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Valnerina - Libri, 12 Agosto 2011 alle 13:51:35

L’odore del Novecento. Guerre, migrazioni e luoghi di memoria nel libro di Luciano Trincia

La presentazione dell’opera in Castellina, martedì 16 agosto alle 18

I gradi eventi del XX secolo raccontati attraverso le vicende di una famiglia italiana. Può essere collocato nell'ambito delle celebrazioni per il 150° dell'Unità d'Italia l'ultimo libro di Luciano Trincia intitolato "L'odore del Novecento", che narra una storia al tempo stesso "pubblica" e "privata",


 in cui i grandi eventi del "secolo breve" si intrecciano a vicende individuali, a volte drammatiche, a volte felici. L'opera, finita di stampare lo scorso mese di giugno, sarà presentata a Norcia il prossimo martedì 16 agosto alle ore 18, presso il cortile della Castellina, su iniziativa dell'Archivio storico comunale. Vi prenderanno parte lo stesso autore Luciano Trincia, il sindaco Gian Paolo Stefanelli e il vicesindaco e assessore alla cultura Franco Mirri. Con il sottotitolo "Guerre, migrazioni, luoghi di memoria nelle carte di Luigi Trincia (1912-1990)", il libro riproduce documenti e immagini inedite che fotografano passaggi importanti della storia d'Italia. La stessa copertina raffigura una lettera del dicembre 1945, scritta su carta intestata della "Camera dei Fasci e delle Corporazioni", cui si sovrappone un timbro con la nuova dicitura "Camera dei Deputati". Ma il libro è anche una storia al femminile. Molte pagine sono dedicate a Enrica, una ragazza di Norcia che si sposa nel 1911 a diciotto anni e rimane vedova di guerra nel 1916 a ventitre anni, con due figli a carico. Dall'Umbria si trasferisce a Roma, dove studia alla scuola di Ostetricia alla Sapienza e diventa una delle prime ostetriche diplomate della capitale, per trasferirsi poi al Sud, in una cittadina vicino Salerno per esercitare la professione di levatrice, trovando così la sua strada di donna e di madre in anni in cui il ruolo femminile era confinato quasi esclusivamente ai lavori domestici. Dalla lettura e dalle immagini che accompagnano il testo risulta un vivace spaccato dell'identità personale e collettiva nell'Italia del Novecento, una fotografia a volo d'uccello sul Paese e sulle sue profonde trasformazioni, dai primi anni del secolo alla caduta dei regimi comunisti.


 



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