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E-Mail, 19 Dicembre 2010 alle 21:03:28

BABBO NATALE, BUTTATI GIU’… “E ARMANECE!”

Io sto con 'Babbo Giuseppe' [Commenti]


don Gianfranco Formenton

Black Christmas. Finalmente è finita. Babbo natale si è buttato giù dal camino e non ha trovato nessun morbido panettone ad attutire il colpo. Era ora che l'usurpatore dei sogni dei bambini, il monopolista dei miti natalizi, il grasso, stupido personaggio inventato dalla Coca Cola, il


millantatore di Santa Claus (alias San Nicola da Bari, albanese di origine, barese di adozione, anglosassone per tradizione) finisse la sua carriera che tanto male ha fatto alle tradizioni di tutti i popoli del mondo, costringendo i bambini brasiliani, africani, indiani a pensare al Natale sempre pieno di neve, ridisegnando i sogni e le speranze di tutto il globo, come se la speranza del Natale sia legata immancabilmente alle latitudini artiche e al rito dei regali Hi Tech, agli Smart Phone, alle cazzate di Totti, alle volgarità della Rodriguez e di De Sica... Eh già. Un sogno.
E mi auguro che anche il "gesù bambino", destinatario della lettera del Ministro della Repubblica Calderoli, che gli chiede come dono che qualche ministero venga trasferito alla "padania", faccia la stessa fine: "C'armanesse!". Quel "gesù bambino" esiste, come babbo natale, ma solo nella mente obnubilata di chi trasferisce nel mito del Natale tutte le sue piccole, ottuse e miserabili speranze dagli orizzonti così infimi da non poter entrare nel presepio dell'universale fede dei cristiani. Fortunatamente ci sono preghiere che Dio non ascolta.
I babbi natali della Coca Cola e i gesù bambini del ministro Calderoli sono solo la proiezione di ideologie che restringono la speranza dei popoli a quattro palle penzolanti da un albero di natale e a piccole ideologie che vorrebbero delimitare la speranza dentro ai confini delle piccole tribù, celtiche o padane che siano. Gesù non è italiano. Figuriamoci se è padano!
Io sto con "Babbo Giuseppe", l'unico, al di là della sua particolare vicenda personale, ad essere titolato in qualche modo a essere "babbo" nel Natale. "Babbo Giuseppe" non parla mai. Sogna, ascolta, medita nel suo cuore, ridisegna le sue speranze. "Babbo Giuseppe" nei nostri presepi ha sempre e solo il ruolo di spettatore mentre, in realtà, è un protagonista. E' l'uomo capace di credere al compimento della profezia, capace di credere che la profezia si compie anche se con modalità assolutamente lontane dalla nostra capacità di previsione, di comprensione.
Io sto con "Babbo Giuseppe" perché insegna che il dono più grande del Natale è la capacità di accogliere una speranza tanto grande da non poter essere contenuta nelle nostre piccole realtà. Io sto con "Babbo Giuseppe" perché è l'uomo capace di dubbi e silenzi fecondi, di ascolto delle profezie, di accettazione che Dio possa raccontare la speranza senza allinearsii ai nostri fragili metodi di comunicazione. L'impossibile è possibile nell'economia divina. La profezia: "La vergine concepirà e partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele, il ‘Dio con noi'". E a Giuseppe viene ordinato: "E tu lo chiamerai Gesù". E l'uomo dei sogni fece come gli aveva indicato l'angelo. Quando i sogni incontrano persone disposte a realizzarli, diventano realtà!
E mi chiedo sempre di più: perché privare i nostri bambini di una favola così bella? Perché non tornare a raccontare a loro e a noi che la favola del Natale è la storia di un Dio che ha scelto di farsi bambino, Uomo, e che chiede di essere accolto? Perché non raccontare che è Natale ogni volta che l'Uomo è accolto, rispettato, amato? Perché i cristiani si sono arresi all'orgia mitologica di babbo natale e alla speranza limitata e delimitata delle renne, delle atmosfere? Perché non ricominciare con pazienza e determinazione a ribellarsi a queste logiche accattivanti e onnipotenti e a non parlare più di babbi natali perfidi nella loro bontà occidentale e mirata ai soli bambini occidentali? Il Vangelo non si coniuga con i "valori" occidentali (il dollaro, l'euro, lo yen).
Babbo natale, buttati giù! ... E "armanece!" E sia finita l'orgia della bontà natalizia.


 



Commenti (43)

Commento scritto da Franco il 19 Dicembre 2010 alle 21:37
Mi chiedo caro Don Formenton, come Lei, con tutto il rancore e la rabbia che esprime e che trasudano dai suoi scritti, sia in grado di svolgere il suo ministero con la serenità necessaria.



Butta in politica persino un attacco, che in parte puo' essere anche condiviso, al consumismo al materialismo.



Ma cosa c'entra Calderoli col Natale?????????



Ma per favore ............ sembra quasi che lei tenti di far politica sfruttando continuamente la credibilità che le conferisce il suo abito e gli ideali propri della religione e del buon senso.



Per favore .... è Natale ......... torni a fare il prete, che tutti noi abbiamo bisogno di uomini di chiesa che si comportino come tali....


Commento scritto da Federico il 19 Dicembre 2010 alle 21:43
Una precisazione, Don Formenton. San Nicola era un vescovo del della città turca di Myra, il quale a Natale esortò i parroci della sua diocesi a portare un regalo e raccontare la vita di Gesù ai bambini che non erano in grado di andare in chiesa, o per lontananza o per eccessivo freddo. Il nome Santa Claus è una derivazione dell'olandese Sinterklass, che significa "il compleanno del Santo". Non venga a dire che è un personaggio inventato dalla Coca Cola, che l'unico intervento che questa azienda ha apportato alla figura del vescovo è il suo vestito rosso, che in precedenza era verde. La derivazione di questo Santo è puramente cristiana, come anche il suo atteggiamento caritatevole e benevolo nei confronti dei bambini.


Commento scritto da Sauro il 19 Dicembre 2010 alle 22:54
Ho riletto più volte la sua lettera per cercare di dare una spiegazione alle sue parole e francamente mi resta difficile pensare che una persona come lei si sia lasciata andare a cotanta "bassezza".

Prima di questo suo articolo ho visto un servizio in televisione della cantante Lady Gaga che dava mozzichi e si metteva sotto il tacco a spillo Babbo Natale, cosa dire....è andata bene che lei non l'ha osannatta....!!!

Ai bambini poco importa se Babbo Natale arriva con una slitta sponsorizzata, se il ministro si appella a Gesù Bambino, i bambini vogliono riporre la sera del 24 Dicembre sulla mangiatoia quel bambino perchè aspettano con ansia ed emozione questo momento, i bambini vogliono sognare e si aspettano di vedere arrivare le renne di Babbo Natale, i bambini se ne strafregano della POLITICA e di TUTTI COLORO che non perdono occasione per farla!

I bambini vogliono SOGNARE e sa cosa le dico ? I sogni fatti da bambino sono quelli più belli!

Mi dispiace di questo suo scivolone...il gelo fa brutti scherzi..

Cordialmente



Commento scritto da mari il 19 Dicembre 2010 alle 23:10
Caro Don Formenton ,ma lei non ha niente di meglio da fare che insultare tutto ciò che non è di suo gradimento o chi non la pensa come lei??? Ma faccia per cortesia il suo dovere di Sacerdote almeno in questo periodo che precede il Santo Natale oppure anche questa festa è solo cosumismo ????


Commento scritto da gcdesa il 19 Dicembre 2010 alle 23:56
Io credo che tutti noi abbiamo bisogni di uomini di chiesa, ma la chiesa siamo noi. Basta delegare solo ai sacerdoti il culto del Natale.

RIPRENDIAMOCELO!

è nostro!Noi non avremmo bisogno di sacerdoti così se fossimo almeno cristiani decenti.

Beh, Gianfranco ci dice, per un'altra volta ancora, "svegliamoci!"

E quanto conformismo c'è nel dire ad un prete come dovrebbe comportarsi...


Commento scritto da pilato il 19 Dicembre 2010 alle 23:56
Non è deprecabile solo il prete, alle cui idiozie ed alla cui smania di essere al centro dell\'attenzione siamo ormai abituati. La responsabilità principale è del Vescovo, che ritiene ancora degno un simile personaggio di pascolare il suo gregge. Capisco la carenza di organici, ma a tutto vi è un limite!


Commento scritto da Silvio il 20 Dicembre 2010 alle 00:03
Lasciate che i bambini vengano a me......... che poi ci penso Io a distruggere i loro sogni. Lo sappiamo benissimo più Giuseppe ci sono più voi sarete forti.Per discutere sul consumismo frenato ci sono altri metodi ed altri termini. dal suo scritto si nota solo tanto astio per gli uomini ed insoddisfazione per il suo lavoro.


Commento scritto da peppemattu il 20 Dicembre 2010 alle 00:34
@ Franco : è ovvio che non hai capitu un'acca dell'articolo.

@ Gianfranco: tutto vero, ma duro da comprendere e difficile da mettere in pratica, come quasi tutto il tuo pensiero.


Commento scritto da giulia il 20 Dicembre 2010 alle 07:03
bravo don Formenton, è ora che il mondo cambi mentalità, tanti auguri prete coraggioso! E poi non mi sembra che esprima le sue idee con rabbia e rancore, dice ciò che pensa


Commento scritto da Zoe il 20 Dicembre 2010 alle 09:01
Mi domando, se si può credere a una favola, come lei stesso la chiama (lapsus freudiano), di 2000 anni fa in cui una donna vergine partorisce il figlio di un dio, tra l'altro storia mitologica tipica dell'età classica, perché non credere a babbo natale? In fondo ogni genitore è libero di ingannare i propri figli come meglio crede. In ogni caso meglio l'ormai laico babbo natale che ci illude di portare doni ai bambini di tutto il mondo poveri o ricchi, piuttosto che l'indottrinamento precoce, che tanto c'è il catechismo che basta e avanza!


Commento scritto da massimo macrì il 20 Dicembre 2010 alle 09:08
Gentilissimo Padre, io di Lei ho letto questo scritto e l'altro che ebbe a scrivere il 13 sett. 2006 a proposito del triste evento delle torri gemelle, nel quale sosteneva, mancando di rispetto a tutte le vittime di quel terribile atto terroristico , che fosse stato tutto una manovra americana. La mia domanda è: Lei è sicuro di essere Sacerdote? Rifletta sulla risposta perchè essere Sacerdote vuol dire innanzi tutto rispetto per la sofferenza, (e lì ce ne fu davvero tanta!). Oggi con riflessioni che non avrebbero osato neanche i bolscevichi più assatanati, di fatto se la prende con i sogni su Babbo Natale di tutti i bambini. Le assicuro che bambini lo siamo stati tutti, anche i comunisti, e anche loro hanno sognato di vedere Babbo Natale sulla slitta arrivare con i doni. Ora se questa è pure una usanza profana, insieme all'abero, e mischiato con il più cattolico presepe, contribuisce a sviluppare nel cuore di ogni bimbo quella meravigliosa atmosfera Natalizia che ricorderà da grande.Oggi bello bello arriva Lei e gli dice di vergognarsi che Babbo Natale occupi una parte della loro fantasia. Se Lei odia tanto questa socetà moderna, sicuramente criticabile per tanti aspetti, ma è quella in cui i nostri figli cresceranno, La invito a ritirarsi da eremita su qualche montagna del nostro appennino, lì troverà la Sua pace, il Suo equilibrio e lascerà in pace anche noi con i nostri sogni.



Un augurio di un Sereno Natale anche a Lei!


Commento scritto da paolo il 20 Dicembre 2010 alle 09:44
Ci mancava solo questa, via anche i canti di Natale, ma via anche tutti quei paramenti che vi rendono ridicoli, San pietro , Gesu' Cristo, San Francesco, non credo siano contenti di vederVi addobbati come alberi di Natale con tutti quegli ori e ammannicoli vari, eppure stiamo zitti. Lei verrebbe, se fosse in suo potere togliere ai bambini questa piccola e d innocente illusione, ma mi faccia il piacere caro padre TORMENTON, torni a fare il pastore di anime, credo che Cristo sarebbe molto più contento.


Commento scritto da graziata il 20 Dicembre 2010 alle 09:52
I commenti a questo articolo confermano quanto detto da Don Formenton: vi trovo la voglia di trovare a tutti costi un senso errato alle parole, come se si volesse evitare di essere minimamente sensibilizzati dalla verità.

Si, la verità: è vero che noi viviamo solo il natale del conformismo; è vero che pensiamo che a Natale si possa chiedere qualunque cosa ci passi per la testa come chiaramente indica la canzoncina "a Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai"..

E Don Formenton ci invita a svegliarci, senza precludere alcun sogno ai bambini, ma al contrario trasmettendo loro la vera magia del Natale, che non è quella che ci viene propinata dalle pubblicità.

Grazie Don Gianfranco


Commento scritto da Danilo il 20 Dicembre 2010 alle 10:40
"Armanece" tradotto dallo spoletino è : Muori, rimani spiaccicato, schiantati al suolo, crepa. Parole sante dette da un sacerdote, anche se rivolte ad un personagio di fantasia. Ma l'Ill.mo Sig Vescovo cosa pensa di tutto ciò? Sarebbe cosa buona e giusta un Suo piccolo intervento.


Commento scritto da Pincopallone il 20 Dicembre 2010 alle 10:59
Mi dispice per le parole usate da questo "prete"ma, non condivido chi le usa per fare politica.

Buon Natale a tutti!!!!!!!!!!!!!!!


Commento scritto da IO E IL PROFETA il 20 Dicembre 2010 alle 11:12
PACE, PACE ,PACE AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'

NON RACCOGLIETE L'IRA DI CHI VI ODIA MA DATE AMORE , RISPETTA L'ALTRO COME RISPETTI TE STESSO, NON RACCOGLIERE LASCIA DELLA VIOLENZA MANON BESTEMIARE CHIARO DON FERMENTON.


Commento scritto da Sergio il 20 Dicembre 2010 alle 11:51
Credo che un buon padre debba saper essere anche un padre severo all’occorrenza e credo che un dei più gravi peccati che un uomo e un cristiano possa compiere sia l’ignavia. Dante riteneva gli ignavi degni neanche dell'infarno.

Vorrei rimarcare lo spirito con cui don Gianfranco forse ha sentito e scritto queste righe, riportando gli “Auguri Scomodi” di un altro padre che molti cristiani forse non conoscono.



AUGURI SCOMODI



Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario.

Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali

e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.

Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.

Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge ”, e scrutano l’aurora,

vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio.

E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.



Don Tonino Bello



Commento scritto da libero pensatore il 20 Dicembre 2010 alle 12:13
Leggiamo solo cio' che ci conviene leggere, spesso travisando il vero significato di quanto scritto.

Gianfranco ha voluto, con parole anche forti ma semplici, tentare di ricordarci il vero significato del Natale. Lo ha fatto in modo "non convenzionale" all'abito che indossa, ma chi lo conosce sa che dietro a quell'abito c'e' un uomo vero, e quindi scomodo.



Buon Natale


Commento scritto da Aurelio Fabiani il 20 Dicembre 2010 alle 12:29
A tutti gli ipocriti che predicano bene e razzolano male, ai filologi che usano la filologia per nascondere la verità dei fatti, a coloro che fanno sognare i bambini e arricchiscono il venditore di sogni, a chi si ricorda dei bolscevichi e dimentica i nazisti, a chi confonde il Dio del cielo con il Dio denaro, a chi invoca l'intervento del vescovo perchè non può più invocare quello di Ruini, al laico che siccome il natale è una favola, tutte le favole sono buone purchè illudano, Non fate finta di essere così ignoranti da interpretare letteralmente la parola armanece, come se contenesse una volontà omicida. Chi è dotato di un minimo di cultura e di onestà intellettuale sa benissimo che quell'armanece significa, liberiamoci dei falsi miti del consumismo che uccidono il natale cristiano.

Signori benpensanti non vi ho sentito profferire parola, nè postare lettera alcuna quando Monsignor Fisechella contestualizzò la bestemmia del Cavalier Berlusconi che fece sganasciare di risate, generali e cortigiani/e vari.

Che il Prete vi piaccia se sta in alto e vi piaccia molto meno se sta in basso ?

Che il prete va bene se consola e va male se fa aprire gli occhi ?

Si può essere credenti o non credenti (io non lo sono), ma chiunque dice la verità è dalla parte del giusto e Don Formenton lo è.

E poi abbiate il coraggio di mostrare il vostro volto (l'ha fatto solo uno), non titate il sasso e nascondete la mano come tutti i Pilato del mondo.

Almeno imparate questo da Don Gianfranco che la faccia ce la mette sempre.

Aurelio Fabiani



Commento scritto da Francesco il 20 Dicembre 2010 alle 12:55
Caro Gesu' Bambino, ti prego: aiutaci a fare a meno dei preti.

Con ossequio.


Commento scritto da sanmartinese il 20 Dicembre 2010 alle 13:28
X Don Formenton. Le argomentazioni di don Gianfranco mi appaiono centrate, rispondenti al vero spirito del Cristianesimo, nel suo significato autentico.Quindi , meno Babbo Natale, meno consumismo (oramai quasi del tutto cinesizzato), più Gesù Bambino, più Giuseppe e , innanzitutto, Maria. Lo stesso discorso vale per le paccottiglie pseudo-esoteriche di Halloween e delle sue zucche spiritate!Formenton ha quindi parlato da prete , e gliene va dato atto e merito.

Dove è che casca…l’asinello (ed anche il bue) è quando fa capire che tutto ciò sia dovuto al nefasto influsso del mondo della comunicazione, in particolare del cotè di Mediaset e simili. Per sostenere questa tesi, Formenton usa un linguaggio ed argomenti che fanno molto scadere il suo pensiero originale. Termini come “Armanece”, detti da un veneto, significano solo una captatio benevolentiae del tipo “piccola pastorale per l’infanzia”.Così come il riferimento alla cartolina di Calderoni appare del tutto fuori luogo, vista la modestia culturale del personaggio, che si segnala per altre qualità, tutte operative e poco alto-intellettuali.

In sintesi, don Formenton, mentre i suoi ragionamenti sono apprezzabili, mi sa però che anche Lei veda un po’ troppa televisione, in particolare, pare di capire, il TG3-Annozero-Ballarò-mezz’ora dell’Annunziata, Linea Notte e via sinistreggiando.



Commento scritto da stivale chiodato il 20 Dicembre 2010 alle 14:32
Stivale chiodato

Che le parole di don Formenton , assolutamente evangeliche (anche se un po’ eterodosse alla Sua maniera, sicuramente voluta, essendosi Egli dimostrato un uomo di comunicazione di tipo televisivo) non meritassero di finire sotto la stivale chiodato dei neo-stalinisti di Casa Rossa , è pacifico. Troppo più alto era il messaggio di don Formenton, per terminare in piccola gastronomia politica di basso conio!Che poi in questo possano giocare amicizie personali, rapporti sociali di screziata articolazione, si capisce, ma va tenuto in privato.Cristo non faceva parte dell’Armata Rossa, semmai di quella Angelica.





Commento scritto da agli antichi dei il 20 Dicembre 2010 alle 14:54
che accanimento contro babbo natale!!!! ma vi fa così tanta concorrenza??!!! e della grande operazione messa a punto da costantino con il concilio di nicea ne vogliamo parlare???!!! non ho parole...


Commento scritto da Franco il 20 Dicembre 2010 alle 15:08
A Fabià! Vabbè che di compagni siete rimasti in pochi ... anzi pochissimi ..... ma non avrei mai creduto di sentirti addirittura difendere un prete ... solo per non far estinguere la specie .......


Commento scritto da francesco savi il 20 Dicembre 2010 alle 15:13
Caro don Gianfranco,

purtroppo è sempre difficile per l’uomo scorgere la verità. Pilato per quanto ipocrita e moderno per la sua posizione sulla verità, ci provò a dire “non vedo in quest’uomo nessuna colpa..” ma la folla, oggi come allora grida “LIBERA BABBO NATALE E CROCIFIGGI DON GIANFRANCO”

E’ sempre la stessa storia… ma per questo sei prete!



Commento scritto da francesca il 20 Dicembre 2010 alle 15:28
Per la precisione: San Nicola era originario di Mira, quindi era turco e non albanese.

Felice Natale a tutti.


Commento scritto da Lettore non frettoloso il 20 Dicembre 2010 alle 16:02
Al di là dei punti di vista, che possono i più variegati, quando si tratta di don Formenton (e forse è proprio ciò che Egli vuole) ,una cosa balza agli occhi: don Gianfranco ha indirizzato la sua lettera anche ad un'altra emittente on-line, con il risultato che il rapporto dei commenti è di 26 a 6. Ciò dimostra, anche a chi non vuole osservare, quale sia la vera tribuna delle opinioni degli spoletini, di destra e di sinistra.


Commento scritto da Ostunese il 20 Dicembre 2010 alle 16:56
Caro Don, non avrei voluto leggere parole come quelle che leggo soprattutto se scritte da un prete e soprattutto da lei. Questa storia della coca cola l'ho sentita anche da altri pulpiti che poi alla fine della Messa di Natale fanno intonare conzoni natalizie in lingua straniera (inglese) perché fa snob (le stesse canzoni si possono cantare in italiano così capiscono anche gli ignoranti come me). Perché, ammettendo che il concetto di ciò che scrive è giusto, non si scaglia contro la grande influenza che la Chiesa non usa nel contestare gli atteggiamenti dei nostri potenti cui, nonostante separazioni, divorzi, vita sregolata, droga, feste e festini con minorenni e con maggiorenni e senza il minimo segno di pentimento, si permettono di presentarsi davanti all'Altare per nutrirsi del Corpo di Dio? Non travisatemi perchè non parlo di una sola persona in quanto di questo stampo ce n'è di tutti i colori. Certo Don Formenton moralmente non ne farà parte ma è parte integrante di una categoria, quella del Clero, che ultimamente ha i suoi problemi nel dimostrare che persone, di cui si avvale, non hanno verso i bambini un amore deviato. Cosa farà Don Formenton? se la prenderà anche con i Re Magi perchè hanno portato al Santo Bambino l'oro, l'incenzo e la mirra invece di legna da ardere, qualche vestitino e qualcosa da mangiare?

Ricordi Don Formenton che ci sono bambini che si accontenteranno di avere da Babbo Natale un euro di caramelle e che con questo poco ci regaleranno e le regarenno un semplice sorriso che, per noi e per voi grandi pensatori ed oratori, sarà il più bel regalo di Natale. Lasci, Don Formenton, che i bambini sognino la notte di Natale, dia a noi genitori la possibilità di farli sorridere, purtroppo avranno modo di piangere e di soffrire, e poi se la prenda con tutto il resto. Don Formenton non le auguro Buon Natale ma molto di più, le auguro che un bambino le dedichi il proprio sorriso e la propria felicità nella notte di Natale perché lei gli avrà regalato una carezza e, perché no, un dolcetto. Auguri per tutta la vita a lei e a tutti quelli a cui lei vuole bene. (Le ho dato una grossa responsabilità)


Commento scritto da Ostunese il 20 Dicembre 2010 alle 17:10
Voglio sperare che la lettera di Don Tonino Bello, inserita nel commento di Franco, venga letta anche e soprattutto dal Clero specialmente negli strati più alti che a quanto ne so hanno capitali e disponibilità veramente consistenti.


Commento scritto da massimo macrì il 20 Dicembre 2010 alle 17:19
L'asse catto-comunista venutasi a creare tra il Don Formenton e il Sig. Fabiani testimonia gia di per se che il sacerdote è motivato non da una sana vena pastorale, ma da motivazioni squisitamente politiche. Io (lo ammetto) da ex Democristiano ricordo quando il nostro defunto partito era spinto in campagna elettorale dai vescovi e dai parroci, e il nemico era l'ateismo comunista. Già allora ritenevo che questa posizione di parte fosse fuori luogo per il clero, che avrebbe dovuto sostenere, al contrario, valori cristiani trasversalmente in tutti i partiti politici. Oggi accade esattamente il contrario, lo abbiamo visto con l'ex vescovo e oggi lo vediamo con questo nuovo paladino del comunismo, gran parte di questo esercito religioso è schierato con la sinistra e fortuna che le vecchine dei miei tempi democristiani sono oramai morte tutte, altrimenti non immagino con quale faccia gli stessi preti di allora avrebbero avuto il coraggio di intimare alle stesse vecchiette di votare esattamente al contrario di come gli avevano raccomandato per anni. Ma la forza della sinistra è stata sempre questa: vedere, prevedere e progettare a lungo termine, molti dei sinistri figuri che, negli anni 70 infuocavano le piazze con slogan e petardi oggi sono stati inseriti in magistratura, ed esercitano la loro professione mandando a casa i teppisti degli scontri romani di questi giorni e mettondo sotto inchiesta i poliziotti chiamati a difendere la legalità e noi cittadini. Probabilmente una trentina di anni orsono qualcuno progettò l'okupazione dei ruoli clericali e Don Formenton è l'espressione di quel progetto. Complimenti!


Commento scritto da Marco Morganti il 20 Dicembre 2010 alle 17:25
Bravo Formenton, sei sempre un grande!


Commento scritto da Anna il 20 Dicembre 2010 alle 18:11
Di bello nel suo intervento c'è solo il disegno di Gesù bambino insieme a San Giuseppe messo di fianco alle parole...per il resto lei caro Don Formenton è insopportabile come sempre e parla così, solo per suscitare polemiche e sdegno.

Impari a non fare di tutta l'erba un fascio perchè esistono anche persone che pur "credendo" a Babbo Natale sono più cristiane di lei


Commento scritto da emanuele baldini il 20 Dicembre 2010 alle 19:12
....e tutto ciò per una favola chiamata cristianesimo.

ah ah ah ah


Commento scritto da Franco il 20 Dicembre 2010 alle 21:20
@ ostunese : che lettera di don Tonino????????


Commento scritto da gianfranco formenton il 20 Dicembre 2010 alle 22:50
In te la botegha de un vecio de Asiago, che xe 'na scrita che a xe 'na verità scieta: "Sò responsabie de queo che go dito mi, no de queo che te ghe capìo ti!". Ciaro come l'aqua! No xe vero? Bon Nadae a tuti!


Commento scritto da commento 36 il 21 Dicembre 2010 alle 01:03
Visto il commento 35, credo che Narciso sia per qualcuno (pateravegloria) l'unico Dio cui portare rispetto, visto come avidamente guarda nello specchio i cerchi che ha creato buttando un sasso da quattro soldi nell'acqua. Io, personalmente, non so cosa darei per riavere l'innocenza, l'ingenuità, la sincerità della mia infanzia, l'essere felice per delle illusioni (forse) , ma che comunque mi hanno lasciato dentro una consapevolezza che, adesso a sessantanni, sono molto felice di avere avuto. E forse anche i Babbi Natale ( che non è Gesù da piccolo) hanno contribuito a farmi fare questo piccolo, personale, insignificante percorso.

P.S. caro don Gianfranco, si rassegni, siamo calvi tutti e due, ma Lei assomiglia molto più di me a John Malkovich...ed un po' la invidio.

Le auguro di trovare il giorno di Natale (o la festa del Sole Invitto, come era nel culto mitraico, o il solstizio d'inverno) sotto l'albero, o accanto al presepe -come preferisce- qual calore che tutti, Lei compreso, cerchiamo in questa terra fredda e che qualche volta crediamo abbandonata da Dio. Non è vero, e se lo penso io, senza presunzione, deve crederci.

Un abbraccio.

Tubalkain


Commento scritto da otaner il 21 Dicembre 2010 alle 06:36
Nessuno e un buon profeta in patria ma nemmeno a Spoleto a quanto pare.

La cosa che fa più sorridere è il polverone che può sollevare l'esprimere il proprio parere, (l'ho imparato ad un corso di psicologia industriale)e non accorgersi che si sta guardando lo stesso problema ma da lati diversi buon natale a tutti.


Commento scritto da fabio il 21 Dicembre 2010 alle 13:09
Perchè tanto chiasso?

Io credo in babbo Natale ma solo perchè mio padre si chiamava veramente Natale;

per Gesù Bambino (Alias Gesù) è ormai certo ed accettato che non è nato il 25 dicembre e quindi.......

Perchè tanto chiasso ?

Non c'è veramente niente da festeggiare questo prossimo 25 dicembre.....

Nulla!

(e sia per i credenti che per i non credenti ..... lasciamo festeggiare alla Coca Cola ed alla Vodafone......)


Commento scritto da libero pensatore il 21 Dicembre 2010 alle 14:44
Professor Fabiani, nel rispetto della sua superiorità intellettuale, le chiederei di rispettare l'intellettualità degli altri, che magari non è pari alla sua ma non per questo va denigrata ogni qualvolta non concordi con la sua linea di pensiero.

A mio parere Gianfranco non aveva certo bisogno del suo impetuoso intervento per far capire cosa intendesse dire, le interpretazioni poi fanno parte di quella sfera chiamata libertà.

A questo proposito, in relazione al fatto del mostrare il vero volto, eccomi qua: mi chiamo Sandro Fumini, si ricorderà di me.. Tuttavia le ricordo, a lei che parla spesso di libertà, che libertà è anche potersi dare un nome diverso in un blog senza necessariamente essere etichettato come ipocrita.



Cordialmente









Commento scritto da luigi battipaglia il 21 Dicembre 2010 alle 15:07
Caro Don Formenton, ti deve confortare il fatto che a questi pochi dissidenti si contrappongono le migliaia di cittadini che la pensano come te. Ogni regola ha le sue eccezioni.


Commento scritto da picioni paolo il 21 Dicembre 2010 alle 20:41
Caro Don??? Formenton, non riesco a capire tutta la sua rabbia e Il suo risentimento contro il povero babbo natale, lo sa? ragiona proprio da CATTOCOMUNISTA, anzichè scrivere tutte queste esternazioni così forbite perchè non pensa a tutti i problemi che ha in questo momento la S. Chiesa? Perchè visto che si preoccupa così tanto dei bambini del terzo mondo,anzichè stare in questa America non va lì a prestare il suo operato? Sia Sereno un Buon Natale.


Commento scritto da mirco il 21 Dicembre 2010 alle 22:13
giù le mani da don Formenton, se il cristianesimo è soprattutto volgere lo sguardo a gli umili ,ai bisognosi e a chi è in difficoltà, perchè un parroco non dovrebbe criticare quelle filosofie politiche che invece sono l'apoteosi dell egoismo sociale?


Commento scritto da Una Spoletina il 27 Dicembre 2010 alle 17:09
Ma ce ne fossero di sacerdoti come Don Gianfranco ed altri come lui!!! Sua Eccellenza il Vescovo dovrebbe essere grato alla Divina Provvidenza che glieli ha inviati. Non abbiamo bisogno di salmodianti preti vecchio stampo che non sono attenti ai veri problemi della gente.



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