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Per chi non dorme, 20 Gennaio 2010 alle 00:05:19

PFM canta De André

''Perché già dalla prima trincea ero più curioso di voi, ero molto più curioso di voi'' --- Dedicata a Leopoldo Corinti, amico fragile (20 gennaio 2007) [Video, Commenti]

 


''L’ho scritta in una notte, dopo essere andato a una festa che si svolgeva in una di queste ville nel parco residenziale di Portobello di Gallura. Era un momento di oscurantismo in cui Paolo VI aveva tirato fuori certe storie sugli esorcismi. Ai medici, avvocati, gente di un certo livello culturale, presenti alla festa, io volevo parlare, per sentire il loro parere al riguardo. E invece anche quella sera, come tutte le sere, finii con la chitarra in mano.


Ho cantato delle canzoni, poi ho riprovato a parlare con loro; niente, hanno cercato di rimettermi la chitarra in mano. Allora ho mandato tutti a quel paese, mi sono ubriacato sconciamente e mi sono rifugiato nel mio garage. Quando alle otto del mattino dopo, mia moglie mi ha ritrovato, avevo già scritto le parole e la musica di Amico fragile.'' Fabrizio De André



Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'erba
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

 




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Commenti (8)

Commento scritto da Daniele Ubaldi il 20 Gennaio 2010 alle 08:32
Ciao Poldo, amico fragile, Maestro di Vita e di tante altre cose. Di "belli casini" gliene abbiamo piazzati qualcuno, tutto sommato ci difendiamo bene. Credo che approveresti. Alla luce di quello che ho appreso circa i tanti tuoi falsi amici, sì, credo proprio che tu approvi.



Il tuo piccolo amico giornalista, che più di una volta hai messo in guardia dai cialtroni



Commento scritto da Mauro Valocchi il 20 Gennaio 2010 alle 10:47
ciao, vecchio amico...


Commento scritto da giorgio mariottini il 20 Gennaio 2010 alle 12:34
Dovè lo spirito piccante e sornione

dell' artista che si diverte a fare quello che fa?..

Dovè l' ultimo dei creativi,

in questo vuoto protagonismo cittadino pieno solo piattume autocelebrativo?.


Commento scritto da MASSIMO PIZZOTTI il 20 Gennaio 2010 alle 13:01
Si sente la tua mancanza........

Ciao Poldo


Commento scritto da Manuele Fiori il 20 Gennaio 2010 alle 14:01
Sono passati tre anni dalla Tua scomparsa caro Poldo,

ma non passerà mai niente di quello che Mi hai lasciato.



ONORI... CAPITANO!



Commento scritto da Carlo Calandri il 20 Gennaio 2010 alle 15:32
mi unisco a coloro che ti hanno voluto ricordare attraverso questa pagina.Forse avresti preferito un po' piu' casino ma noi caro Poldo abbiamo apprezzato anche il silenzio,Bologna 35 anni fa':concerto di Frank Zappa ,1 giorno e mezzo di viaggio in autostop e catana in spalla (non GiGi).IN

un brano Frank ci fece 18 minuti di silenzio interrotto da te con" gran cosa"


Commento scritto da simonetta il 20 Gennaio 2010 alle 17:37
Hai ragione Carlo, anche il silenzio è apprezzabile, quando è una pausa. Gran cosa ... anche se triste

Ti ringrazio


Commento scritto da Tenente il 20 Gennaio 2010 alle 20:30
Così canta Califano " io mi accorgo che ci sei proprio quando non ci sei ..."

Ciao mio grande Capitano. Mi manchi...Ci manchi"""


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