali condizioni permettono di intervenire rapidamente e con incisività, evitando l’accadimento di fatti gravi.

Oltre a ciò, assume decisamente rilievo l’empatia che matura tra la vittima ed il carabiniere che instaura un rapporto di fiducia volto a raccogliere tutti gli elementi di prova di tale rapporto “malato”.

Proprio su tale aspetto la Compagnia di Spoleto attua, ormai in forma consolidata, cicli di conferenze per rendere consapevoli le vittime di cosa possa voler dire violenza fisica, psichica, economica e psicologica, per instillare quella fiducia nei confronti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, fornendo consigli e creando quella sinergia positiva a tutela di tutte le possibili vittime, rese consapevoli di ciò che subiscono.

La sinergia tra vittima - forze dell’ordine - Autorità Giudiziaria garantisce la corretta risposta ed espressione a reati gravi maturati tra le mura domestiche ovvero tra coniugi. 

Nel caso di specie le condotte fattuali poste in essere hanno ingenerato grande preoccupazione e timore nella vittima, vista decisamente minacciata, che hanno determinato l’arresto al culmine della violazione del provvedimento cautelare attuato in ossequio all’attivazione del codice rosso.



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