Spoleto - Istituzioni, 27 Giugno 2012 alle 20:48:47
Spoleto Credito e Servizi verso l'assemblea dei soci: intervista a Claudio Caparvi
Parla il vice presidente vicario: I ricorsi nascono dal nulla [Commenti]

Molti soci della Spoleto Credito e Servizi, informati della convocazione di un'Assemblea ordinaria a soli sei mesi dalla precedente, hanno telefonato alla segreteria della società cooperativa per essere informati circa la necessità di tornare al voto considerando legittimo e indiscutibile l'esito
dell'assemblea del 17 dicembre 2011. Per chiarire, quindi alla compagine sociale, perché si è ritenuto opportuno ridare ai soci la parola, a nome dei soci, abbiamo rivolto alcune domande all'avvocato Claudio Caparvi che di quell'Assemblea di dicembre fu acclamato presidente e che attualmente ricopre la carica d Vicepresidente Vicario della Scs.
Avvocato perché si torna al voto il 29 e 30 giugno?
"Come si ricorderà, il 17 dicembre 2011 si è tenuta una splendida assemblea dei soci che, all'esito di una modesta e fastidiosa gazzarra inscenata da un ex amministratore - già dimessosi e, comunque, successivamente revocato dai soci - ha eletto, sostanzialmente all'unanimità, l'attuale governance della SCS (1500 voti favorevoli ed uno solo contrario). Dopo tale chiarissima espressione di volontà da parte dei soci, tre degli ex amministratori revocati e quattro soci dissenzienti, non presenti in assemblea al momento delle deliberazioni, hanno impugnato le delibere assembleari, chiedendo al Tribunale di sospenderne l'efficacia, eccependo la - inesistente - illegittimità della mia elezione a presidente dell'assemblea, da parte dei soci intervenuto. Il Giudice designato, Dr. Roberto Laudenzi, non ha accolto la domanda di sospensione ed ha convocato le parti per l'udienza del 27 aprile 2012. Atto dovuto".
Come si è pronunciato il giudice in quell'udienza?
"In occasione di tale udienza, a fini meramente conciliativi, il Giudice ha proposto alle parti di procedere alla convocazione di una nuova assemblea, da far presiedere ad un notaio, che come tale garantisse assoluta terzietà".
Come è stata accolta la proposta del Giudice?
"Gli amministratori della SCS, tutti presenti in udienza, ritenendo di dover privilegiare la stabilizzazione della società, mettendola al riparo da strumentali ed interessatissime impugnazioni, hanno deciso di accogliere il suggerimento del Giudice, così come i sette soci dissenzienti. Di fronte al Giudice si è così deciso di far incontrare i rispettivi legali a Roma, nello studio dell'avvocato di tre degli impugnanti, in data 8 maggio 2012, per concordare sostanzialmente il nominativo del notaio cui far presiedere l'assemblea ed altri marginali dettagli della stessa. A tale appuntamento, l'avvocato ospite, incredibilmente, non si è fatto trovare, tanto che il Prof. Umberto Morera e l'Avv. Folco Trabalza, che, difendono la SCS e che nessuno aveva avvertito , hanno dovuto far rientro nei rispettivi studi".
Un colpo di scena... E quindi?
"Preso atto del cambiamento di strategia da parte dei sette soci impugnanti, gli amministratori della SCS hanno convocato l'assemblea di cui trattiamo, per tener comunque fede all'impegno assunto di fronte al Giudice".
Si torna così in Assemblea, ma quali iniziative sono state assunte per garantire l'assoluta trasparenza e quindi non prestare il fianco a ulteriori polemiche?
"Per tutelare anche i sette soci dissenzienti, nella speranza che questa volta partecipino all'assemblea e trovino il coraggio di confrontarsi con i soci intervenuti, il CdA della SCS ha chiesto la designazione del soggetto cui far assumere la presidenza dell'assemblea, sia al Presidente del Tribunale di Spoleto, in sede di volontaria giurisdizione, sia al Collegio Notarile di Perugia. In entrambi i casi l'obiettivo non è stato raggiunto, per eccepiti motivi di competenza a pronunciarsi in merito alla richiesta. Tuttavia, fortunatamente, il Presidente del Collegio Notarile di Perugia, Dr Adriano Crispolti, si è reso disponibile ad assumere, come notaio libero professionista ,tale funzione e ciò garantirà la massima terzietà dell'ufficio di presidenza dell'assemblea".
Da cosa nascono i ricorsi proposti dai sette soci dissenzienti per tentare di far sospendere la convocazione dell'assemblea del 30 giugno?
"Dal nulla, sia in fatto che in diritto. In realtà i magnifici sette non hanno mai voluto una nuova assemblea, ben sapendo che i soci, conoscendo fin troppo bene i reali motivi della loro ostilità, non potranno che confermare il giudizio unanime già espresso in occasione dell'assemblea del 17 dicembre 2011. Si tratta di un disperato tentativo di forzare gli eventi, al solo fine di poter lievitare le loro proposte di carattere personale. Non otterranno nulla di quanto si prefiggono".
Commenti (4)
Commento scritto da cittadino il 28 Giugno 2012 alle 01:03
in Comune ci sono le pseudo volpi e in banca i lupi di ogni colore accomunati dal Dio denaro. E noi? Alle prese con il pagamento di bollette Vus e interessi di conto corrente. Votiamo, votiamo, votiamo, ma chi siamo? Gente in corsa che deve correre sotto gli occhi di questi sciocchi ipocriti narcisisti e cinici che vivono la vita come al casinò, per loro la nostra pelle vale meno di una fiches da 1 euro. Fate schifo!Mentre vi recherete All'Albornoz pensate solo passo dopo passo dove vivete e di quali strutture siete complici!
Commento scritto da Zaratustra il 28 Giugno 2012 alle 11:22
Pubblicata così senza neanche un'introduzione chiarificatrice, potrebbe sembrare che questa intervista sia stata realizzata da Ubaldi.
Si tratta invece di una velina autopromozionale passata a tutte le testate, e che Spoletonline ha ossequiosamente pubblicato in omaggio ad uno dei propri inserzionisti.
Da Spoletonline mi sarei aspettato un miglior servizio ai lettori che non quello di fare da depliant pubblicitario.
Commento scritto da gocce di Padre Bernardo il 28 Giugno 2012 alle 19:54
Sulle prime, sembrava quasi incomprensibile il senso delle dichiarazioni apodittiche del Vice Presidente Vicario , Avv. Claudio Caparvi, uomo di mille battaglie e di molteplici esperienze , anche di tipo avventuroso e spericolato, tipo “chi si ferma è perduto” , “boia chi molla”, “noi tireremo dritto”, e via celodurando, quindi molto navigato, che, in modo inopinato, se la prende con sette poveri tapini, qualificati “ ad smerdandum” come magnifici , asserendo che le loro osservazioni poggiano sul nulla.
Quindi, nullità individuali che parlano di nulla.Qualcuno già li aveva tacciati di “morti di fame”,”arricchiti a spese della Banca” ,”quattro Sfigati”, “gente che batte la fame con la pertica”. Azzeccagarbugli, dove sei oggi? Il grande don Lisander Manzoni avrebbe , in questo tragico momento cittadino, figure di riferimento più attuali, anche se non spoletine, ma folignati.Non so se Caparvi sia uomo di discrete letture, ma forse sì, ed allora lo invito a rileggersi il Qoehelet ( o Ecclesiaste , se preferisce) laddove si tratta di “vanitas vanitatum”, vale a dire di qualcosa che supera il nulla, attingendo la confutazione del nulla adducendo il nulla.Il giudice Laudenzi, carta canta, disse il 27 aprile che l’accordo doveva avvenire tra le parti, non tra un avvocato qualsiasi e qualche altro legale di passaggio, ma tra tutti i nominati rappresentanti avvocatizi. Caparvi sembra citare un certo Zaccheo, che molti non conoscono, mentre l’unico Zaccheo da me conosciuto è un personaggio del Vangelo che, essendo molto piccolo, decise di salire su un albero di sicomoro , per cercare di scorgere la figura del Cristo orante. Io non ho visto né il sicomoro, né Zaccheo, quindi di che ciancia Caparvi? I latini asserivano “ suprema lex, suprema iniuria”. Che sia ancora vero?
Commento scritto da uno dei 7, poco magnifico ma sicuramente serio il 28 Giugno 2012 alle 22:59
Egregio avv. Caparvi capisco che, anche per deformazione professionale, sia portato a trovare diversivi atti a disorientare le sue controparti; nel suo ruolo di vice presidente vicario però, le correrebbe l’obbligo di non ricorrere a stucchevoli tatticismi e di interessarsi concretamente agli innumerevoli gravi problemi di bps asset fondamentale della controllante scs. Mi spiego meglio.
Invece di affannarsi per gettare discredito sul “nemico” di turno (prima coop e banca d’italia, ora i
Magnifici 7) sarebbe opportuno nell’interesse di tutti i quasi 20.000 soci e non soltanto dei soliti,
loro malgrado, precettati (dipendenti, parenti e affini), che lei si faccia parte diligente per affrontare e risolvere, ammesso che ne sia capace, le annose criticita’ di bps. Per facilitarle il compito ne elenco solo alcune che ritengo di maggiore attualita’:
1) bilancio bps al 31/12/2011 (ndr chiuso in perdita per circa 12 milioni !!!!).
Il c/ economico evidenzia, tra gli altri, costi pari a circa 1,4 milioni per penali che si è dovuto
riconoscere all’istituto di provenienza di personale recentemente assunto nonché svalutazione di
un importo pari a circa 1milione riconducibile ad una partecipazione minoritaria nella società
editrice del quotidiano “corriere dell’umbria” acquisita recentemente (è il costo del silenzio?);
in totale 2,4 milioni gettati dalla finestra a testimonianza del perpetuarsi di scelte gestionali assunte con estrema superficialità e scarsa competenza;
2) trimestrale al 31/03/2012.
Si confermano numerosi elementi di preoccupazione:
a) il totale dei crediti deteriorati netti è pari al 150% del patrimonio della banca;
b) il rapporto deteriorato netto/impieghi netti (10,8%) continua a crescere nonostante nell’ultimo anno gli impieghi netti siano cresciuti quasi del 20% in controtendenza rispetto al sistema bancario che li mantiene pressoché stabili. Quando anche i nuovi impieghi cominceranno a produrre il fisiologico deteriorato il rapporto sopra indicato, già ora preoccupante, che valori raggiungerà?
c) Il conto economico, seppure chiuda in positivo per circa 2milioni, conferma tutte le criticità emerse nel precedente esercizio ed ormai da molti anni. Il risultato positivo è infatti ascrivibile esclusivamente agli aiuti finanziari forniti dalla BCE ed all’utilizzo cospicuo di finanziamenti interbancari. Tali concessioni sono portatrici di un beneficio economico verosimilmente non inferiore a 25milioni. Al netto di tali straordinarietà la gestione non andrebbe oltre un avvilente pareggio ad essere generosi.
Per completare il quadro ed a conferma che esiste più di un motivo di preoccupazione è recentemente intervenuta la sonora bocciatura da parte di Moodys, bocciatura particolarmente grave se si considera che la ns. banca è stata downgradata di ben 4 livelli. In un contesto di 28 banche “bocciate” solo la ns. ed un’altra hanno subito una penalizzazione così pesante, tutte le altre sono in un range di declassamento tra 1 e 3 livelli.
Dette problematiche , non fatti personali, sono lo spunto delle proteste, esimio avvocato( le assicuro esistono ancora persone che credono ancora in qualche ideale; probabilmente non fanno parte delle sue frequentazioni). Lei dimostri volontà nel risolverle e non perda tempo a trovare capri espiatori; i responsabili ce li ha tutti molto vicini. Per migliori e maggiori ragguagli si rilegga attentamente relazione e deduzioni banca d’italia (ndr la madre di tutta questa penosa vicenda)
che per interesse si tende a dimenticare; troverà sicuramente molti spunti interessanti.

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