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Spoleto - Le Spigolature di Sandro Morichelli, 23 Maggio 2011 alle 11:43:34

Sfiorato il suicidio

[Commenti]


Sandro Morichelli

Il suicidio è determinato da fattori particolari, prevalentemente da un improvviso offuscamento del cervello o da una cupa disperazione. In occasione di una edizione del Festival dei Due Mondi notai accanto al muraglione del Ponte delle Torri una donna di rara classe e bellezza. La riconobbi subito. Era una famosa attrice italiana che aveva


interpretato ruoli da protagonista in film italiani e stranieri. Piangeva. Mi avvicinai e le parlai pronunciando parole di incoraggiamento affermando che la vita è bella. I brutti momenti passano a tutti. La invitai a pranzo. "Andremo insieme a mangiare i tartufi e il genuino cibo presso la trattoria di Palmario a Monte Pettino a mille metri di altitudine sul livello del mare". Dopo non pochi tentennamenti aderì al mio invito. Palmario, come sua consuetudine, fu gentilissimo. Ci preparò un tavolo, non all'interno del ristorante, ma sotto un capannone che accoglieva un carro agricolo, fieno e una macchina tagliaforaggio. L'affascinante attrice mi narrò la sua vita. Era delusa. Il suo convivente l'aveva lasciata in tronco per unirsi ad una giovanissima modella tedesca. Ogni tanto, e ciò ci faceva divertire, i curiosi si affacciavano per vedere da vicino l'attrice che per alcune volte mi poggiò affettuosamente il viso sulla spalla sinistra. Tra noi due non avvenne alcunché di anomalo. Rientrammo a Spoleto in serenità. L'attrice mi ringraziò manifestando la gioia di essere viva. Non l'ho più vista. Penso che abbia dimenticato il mio nome. Per due giorni ricevetti telefonate di amici di Pissignano, di Campello sul Clitunno e di Campello Alto. Esternavano la loro stupefatta ammirazione per aver sedotto la bella italiana. Per anni, in occasione di mie visite al ristorante di Palmario, deceduto alcuni anni fa, gestito oggi dal figlio Giovanni, mi sono sempre sentito dire "beato te che te la fai con così belle....pecore!". È proprio vero. La fantasia non ha limiti. L'attrice unica cosa che fece fu quella di appoggiare la testa sulla mia spalla sinistra, entusiasta di aver respinto la folle idea del suicidio. A quei livelli, a mio modesto parere, si può parlare di futili motivi. È quello che dirò la prossima volta a Giovanni allorché mi porterò a pranzo al suo rinomato ristorante contornato da sempre verdi boschi ove vengono propinate gustose pietanze e il famoso tartufo nero, che va a ruba essendo ritenuto.....afrodisiaco.



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Commenti (1)

Commento scritto da Riccardo il 24 Maggio 2011 alle 15:25
Carissimo Sandro,

il tuo pezzo è bellissimo, il tuo stile semplice e allusivo è proprio calato dalla dolce vita. Io penso, che tra storie vere e meno (ma chi se ne importa tuo sei uno scrittore e non un semplice giornalista), tu hai saputo portare la dolce vita anche da "noaltri". Dico questo non per ridurre la portata dei tuoi scritti, anzi con ammirazione poiché di quel mondo degli anni '60 romani, tu hai saputo darcene un pezzetto in questa nostra città di provincia. Io sono certo che se tu fossi stato a Roma negli anni della dolce vita saresti divenuto senza ombra di dubbio un grande attore e protagonista di episodi memorabili.

Grazie Sandro per i tuoi racconti, spero che spoletonline possa ospitare regolarmente una tua rubrica che ci ricorda quando io e te eravamo giovani e belli e per divertirci certo non facevamo uso di altro che della nostra voglia di viviere e di amare le belle donne (meglio se straniere).

Con affetto e amicizia.

Riccardo

p.s.

ah, dimenticavo, sei sempre il solito incorreggibile: dopo la pubblicità fatta a Giovanni di Pettino ci toccarà mangiare gratis da lui.


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