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Diari di Viaggio, 21 Maggio 2010 alle 21:22:31

Spoleto e il suo punto nascita: storia di come veniva al mondo la vita

Dai parti in casa alle anestesie epidurali, verso l'eccellenza del reparto di Ginecologia ed Ostetricia del San Matteo degli infermi [Commenti]


Dott. Tommaso Ciacca (*)

Nel fare una ricerca retrospettiva sul taglio cesareo presso l'ospedale di Spoleto, ho avuto, grazie all'archivio del S. Matteo degli Infermi, la possibilità di consultare il registro dei parti che fu inaugurato il 26 febbraio del 1962 con la prima nascita avvenuta nell'allora neonato reparto di


Ostetricia e Ginecologia. Fino a pochi anni prima, in ospedale si partoriva di rado, in occasione di travagli difficili e per cesarei programmati che venivano effettuati dal chirurgo generale. Per gran parte degli anni '50 il parto si svolgeva in casa e l'assistenza era garantita dalle ostetriche di condotta. A quel tempo non era considerato di buon auspicio da parte della futura madre partorire in una struttura ospedaliera; poteva quasi rappresentare un disonore. Predominavano credenze e superstizioni oltre a forme di pudore nei confronti del personale ospedaliero, in gran parte maschile. Le ostetriche si recavano a domicilio delle gestanti con ogni mezzo a disposizione. Spesso direttamente con le proprie gambe, sulla groppa di un somaro, in bicicletta, in moto o accompagnate anche con i carretti agricoli dai futuri padri. La nascita a domicilio era caratterizzata da tutta una serie di ritualità, le donne erano al centro della scena, gli uomini confinati in cucina in una attesa spasmodica che poteva poi esplodere in atti di giubilo o di disperazione. Il taglio cesareo era una sorta di rimedio estremo e la mortalità materna nel 1955 molto più elevata che ai giorni nostri. Nel periodo postbellico vi furono molti cambiamenti in ambito ostetrico. A Spoleto la prima ostetrica "fissa" in ospedale fu la signora Rina Quieti, assunta nel 1956 con la qualifica di strumentista. Rina racconta che fino al 1958, per il taglio cesareo, i chirurghi utilizzavano l'incisione corporale longitudinale, poi successivamente abbandonata per i rischi che comportava alle successive gravidanze e che l'impulso per la chirurgia ginecologica si ebbe con l'arrivo del Prof. Tommaso Archillei. Presso il S. Matteo degli Infermi, la figura professionale del medico specializzato in anestesia si afferma nei primi anni '60 e nel nostro ospedale vi è stata fino ai giorni nostri una qualificata presenza di infermieri dedicati alla sala operatoria in grado di collaborare ogni giorno con chirurghi e anestesisti nell'elezione quanto nell'urgenza. Per il taglio cesareo la tecnica anestesiologica utilizzata fu per oltre mezzo secolo, tranne rarissime eccezioni, l'anestesia generale. Da più di un decennio si sono in quest'ambito affermate le anestesia epidurali e subaracnoidee, tecniche loco-regionali che a Spoleto nel 2009 sono state utilizzate nel 96 % dei parti cesarei. Ciò ha garantito oltre ad una maggiore sicurezza, la possibilità per la madre di assistere comunque alla nascita del proprio figlio. Sfogliando il registro storico dei parti spoletini ci si accorge delle trasformazioni avvenute nello scorrere degli anni. Ad esempio il tempo medio di ricovero ospedaliero nel 1963 per un parto fisiologico era di 10 giorni, mentre per un cesareo di 15. Attualmente presso il punto nascita di Spoleto una donna che partorisce per via vaginale rimane ricoverata in ospedale per 2-3 giorni, mentre viene dimessa in quarta giornata in caso di parto cesareo. Anche il ricorso al taglio cesareo è andato aumentando come un po' ovunque a livello nazionale (in Italia si è passati dall'11% del 1980 al 38,3% nel 2008; questi dati del Ministero della Salute sono tra i più alti al mondo) : a Spoleto siamo passati da percentuali che oscillavano tra il 10-15% per tutti gli anni '60,'70 ed '80 al 25-33% degli anni '90 e del primo decennio del nuovo millennio. Nel corso del 2009 a Spoleto la percentuale dei tagli cesarei sul numero totale dei parti è stata del 30,9%. Negli anni sessanta e per buona parte degli anni settanta presso il nostro punto nascita veniva frequentemente utilizzato il forcipe (oggi totalmente accantonato) per il parto operativo vaginale. Nel 1968 il forcipe veniva applicato ad una donna su dieci e gli ultimi parti in cui lo strumento venne impiegato risalgono al 1989. Oggi tutte le gestanti che presentano il proprio feto in posizione podalica vengono sottoposte ad un cesareo programmato qualche tempo prima della presunta data del parto; in passato non era così. A Spoleto fino alla fine degli anni'80, per via naturale, nascevano ogni anno dai 2 ai 7 bambini che durante il travaglio si presentavano podalici.
Dal punto di vista anestesiologico e rianimatorio a Spoleto tappe importanti sono la nascita della terapia intensiva nel 1994 (con tutto ciò che comporta in termini di risposta sanitaria nell'urgenza/emergenza) e l'introduzione della analgesia epidurale per il parto nel 1999 che consente così alla donna di distogliere la propria attenzione dal dolore e concentrarsi maggiormente sul proprio bambino collaborando con le ostetriche durante il travaglio. L'età media delle donne che partoriscono si è andata gradualmente innalzando. Confrontando i dati del 1970 con quelli del 1990 vi sono differenze significative: da una media di 26 anni si passa a quella di 28,5 e nell'ultimo ventennio il trend in salita si è ancor più accentuato ( >30 anni). Un aspetto evidente a chi consulta il registro anche in modo sommario è rappresentato dal fatto che la popolazione ostetrica era in stragrande maggioranza spoletina fino ai primi anni '90. Prima di allora si contano quasi sulle dita di una mano le donne di nazionalità non italiana che avevano partorito a Spoleto: la prima veniva dalla Germania ed era il 1964. Oggi il quadro è completamente cambiato al punto che in questi primi mesi del 2010 il 25% di coloro che hanno dato alla luce neonati al S. Matteo degli Infermi sono di origine non italiana. Di queste il 32% provenienti dai paesi dell'Est europeo (Romania, Moldavia, Ucraina, Polonia ecc...), il 36% dai paesi balcanici (Albania, Macedonia, Kosovo), il 14% dal Marocco, il 9% dal Sud e Centro America. Dopo la chiusura del punto nascita di Norcia, la maggioranza delle donne della Valnerina hanno scelto Spoleto per il proprio parto ( circa il 10% sul totale dei parti nel 2008) così come stanno facendo molte mamme ternane ( oltre il 15% dei parti nel 2010). L'andamento del numero delle nascite a Spoleto a partire dal 1962 è stato altalenante. Negli anni '60 nascevano in media a Spoleto tra i 300/400 bambini ogni anno. Nel decennio successivo vi fu un boom di nascite che superarono il limite di 500 nel 1973 e nel 1975. Negli anni '80 la situazione tornò ad essere quella del primo decennio. Gli anni '90 furono caratterizzati da una progressiva diminuzione delle nascite fino alla prima metà degli stessi. Successivamente vi è stato un costante recupero continuato dopo il 2000 e che ha portato stabilmente ad avere circa 500 parti annui. Sono stati 518 i nati nel 2007, 505 quelli del 2008. L'anno scorso vi è stato un decremento con 460 nati, probabilmente in sintonia con la flessione registratasi in altri punti nascita dell'Umbria. Il limite dei 500 parti/anno è importante perché caratterizza lo standard per una maternità di primo livello e consente di mantenere costantemente "allenato" il personale sanitario che vi opera. Nel reparto diretto dal Dott. Martines può essere sempre di più raggiunto quell'obiettivo che preveda l'integrazione dell'umanizzazione della nascita ( con il recupero anche di quegli aspetti positivi che un parto a domicilio consentiva) e offerta professionale qualificata per gestire qualsiasi condizione materna e neonatale. Un ambiente familiare, con la giusta privacy, la possibilità di scegliere come partorire (in acqua, in analgesia ecc..) associato alla presenza di una struttura adeguata per l'emergenza è la strada su cui continuare nella piena collaborazione di ginecologi, ostetriche, pediatri, infermiere, anestesisti. Ecco, riguardare indietro negli anni, agli scogli lasciati alle spalle, consente forse di affrontare il futuro con maggiore consapevolezza verso gli ostacoli dell'oggi.


* Anestesista rianimatore presso l'Ospedale di Spoleto


 



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Commenti (1)

Commento scritto da pierluigia ciucarilli il 23 Maggio 2010 alle 22:21
grazie dottor Ciacca per la sua grande passione, professionalità, competenza

spirito di sacrificio,umanità. La sua presenza nel nostro ospedale ci onora. Le donne e le famiglie di Spoleto le sono molto grate. Grazie



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