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La voce del padrone, 18 Gennaio 2011 alle 19:08:20

Cambiano le regole dei commenti agli articoli di Spoletonline

Grazie a tutti i lettori per averci dato il ruolo di forum della città. Adesso alcune modifiche per crescere ancora di più [Commenti]

Innanzitutto una premessa: "Grazie" a tutti Voi lettori per averci fatto diventare, con i Vostri interventi, un'immensa risorsa e luogo di confronto online per Spoleto e i suoi cittadini, a cominciare dal sindaco.
Basta dare uno sguardo al numero di commenti che collezioniamo (tutti con I. P. differenti e, soprattutto, tutti autentici) e alle discussioni che si vengono a creare ogni volta che si parla di politica, attualità e cronaca, per capire come il nostro giornale sia ormai un forum della città, un punto di incontro tra diverse vedute che si confrontano, spesso anche con toni acuti, esprimendo punti di vista


genuini dell'opinione pubblica.
Tuttavia, è bene ricordarlo, Spoletonline è e rimane prima di tutto un quotidiano. Pertanto, anche i commenti in esso contenuti non possono essere "da bar". Almeno, questo è ciò che noi riteniamo sia giusto, anche e soprattutto nel rispetto dei protagonisti degli articoli e del lavoro della Redazione. Inserire lo strumento dei commenti nel nostro giornale è stata, a suo tempo, una novità anche per noi. Una novità senza dubbio vincente, che tuttavia ha comportato un periodo di rodaggio anche per noi. Riteniamo che tale periodo possa considerarsi ora concluso e, dopo ampio e aperto confronto, la Redazione ha deciso quanto segue.
Da oggi la politica dei commenti subisce alcune sostanziali variazioni. Oltre al disclaimer, che tutti i nostri commentatori trovano in fondo al modulo per la compilazione dei commenti ai vari articoli, da adesso entrano in vigore alcune nuove regole. La prima: non saranno più pubblicati commenti volti a screditare questo o quel personaggio o gruppo politico sulla base di illazioni prive di contenuto e dimostrabilità, o che comunque non arricchiscono in alcun modo la discussione inerente l'articolo. La seconda, strettamente correlata alla prima: non saranno più pubblicati commenti che non siano strettamente inerenti l'articolo in questione, onde evitare di mandare fuori tema la discussione. La terza, legata a refe doppia con le altre: non saranno più pubblicati commenti di carattere personale, della serie "botta e risposta" di tipo ideologico che generalizzano la discussione rendendola di fatto sterile. La quarta: critiche gratuite e generiche del tipo "caro Tizio, non vali proprio niente e lo hai dimostrato oggi", oppure "voi (nome di un partito o gruppo politico) non siete in grado di riconoscere una lucciola da una lanterna" e via discorrendo, non troveranno più spazio su questo giornale. La quinta: è proibito l'utilizzo di qualsiasi turpiloquio, neanche utilizzando puntini di sospensione dopo la prima e prima dell'ultima lettera della parola scurrile in questione. La sesta: i commenti censurati per i motivi di cui sopra, saranno pubblicati con il nome dell'autore e la scritta in maiuscolo COMMENTO CENSURATO, onde dare allo stesso la cognizione di quanto deciso dalla Redazione e, al contempo, la possibilità immediata di riformulare il proprio pensiero e inviarcelo di nuovo.


Lo scopo di questo, per così dire, "giro di vite" è, ovviamente, quello di innalzare di qualche gradino il livello del nostro servizio, per garantire discussioni interessanti e non strumentali o - peggio ancora - banali a tutti gli utenti di Spoletonline. Non ce ne voglia nessuno, ma crediamo sia la cosa più giusta da fare per proseguire nel processo di crescita che riteniamo di aver intrapreso ormai da qualche tempo.


La Redazione



Commenti (31)

Commento scritto da samuele bonanni il 18 Gennaio 2011 alle 19:30
ok!


Commento scritto da cittadina il 18 Gennaio 2011 alle 19:42
perfetto! con queste nuove regole potremmo anche arrivare a firmarci tutti con nome e cognome, ciò che finora lo ha impedito è stato proprio il livello diseguale dei commenti, alcuni seri, altri da rivista goliardica, e ognuno di noi ogni tanto s'è lasciato andare al commento "da bar"..... stiamo a vedere!


Commento scritto da Luca Ministrini il 18 Gennaio 2011 alle 19:58
A mio modesto parere sarebbe sempre buona norma firmarsi per esteso. CHi non ha coraggio di farlo potrebbe astenersi dal "commentare". Non credo debba essere una regola ma solo buona educazione.


Commento scritto da michel g. jacob il 18 Gennaio 2011 alle 20:50
Benissimo! Aggiungiamo che l'uso del proprio nome e cognome sarebbe graditissiimo onde evitare offese ad altri. Mi sembra che è ora di guardarsi in faccia, o non commentare da dietro una maschera. In fede, come sempre.


Commento scritto da Sandro Fumini il 18 Gennaio 2011 alle 21:12
Ottimo, una scelta che consentirà ai tantissimi lettori di poter commentare più serenamente, con o senza firma per esteso. Grazie per il vostro impegno nel migliorare voi ma anche tutti noi.


Commento scritto da fausto manasse il 18 Gennaio 2011 alle 23:44
Complimenti Daniele, mi auguro che in un prossimo futuro tu ti trovi in grado di pubblicare solo commenti firmati, cosicché ogni confronto diventerà più civile ed interessante.


Commento scritto da Enzo Marchese il 19 Gennaio 2011 alle 07:00
Caro Direttore,completamente in sintonia con la sua decisione.Ad Majora


Commento scritto da MASSIMO PIZZOTTI il 19 Gennaio 2011 alle 08:15
Ottima scelta . L'uso della firma credo sia solo rispetto verso gli altri e un modo per non gettare fango gratuito e critiche inutili verso gli altri , cosa ormai sempre piu' attuale .

Saluti a Daniele e a tutta la redazione


Commento scritto da Rita Correnti il 19 Gennaio 2011 alle 09:17
Evviva! Finalmente d'accordo. La firma dei propri interventi è un atto di civiltà e di crescita culturale. Bene il bando a tutti quei commenti beceri che falsano il ruolo dei blog e dei giornali online. Anche da qui passa la coscienza sociale. Grazie


Commento scritto da Carlo Petrini Capogruppo PDL il 19 Gennaio 2011 alle 10:13
Complimenti Daniele " (Ubaldi)". Più volte abbiamo affrontato l'argomento dei commenti con te e con altri tuoi colleghi. Persino il Sindaco, assiduo commentatore fino a pochi giorni prima del rimpasto, ha pubblicamente chiesto di apporre la firma ai commenti. Il mio pensiero in merito non era tanto se il commento è anonimo o no, ma nel merito del contenuto dello stesso. A volte alcuni commenti sono per noi che facciamo politica utili e addirittura più puntali e documentati dell'articolo in discussione anche se anonimi. Le regole che hai deciso, dovrebbero essere regole di civiltà e di rispetto del lavoro degli altri, che facciano politica o no. Colgo l'occasione di fare una raccomandazione a 360 gradi, che non vuole essere polemica, chiedendovi di essere sempre imparziali nell'esercizio delle vs funzioni. Saluti Carlo Petrini.


Commento scritto da Michael Surace il 19 Gennaio 2011 alle 10:21
Da sempre persone come il sottoscritto e tanti altri, mettono la faccia sui commenti cercando anche di dare il buon esempio e di stanare tanti "avatar" che dietro a nickname fantasiosi cercano solo di far scadere la qualità dei dibattiti sui commenti. Ci piacerebbe parlare nei commenti con persone reali e su argomentazioni non pregiudizievoli e da bar, ma oggettive e ragionate. Poi ognuno avrà la sua opinione e le prove a proprio carico.



Ottima iniziativa Direttore !


Commento scritto da Dica il 19 Gennaio 2011 alle 10:51
Secondo me il menù incomincia a puzzare di regime, in quanto molte cose vengono a galla fino a quando vige un pochino di privacy, cioè scrivere in anonimia, e questo non vuol dire nascondersi dietro ad un dito, ma sicuramente libertà di difendersi e di stampa democratica, in quanto sappiamo che appena punti il dito a qualcuno che conta ti addossano subito il marchio sociale con il rischio poi di persecuzioni e ritorsioni sul posto di lavoro di lavoro.

Se questa è miglioria, per me no.



Commento scritto da Andrea Falcone il 19 Gennaio 2011 alle 12:04
Saggia decisione, anche perchè ci sono delle norme da rispettare...io metterei anche una forma di registrazione con tanto di riconoscimento della mail inserita.


Commento scritto da deleterio83 il 19 Gennaio 2011 alle 12:44
piu pilu per tutti


Commento scritto da cittadino il 19 Gennaio 2011 alle 13:16
Ho dei dubbi. Certamente talvolta qualcuno ha ecceduto, ma in tali casi sarebbe stato sufficiente non pubblicare il commento. La decisione presa dalla redazione è corretta, ma non tutti sono nella condizione di esporsi a possibili vendette da parte di chi conta. Ho inoltre un sospetto, sicuramente infondato: non sarà che la redazione ha ricevuto pressioni dall'alto, da chi le critiche, specialmente se giuste, proprio non le sopporta? Fare giornalismo è difficile; fare giornalismo libero da condizionamenti è quasi impossibile.


Commento scritto da L'Americano il 19 Gennaio 2011 alle 13:32
Sarò l'unico a dissentire ma non sono d'accordo, sarà che sono per un primo emendamento all'americana. C'è già abbastanza di 1984 online...


Commento scritto da Mauro Cecconi il 19 Gennaio 2011 alle 13:43
Sono curioso di vedere come verranno messe in pratica queste regole. L unica regola che dovrebbe essere adotattata è quella del "buon senso" secondo me. Mi sembra che vogliate rendere questo spazio "monocolore" rimuovendo anche i coloriti commenti di chi vuole dire la sua... e non tutti sono professori ed acuti pensatori.Ma da tutti c' è da imparare. Almeno secondo me. La censura sulle parolacce o insulti potevate farla anche prima... A volte i commenti sono da Bar ma perche pure l argomento è da Bar...a volte si va fuori tema ma si nota anche un ritorno al tema quando interviene l autore dell articolo. Nella mia modesta opinione sarà molto + noioso...appunto monocolore...

Con i migliori saluti.


Commento scritto da Redazione Sol il 19 Gennaio 2011 alle 14:20
Forse qualcuno ha frainteso. Non abbiamo parlato di obbligo di inserire nome e cognome, anche perchè chiunque potrebbe inventarli facendoli sembrare una firma autentica. L'unica cosa che abbiamo voluto mettere in chiaro è che nel caso in cui un commento non rispetti la "linea del buon senso" esposta in questo annuncio verrà pubblicato con la dicitura "Censurato", ma il nome sarà quello usato dall'utente al momento dell'inserimento del commento, quindi un nome "reale" o uno pseudonimo, è indifferente.



La redazione di Sol


Commento scritto da giorgio mariottini il 19 Gennaio 2011 alle 15:32
Come l' Orso in borsa,

questa testata relega

lo status dei commentatori

in secondo piano,

in una scatola chiusa da cui non potete sfuggire.

Come se i politici dovessero avere una forma di privilegio

nel normale scorrere del giornale.

Giusti i commenti ad ogni articolo,

volgare invece è il non dare possibilità al Cittadino di dire quello che pensa senza doversi esprimere "solo" con una riposta al politico di turno,

servito e riverito sempre.

Quindi il servizio che Spoletonline offriva

a TUTTI è sparito

Scarsa quindi la portata democratica di ogni iniziativa che censura i

nomi e cognomi di semplici Cittadini,

che vogliono vedersi pubblicare liberamente ma

che,

secondo Ubaldi

non hanno le caratteristiche per poter dire la propria liberamente,,

se non per essere confinati come mucche,

nel recinto dei commentatori.

che non hanno possibilità di essere attori dell' espressione del proprio pensiero.

Infatti la testata offre titoli ed aperture,

e si nota benissimo,

solo a chi conta e magari

non ha niente da dire.

Che degrado!!!!!

RISPOSTA: Caro Giorgio, mi permetto di darti del "tu" visto che così facciamo quando ci si incontra. Non ho parole. Parli di degrado, di servizio che è sparito, di commentatori confinati come mucche, di censura e di assenza di democrazia, addirittura ventilando un certo servilismo nei confronti della politica, dimostrando pertanto di non leggere Spoletonline così tanto spesso come affermi. Per tua informazione ti ricordo che siamo gli unici a non prendere un centesimo dal Comune di Spoleto, che anche in questi giorni sta stanziando, a pioggia, cifre importanti per dei “publiredazionali” su altri mezzi di comunicazione (consultare l’albo pretorio http://www.comune.spoleto.pg.it/albo_pretorio del Comune per averne conferma).

A noi tutto ciò non interessa ed è per questo che non siamo ricchi, ma senza dubbio liberi e anche molto letti.

Un caro saluto

Daniele Ubaldi - Editore


Commento scritto da Tebro Politi il 19 Gennaio 2011 alle 16:16
Egr. signor direttore, anche io, come molti altri, stamane stavo per complimentarmi. Rileggendo l'articolo però mi sono reso conto che tra le novità non c'era l'obbligo di inserire nome e cognome e quindi ho rinunciato.

Ora però leggo la Sua risposta di chiarimento e non condivido ciò che lei dichiara. E' vero, così come è al momento, chiunque potrebbe mettere un nome fittizio ma se invece si desse la possibilità di commentare previa iscrizione con verifica dell'indirizzo e-mail così come si usa per molti altri siti web?


Commento scritto da Redazione Sol il 19 Gennaio 2011 alle 16:29
Per Tebro Politi: anche la sua proposta potrebbe essere aggirata facilmente per rimanere anonimi. Basterebbe creare un indirizzo email ad hoc per l'iscrizione sul giornale, usando il nome e cognome fittizi che poi figurerebbero come generalità del commentatore (in realtà anonimo).

L'unico dato attendibile è l'indirizzo ip, ma quello non possiamo renderlo pubblico.

La redazione di Sol


Commento scritto da Manuele Fiori il 19 Gennaio 2011 alle 18:31
E' il caso di dirlo... ERA ORA!

Ennesima mossa di distinzione a crescita della qualità del giornale.


Commento scritto da Pio Bernardo il 19 Gennaio 2011 alle 18:55
dissento!

anche voi farete censura e io dissento


Commento scritto da Maria Rita da Perugia il 19 Gennaio 2011 alle 19:53
ADDIO SOL !


Commento scritto da Statue Parlanti il 19 Gennaio 2011 alle 22:52
Molto giusta e ragionevole la decisione di Daniele Ubaldi di porre delle regole, fissare dei paletti di comportamento di cui, talvolta , si sentiva proprio il bisogno, visto il tenore di alcuni commenti, pochi per la verità.

Addirittura, l’iniziativa di Ubaldi sarebbe stato anche superflua, se non inutile, se ognuno si attenesse a criteri di buonsenso e di rispetto del prossimo, fermo restando il diritto al libero giudizio , sia politico che personale, nell’ambito delimitato della sfera pubblica di attività dei soggetti di cui trattasi volta per volta.

Quello su cui non sono d’accordo è l’interpretazione estensiva che alcuni, ma non pochi, stanno dando in ordine alla nominatività (o sull’anonimato dei commenti). Il fatto che anche esponenti politici dell’opposizione sposino questa linea (evidentemente le parole dell’Ubaldi non dovevano essere un gioiello di chiarezza) dimostra come la trasversalità della gestione del potere sia un male endemico.Da sempre, il potere ama individuare chi lo critica, per tenerne poi conto e rivalersi nei modi che, di tempo in tempo, ritiene a sé più utili. Nello Stato della Chiesa, fin dal 1500, iniziarono a circolare commenti anonimi, attaccati ad alcune statue cosiddette “parlanti” (Pasquino, Abate Luigi, Madama Lucrezia, il Facchino, ed altri) che commentavano satiricamente le vicende della politica temporale della Curia Romana, rappresentando la più importante, forse l’unica, voce libera di quel periodo storico.Mi si dirà: ma allora c’era l’Inquisizione, il controllo sulla pubblica opinione era ferreo, di tipo poliziesco. E’ vero, ma credo di poter affermare che tante vicende odierne, sebbene alla lontana, richiamano l’idea del fastidio dei potenti rispetto al libero pensieri dei cittadini-sudditi.Del resto , il grande successo dei blog, da Dagospia (nella rubrica “lettere a…”) a numerosissimi altri, in cui i messaggi sono al 90% anonimi, dimostra che questa “pulsione” ad esprimere il proprio parere personalissimo, talvolta l’indignazione sacrosanta, tal’altra una forma di satira politica (che grazie a Dio, ancora non è spenta, dopo anni ed anni di televisione e di stampa “spazzatura”), trovano, nella declinazione anonima, un canale più spontaneo, più sincero, senza secondi fini, al riparo da ruffianerie e, anche, da successive rivalse. CHI VUOLE FIRMARE, FIRMI. IO, SE AVRO’ VOGLIA DI COMMENTARE O DI SEGNALARE QUALCOSA DELLA VITA CITTADINA, DECIDERO’ CASO PER CASO. W LA LIBERTA’. LA CENSURA E’ SEMPRE UN LIMITE. I REGGI-CODA CI SGUAZZANO.



Commento scritto da samuele bonanni il 19 Gennaio 2011 alle 23:00
ha creato più commenti da bar questo articolo che altro... Nessuno è obbligato a leggere questo quotidiano. Se ci sono delle regole vanno rispettate. Non trovo il problema sinceramente. Non siamo obbligati a leggere tutto. La scelta è possibile!!! Almeno per ora... Saluti a tutti!


Commento scritto da giorgio mariottini il 19 Gennaio 2011 alle 23:01
Caro Ubaldi

non ho mai pensato un attimo

al servilismo riguardo all' informaxione dhe offri,

anzi!

Penso piuttosto a

leggittime scelte redazionali

che però possono mettere in difficoltà

chi si vuole esprimere libero

e magari non è nessuno.



Commento scritto da Sandro Fumini il 20 Gennaio 2011 alle 00:16
Vedo che in effetti quanto scritto dalla redazione non è stato completamente recepito oppure è stato mal interpretato da molti. In nessun blog del pianeta è mai stato obbligatorio inserire nome e cognome e altri dati personali "autentici", e SOL non ha infatti avanzato una pretesa simile. E' anche vero che tutti i blog o forum di un certo valore o di una certa credibilità, per mantenere sia l'uno che l'altra vengono moderati e hanno le loro regole. Non vedo perchè questo caso debba essere diverso.


Commento scritto da cittadina il 20 Gennaio 2011 alle 09:33
Sono stata tra i primi a commentare questo nuovo corso di SOL, ritenendolo valido per innalzare la qualità degli interventi e del dibattito. Per inciso, usando il condizionale, ho pure ipotizzato la possibilità di usare d'ora in poi nome e cognome. Giustamente la redazione ha rettificato che questa non era una condizione posta dall'articolo, non stava scritto da nessuna parte. Allora mi viene il sospetto che molti leggano distrattamente l'articolo per volare subito ai commenti e buttarsi nello sfizioso passatempo del botta e risposta, possibilmente condito con un pizzico di vetriolo, cosa molto più divertente e meno impegnativa di un confronto leale, basato sulla reciproca comprensione e perciò magari anche costruttivo.

Dopo di che è altrettanto ovvio che ognuno è libero di giocare come vuole, con battute da bar o da rivista goliardica, ci mancherebbe, o di alternare momenti seri ad altri scherzosi, magari senza trascendere, senza offese dirette e parolacce (benvenga in questo caso la censura!!).. ma la questione della firma, qualunque sia il proprio atteggiamento, resta un falso problema, ciò che conta sono i contenuti che si è in grado di esprimere e quanto questi contribuiscano alla crescita personale e della collettività, almeno a me sembra che in questo momento, così decadente e problematico, questa sia la priorità.

Capiterà ad ognuno di noi di leggere/scrivere commenti in blog/discussioni nazionali e internazionali dove è assolutamente irrilevante che un tizio/una tizia si chiami brambilla o smith, anziché pietro o john.

Non bisognerebbe mai dimenticare che la nostra amata/odiata spoleto resta pur sempre una cittadina di provincia, con tutti i limiti che ciò comporta, per cui chi ha fatto la scelta, o ambisce ad avere un ruolo pubblico dovrà o preferirà firmarsi per esteso, ma altri, più riservati, ma non per quesro meno sensibili alle sorti della città, hanno il medesimo diritto di esperimere civilmente ciò che vogliono e pensano, pur restando anonimi... in fondo quando andiamo a votare nessuno ci chiede di firmare la scheda elettorale!





Commento scritto da Cicero il 20 Gennaio 2011 alle 11:58
Forse molti di noi non hanno ben interpretato il comunicato della Redazione e sbagliano a pensare che dietro tutto questo ci sia un tentativo di ingerenza da parte del Potere. Comunque le chiacchiere stanno a zero: vedremo nei prossimi giorni come si regolera' la redazione nell'applicare la censura e, sopratutto, vedremo se da parte dei lettori ci sara' un piu' ponderato utilizzo dei commenti oppure se questi ultimi cesseranno quasi del tutto.


Commento scritto da FERRO E RUZZA il 20 Gennaio 2011 alle 18:05
COMMENTO CENSURATO


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