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Le Spigolature di Sandro Morichelli, 31 Ottobre 2011 alle 11:40:01

Spoleto capitale dell'arte?

Spoleto capitale dell'arte? E' un sogno di mezza estate di shakesperiana memoria. Eccolo in sintesi sul filo della memoria di anni passati. Per la terza volta nella mia vita sono arrivato a Londra. Contrariamente al solito non pioveva. Anzi il cielo era in gran parte sereno, tinto di rosso


e di celeste verso l'occaso, motivo per rendere ancora più romantico nonostante che la city non invogli troppo a cullare chimere e tanto meno a fare sogni dorati. E' capitato che in virtù di un sonno profondo dopo un breve volo da Roma alla capitale britannica mi sia addormentato finendo nelle braccia di Morfeo, rimanendo con gli occhi chiusi sprofondato su un divano a molle di colore grigio.
Ho sognato come William Shakepeare, il Dante britannico, benchè non fosse mezza estate, ma fossimo alla fine della primavera. Il sogno fu straordinario, mi sembrava di volare, non a bordo di un aereo della hiberia, ma sorretto nel vuoto da un venticello caldo. Viaggiavo sopra una nuvola leggera di colore rosa che in lingua inglese si dice pink. Nel mio sogno vagavo da un continente all'altro come se mi trovassi sopra tappeto voltante dello Scià di Persia, come nelle "Mille e una Notte".
Grazie al mio tappeto persiano trapunto da mani espertissime, abilissime nel creare una fantasmagoria di colori e di piccoli trapezi trapunti con cura e fantasia, sorvolai Kobenhavn, a me carissima. Rividi l'ampio parco Tivoli ricco di ricordi. Scesi a terra e mi misi a cantare sul palcoscenico di un elegante ristorante. Tanti furono gli applausi da parte dei miei fans come ai tempi della mia giovinezza. Tante fanciulle mi vennero a baciare, esortandomi, come allora, a cantare "lo sai che i papaveri", "anema e core", "torna a Surrientu" e, dulcis in fundo, "o sole mio". Venni ingaggiato per due settimane per una bella somma di corone. Sorvolai Stoccolma. Rividi il Lido. Mi portai all'estremo nord sino a Kiruna, ammirando le renne, animali affascinanti. Sognai belle bionde dai capelli del color della stoppa, altre con i riccioli simili alle "code" dei granturchi, lisci e sottili come fili di seta. Il tappeto mi conduce a Reikevik in Islanda, facendomi assistere, proprio come allora, al duello tra i famosi giocatori di scacchi, il russo Spansky e l'americano Fisher che mi fecero perdere la pazienza. Ogni mossa costituiva una lunga attesa non conforme al mio modo di pensare. Il tappeto andava a forte velocità passando sopra tantissime capitali. Sorvolai Tunisi. Il primo atterraggio fu in una città di cui tanto si parla, Hammamet. Sostai all'hotel Savana, cinque stelle ove, non so perchè, trovai simpatiche solo le cameriere e le accudienti alle stanze.
Mi rimisi in viaggio salendo sul tappeto volante facendo scalo a Gerba la dolce, anzi la dolcissima. Nell'albergo tutti erano simpaticissimi, dal direttore alle cameriere, ai cuochi, ai facchini, agli ospiti. Sognai di fare incontri di eccezione. Venni accontentato con la conoscenza e l'amicizia di Doretta e del suo sposo Giovanbattista Signorini e della loro deliziosa amica Graziana Biancotti, una signora bionda dal fascino slavo, dai modi gentili e dalle movenze soavi. A cavallo del tappeto persiano raggiunsi il Marocco. Scesi nelle città imperiali, mi portai succesivamente nell'interno dell'Africa nera, raggiunsi la Costa d'Avorio, feci scalo tra la foresta continuando il sogno sino a giungere a Malindi in Kenia, ospite di Filippo Sinibaldi, descrittomi dai più come uno stravagante, al contrario persona sensibile e cortese.
La fantasia mi spingeva a trovare una città d'arte. Pensai tanto. Vagare per intere giornate senza sciogliere il nodo gordiano. Alla fine del sogno ritenni che Spoleto fosse designata ad essere la capitale della cultura europea come mi suggerì Luisa Todini, una fanciulla che fa innamorare subito, non si sa perchè, forse in quanto divinamente bella, intelligente, di belle maniere, fine e soave nello sguardo en el sorriso. Il tappeto si fermò in piazza Duomo, facendo sfoggio della nuova pavimentazione considerata da Vittorio Sgarbi di pessimo gusto. Abbandonai il tappeto volante avendo raggiunto la meta, la capitale della cultura Europa, ex caput umbriae, ex colonia romana, ex ducato longobardo, sede di manifestazioni internazionali, della stagione lirica dello sperimentale Adriano Belli e del Festival dei due Mondi di Giancarlo Menotti.
Mi svegliai per il clamore delle campane del Duomo. Compresi che non si trataba del sogno di mezza estate di shakesperiana memoria, ma di vivere una realtà che mi confermava di aver raggiunto Spoleto, città capitale della cultura europea. Ad attendermi quattro persone, Lidia mia moglie, la dolce come Gerba, la mie splendide figlie Bianca Maria e Alessandra e la ultima arrivata Giulia, nipotina dagli occhi cerulei come il colore delle pervinche. Mi auguro che anche Giulia, appena possibile, possa effettuare un viaggio sopra il tappeto della Scià di Persia come in "Mille e una notte".


 



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