Commenti (7)
Commento scritto da eleonora Zara il 29 Novembre 2011 alle 18:35
Gli uomini di una volta non ci esistono più, come vedono una migliore ti dicono arrivederci è stato un piacere.....................
Commento scritto da Ruggero Zangrandi il 30 Novembre 2011 alle 20:11
Io credo che l'amore per una donna può sciogliere questa contraddizione
Commento scritto da amanda righetti il 07 Dicembre 2011 alle 16:06
Sarò banale. Il tradimento non c\\\'entra niente con la conoscenza, c\\\'entra invece con la codardia e con la incapacità di amare. Serve alle persone insicure per avere delle conferme.
Eleonora Zara, quasi sempre il traditore non sceglie la preda in base al suo valore, va semplicemente con la prima che ci sta
Ruggero Desio, peccato che ci sono pochi uomini come lei!
Commento scritto da Mariarita Valentini il 14 Dicembre 2011 alle 16:32
Carissima Amanda Righetti,
il suo commento mi fa tornare alla mente un vecchio articolo del Corriere che narra di "tradimenti d'autore":
"Sensi di colpa, tentati suicidi, inganni, ripicche e molto ridicolo. Un catalogo degli adulteri vissuti dai grandi letterati tra comicità e tragedia Dumas, Scott Fitzgerald, D' Annunzio, Virginia Woolf. Il tradimento è un genere, più che tragico, decisamente tragicomico, in cui il dolore e il ridicolo sono intimamente mescolati. Stendhal ebbe uno choc scorgendo dal buco della serratura l' amata Angela con un altro uomo. «Le marionette che avevo visto mi danzavano davanti agli occhi». Il risultato fu una depressione di diciotto mesi, in cui non riusciva più a «scrivere, parlare e pensare». Eppure, appena guarito, si fece raccontare nei particolari le infedeltà di Angela, con dichiarati esiti erogeni. Adèle, la bellissima moglie di Victor Hugo, fu sedotta da un amico di famiglia, il critico Saint-Beuve, da sempre infastidito dal successo del pomposo Victor. Una sera Hugo li sorprese mano nella mano. Fu Adèle a confessare. Una lettera anonima aggiunse dei particolari. I due si incontravano in piccoli alberghi e si giuravano eterno amore nelle chiese. Hugo pensò prima di uccidere i fedifraghi, poi di suicidarsi. Alla fine ripiegò su Juliette Drouet, e il tradimento divenne reciproco. Hemingway era perplesso: Francis Scott Fitzgerald gli raccontava ogni volta una versione diversa, sempre più letteraria, del tradimento della moglie Zelda con un aviatore francese. Zelda non ammise mai di avere consumato, ma Scott non le credeva. «Nel settembre 1924 sentii che era successo qualcosa che niente avrebbe potuto riparare». E Zelda rincarava la dose: dopo l' abbandono, il francese avrebbe voluto suicidarsi. Il marito, partecipe, impallidiva. In realtà l' aviatore non ci aveva mai minimamente pensato e fece una magnifica carriera nell' Arma. Nella sinistra c' era chi, come Sartre, aiutato dalla bisessualità di Simone de Beauvoir, sistematizzava il tradimento, dividendo filosoficamente i legami tra «contingenti» e «necessari». Fu proprio allora forse che nel mondo intellettuale in questo campo sul tragico prevalse definitivamente il ridicolo".
Quanto diventa quindi "contingente" o "necessario" continuare a pensare a vecchie storie che mortificano invece di vivere serenamente il tempo presente?
Vivere nel passato diviene spesso tragicomico e ridicolo agli occhi di chi legge.
Cordialmente
Dott.ssa Mariarita Valentini
Commento scritto da amanda righetti il 15 Dicembre 2011 alle 09:28
Carissima Mariarita Valentini,
ridicoli e tragicomici sono certi amanti che applicano i principi cialtroneschi della PNL alle loro relazioni amorose.
Commento scritto da rossella il 09 Novembre 2012 alle 14:10
http://www.animamediatica.it/modules.php?name=News&file=print&sid=187
la fonte di ispirazione non è solo il libro di mio zio...
Commento scritto da Massimiliano Griner il 10 Dicembre 2012 alle 18:03
Suo zio? Ma si rende conto di rendersi ridicola? prima di ricorrere ai suoi presunti parenti, impari a firmare, prima di lanciare accuse infondate.
Massimiliano Griner


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