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Spoleto - Istituzioni, 17 Dicembre 2012 alle 22:42:47

Piano regolatore generale, il Comune presenterà ricorso al Consiglio di Stato

Il sindaco difende a spada tratta lo strumento urbanistico, ma il rischio di dissesto finanziario è concreto. Nei commenti l'intervento del consigliere provinciale Capitani [Commenti]


Fed. Na.

Piano regolatore generale, il comune di Spoleto ricorrerà in difesa del proprio operato. Come spiegato dal sindaco Benedetti durante le comunicazioni in consiglio comunale di questa sera (17), le prossime mosse dell'amministrazione - dopo la clamorosa sentenza del Tar che ha annullato tutte le delibere del Prg - saranno il ricorso al


Consiglio di Stato e immediata richiesta di sospensiva del dispositivo.
"Spero e credo - ha affermato il sindaco Daniele Benedetti - che il Consiglio di Stato accoglierà la nostra richiesta di sospensiva alla sentenza del Tar che annulla il Prg, in caso contrario lo scenario economico della nostra città sarebbe fortemente compromesso".


La decisione annunciata dal primo cittadino è stata presa in seguito ad una lunga riunione della Giunta svoltasi durante la giornata di oggi. "Dalla mattina di sabato 15, quando abbiamo appreso la notizia della sentenza del TAR che annulla le delibere di adozione e approvazione del Piano regolatore generale - ha affermato il sindaco Benedetti -, la macchina comunale si è messa in moto ed ha controllato l'intero iter che ha portato alla stesura del Prg. In tempi brevi formuleremo le motivazioni del ricorso e - ha concluso - comunicherò con tempestività al consiglio comunale ogni novità in merito"
"Solo per dovere di precisazione - ha aggiunto Benedetti - tengo a specificare che il rilievo del Tar che ha prodotto la sentenza è relativo, come ormai noto, alla mancata richiesta di parere sui rischi sismici al Genio Civile, richiesta che si sarebbe dovuta presentare prima dell'adozione del piano, in un periodo in cui, come noto, non ricoprivo la carica di assessore all'urbanistica".


In attesa della pronuncia sulla sospensiva da parte del Consiglio di Stato, che dovrebbe arrivare entro un mese circa, le pratiche edilizie che hanno attinenza con il Piano regolatore generale approvato nel 2008 sono state sospese fino a nuova determinazione, relativa all'efficacia dello strumento urbanistico.


Di fatto, per dirla con le parole del direttore generale Cerquiglini, qualora il Consiglio di Stato dovesse rigettare il ricorso che il Comue presenterà a breve, la situazione per l'intero territorio spoletino potrebbe assumere contorni che non sarebbe esagerato definire apocalittici, con le nuove case che diverrebbero abusi edilizi mentre il Comune andrebbe incontro all'inevitabile dissesto finanziario.

Commenti (2)

Commento scritto da Consigliere Provinciale - Massimiliano Capitani il 18 Dicembre 2012 alle 15:51
Al Presidente della Provincia di Perugia

Al Presidente del Consiglio Provinciale di Perugia

INTERROGAZIONE URGENTE

Oggetto: sentenza del TAR per l’Umbria relativa all’annullamento delle delibere relative

all'approvazione del Prg del Comune di Spoleto.

Premesso

che con delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 50 in data 14 maggio 2008 - dopo la

valutazione delle osservazioni (effettuate mediante una serie di delibere di C.C., tra le quali le n° 38

in data 18 maggio 2005, la n° 43 in data 1 giugno 2005, 53 in data 20 giugno 2005, e, riassuntiva

delle precedenti, la n° 70 in data 29 giugno 2005) e la verifica di conformità al P.T.C.P. ed al P.U.T.

da parte della Provincia di Perugia (conclusa con la delibera di Giunta Provinciale n. 192 in data 14

aprile 2008) - è stato approvato il nuovo P.R.G. - Parte Strutturale (che era stato adottato con

delibera di Consiglio Comunale n. 107 in data 25 giugno 2003).

Considerato

che il TAR per l’Umbria ha emesso in data 14 Dicembre 2012 la sentenza con la quale accoglie i

quattro ricorsi presentati da cinque cittadini residenti nel Comune di Spoleto annullando tutte le

delibere che hanno condotto all'approvazione finale del Prg del Comune di Spoleto;

che i ricorrenti lamentavano a vario titolo un presunto torto subito da parte dell'amministrazione

comunale, accusata di aver declassato o di non aver riclassificato alcuni terreni di loro proprietà nel

corso dell'ultima stesura del Prg anche alla luce delle indicazioni date dalla Provincia di Perugia che

andavano nella direzione di contenere il consumo di suolo complessivo entro il 10%;

che la sentenza del TAR è stata pronunciata contro il Comune di Spoleto, in persona del Sindaco

pro tempore e la Provincia di Perugia, in persona del Presidente pro tempore.

Constatato

che gli atti annullati dalla sentenza del TAR sono:

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 50 del 14/5/2008 di approvazione del Piano

Regolatore Generale - Parte Strutturale, affissa all’Albo Pretorio del Comune in data 19/5/2008;

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 51 del 15/5/2008 di adozione del PRG - Parte

operativa, pubblicata all’Albo Pretorio il 19/5/2008 e nel BUR in data 27/5/2008.

che l’impugnazione investe, ogni altro atto presupposto e/o connesso e/o conseguente, ivi compresi:

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 107 del 25/6/2003 di adozione del PRG - Parte

Strutturale;

- la delibera della Giunta Provinciale di Perugia n. 192 dcl 14/4/2008 di verifica dei contenuti del

PRG-Parte strutturale in uno con le determinazioni e i verbali 4/3/08 e 2/4/08 (ivi menzionati e

non conosciuti) della Conferenza istituzionale;

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 38 del 18/5/2005 (non conosciuta) e relativa

all’esame delle osservazioni presentate dal ricorrente;

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 43 dell'1/6/2005 relativa all'esame delle

osservazioni alla parte strutturale del PRG;

- la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 53 del 20/6/2005 relativa all'esame di ulteriori

osservazioni alla parte strutturale del PRG;

- la delibera la delibera del Consiglio Comunale di Spoleto n. 70 del 29/6/2005 di presa d’atto ed

approvazione delle precedenti determinazioni consiliari assunte sulle osservazioni al PRG come

presentate;

- la nota 9/6/2008 prot. n. 3 132/08 del Comune di Spoleto.

L’impugnazione investe, altresì, tutti gli ulteriori verbali, schede e/o rapporti istruttori, nonché

deliberazioni relative al procedimento di approvazione del PRG parte strutturale e di adozione del

PRG parte operativa menzionate negli atti impugnati.



Tenuto conto

che all’art. 12 della sentenza del TAR si evidenzia che “Dall’esperita istruttoria, prima ancora che

gli aspetti di logicità/illogicità e conformità allo stato dei luoghi del P.R.G. e delle destinazioni di

zona contestate, è emerso che lo strumento urbanistico è stato adottato, con delibera consiliare n.

107 del 25 giugno 2003, senza previa acquisizione del parere di compatibilità sismica, in

violazione di quanto prescritto dall’allora vigente art. 13 della legge 2 febbraio 1974, n. 64……che

detto parere sismico non è stato richiesto dal Comune di Spoleto, sebbene nella parte strutturale

del piano sia contenuto un, chiaramente non equivalente, studio sullo sviluppo del territorio in

funzione dell’eventuale rischio sismico……che solamente con l’art. 13 della l.r. 22 febbraio 2005,

n. 11, al comma 9, è stato previsto che il parere sismico è espresso dal Comune stesso in sede di

adozione, tenendo conto degli elaborati del P.R.G. relativi alle indagini geologiche, idrogeologiche

e idrauliche, nonché agli studi di microzonazione sismica. Ma tale disciplina, ratione temporis, non

era applicabile al momento dell’adozione del P.R.G., oggetto della presente impugnativa……che la

norma di riferimento era il già ricordato art. 13 della legge n. 64 del 1974. Ai sensi di tale

disposizione, requisito di legittimità degli strumenti urbanistici generali e delle loro varianti è che

siano preceduti, nelle zone sismiche, dal parere del competente ufficio del genio civile, attribuzione

poi traslata alla Regione (in termini Cons. Stato, Sez. IV, 4 marzo 2003, n. 1196; 8 maggio 2000, n.

2643; 19 febbraio 1999, n. 176; C.G.A., 13 ottobre 1998, n. 607)……alla luce dell’evoluzione

avutasi nella vicenda procedimentale in esame, che l’art. 13 della legge n. 64 del 1974, nel

prevedere l’obbligo del Comune, ricadente in zona dichiarata sismica, di richiedere il parere

all’ufficio del genio civile (o Regione) sui piani regolatori anteriormente all’adozione della relativa

deliberazione, non può che essere interpretato nel senso che tale parere deve anche intervenire

anteriormente all’adozione medesima (così Cons. Stato, Sez. IV, 8 maggio 2000, n. 2643; Sez. IV,

13 aprile 2005, n. 1743). La norma si conforma infatti all’esigenza per cui, in sede di

programmazione di primo (ed anche di secondo livelo), deve essere valutata la compatibilità della

destinazione impressa alla zona ed alle aree nella stessa ricomprese, con la struttura, la morfologia

e l’andamento del territorio. Lo studio geologico in prospettiva della prevenzione del rischio

sismico ed idrogeologico, che risulta successivamente intervenuto, oltre a costituire un’evidente

inversione procedimentale, non può avere efficacia sanante, in quanto non proviene da un organo

terzo rispetto all’Amministrazione titolare del potere di pianificazione urbanistica, e perché si è

tradotto, per quanto è dato evincere dal verbale della conferenza istituzionale, essenzialmente,

nella redazione delle carte dello zoning del rischio geologico, sì che non può ritenersi che la

finalità prevista dalla norma sia stata comunque adeguatamente raggiunta”;

che sulla base di quanto riportato all’art. 12 sopra citato il TAR per l’Umbria accoglie la seconda

censura dei ricorrenti che testualmente riporta come “non siano stati previamente acquisiti, né sulla

Parte Strutturale né su quella Operativa, il parere igienico-sanitario della A.S.L. richiesto

dall’articolo 8 della l.r. 31/1997, ed il parere dell’Ufficio del Genio Civile richiesto, trattandosi di

zona sismica, dall’articolo 13 della legge 64/1974”.

Stante il carattere di urgenza che rivestono le tematiche sopra riportate, il sottoscritto Consigliere

Provinciale del PD Massimiliano Capitani interroga la S.V. affinché siano fornite delucidazioni

esaustive sull’iter burocratico che ha portato all’approvazione del PRG del Comune di Spoleto

sulla base della verifica di conformità al P.T.C.P. ed al P.U.T. effettuata dalla Provincia di

Perugia.



Il Consigliere Provinciale Pd - Massimiliano Capitani





Commento scritto da Il Corvo della rocca il 18 Dicembre 2012 alle 19:02
Non si dice che, forse, siamo vicino alla fine del mondo? Speriamo che questo non sia l'inizio, dato che se il ricorso non fosse accettato si paventano contorni apocalittici. Rimanendo sul tema, "tra il serio e il faceto", quante cose....ci sarebbero da dire...su questo argomento. Fare ricorso al Consiglio di Stato significa spostare "il tiro", dalle eventuali leggerezze e responsabilità amministrative del comune di Spoleto, al TAR dell'UMBRIA, mettendo in discussione "il concetto" del Piano Regolatore. Se la stessa situazione riguardasse più comuni della regione, di primo acchito, si potrebbe pensare a una "trascuratezza del TAR". Dato però che la questione riguarda solo Spoleto, non è così facile sperare in una sua negligenza. Nel caso si verificasse che ad avere ragione fosse effettivamente il comune, bèh...allora... è bene ridare qualche speranza ai cittadini, avvertendoli che nel labirinto delle circonvoluzioni cerebrali dei componenti la giunta, a differenza di quanto si pensa, e di quanto si mormora, ci sono ancora delle cellule che esprimono segnali di vita. Visto la gravità della situazione, la soluzione della questione avrà più il sapore di una "generosa amnistia" ( dove tutti sono innocenti o tutti sono colpevoli), piuttosto che il sapore, molto più gradito, "di un apprezzamento" per il giusto operato.

"Siamo in clima natalizio...O NO?"


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