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Spoleto - Visti da Lontano, 24 Settembre 2011 alle 08:24:47

'Paese mio...'

[Commenti]


Tom Hagen

C'era una volta un Paese dove gli anziani con la loro povera pensione rubavano nei supermercati e rovistavano nei cassonetti dei rifiuti per trovare qualcosa da mangiare. Le fabbriche chiudevano producendo solo milioni di disoccupati, i negozi si svuotavano e si riempivano invece le mense


delle organizzazioni umanitarie la criminalità dilagava. I giovani erano divorati dalla droga o dalla lobotomizzazione che avveniva con il canto delle sirene pubblicitarie, ciondolando come zombie molti di loro si avviavano verso gli stadi di calcio, diventando feroci e disposti a tutto pur di confrontarsi ed arrivare allo scontro fisico con gli altri subumani, scesi come orde dai paesi vicini. C'era una volta un paese pieno di Suv, apparentemente pronti per un safari ma in realtà stipati invece di ridanciani ragazzotti e povere maschere tragiche di fanciulle, disposti a tutto pur di entrare nei pub e nei bar per stramaledirsi di alcool e finire la loro vita dietro una curva.
C'era una volta un paese dove gli onesti erano banditi dalla comunità, additati al disprezzo per la loro stupida pretesa di mantenere la dignità. C'erano giornali chiusi e l'informazione controllata da fogli ossequienti e dai comunicati stampa, o dalle veline emesse dal governo. La tv era piena di presentatrici imbellettate fuori e dentro, con sorrisi stereotipati nel vano tentativo di risultare rassicuranti; programmi cloroformizzati per far cadere in letargo il pensiero.
C'era una volta un paese dove un ricco signore manifestò l'intenzione di reintrodurre lo jus primae noctis; non ci riuscì, e allora diede ordine ai suoi servi, rinchiusi 4 ore alla settimana in un posto segreto trasformato in bunker e chiamato Parlamento, di procurargli materiale umano femminile e molti padri e madri, orgogliosi di sfamarlo, portavano al suo cospetto le vittime, anch'esse comunque grate per essere scelte e pronte al sacrificio.
C'era una volta un paese dove i servi, per essere eletti e sedere in Parlamento, dovevano almeno essere indagati dalla giustizia. Se già condannati potevano invece ambire a posizioni di privilegio. Molti di questi indossavano costumi e si spingevano fino alle sorgenti del Po', dove lanciandosi acqua in goliardia si prendevano molto sul serio. I giudici erano osteggiati, delegittimati e minacciati, il ricco signore giurava e spergiurava sui propri figli la sua completa estraneità per tutto quello che gli veniva attribuito e, per dimostrarlo, varava nuove leggi ad personam.


Vicino a questo Paese, anzi all'interno dello stesso, c'era un altro Stato sovrano dove, nascosti dagli abiti da cerimonia, sorgevano una banca, un eliporto, un giornale, una tv, una radio. Questo Paese vigilava sulla moralità di tutti mentre la sua banca stringeva affari dubbi, i suoi protagonisti predicavano la buona novella infilandosi nei letti dei più giovani, e nelle più alte gerarchie si pianificavano le ingerenze.


C'era una volta un Paese dove una pornostar, dopo appena 4 anni che sedeva vicino ai servi, prese una pensione sostanziosa garantendosi una serena vecchiaia per i servigi resi al Paese.
Questo Paese è il mio Paese.



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Commenti (2)

Commento scritto da inner look il 24 Settembre 2011 alle 14:11
altro che visti da lontano, questo è uno sguardo nelle budella, o nei bassifondi del nostro paese ... condivisibile, comunque!


Commento scritto da charlie il 25 Settembre 2011 alle 02:08
io condivido quello che hai detto è ovvio e non faccio commenti:MA TI FACCIO TANTI COMPLIMENTI PER COME LO HAI SCRITTO; MAGARI TUTTI I GIORNI SI POTESSERO LEGGERE SUI GIORNALI PAGINE SCRITTE COSI';MI RALLEGRA IL FATTO CHE QUELLO CHE IO PERCEPISCO OGNI GIORNO, MA CHE PURTROPPO NON RIESCO A DIRE DIRE PERCHE' NON HO UNA PENNA FACILE COME LA TUA, SIA ESPRESSO COSI' BENE DA TE,MI FA SENTIRE MENO SOLA E SPERO CHE QUESTE RIGHE FACCIANO RIFLETTERE PER NON AFFOSSARE DI PIU' QUESTO NOSTRO SPLENDITO PAESE.TANTI TANTI COMPLIMENTI!!!!!!!!


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