Spoleto - Salute e Sanità, 09 Luglio 2012 alle 17:50:12
Riforma Sanità: 'è necessario caratterizzare e integrare i presidi'. Una conferenza stampa di chiarimento sulla ormai prossima riorganizzazione regionale
Prossimo incontro con i vertici regionali giovedì prossimo. Questione Utic: 'Sarà rivolto a scompensi e riabilitazione' [Commenti]
Federica Nardi

Riorganizzazione del sistema sanitario umbro: questo l'argomento trattato nella conferenza stampa di stamane sull'imminente Riforma Sanitaria Regionale. A chiarire i diversi aspetti della riforma, oltre al sindaco di Spoleto Daniele Benedetti, il direttore generale dell'Asl 3 Sandro Fratini, il responsabile dell'Unità di terapia intensiva cardiologica dell'ospedale dottor Giorgio Maragoni, il consigliere comunale con delega
alla sanità Leonardo Piselli e il dottor Luca Sapori responsabile della Direzione Sanitaria dell'Ospedale di Spoleto.
Il primo tema affrontato è stato l'eventuale accorpamento delle Aziende sanitarie locali. Il sindaco Benedetti, annunciando un incontro con i vertici della Regione e delle Asl giovedì prossimo, ha affermato la volontà di presentare una riforma che mantenga le Asl così come sono.
L'idea è quella di sviluppare e caratterizzare i vari presidi, in modo tale da non creare "doppioni" difficilmente difendibili.
Su questa scorta, l'argomento più spinoso è costituito dall'Utic. "Il servizio di terapia intensiva cardiologica è stato una conquista recente e importante - ha detto Piselli -, ma in un'ottica di razionalizzazione le due cardiologie di Foligno e Spoleto verranno integrate, specializzandosi in diverse aree". In poche parole, la gestione di pazienti con patologie "tempo dipendenti" come infarti del miocardio (stemi) saranno gestiti dall'Utic folignate, già in grado di garantire procedure interventistiche adeguate. A Spoleto, invece, l'unità cardiologica sarà rivolta alla riabilitazione e allo scompenso congestizio. Il San Matteo degli Infermi, perciò, rappresenterà il punto di riferimento per pazienti post-acuti in fase di scompenso, per la riabilitazione di pazienti cronici, nel post-operatorio, e nella gestione a domicilio.
Se, però, il direttore generale Fratini ha specificato che il reparto di cardiologia sarà potenziato, di contro, è arrivata puntuale la contrapposizione della signora Bianca De Angelis, responsabile del Tribunale per i diritti del malato, presente tra il pubblico. La De Angelis, leggendo il documento sulla proposta di riordino del sistema sanitario che sarà presentato in Regione - testo che è stato distribuito all'inizio della conferenza a tutti i presenti - ha affermato che all'ospedale di Spoleto non ci sarà più l'Utic (nel documento, pare a causa di un errore di trascrizione, infatti, manca il termine Utic Spoleto), qui la risposta del dottor Maragoni è stata piuttosto emblematica. Il responsabile dell'Unità di terapia intensiva cardiologica dell'ospedale ha infatti dato ragione alla signora De Angelis, per poi parlare di specializzazione dei reparti, e della importanza di un buon ospedale del territorio. Una semplice gaffe?
Immediata la smentita da parte del consigliere comunale Leonardo Piselli che ha spiegato che si tratta di un errore nel documento che sarà subito corretto. L'Utic quindi non è a rischio. "E' da anni - ha ribadito Piselli - che, ad esempio, i pazienti con infarti stemi vengono trasportati a Foligno lì è possibile effettuare esami e interventi adatti, se così non fosse l'ospedale di Spoleto potrebbe passare dei guai poiché non disponiamo dei mezzi necessari. Per quanto riguarda l'Utic cercheremo di mantenere il servizio che abbiamo oggi". Lo stesso sindaco Benedetti ha annunciato battaglia nell'eventualità che l'ospedale di Spoleto dovesse perdere "l'emergenza-urgenza".
Superato con un po' di confusione questo passaggio, torniamo al riordino e alla razionalizzazione del sistema sanitario regionale.
"Abbiamo anticipato la riforma - ha detto Fratini - grazie ad un processo di integrazione tra la struttura ospedaliera di Spoleto e quella di Foligno. Insieme i due ospedali garantiscono prestazioni elevatissime". "La strategia del ‘a lupo a lupo' è deleteria - ha continuato il direttore Sandro Fratini - e si rischia che qualcuno poi ci creda".
Il quadro che si prospetta per il prossimo futuro è, quindi, quello di dipartimenti unici aziendali e servizi unificati con un unico responsabile distribuiti nelle due sedi.
"Sono già presenti un unico laboratorio per quanto riguarda il servizio diagnostico - ha spiegato il dg dell'Asl 3 -, un unico servizio di Anatomia patologica, e un unico servizio immunotrasfusionale, tutti distribuiti nelle due sedi". Su quest'ultimo punto Fratini ha annunciato che è in programma l'ampliamento del servizio nell'ospedale di Spoleto con nuove aree per la donazione di sangue e un nuovo punto ristoro. Altri obiettivi che il presidio ospedaliero spoletino vuol raggiungere, oltre al completamento dell'Rsa, sono anche il potenziamento della radioterapia e della oncologia. Infine, visti gli ottimi risultati fin qui raggiunti, il servizio di terapia del dolore e cure palliative del San Matteo degli Infermi si pone come eccellenza di riferimento per tutto il territorio.
Insomma, tra conferme e smentite, la conferenza stampa di questa mattina è servita a ribadire quello che già si sapeva. E' necessario puntare sull'integrazione e la caratterizzazione dei vari poli ospedalieri, evitando così che la politica di "razionalizzazione" si abbatta sempre sui soliti noti: i cittadini.
Commenti (3)
Commento scritto da bed&breakfast il 09 Luglio 2012 alle 22:34
dall'incontro si evince che l'ospedale di Spoleto non sarà più un centro di diagnostica, ma sarà una residenza.. e come si chiamerà? B&B dei due mondi? allora occorre adeguare l'ospedale di Foligno ad accogliere pazienti ed operatori di Spoleto per perseguire la tanto decantata qualità dei servizi!!
Commento scritto da duke il 10 Luglio 2012 alle 13:45
le solite bastardate di foligno decise peraltro già tre anni fa e senza alcuna reazione da parte dei nostri amministratori.ma che bravi ! concittadini sveglia! se perdiamo l'emergenza urgenza perderemo anche il punto nascita e via dicendo.addio ospedale !
Commento scritto da Basilio Rapucci il 10 Luglio 2012 alle 16:08
Mi auguro che in questo momento così importante, Spoleto sia in grado di giocare le proprie carte.
Naturalmente non parlo di carte politiche, ma di carte tecniche, she sono le uniche che possono vincere la partita di salvare il nostro ospedale.
Le carte da giocare sono quelle delle capacità presenti nel nostro ospedale, il ruolo storico che ha avuto l'ospedale "S:Matteo degli infermi", e la posizione strategica che il nostro ospedale ha con un bacino di utenza importante che abbraccia il nostro territorio circostante.
Mi auguro di poter fare i complimenti a tutti quelli che saranno capaci di affrontare con successo questo momento così delicato, mentre vorrei non leggere le solite battute fatte dai soliti furbi.





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