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E-Mail, 12 Marzo 2010 alle 18:14:06

Posterna: l'altra faccia della sentenza

Lettera della proprietaria di uno degli appartamenti. 'Non possiamo avere la casa che abbiamo acquistato con sacrifici. Ci chiediamo se c'è giustizia' [Commenti]

Fra chi cerca di scaricare presunte colpe, chi si affretta a dichiararsi estraneo e chi sale sul carro dei "vincitori" , ci si sta dimenticando che le vere vittime, nella vicenda del palazzo della Posterna,  sono le persone che hanno acquistato un appartamento, un negozio o un ufficio in quell'immobile.


Persone che, come me, hanno avuto una doccia fredda con la sentenza del tribunale che ha giudicato abusiva una costruzione come quella, realizzata dopo anni di richieste, esami particolareggiati, dibattiti in consiglio comunale.
Noi, come tutti gli altri proprietari, per acquistare il nostro appartamento siamo andati davanti al notaio, che ha evidentemente riscontrato la regolarità della costruzione. Ma anche la lunga inchiesta giudiziaria e il lungo processo, a quanto ne sappiamo, non ha fatto emergere irregolarità addebitabili a chi ha realizzato il palazzo, ma casomai a scelte antecedenti, e di molto, la concessione delle licenze e l'avvio dei lavori. Nelle udienze del processo abbiamo potuto sentire le testimonianze dirette dei rappresentanti di tutte le istituzioni, soprintendenza, Provincia, Regione, Comune, e nessuno ha mai parlato di abusi, o di lavori effettuati senza autorizzazioni. Allora ci chiediamo se questa sia Giustizia, per quale motivo non possiamo avere la casa che abbiamo con sacrifici acquistato. Ci chiediamo se ci si rende davvero conto di cosa significhi per noi questa sentenza, dei disagi economici, psicologici che stiamo affrontando.
E non possiamo fare a meno di chiederci, davanti all'ingiustizia che stiamo subendo, quanto possa essere profondo il divario fra il buon senso comune e una decisione che non sembra aver tenuto in alcun conto quanto è emerso, per mesi, dagli atti di questo stesso processo.


 



Commenti (38)

Commento scritto da francyfontana il 12 Marzo 2010 alle 18:40
Agli acquirenti di appartamenti nell'ecomostro della Posterna, vorrei dire che le VERE VITTIME della vicenda (non della sentenza, ma dell'approvazione e della costruzione dei palazzacci) sono tutti i cittadini di Spoleto, tutti gli amanti del paesaggio, tutti coloro ai quali sta a cuore l'ambiente e anche - cosa sempre più dimenticata in questo Paese che ormai non conosce vergogna - la legalità.

Chiedete i danni al Comune e alla Sopraintendenza, adesso!


Commento scritto da francesco il 12 Marzo 2010 alle 18:45
LA GIUSTIZIA NN ESISTE GIA GLI ABBIAMO FATTO IL FUNERALE DA ANNI.......IO MI CHIEDO CHI A DATO INIZ HAI LAVORI,CHI A DATO I PERMESSI DI COSTRUZIONE ,CHI è QUESTA GENTE...........IL COMUNE CHE PERMESSI A RILASCIATO........SONO LORO CHE DEVONO PAGARE .......PRIMA HANNO INTASCATO I SOLDI X LASCIARE I PERMESSI POI SI STANNO TIRANDO INDIETRO.......BELLA GENTE......CHE VERGOGNA



Commento scritto da GELINDO il 12 Marzo 2010 alle 18:52
come succede su striscia la notizia anche a spoleto e successo prima anno costruito poi dopo le denunce la giustizia con la solita lentezza vuole distruggere.


Commento scritto da e basta! il 12 Marzo 2010 alle 18:54
Sono profondamente solidale con la proprietaria del palazzetto e smettiamola di chiamarlo mostro.

Se ne vedono tanti di mostri a Spoleto e quello non è certo dei peggiori.

A San Nicolò è un quartiere di mostri e nessuno ha mai detto niente.

Chi continua ad inveire non ha cuore nei confronti delle persone che hanno fatto sacrifici per acquistare un appartamento e si ritrovano una città contro ed un pugno di mosche in mano.

Vergognatevi!


Commento scritto da fausto manasse il 12 Marzo 2010 alle 19:05
Cara signora, per quello che può servire, tra tante parole strillate e ridicoli trionfalismi che poco tengono conto dei drammi degli altri, accetti le mie parole di piena solidarietà. Le confesso che in questa vicenda ciò che più mi ha dato senso di disagio è stato leggere commenti di fuoco verso gli acquirenti dal senso: "Hanno comprato lì,ben gli stà".Conosco poco i termini giuridici della vicenda, ma spero nella completa tutela dei vostri diritti, la cosa pìù importante.


Commento scritto da distrazioni il 12 Marzo 2010 alle 19:39
Gentile Vittima,

c'è stata una manifestazione con 600 persone, un mese di presidio, il servizio delle iene, un incendio che secondo i pm è stato un attentato terroristico, degli arresti che si sono difesi sostenendo che per i vigili non è doloso, ancora manifestazioni in solidarietà, senatori e deputati che sono intervenuti contro, scritte sui muri, il programma di la7 rosso mal pelo, il processo e ora la condanna, ma soprattuto il senso del gusto che dovrebbe provocare vergogna nel vivere li. Possibile che non si sia accorta di nulla? Lei deve essere una persona molto distratta.


Commento scritto da mi manda picone il 12 Marzo 2010 alle 19:52
gent.ma sig.a

credo che la legge preveda che al momento del versamento della caparra , il costruttore vi dia una fidejussione a garanzia. Non sono perfettamente al corrente di come siano andate le cose, nel caso in cui si fossero svolte tutte secondo le legge, lei non dovrebbe perdere nulla, o sbaglio, chi è nella cosiddetta...... è la ditta costruttrice, che speriamo non fallisca; se non è stata seguita questa strada, ho paura per lei. Mi tolga una curiosità, come mai sapendo che sotto sotto c'era qualche cosa, vista la posizione poco felice, considerando il fatto dell'alta affluenza di auto con il parcheggio, considerando il fosso che scarica le acque dell'ospedale, considerando che dentro quel fosso ci stanno certe pentecane da far paura, perchè ha scelto proprio quel palazzo, con tanti che ce ne sono in posti tanto più belli?


Commento scritto da lucrezia_ ro il 12 Marzo 2010 alle 20:42
se c'e' giustizia??..vista la sentenza io direi di Si!!!! e speriamo che venga confermata.in tutte le sedi...demolizione totale dell'immobile!


Commento scritto da alessio il 12 Marzo 2010 alle 21:31
bè cara signora io sono con lei, probabilmente chi le sta dando addosso in questi commenti sono dei signori che ora si stanno candidando a qualche poltrona nel perugino ed ora hanno bigogno di far parlare di loro quando sappiamo tutti che da 20 anni si vedono solo le solite faccie!!!! i giovani di spoleto sono stufi!!!! e mi auguro che questa causa crolli no il palazzo che molti hanno acquistato LEGALMENTE!!!!! e....in bocca al lupo!!!!


Commento scritto da compratore il 12 Marzo 2010 alle 22:24
Finalmente qualcuno di noi fa sentire la sua voce. Fino ad adesso troppo cheti perchè fiduciosi nelle istituzioni.

Ora, dopo aver assistito a tutto il processo, dobbiamo ribellarci.

Abbiamo sentito le testimonianze di tutte le istituzioni che hanno approvato questo progetto. Tutti hanno dichiarato, non al bar ma davanti al giudice, la legittimità di questo permesso.

Adesso in cosa dobbiamo credere? Se non ci garantiscono neanche le istituzioni chi ci dovrebbe garantire?

E' ora di finirla, il sindaco la smetta di fare come le tartarughe rimanendo sotto il suo guscio per logiche di partito e di campagna elettorale, promuova un tavolo di discussione e confronto con le istituzioni che hanno approvato questo progetto in modo che ci sappiano dire se è conforme alle leggi regionali e nazionali.

Questo il sindaco l'avrebbe dovuto fare un anno fa' appena si è insediato, ma se n'è guardato bene dal farlo perchè la patata era troppo bollente.

Ed ora? Solo frasi di circostanza: dobbiamo aspettare tutti i tre gradi di giudizio; abbiamo fiducia nella magistratura ecc.

Si ricordi che sta giocando con le nostre vite ed i nostri risparmi.

Adesso però questa barzelletta deve finire, noi abbiamo anche una lettera, a sua firma, nella quale Lei conferma la legittimità di questo permesso a costruire.

A quanto pare la magistratura non è di questo avviso. In chi dobbiamo credere?

Noi non possiamo attendere i tre gradi di giudizio come vorrebbe Lei, tanto a Lei che le frega, Lei non perde niente. Noi perdiamo tutto casa, soldi, sogni e sopratutto la speranza di credere in qualcosa.


Commento scritto da osservatore il 12 Marzo 2010 alle 22:35
Un'osservazione, la procura ci ha messo un anno e mezzo, da quando è stata depositata la perizia, per sequestrare il palazzo, il giudice in due mesi ha capito che tutto era illegittimo. Se era così semplice perche la procura non ha sequestrato dopo due mesi?

Ai posteri l'ardua sentenza (o al ministero di grazia e giustizia....)

Dove sono i garantisti della casa delle libertà? In questa magistrtura hanno fiducia?....


Commento scritto da per francesco haihaihai il 12 Marzo 2010 alle 23:43
Francesco noi invece ci chiediamo: ma che scuole HAI fatto???? così non ci mando mio figlio!

Fatti questa di domanda ed invece di strillare contro il palazzo della posterna incavolati con te stesso che non hai studiato...


Commento scritto da veleno il 13 Marzo 2010 alle 01:39
mi dispiace per tutti gli acquirenti che sono purtroppo le vere vittime ma sopratutto vanno i miei complimenti a le due bandierole dell' "italia dei valori" che dopo aver cambiato 2-3-4-5-6-1000 partiti proprio in clima elettorale sono diventati santi. VERGOGNA!!!

--- GIOCARE CON I SACRIFICI ALTRUI ---


Commento scritto da tutti a piedi il 13 Marzo 2010 alle 09:15
Ma guardate questa foto e ditemi se non è più brutto il distributore di benzina del palazzo!!!


Commento scritto da caterina fontana il 13 Marzo 2010 alle 10:42
Vorrei aggiungere che non sono certo dei "poveretti" coloro i quali ben sapendo cosa c'era dietro, hanno acquistato l'appartamento, sicuramente a prezzi da elitei. Non vi sorge il dubbio che sono "gli amici degli amici"? ed allora perchè prendersi tanta pena? Lo sconcio c'è e va rimosso secondo legge!


Commento scritto da caterina va in città il 13 Marzo 2010 alle 11:16
Caterina tu abiti in un bel palazzo? Non occludi la vista di qualche bel panorama a nessuno dei tuoi vicini?e non hai da pagare un mutuo su un immobile che probabilmente non riuscirai mai ad abitare o a vendere? che fortuna che hai! dove vivi nel Sahara?!


Commento scritto da Magma73 il 13 Marzo 2010 alle 14:46
Buttiamo giù -'a palazzina der palazzinaro- e autorizziamo la pensilina alla Frank Ghery perchè 'a palazzina è dentro le mura e la pensilina del distributore è fuori le mura. ID_IOT !!



Ma chi la butta giù 'a palazzina?

l'impresa edile DEMTULILAUBRU DS.p.A.?



Ci avete provato e non ci siete riusciti (neo-proprietari degli appartamenti).

Un raro caso in cui il mattone si è rivelato un consapevolissimo investimento ad alto rischio.



P.S. state subendo un'ingiustizia?.. va bene..!!

non la state subendo? .. va bene lo stesso.. no lo so.. non lo so.. Il notaio non potrebbe rimborsarvi?

forse stava a questa figura di allertare l'acquirente o forse lo ha fatto e voi eravate distratti sull'arredamento, o forse dove mettere l'idromassaggio ?

La palazzina è stata edificata violando una legge nazionale che VIETA la creazione di cubatura dentro le mura storiche. (equazione vera: il distributore è fuori le mura come una pensilina non fa cubatura)



Lo so persino io.. che sono solo un architetto nel paese dei geometri e degli storici dell'arte che acconsentono e lubrorefrigerano tutto con amine e nitrito dietro consulenza.



Ma questo lo sappiamo tutti. anche "i muri"

Io però so' come si potrebbe fare per bloccare la demolizione almeno per 140 anni ...ovviamente dietro consulenza..



Buona picconata..e arrivate riposati.



Commento scritto da Magma73 il 13 Marzo 2010 alle 14:47
Buttiamo giù -'a palazzina der palazzinaro- e autorizziamo la pensilina alla Frank Ghery perchè 'a palazzina è dentro le mura e la pensilina del distributore è fuori le mura. ID_IOT !!



Ma chi la butta giù 'a palazzina?

l'impresa edile DEMTULILAUBRU DS.p.A.?



Ci avete provato e non ci siete riusciti (neo-proprietari degli appartamenti).

Un raro caso in cui il mattone si è rivelato un consapevolissimo investimento ad alto rischio.



P.S. state subendo un'ingiustizia?.. va bene..!!

non la state subendo? .. va bene lo stesso.. no lo so.. non lo so.. Il notaio non potrebbe rimborsarvi?

forse stava a questa figura di allertare l'acquirente o forse lo ha fatto e voi eravate distratti sull'arredamento, o forse dove mettere l'idromassaggio ?

La palazzina è stata edificata violando una legge nazionale che VIETA la creazione di cubatura dentro le mura storiche. (equazione vera: il distributore è fuori le mura come una pensilina non fa cubatura)



Lo so persino io.. che sono solo un architetto nel paese dei geometri e degli storici dell'arte che acconsentono e lubrorefrigerano tutto con amine e nitrito (lubrificante per GAY) dietro consulenza.



Ma questo lo sappiamo tutti. anche "i muri"

Io però so' come si potrebbe fare per bloccare la demolizione almeno per 140 anni ...ovviamente dietro consulenza..



Buona picconata..e arrivate riposati.



Commento scritto da caterina fontana il 13 Marzo 2010 alle 14:56
mi compiaccio per la tua arguzia, io ho acquistato un appartamento in uno stabile sorto in area certamente non soggetta a vincoli! Altrimenti non avrei acquistato. Nel caso in questione tutta la città sapeva che "gli amici degli amici" costruivano in area vincolata. Ergo, tu forse dormivi quando spoleto contestava!!


Commento scritto da menu il 13 Marzo 2010 alle 15:15
gli acquirenti o meglio i mancati acquirenti se voglio tentare di ritornare in possesso dei loro soldi alla luce della prima sentenza a questo punto debbo rompere il sodalizio con gli imputati e non soggiacere alla preoccupazione di un possibile fallimento, come minacciato dagli avvocati dei proprietari, della società,

Occorre aggredire i patrimoni personali, perchè se la società ha venduto gli appartamenti commettendo un reato, questo esula dalla società e colpisce chi lo ha commesso. La responsabilià penale è sempre dei singoli non della società.


Commento scritto da lucrezia_ro il 13 Marzo 2010 alle 15:42
chi troppo vuole nulla stringe....!!!


Commento scritto da tes il 13 Marzo 2010 alle 17:51
state tutti tranquilli voi acquirenti che non verra' abbattuto niente..io nel recente 2002 ho ricevuto un ordinanza di demolizione presso delle case a schiera a baiano che puntualmente ancora stanno li e da noi abitate..e' bastato solamente che la ditta costruttrice ha fatto ricorso al tar del lazio....li' per li' sembrava la fine del mondo per noi ma tanto conoscevamo gia' i famosi intrallazzi comunali che avrebbero portato ad una buona riuscita..in piu' e' intervenuto l'iilustrissimo berlusconi con i condoni...ed il gioco e' fatto....di una cosa godo...almeno stavolta sono stati fatti i nomi...e ci sono anche quelli che hanno interssato la mia storia...


Commento scritto da stefania c. il 13 Marzo 2010 alle 19:10
Ci si abitua a tutto, ANCHE AL PEGGIO!



Cari signori acquirenti, non è che qualcuno (qualche migliaia di firme raccolte 3 anni fa...) ce l'ha con questo palazzo per motivi inspiegabili e incomprensibili o perchè siamo un branco di pazzi scatenati che non c'ha niente di meglio da fare, ma perchè evidentemente, aldilà dei vincoli urbanistici che impediscono di aprire anche un balconcino all'interno del centro storico, o dei vincoli idrici e idro-geologici che bandiscono nuove costruzioni entro un tot di metri da un corso d'acqua, l'abbattimento di un muretto un pò antico, ecc. ecc. ecc. - tutte leggi e normative di non poco conto tra l'altro - senza parlare poi del baratto "mi dài il terreno per fare il parcheggio ti faccio costruire un palazzo (!!!), c'è poi l'aspetto estetico il quale, evidentemente, è soggettivo, anche se ci sarà pure una scala di giudizio per poter dire, ed esempio, che una città medievale e unica al mondo come Spoleto non va abbattuta! Altrimenti, chiunque una bella o brutta mattina si sveglia e può fare quello che vuole.

E' vero che Spoleto, soprattutto negli ultimi anni, si sta riempendo di costruzioni di pessimo gusto (per non dire altro...), e non solo Spoleto e non solo ad uso abitativo, spesso del tutto inutili purtroppo. E spesso con i soldi dei contribuenti.

Però si dovrà pure dare un freno a tutto ciò. Ci dovrà pure essere qualcuno (spero non solo la magistratura!), qualche amministratore con un pò di buon gusto e di amore per la propria terra, che riesca a comprendere che si deve smettere di costruire NUOVE case quando c'è una città che sta morendo, una città FANTASMA!

Una città che 50 anni fa aveva gli stessi abitanti di adesso, TUTTI CONCENTRATI ALL'INTERNO DEL CENTRO STORICO il quale ora ne conta solamente 5.000!!!

Ma il problema è che non ci sono amministratori/sovrintendenti che hanno gusto estetico, conoscenze storico-artistiche-architettoniche adeguate o che conta sempre il dio denaro, la speculazione e gli intrallazzi vari per poter mangiare in tanti alla torta degli affari?



Questo brusco arresto di un andazzo decennale ormai insostenibile prelude a una nuova fase di maggiore attenzione al nostro territorio?



Spero che questa vicenda serva da monito!



Nessuno toglie che qualcuno possa preferire Spoleto a Milano, Vallo di Nera a New York, la carne al pesce o il cocomero alla noce moscata!


Commento scritto da lucrezia_ ro il 13 Marzo 2010 alle 20:52
.che si diano na mossa e venga demolito al piu' presto, altrimenti, se ..diventera' patrimonio dell'unesco..mi sa che rimarra' li dov'e'..!!:-)


Commento scritto da lucrezia_ ro il 13 Marzo 2010 alle 22:00
Requisiti per l’iscrizione

Perché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale.

Fino alla fine del 2004, i siti del Patrimonio Mondiale venivano scelti sulla base di sei criteri culturali e di quattro criteri naturali. Con l’adozione dell’ultima versione delle Linee Guida i criteri sono stati accorpati in un unico elenco, valido per i beni culturali e naturali, distinto in dieci punti.



I criteri di selezione sono:



1.rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo

2.mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio;

3.essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;

4.costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana;

5.essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;

6.essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).

7.presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;

8.costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;

9.costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;

10.presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

Perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità e/o autenticità così come definite nelle Linee Guida e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.





Commento scritto da Newton il 14 Marzo 2010 alle 01:44
commento per "e basta!" e "caterina va.." sappiate che in Italia le leggi vanno rispettate e le persone che hanno acquistato quei dati volumi non possono dire che non fossero a conoscenza dei rischi.

Si, è vero, di brutture a Spoleto se ne vedeono moltissime ma questo non giustifica l' edificazione di uno scempio DENTRO LE MURA STORICHE. come dice magma73 si viola una normativa nazionale e Spoleto benchè sia un'eccezione per molte cose è ancora in territorio italiano prima diessere territorio di falsi comunisti lottizzati detti anche comu-glioni che sbandierando una storica militanza svendono il voto per una finestra, una verandina e ora alzano il tiro..una palazzina o il figlio in banca. rp. "lo sanno anche i muri".

Se facessi dei sacrifici non saresti in grado ad oggi di comprarti un piffero. E se ne avessi la quantità esatta per comprare quei minilocali per appartamenti vacanza con ampio parcheggio o.. per massaggiatrici, allora , tu acqirente, avresti fatto più attenzione ai rischi. Ti saresti, tu acquirente, informato di più. O semplicemente ti saresti informato.

Dice il saggio:

Un'altra cosa: la legge non ammette ignoranza.

Il portafogli del superficiale è sempre vuoto.



Commento scritto da Enrico Demegni il 14 Marzo 2010 alle 08:25
Stefania C. credo tu sia (nome moderato per motivi di privacy, la redazione). Penso di non sbagliarmi, ma comunque anche se mi sbaglio il mio commento è indirizzato a tutti quelli che sparano a zero contro i privati senza saper nulla di esatto (volutamente!) su questa vicenda,

Tuo padre, persona che stimo e che conosco dai tempi del CAI, è più di un conoscente di mio padre. Hanno condiviso diverse cose insieme, il gioco del biliardo ma sopratutto la passione della montagna. Prima di sparare a zero avresti potuto chiedere a lui, visto che questa vicenda ti sta più a cuore dei diretti interessati, di darti dei giudizi sulle persone (in particolare mio padre) contro le quali quotidianamente invii commenti al fiele.

Questo mi rammarica, perchè dimostri che anche potendo, non ti interessa capire la vicenda in maniera oggettiva, ma rimani arroccata, insieme ai tuoi amici ambientalisti, sulle tue pseudoconvinzioni nelle quali si vede sempre del marcio sotto.

Questo sotto l'aspetto soggettivo, per quanto riguarda le tue valutazioni di carattere oggettivo ognuno può avere le sue convinzioni e quindi è giusto rispettarle.

Però le tue osservazioni le devi fare al mondo politico di oggi e di allora, non ai privati ed ai compratori che oggi si ritrovano in questa situazione solo per aver rispettato le volontà politiche.

Voglio solo ricordarti due cose, senza entrare troppo nel dettaglio, tutta questa vicenda è nata solo per volontà politica, metodi di ristrutturazione dell'area in oggetto, metodi di espropriazione, scelta delle aree dove far insistere il palazzo ed il parcheggio ecc.

Nel piano attuativo c'è scritto espressamente, il palazzo o lo fa il privato o lo fa il comune tramite bando pubblico.

Allora mi ripeto, che c'entrano i privati? E sopratutto i compratori?

Se una persona non è garantita neanche dalle firme del comune, della regione e della soprintendenza di chi dobbiamo fidarci?

Per favore, lascia stare le persone che sono state vittime di questo equivoco, e risparmiati frasi come "CI SI ABITUA SEMPRE AL PEGGIO".

Prima si rispettano le persone, poi l'ambiente.


Commento scritto da tiziana il 14 Marzo 2010 alle 08:37
Brava stefania c.!

Quando non si hanno più argomenti in questo paese si butta l'intera faccenda sul patetico, sul piagnisteo delle "povere" famiglie, anziché circoscrivere il dibattito a ciò che è legale e ciò che non lo è. Ma questo è anche un modo per sviare l'attenzione dai veri problemi.

Le "povere" famiglie in questione sono un'allarmante spia rossa del degrado della nostra società. Se non ci fosse gente disposta a comprare questa roba, non ci sarebbe un mercato per costruttori e progettisti avidi, e se la nostra società fosse più civile e diffusamente consapevole e rispettosa della legalità e del bene comune, non ci sarebbe neanche posto per amministratori di questa specie, arruffoni nella migliore delle ipotesi, incuranti di quella stessa legalità che sono preposti a garantire attraverso corrette prassi amministrative nella peggiore delle ipotesi.

La nostra città è ridotta così male non solo perché ad amministrarci c'è una pessima classe politica, ma anche perché una larga fetta della popolazione se ne sente felicemente rappresentata, in ciò dimostrando la stessa miopia, lo stesso bassissimo senso civico e democratico.



Commento scritto da Paolo Galli il 14 Marzo 2010 alle 09:31
E' disarmante il pressappochismo di chi parla di "un tot di metri", di "un muretto un pò antico" (scritto poi con l'accento al posto dell'apostrofo!);

l'incongruenza di chi parla di una città che sta morendo, salvo poi a scagliarsi contro qualsiasi innovazione che questa agonia potrebbe ostacolare.

Parliamo di estetica o di corruzione? Per questa ci vogliono le prove, per quella è preposta la Soprintendenza. Almeno lo era fino a ieri l'altro, quando è stata sostituita dalla magistratura: qualcuno sa dirmi in base a quale norma?


Commento scritto da ostunese il 14 Marzo 2010 alle 12:29
Ha ragione francy; ci rimetono tutti gli amanti del paesaggio, dell\'ambiente e della legalità ma dimentica che qualora dovesse essere il comune a ripagare i compratori (poveri), in un modo o nell\'altro prima o poi saranno tutti gli spoletini (compreso il sottoscritto) a dover sborsare (e questa non è giustizia) un qualcosa in più in tasse e contributi per aiutare le difficoltà cui andranno incontro le casse dell\'Amministrazione Comunale. Per me che dovrò forse pagare e non ho comprato niente non ho trovato parole di conforto. Se posso essere un pò maligno sono contento che dovranno pagare anche coloro che si schierano a favore dei compratori.

Questi signori compratori, se sono stati causa del loro male sarà bene che piangano se stessi se invece hanno acquistato con tutti i crismi della legalità saranno rimborsati di tutti i loro soldi che non ritengo tanto risparmi perchè chi compra casa con i propri risparmi non la compra pagandola cifre esorbitanti ed oltretutto sul torrente con tutto quello che ci scorre dentro.


Commento scritto da stefania c. il 14 Marzo 2010 alle 13:10
Rispettare l'ambiente non è in contraddizione con il rispetto della qualità della vita e dei diritti delle persone. Anzi. D'altro canto l'ambiente non esisterebbe se le persone smettessero di rispettarlo, e anche le persone, in breve tempo, non ci sarebbero più.

Ben vengano costruttori che ristrutturino e rendano più vivibile le nostre città!

Però si sbaglia chi dice che è una vicenda personale, questa storia riguarda me come riguarda migliaia di altre persone, e io mi sento diretta interessata, cosi come lo sono quando qualcuno fa del male a un'altra pesona, o taglia una foresta, uccide migliaia di bambini in guerra o li lascia morire di fame!

Però anche se questa vicenda la conosco abbastanza bene, non è vero che mi sta a cuore in modo particolare. Ci sono, PURTOPPO, problemi molto più gravi e per i quali vale la pena di fare qualcosa immediatamente, come l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo e ciò che mangiamo, tanto per dire una cifra (pressappochista?) in un anno sono aumentati del 19 % i tumori infantili! C'è il problema della disoccupazione che è molto più grave, e quello del lavoro nero e dello sfruttamento...

Non capisco perché tanta acredine nei confronti di chi sta dalla 'parte dei beni comuni e del rispetto del territorio.

Eviterrei, poi, di dire cose personali e falsità sul mio conto, i commenti "al fiele" non li ho mandati mai a nessuno, tantomeno a suo padre, il quale non so nemmeno che sia. Piuttosto da parte sua noto un certo risentimento nei miei confronti, del tutto gratuito e personale.



Per ora comunque le pseudoconvinzioni mie e degli ambientalisti (ovviamente in senso dispregiativo,ci mancherebbe!) hanno avuto la meglio, e questo è un dato oggettivo, e non soggettivo.


Commento scritto da Ugo S il 14 Marzo 2010 alle 16:30
Questo contenzioso tra diritti di privati cittadini ed interesse collettivo è sintomatico della nostra italica cultura.

Proviamo a pensare cosa potrebbe succedere se il Comune di Roma decidesse di rendere edificabile il Parco Ninfeo di Roma, proprio di fronte al Colosseo. Immaginiamo che ne' Sovrintendenze ne' altri Enti sovracomunali sollevassero alcun nulla osta in merito.

Cosa succederebbe?

Di sicuro gli imprenditori edili farebbero di tutto per mettere le mani su un terreno di così alto valore e molte famiglie "bene", romane e non, farebbero carte false per potersi accaparrare un'unità abitativa in un'area così prestigiosa; chi non vorrebbe un bel superattico con terrazza e vista panoramica su uno dei monumenti più importanti ed affascinanti del nostro (povero) pianeta?

E gli altri cittadini? Quelli che non possono permettersi nemmeno di comprare un garage nella periferia di Reggio Calabria? Da allora e per sempre sarebbero impediti nel poter godere di una visuale unica al mondo e per questo così preziosa. Siamo certi che l'arroganza del denaro possa comprare tutto? Anche i beni che per definizione appartengono a tutti, compresi quelli "immateriali" come una vista panoramica? Non pensiamo che ogni singola opera d'arte appartenga non solo ai cittadini del Paese in cui si trova, ma sia (appunto) Patrimonio dell'Umanità?

Pensiamo che in uno scenario simile i cittadini (romani e non) se ne starebbero a guardare? E che, se un tribunale ordinasse la demolizione del mostro architettonico (chiamiamolo così...) ci sarebbe una levata di scudi per difendere gli interessi del costruttore e degli acquirenti?



Il problema è politico e culturale: politico perchè chi dovrebbe privilegiare il bene comune rispetto agli interessi del singolo è troppo spesso parte attiva di un processo affaristico che movimenta grandi quantità di denaro pubblico; purtroppo in Italia politica fa ancora rima con clientelismo.

Culturale perchè se la legge mi dice che posso edificare un grattacielo in Piazza San Marco a Venezia, io lo faccio, eccheccavolo...la legge me lo consente!

La pochezza del nostro senso civico è evidente ogni giorno, a tutti i livelli; quando non diamo la precedenza in auto, quanto cerchiamo di saltare la coda alle Poste, quando ci facciamo raccomandare dall'amico per non dover attendere il nostro turno in ospedale, non pagare una multa oppure ottenere un favore in Comune...

L'interesse del singolo sovrasta l'interesse collettivo, lo soffoca, lo annulla.

E del resto la classe politica non può che rispecchiare la povertà culturale della società che la esprime.



Cari cittadini acquirenti degli appartamenti della Posterna, fatevi ridare i soldi e la prossima volta: occhi aperti!



P.S. Mi scuso in anticipo col maestrino Paolo Galli per gli eventuali errori presenti nel mio elaborato; a proposito: si dice "salvo poi scagliarsi" non "salvo poi A scagliarsi".


Commento scritto da poveri noi il 14 Marzo 2010 alle 16:58
Sarei fiero di aiutare i compratori con le mie tasse e chi non lo è non conosce la solidarietà, mi spiace per loro perchè non saranno mai felici , ma saranno sempre invidiosi dei beni alrui.

Brutto campare quello!


Commento scritto da Berengario il 14 Marzo 2010 alle 17:31
Mettere il discorso sul piano personale, come fa Demegni, mi sembra, a voler essere eufemistico, di scarso buon gusto ed anche, sotto l’aspetto logico, un colossale autogol. Infatti, prima di tirare in ballo i padri, forse i nonni, e il parentame vario, Demegni o chi per lui ha avuto modo di esprimere il suo pensiero in tutte le sedi a ciò deputate, in particolare nelle udienze del Tribunale. Infatti, credo si tratti del figlio di Francesco Demegni, che, se non ricordo male, intervenne persino alla conferenza stampa del Sindaco Benedetti in occasione dell’illustrazione (si fa per dire ) dei primi 100 giorni della nuova Giunta, denunciando la situazione di stallo a cui ci si avviava,nell’incresciosa vicenda Posterna (non uso il nome proprio che non gradiscono,Ecomostro). Che ora Demegni se la rifaccia con un’anonima commentatrice, credendo di averla individuata, cercando, con l’attacco personale, di tacitare ed intimorire tutti quelli che condividono, più o meno, le opinioni di Stefania, mi sembra un’operazione poco trasparente.

Dirò di più: questo modo di fare, molto simile, nei toni, a quello adottato dal titolare della Soc. Madonna delle ex-Grazie s.r.l., desta perplessità sempre più forti sull’effettiva linearità di tutta l’operazione.

Buttarla tutta sul : tu sei amico, tu no, noi siamo il nuovo (anche se brutto ed autorizzato), voi siete il vecchio conservatorismo, Spoleto muore senza licenze edilizie creative, i poveri disgraziati che hanno acquistato ci rimettono un sacco di soldi (siate bravi, ridateglieli), dimostra che l’operazione era nata molto opaca e con radici inquinate fin dall’inizio.

Non si parla mai di bene comune, di interesse collettivo, di patrimonio pubblico. A chi dice, in maniera machiavellica , che si rischia di far pagare il prezzo ai cittadini, rispondo che gli Spoletini potranno promuovere una CLASS ACTION , cioè un’azione di rivalsa collettiva, nei confronti dei responsabili, in primis verso l’Amministrazione Comunale, nelle sue varie declinazioni : Giunte Laureti, Brunini, Brunini –Benedetti. Dare la colpa ai politici è lecito, anzi doveroso, ma non sono stati in solitudine;c’è chi li ha pressati abilmente, da tutte le parti (la chiamata in causa di famosi architetti di area sinistrorsa e di Dirigenti comunali la dice lunga sul sapiente lavorio attuato, chissà per quanto tempo).Privato e pubblico insieme, appassionatamente e funzionalmente.

Signor Demegni, il silenzio si dice che sia d’oro, ma vorrei sapere se sia anche un tanto al metro!





Commento scritto da alessandro asinari il 14 Marzo 2010 alle 23:42
A cosa puo' essere conforme un edificio come questo, di queste dimensioni, in uno dei centri storici più belli d'Italia? E' vero che ci sono tanti altri scempi a Spoleto ma questo, grazie ad una grande mobilitazione popolare, è diventato il simbolo degli scempi che stanno man mano cancellando il volto più bello e amato di Spoleto. Ritengo che anche i compratori siano moralmente coresponsabili di questo scempio. Ritengo inoltre che La Sopraintendenza abbia delle responsabilità gravissime dal momento che dovrebbe tutelare il patrimonio storico e paesaggistico invece di avvalorarne la sua distruzione. Perchè non sono stati rinviati a giudizio anche loro?


Commento scritto da caterina fontana il 15 Marzo 2010 alle 08:17
Eh,no caro Demegni, se non rispetti l\'ambiente come pretendi di rispettare le persone? E poi visto che la vicenda è nata solo per volontà politica, eravate tutti al corrente e complici della \"pastetta\" e adesso fai la paternale perchè non ci interessiamo dei \"poveri\" compratori! Se così fosse, vista tanta sensibilità, anche da parte della \"Madonna delle Grazie\"come mai non ci avete pensato prima? Ancora siete in tempo...non trascinatreli, (i poveri) se sono così puri ed estranei, in una causa lunghissima! Mettete mani al portafoglio! O erano anche loro consapevoli della \"pastetta\"?


Commento scritto da ostunese il 15 Marzo 2010 alle 12:39
E' bello vivere in una società dove ci si può permettere di essere solidali con chi ha voluto rubarci i nostri spazi per semplice speculazione. Volevo informare chiuque è così umanamente solidale che nella mia infelicità vivo in un appartamento di 110 metri quadrati con annesso rustiuco di 48 metri quadrati più garage cantina orto e giardino di circa 400 metri quadrati tutto conquistato a forza di mutui ipotecari da pagare con il mio stipendio. Sarei forse felice però se le mie tasse ( e per questo motivo sarei pronto a pagarne di più) andassero a migliorare il settore sociale per aiutare veramente poveri ed anziani magari soli e tutti gli onesti bisognosi di qualunque razza e colore che se lo meritano come quelli che giornalmente perdono il lavoro.


Commento scritto da max il 15 Marzo 2010 alle 13:32
Nessuna solidarietà. Chi comprava sapeva e voleva il pezzo unico, speculando e passando sopra tutto.

Finchè ci saranno simili acquirenti esisteranno costruttori senza scrupoli.

Tutto cio' non assolve comunque chi ha concesso le Autorizzazioni.

Unica solidarietà va agli artigiani (elettricisti, idraulici, falegnami ecc) che hanno lavorato in buona fede e debbono esser comunque pagati.


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