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L'architetto risponde, 03 Dicembre 2008 alle 11:21:38

Stravolte dal Governo le detrazioni al 55%. Un duro colpo per famiglie e imprese

Un allarme 'tecnico' da parte del 'nostro' architetto Valerio Marino

Sono solito commentare le notizie ufficiali e definitive. Lo faccio per fornire informazioni corrette, il più possibile complete di tutte le implicazioni e per avere una base di discussione comune.
Oggi però sento il dovere di parlarvi di un provvedimento che, se venisse approvato anche al
Senato, arrecherebbe un danno incalcolabile all'economia delle famiglie e delle imprese italiane.
Venerdì 28 novembre è stato approvato alla Camera e presentato in pompa magna il decreto legge 185, Piano anti-crisi del Governo, paradossalmente intitolato "Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale".
Vediamo dove sta il "sostegno".
In questi giorni i media si sono soffermati sugli articoli del decreto che prevedono il raddoppio dell'aliquota iva per le televisioni a pagamento; vorrei segnalare che lo stesso decreto contiene un articolo ben più dannoso per le tasche di centinaia di migliaia di famiglie e per il lavoro di migliaia di imprese che hanno creduto nell'innovazione e nel risparmio energetico.
L'art. 29 del decreto prevede infatti una profonda riorganizzazione della procedura per accedere alle detrazioni del 55% per le riqualificazioni energetiche degli edifici esistenti. In breve, con sconcertante effetto retroattivo a partire dal 1 gennaio 2008:


- viene abolita la possibilità di detrarre automaticamente le spese sostenute;
- vengono fissati dei limiti di spesa complessivi (82,7 milioni di euro per il 2008, 185,9 milioni di euro per il 2009 e 314,8 milioni di euro per il 2010);
- è aggiunto l'obbligo di inviare, a partire dal 15 gennaio 2009 e fino al raggiungimento del limite di spesa, esclusivamente per via telematica e a cura dei commercialisti, un'apposita istanza all'Agenzia delle Entrate (oltre a quella già prevista all'ENEA). Le istanze saranno esaminate secondo l'ordine cronologico di invio;
- è istituito il silenzio-diniego il quale prevede che, se entro 30 giorni dall'invio dell'istanza l'AdE non fornisse risposta affermativa sull'accoglimento, decade il diritto di detrarre al 55%.


A quel punto per i privati rimarrebbe la possibilità di detrarre al 36% (però con un unico tetto di spesa di 48.000 euro), mentre i soggetti giuridici saranno tagliati definitivamente fuori.
Rimane incertezza per chi non riuscirà a concludere gli interventi entro il 31 dicembre di quest'anno. Con la normale procedura si poteva predisporre un'autocertificazione che attestasse il proseguimento dei lavori e detrarre tutto l'anno successivo, ora bisognerà attendere (improbabili) chiarimenti.
Il tetto di spesa appare del tutto insufficiente, infatti i dati forniti da ENEA ci dicono che sono stati circa 100.000 i soggetti che hanno fatto richiesta nel corso del 2007, molti di più quelli previsti nel 2008: ciò significa che ogni soggetto avrebbe a disposizione in media 800 euro di detrazione, una cifra ridicola che non copre nemmeno la spesa per una caldaia a condensazione.
Il provvedimento, in definitiva, sarebbe un duro colpo per l'economia di chi aveva investito in pratiche virtuose, determinerebbe un brusco stop per l'attività delle imprese coinvolte (imprese di ristrutturazione edilizia e isolamento termico, produttori di infissi, installatori di caldaie e pannelli solari), favorirebbe il ritorno ai pagamenti in nero ottenendo così l'effetto contrario a quello voluto (cioè fare cassa), affosserebbe definitivamente la politica di efficienza energetica del settore residenziale in Italia, in netta controtendenza rispetto al resto non solo dell'Europa, ma del mondo industrializzato.
La mobilitazione è grande già in questi giorni, con gruppi di pressione, associazioni di categoria, sindacati e semplici cittadini che si stanno attivando per far fare marcia indietro al Governo prima della definitiva approvazione del decreto. Vi terremo informati sulle novità.

Valerio Marino, Architetto
Certificatore Energetico degli Edifici SACERT
Coordinatore regionale SACERT (www.sacert.eu )
Vice Presidente RICE (Rete Italiana Certificatori Energetici - www.riceitalia.it )
Inviate le vostre domande e richieste all'indirizzo e-mail valerio.marino@tiscali.it


Laureato in Architettura con il massimo dei voti presso la facoltà Valle Giulia dell'Università di Roma La Sapienza, dove è stato cultore della materia al Laboratorio di Progettazione I del Corso di Laurea in Arredamento e Architettura degli Interni e per il corso di Laboratorio di Progettazione IV del Corso di Laurea Specialistica U.E. È Responsabile del Coordinatore regionale SACERT per l'Umbria, vice-presidente della RICE (Rete Italiana Certificatori Energetici) e iscritto all'albo dei certificatori energetici della regione Lombardia. Partecipa ai lavori della Commissione Cultura dell'Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Perugia. Svolge attività di docente sui temi della certificazione energetica e della progettazione bioclimatica con vari enti di formazione. Si è specializzato come Esperto nella Progettazione Sociale, Economica ed Ambientale dei Centri Storici. Partecipa inoltre ai lavori di Agenda 21 locale. Segue la progettazione di interventi nel campo delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica. Per le pubbliche amministrazioni ha curato, fra gli altri, la consulenza per i temi della sostenibilità e dell'efficienza energetica al PUC 2 di Spoleto (PG), il Programma Sperimentale del Contratto di Quartiere 2 (bando 2006) di Spoleto (PG), la progettazione di due impianti fotovoltaici per altrettanti ex caselli della Ferrovia Spoleto-Norcia.
Ha presentato i suoi lavori e progetti in numerosi convegni e mostre tra cui Il progetto nel recupero (Facoltà di Ingegneria di Perugia, 2007), Educazione al futuro e sviluppo sostenibile (Spoleto, 2006), Le Facoltà si raccontano (Casa dell'Architettura di Roma, 2005).


 



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