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Area Vasta - Economia, 05 Marzo 2012 alle 10:54:57

VUS, Pacifici: mantenere pubblico anche il ramo rifiuti e scegliere un presidente che persegua questo obiettivo

Il sindaco di Campello: Si eviti di piegare ogni volta la testa innanzi al mercato che pretende di impossessarsi dei beni comuni [Commenti]

Bisogna trasformare il 'ramo acqua' di Vus Spa in azienda consortile e, dopo lo scorporo del ramo rifiuti, impegnarsi per impedire la privatizzazione anche di questo settore, nominando un presidente che condivida tali obiettivi e che dia una guida stabile e autorevole all'azienda.


La gestione di rifiuti e acqua, servizi primari e beni comuni della collettività, rappresenta senza dubbio una delle priorità dell'agenda politica del nostro territorio.
Quella di aprire un confronto tra amministrazioni e società civile sarebbe stata indubbiamente un'ottima strada per restituire ai cittadini la possibilità di partecipare direttamente alla gestione dei beni comuni.
Purtroppo questo suggerimento non è stato seguito, così come sono stati ignorati gli inviti a ripensare le attuali forme di gestione dei servizi pubblici locali, in favore di strumenti tecnico-giuridici innovativi centrati sulla più ampia partecipazione diretta degli utenti e dei lavoratori.
Alcuni comuni dell'ATI3 hanno addirittura avviato il percorso per la privatizzazione del ramo rifiuti di VUS senza neppure tentare di percorrere la strada, prevista dalla legge, per non consentire che imprese private sfruttino a fini di lucro il complesso sistema di raccolta e gestione dei rifiuti.
Si provi a fare qualcosa di sinistra. Si eviti di piegare ogni volta la testa innanzi al mercato che pretende di impossessarsi dei beni comuni. La politica ricominci a descrivere un futuro di speranza per i nostri territori fatto anche di proposte ambiziose e innovative, che non si pieghino alle solite logiche di accordi al ribasso e all'idea della ineluttabilità dei processi di privatizzazione. Si ascoltino invece i cittadini, i consumatori, coloro che sono attivi nelle associazioni o nei comitati e i tanti italiani che con i referendum dello scorso giugno hanno chiesto a gran voce che i servizi pubblici locali devo essere pubblici.
Le forze politiche di centrosinistra dovrebbero comprendere le opportunità che potrebbero derivare per il nostro territorio non privatizzando la gestione dei rifiuti e investendo come istituzioni pubbliche sulla ricerca e sulla realizzazione di impianti moderni e innovativi, come ce ne sono in altre parti d'Italia e d'Europa.
Questo sarebbe il modo migliore per favorire una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, volta al raggiungimento degli obiettivi di riduzione, riuso e raccolta differenziata in alte percentuali, in netta alternativa alle sempre più insistenti proposte di bruciare i rifiuti negli inceneritori o nei cementifici.
Anche per la gestione dei rifiuti, in conclusione, difendere la prospettiva di un assetto societario in cui la governance aziendale non sia affidata a soggetti privati, è l'unico modo per tutelare l'interesse generale della popolazione.


 



Commenti (11)

Commento scritto da Simone il 05 Marzo 2012 alle 14:23
Condivido questo obiettivo al 100%, credo davvero che il mercato non possa entrare dove c'è un monopolio naturale, cioè dove la natura del bene comporta l'impossibilità della concorrenza, o dove il valore intrinseco del bene, la sua essenzialità alla vita umana, è talmente elevata da rendere imprescindibile il controllo diretto da parte dei cittadini.

Posto che nel settore rifiuti è davvero difficile che possano operare due o più soggetti in concorrenza (a meno di lasciare la pulizia strade, un costo puro, al pubblico e mettere in concorrenza la raccolta differenziata domestica e commerciale, con i cittadini liberi di scegliere l'operatore più conveniente) e posto che l'acqua è talmente essenziale da non doverne neanche parlare, ecco che acqua e rifiuti debbano restare sotto controllo pubblico.

Con un corollario, trascurato forse per necessaria brevità da Pacifici: i due servizi (soprattutto l'acqua) sono in perdita, cioè necessariamente (almeno in parte) a carico del cittadino e non dell'utente. Cosa piuttosto complicata in tempi di bilanci degli enti locali sottoposti a tagli a due cifre percentuali.

Anche noi, dunque, siamo come Nikolaj Černyševskij, prigionieri, non già in una fortezza, ma tra l'incudine di bilanci disastrati ed il martello degli appetiti delle grandi multiutility private e costretti quindi ad aumentare la tariffa dell'acqua ed a privatizzare la raccolta rifiuti?

Siccome il compito della politica è trovare soluzioni, per evitare questa iattura che fare?

Io suggerisco di mantenere la struttura multiutility con al suo interno i rami d'azienda che producono reddito, la commercializzazione del gas quindi, i cui utili (non pochi) vadano a garantire l'accessibilità (i.e. tariffe basse) degli altri servizi.

E, mi permetto, i 22 Comuni dell'Ati o stanno dentro o stanno fuori della Vus, non è che possono stare dentro il guadagno e fuori delle perdite, comportando tra l'altro diseconomie di scala che portano costi aggiuntivi a tutti i cittadini del territorio.



Commento scritto da Michael Surace il 05 Marzo 2012 alle 16:00
Le municipalizzate vanno rese private per poter erogare servizi competitivi. Anche il Comune può comportarsi da azionista e mantenere una buona quota della VUS e a quel punto potrà finalmente cercare batter cassa come stanno facendo nelle municipalizzate del Nord; non è possibile continuare ancora a ragionare che mettendo nel CdA della VUS consiglieri o Presidenti "amici" di questo o quel Sindaco, o di questo o quel Partito, si possa aumentare il livello di efficienze e di competitività (tutt'altro). L'aggressività di altre società esterne al territorio spoletino dimostra come la VUS in questo momento sia debole dal punto di vista non solo manageriale (perchè i sindaci non si mettono d'accordo) ma anche dal punto di vista di servizi e competitività dei prezzi. E questo non vale solo per i tradizionali servizi di acqua e gas, ma anche per innovativi servizi su cui la VUS stava puntando ma che la mancanza di imprenditorialità ha bloccato gli investimenti e un potenziale mercato molto importante: quello di internet. Ed oggi Aria e Telecom brindano ai mancanti investimenti delle utilities spoletina con i clienti strappati alla VUS nelle zone dell'Alta Marroggia.



In sostanza, il Comune di Spoleto dovrebbe cominciare a vedere quote di mercato della VUS ad azionisti privati con lo scopo di rimanere sempre protagonista delle scelte della VUS in ambito di sviluppo e controllo, ma senza dover essere un "freno" alle normali fasi di crescita, sviluppo e competitività sul mercato che solo un privato che ha interessi a far crescere l'azienda può portare. Pensare che la VUS possa ancora rimanere un "ammortizzatore sociale" e uno sfogatoio per i partiti è da irresponsabili: a breve tutte le municipalizzate o verranno privatizzate per decreto oppure verranno assorbite da municipalizzate più grandi di altre città (come sta avvenendo nel centro-nord Italia), ed allora altro che diatriba Foligno-Spoleto, probabilmente dovremo andare a Perugia, Roma o Bologna per poter pretendere di far ascoltare le ragioni del territorio.



Meglio essere protagonisti del cambiamento che doverlo subire, con il tempo la storia mi darà ragione.



Michael Surace



Commento scritto da Maiuscolo il 05 Marzo 2012 alle 17:45
Surace, non è obbligatorio parlare se non si ha niente da dire!!!!!


Commento scritto da il comunista il 05 Marzo 2012 alle 18:48
potremmo andare tutti in Corea del Nord dove li e' tutto pubblico per vedere come funziona!!!!!!!!! da noi ci sono tutti carrozzoni


Commento scritto da nome e cognome il 05 Marzo 2012 alle 20:53
Illustrissimi Sindaci,

chi vi scrive non ha alcun interesse ad entrare nel merito della vostra diatriba Foligno-Spoleto. L'elezione del nuovo presidente è solo un pretesto per nascondere i tanti problemi di questa azienda.



La situazione che sta interessando i netturbini, i lavoratori del Centro Ambiente e i Letturisti del Consorzio ABN in appalto i quali stanno servendo da anni i Comuni dell'Ato (e non parlo solo di Foligno e Spoleto ma anche di Giano dell'Umbria, Campello, Bastardo, Castel Ritaldi, Nocera Umbra, Trevi, Montefalco, Bevagna, Spello, tutta la zona della Valnerina) mi sembra alquanto singolare e mi piacerebbe sapere la Vostra posizione in merito.



In particolare il futuro dei letturisti appare incerto e a rischio.

Soprattutto mi sembra una grandissima contraddizione vedere VUS come fiore all'occhiello della nostra regione, in quanto unico gestore del servizio idrico in Umbria a totale partecipazione pubblica , il quale affida un servizio fondamentale per la fatturazione delle bollette (ma non solo) ad una SRL di Firenze. Una contraddizione enorme questa che verrà pagata a caro prezzo con la conseguente perdita del posto di lavoro dei letturisti i quali hanno famiglie e mutui da pagare. Parlo di operai di serie B, operai invisibili che pagheranno sulla loro pelle questa assurda situazione.



Dal primo Aprile entrerà la Barbagli SRL da Firenze dopo anni di gestione del Consorzio ABN e nessuno sta prendendo una presa di posizione SERIA nei confronti dei letturisti in appalto. Non esiste nessuna clausa di salvaguardia dei lavoratori nel bando dell'appalto e nessuno si è adoperato pubblicamente per spingersi piu in la dei propri interessi personali. Dove sono i sindacati? Perchè tutto sembra tacere? Pensate che il silenzio e l'indiffirenza faccia meno "male" di un secco "non-ce-ne-frega-niente"?





Possibile che in quasi 10 anni di appalti nessuno ha mai pensato di riportare questo servizio in Vus tramite un concorso, un agenzia interinale (come è gia stato fatto in passato quando i letturisti si sono visti scavalcare da gente che è entrata in Vus tramite Adecco) e di regolarizzare le loro posizioni? Questa è una causa di lavoro che non riguarda un solo colore politico, in quanto dovrebbe interessare le parti sociali e politiche a tutti i livelli. In conclusione come pensano i Comuni dell'Ato di risolvere questa annosa questione? Perchè disperdere cosi professionalità raggiunte in quasi 10 anni di lavoro? Perchè non impiegare i cosiddetti letturisti in altri servizi di pubblica utilità nei vostri Comuni? (raccolta differenziata, censimenti ecc.)

Grazie























Commento scritto da Simone il 05 Marzo 2012 alle 23:43
Caro il comunista, piuttosto che andare in Corea del Nord, che è una faccenda lunga e noiosa, e forse non ti danno il visto, per vedere come funziona il pubblico, perché non ti fai un più breve viaggetto a Perugia per vedere come funziona il privato?

Già che ci sei, suona a qualche campanello e chiedi quanto Gesenu, che ha il socio privato dentro, gli fa pagare la monnezza. Come? Non c'hai tempo? E che problema c'è, ti faccio un esempio io: un appartamento di 70mq paga 380€/anno circa.

Mo' prendi la tua bolletta e fai il confronto.

@Surace: mi spieghi, se non è troppo disturbo, con chi dovrebbe competere una ipotetica Vus privata? Nel senso: io cittadino, oltre a Vus (privata) a chi altri potrei chiedere di fornirmi l'acqua? O chi altri spazzerebbe le strade? Risposta: nessuno, sono monopoli naturali, la concorrenza è impossibile.

Forse Surace è troppo giovane per ricordare chi ha coniato il detto "privatizzare gli utili, pubblicizzare le perdite", ma è su quella strada.


Commento scritto da Marco C. il 06 Marzo 2012 alle 00:17
Si può fare. Apprezzo questa posizione e mi rammarico che altri comuni non seguano questa strada. Bisognerebbe provare, ogni tanto, a fare qualcosa di sinistra.


Commento scritto da Michael Surace il 06 Marzo 2012 alle 17:42
Faccio notare che mentre si inneggia alla gestione pubblica delle municipalizzate in Italia si stanno approvando decreti su decreti per privatizzarle e nel frattemo una famosa società di trasporti aerei privata ha superato l'Alitalia come volumi e a prezzi nettamente inferiori. Un conto è parlare di ideologia, un conto di numeri alla mano.


Commento scritto da Simone il 06 Marzo 2012 alle 22:08
Surace, i decreti bisogna saperli leggere fino alla fine, sono lunghi. E poi devono essere conformi al dettato costituzionale e/o allo spirito referendario. Sennò la Corte Coatituzionale li boccia.

Ehm Surace, aggiornati Alitalia è privata da un po' di anni e comunque nel trasporto aereo la concorrenza è possibile. Mi spieghi, se ce la fai (ma non ce la fai), come di fa, tecnicamente, concorrenza con l'acqua o con i rifiuti? Che famo? Io chiamo Gesenu e tu Vus per farci portare via la monnezza?

Esci dalle ideologie ed entra in una libreria universitaria, qualche dispensa di economia politica ti sarà utilissima per il resto della tua, ti auguro fortunata, carriera politica


Commento scritto da kkk il 08 Marzo 2012 alle 00:39
Lo schiavo romano era legato al suo proprietario da catene;

l’operaio salariato lo è al suo da invisibili fili.L’apparenza della sua autonomia

è mantenuta dal continuo mutare dei padroni individuali e dalla fictio juris del contratto


Commento scritto da the situation il 25 Marzo 2012 alle 14:17
Operai incatenati ai cancelli del palazzo dell'Eni a Roma. Sono gli addetti alla lettura dei contatori che nel 2001 sono stati ceduti, insieme al loro ramo d'azienda, a una società appaltatrice dell'Eni. Con le gare al massimo ribasso oggi rischiano di perdere il posto di lavoro. Trasmesso dal Tgr Lazio il 28 marzo 2011 (edizione delle 19.35). Servizio di Alfredo Di Giovampaolo, riprese Giulio Crisante, montaggio Tullio Pascucci. Conduce il Tg Roberta Ammendola



http://www.youtube.com/watch?v=yyTFZZIiZbw&feature=related


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