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Spoleto - Le Spigolature di Sandro Morichelli, 26 Novembre 2011 alle 15:06:36

Le sculture: Carandente sugli scudi

[Commenti]


Sandro Morichelli

La quinta edizione del Festival dei Due Mondi viene resa ancor più grande, potremmo dire del tutto eccezionale, grazie all'incredibile iniziativa di Giovanni Carandente, con la sua spettacolare mostra di sculture in città.


 E' la prima volta al mondo che vengono esposte all'aperto sculture che congiungono l'opera d'arte antica a quella moderna nel sublime tracciato urbanistico medioevale. Giovanni Carandente che diverrà cittadino onorario di Spoleto non cesserà mai di invocare l'integrale, meticolosa tutela delle opere d'arte che non vennero mai scalfite, a palese dimostrazione della raggiunta maturità mentale e culturale degli spoletini. Come Carandente aveva progettato, raccontano sempre Gianni Toscano e Sandro Morichelli, le sculture appaiono ovunque contro le ferrigne cortine di pietra tra le case, sulle terrazze, nelle piazze, sotto le solenni volte degli archi medioevali, lungo le pendici della Rocca. Si tratta per Carandente di un lavoro immane così come lo è per il suo assistente architetto Alberto Zammatti, uomo geniale e preparatissimo e per gli operai che tra la curiosità e e qualche volta tra le battute non sempre leggere della gente non risparmiavano il sudore per portare a termine l'impresa. La città accoglie opere di cinquantatre scultori di tutto il mondo, dieci dei quali avevano potuto realizzare alcune di grande mole per la piena disponibilità dell'Italsider e dei lavoratori degli stabilimenti di Bagnoli, Voltri, Genova-Cornigliano, Savona e Piombino. A Spoleto è stato così possibile ammirare il Teodelapio di Alexander Calder, la più grande scultura d'acciaio esistente nel mondo. Stupende le strutture di Nino Franchina; "Il volo di Icaro" di Bevrly Pepper, "Le figure alate" di Lynn Chadwick e la scultura giocattolo del giapponese Isamu Noguchi in cemento colorato. Queste cinque sculture sono rimaste a Spoleto e possono essere viste nei punti in cui sono state collocate. Tanti ancora i capolavori esposti, opere di Moore, Manzù, Azuma, Consagra, Colla, Leoncillo, Garelli, Ghermandi, Lorenzetti, Marini, Mastroianni, Minguzzi, Perez, Pomodoro, Selei, David Smith (la cui mostra fu definita da Marco Valsecchi una personale privilegiata per essere stata sistemata al Teatro Romano), Myrko, Viani, Zadkine, Somaini, Carmi e altri. Fu un avvenimento di rilievo mondiale come lo fu la risonanza in televisione e sulla stampa. A proposito di David Smith rendiamo noto che nel mese di maggio 2006, in occasione di una spettacolare mostra per il centenario della nascita dell'artista, Giorgio Flamini, assessore alla cultura del Comune di Spoleto con una delegazione locale ha visitato la stupenda rassegna ricordando la citata esposizione al teatro romano di piazza della Libertà. Intere pagine comparvero nei giornali su "Sculture in città" e non soltanto nei quotidiani e i periodici, ma anche su riviste specializzate come "Civiltà delle macchine" e la già ricordata "Rivista Italsider". Sul piano internazionale l'"Observer" di Londra le dedicò un inserto domenicale. Il "Das Schonste" di Monaco di Baviera riservò a "Skulpturen in Spoletos Straben" un ricco servizio fotografico, il "The Sunday Times.Colour Section" un articolo di David Silvestre e un reportage fotografico con due paginoni riservati alla scultura "Il cardinale" di Giacomo Manzù. Vi è ripreso lo spoletino mons. Francesco Fidenzoni assorto in lettura accanto alla scultura stessa. Nell'altro figura una panoramica del Teatro Romano con le sculture di David Smith. La rivista americana "Life International" pubblicò un articolo dal suo "Art director" Earle G. Kersh con un servizio fotografico di Carlo Bavagnoli; il quotidiano "La Prensa" di Buenos Aires fece uscire un inserto con il titolo "El Festival de Los Dos Mundos en Spoleto" interamente dedicato alle sculture con fotografie a colore di Annemarie Heirich, "Sculture in the streets" . La rivista d'arte "The Studio" di Londra nel novembre del 1962, copia che giunse in omaggio da Parigi al sindaco di Spoleto con un biglietto dell'autrice delle fotografie e del testo Maianne Adelmann, così si esprimeva: "con i miei complimenti e saluti rispettosi. E' la più stupenda mostra di sculture del mondo". Nel suo servizio londinese la Adelmann così descrisse il suo incontro con l'organizzatore dell'esposizione: "quando andai a far visita al prof. Carandente per congratularmi con lui, mentre mi aspettavo di incontrare un rispettabile "ministeriale" mi trovai di fronte, invece, ad un giovane biondo cherubino ricco di energia e immaginazione. Egli, continua l'illustre fotografa scrittrice, sorrise ironicamente nell'ascoltare i complimenti sottolineando che si lavora anche per questo. Per aver l'incoraggiamento da parte degli amatori dell'arte. Carandente intende allestire mostre simili anche altrove e già dopo il successo di Spoleto ha ricevuto un invito da una città del sud America. Egli mira a far conoscere l'arte a quella gente che non entra mai nei musei o nelle gallerie. Da Spoleto, dunque, era partito un nuovo straordinario messaggio di cultura.


 


 


 



Commenti (1)

Commento scritto da max il 26 Novembre 2011 alle 15:16
peccato che dopo 50 anni abbia ricevuto questo schiaffo nel SUO museo con la sua stanza spostata in cantina....



E la città, zitta!! o quasi....



è ora che facciamo qualcosa, non possiamo aspettare che vengano da fuori con la speranza che aiutino Spoleto e invece quello che riescono a concludere è soltanto distruggere la memoria di chi ha fatto grande questa città.


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