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Spoleto - Cultura e Spettacoli, 02 Agosto 2010 alle 08:19:01

“DA QUI A CINQUE ANNI” DI GARCIA LORCA NEL PROGETTO SPOLETO LAB, FUCINA CULTURALE DELL’HOTEL ALBORNOZ

Lo spettacolo multimediale, con scenografie digitali e attori in video, andrà in scena il 4 agosto presso il teatro interno all’Hotel ed è ad ingresso gratuito


Francesca Tortora

L'inesorabilità del tempo, l'irretroattività delle scelte compiute ed il sogno. I sogni che annunciano un desiderio, una paura, una possibilità latente. Spazi infiniti ed indefiniti che moltiplicano le dimensioni del palcoscenico e si dilatano, attraverso video proiezioni sugli schermi


che compongono la scena, in cui immagini e personaggi virtuali bidimensionali guidano un gioco dialogico con l'unica interprete in carne ed ossa, Caterina Genta, che viaggia tra testo cantato e parola danzata, in linea con il teatro danza di Pina Bausch, di cui è stata allieva.
La cangiante scenografia è attrice essa stessa del racconto che segue una scansione narrativa quasi onirica, trasponendo scenicamente il più surrealista dei testi teatrali di Federico Garcia Lorca "Asì che pasen cinco aňos. Leyenda del tiempo" Di qui a cinque anni. Leggenda del tempo.
Un allestimento, questo, particolarissimo e singolare che ripropone allo spettatore l'intenzione originale con cui l'autore spagnolo aveva concepito il testo, così come evidenziato da vari studiosi di Garcia Lorca che si sono letteralmente innamorati dello spettacolo.
Tempo e sogno, amore e morte, sono gli elementi conflittuali di questa performance, tanto surreale quanto cruda ed attuale nel mettere lo spettatore di fronte al fallimento di un giovane uomo che rimane vittima dei propri errori e di un tempo che non chiede nessun permesso e porta via i suoi sogni e la sua vita. Sulla scena una straordinaria e camaleontica Caterina Genta che, oltre ad essere autrice dei testi e musiche, insieme al versatile Marco Schiavoni, compositore e videomaker, di volta in volta, sarà la dattilografa, poi il giovane, poi la fidanzata, in un intreccio semplice e complesso nel contempo, in cui la dattilografa ama il giovane, ma egli è innamorato della fidanzata che, però, partirà con il padre per ben cinque anni, al termine dei quali il giovane potrà sposarla. Ma, passato questo tempo, il giovane scoprirà che la fidanzata è innamorata di un altro e per lui sarà troppo tardi tornare dalla dattilografa e dichiararle il proprio amore perché lei gli chiederà di aspettare ancora cinque anni. Il giovane, sconfitto e disperato, ha quindi perso la propria partita con la vita.
Uno spettacolo che unisce i tanti linguaggi dell'arte in una commistione di musica, danza, canto e cinema, la cui rappresentazione teatrale visualizza, nei personaggi digitali, e incarna, in quelli della danzatrice-attrice, stati psichici ed emozioni dalle mille sfaccettature, dando loro diverse essenze e simboli.
Il risultato è tanto amaro quanto innegabile. I sogni, messaggeri dell'inconscio, accompagnano la nostra vita come il coro nella tragedia antica: essi esprimono il destino. E, come dice Jung, è l'inconscio, l'invisibile giocatore di scacchi o di poker, che sempre vince la partita.
Lo spettacolo, che ha dato, coraggiosamente, veste drammaturgia a questo testo onirico ed enigmatico del grande poeta e drammaturgo spagnolo, è stato una perla nell'ambito di Spoleto Lab, il laboratorio di formazione artistica e culturale che sta prendendo vita, già con esperienze di ottimo livello, presso l'Hotel Albornoz, culla dell'arte contemporanea a Spoleto, grazie all'illuminato imprenditore Sandro Tulli. Spoleto Lab, ideato e curato con passione e professionalità proprio da Marco Schiavoni e Caterina Genta, ha l'obiettivo di sviluppare dei laboratori nelle varie discipline, dalla danza, alla recitazione, all'arte figurativa, e di creare anche delle commistioni tra di loro. Il progetto si sposa con l'idea del Sig. Tulli, vero e proprio mecenate e, probabilmente, uno degli ultimi "sognatori rivoluzionari" rimasti a creder nell'arte con A maiuscola, di creare una vera e propria Casa degli Artisti, già in costruzione accanto all'Hotel. Qui gli artisti saranno ospitati affinché possano concepire e dar vita alle proprie opere e contribuiscano, a loro volta, a formare una nuova generazione di artisti poliedrici e versatili, grazie ad una formazione interdisciplinare.
In cantiere tante idee, tra cui, quindi, quella di trasformare Spoleto in quel bacino artistico e culturale a tutto tondo, quel punto di incontro tra le arti, che, da tanto tempo, si dice di realizzare e che, finalmente, grazie a Spoleto Lab, diventeranno, probabilmente, realtà. La strada è certamente quella giusta, certo il tempo non aspetta e Garcia Lorca docet.


 



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