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Spoleto - Inquieto vivere, 17 Gennaio 2013 alle 22:56:21

Aggiornamento. la storia dell'imprenditore Paolangeli, dei Ds di Spoleto e della promessa di ritirare la querela

Dopo oltre cinque anni di silenzio, Aurelio Fabiani (Casa Rossa) condannato a sua insaputa per una querela che la Sicaf avrebbe dovuto ritirare. Macchia vergognosa nella storia del principale partito spoletino [Commenti]


Daniele Ubaldi

AGGIORNAMENTO ORE 20,07 del 18/01/2013. Ci è giunto poco fa in redazione l'aggiornamento della situazione da parte di Casa Rossa, questo il testo.


Il processo è rinviato al 18 febbraio 2014. Il giudice Laudenzi ha invitato a una conciliazione sulla base del ritiro della querela da parte di Paolangeli, col solo impegno che ogni parte si


paghi il suo avvocato. Ha detto che è una storia spoletina che è meglio chiudere e che se va avanti può solo produrre una caotica lotta tra le parti. Rinviando per un anno ha aggiunto, avrete tutto il tempo di pensarci. E' ovvio che Casa Rossa e l'Unione Sindacale di Base, in assenza di un cambiamento di atteggiamento di chi ci ha querelato, procederanno con un esposto per capire i rapporti tra l'impresa cooperativa di Paolangeli e i DS (oggiPD), intervenuti, senza essere stati chiamati in causa, ripetutamente nella vicenda tra il Consigliere Comunale di CASA ROSSA e il Presidente della SICAF.
A.C. Casa Rossa


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Come si può venir meno alla parola data in maniera così spudorata? Inoltre, come è possibile venire condannati da un giudice della Repubblica italiana senza neanche potersi difendere, vale a dire con un semplice decreto di condanna, cui non rimane che opporsi? E ancora, come è


possibile che il principale partito di Spoleto intervenga, con i suoi più autorevoli esponenti, in questioni che riguardano una cooperativa privata ed un partito d'opposizione? Queste alcune delle domande che scaturiscono dai fatti, denunciati oggi pomeriggio (17 gennaio) da Aurelio Fabiani di Casa Rossa ed Ettore Magrini del sindacato Rdb-Cub in conferenza stampa, che hanno portato alla condanna a 2 mesi e 5 giorni di reclusione, poi commutati in 2mila e 450 euro di ammenda, per l'esponente politico di estrema sinistra, consigliere comunale fino al maggio del 2009.


I fatti risalgono al 2006, quando Fabiani aveva riportato in consiglio comunale quanto riferitogli da un dipendente della Sicaf, società cooperativa che si occupa di traslochi e facchinaggio presieduta da Claudio Paolangeli, imprenditore dal passato di militanza nell'estrema destra poi folgorato sulla via di Damasco, al punto da entrare a far parte della segreteria dei Ds prima e del Pd poi. L'operaio, in particolare, aveva denunciato a Fabiani le condizioni di lavoro dei dipendenti Sicaf in appalto all'interno della Italmatch Chemicals, ipotizzando situazioni di reale pericolo per i lavoratori e per l'intera collettività, vista la natura della produzione dell'azienda appaltante, che si occupa di fosforo e prodotti da esso derivati. Ebbene, a seguito di alcune sue lamentele, il lavoratore aveva riferito di essere stato prima sollecitato a licenziarsi, poi messo a "0 ore" lavorative, misura equivalente ad un licenziamento di fatto.


Aurelio Fabiani, nel settembre del 2006, aveva riferito in consiglio comunale di questa ipotetica situazione, inviando anche una nota a Spoletonline. Grazie all'intervento del sindacato, l'operaio era stato reintegrato in organico, ma destinato ad una mansione impossibile da portare a termine, vale a dire carico e scarico presso altra azienda. Con ben quattro ernie con cui competere, l'uomo si era dapprima messo in malattia e poi, il mese successivo, aveva dato le dimissioni.


Qualche settimana più tardi, si era ormai in novembre, il giornale online della città era stato raggiunto da un comunicato stampa a firma dell'avvocato Gaetano Puma, legale della Sicaf, nel quale si annunciava una querela per diffamazione e danno di immagine. Alcuni tra i più fedeli lettori di Sol ricorderanno la protesta messa in campo dal fondatore del giornale, Poldo Corinti, il quale sospese le pubblicazioni per due giorni di fila. Lo stesso Poldo, incassata la solidarietà di esponenti politici di ogni estrazione e di un gran numero di colleghi, partecipò quindi ad un incontro con l'imprenditore e - da quanto risulta - alcuni esponenti degli allora Democratici di sinistra, al termine del quale venne a decadere ogni ipotesi di azione legale nei confronti del giornale.


Tuttavia, ed ecco l'aspetto più inquietante della vicenda, la Sicaf aveva già proceduto, a fine ottobre, nel querelare Fabiani per le stesse ipotesi di reato. Una volta pubblicata la notizia sui giornali, i Democratici di sinistra - partito, è bene ricordarlo, di appartenenza del presidente della Sicaf Paolangeli - erano usciti pubblicamente denunciando l'ingiustizia della querela nei confronti di un consigliere comunale nel pieno esercizio delle proprie funzioni. Dopodiché, gli stessi quadri del partito - gli allora capogruppo Marcelli e segretario locale Orlandi - avevano contattato Fabiani, proponendogli un incontro con l'imprenditore per mettere fine alla vicenda in maniera pacifica.


"Ci incontrammo al bar Pavone - ricorda Fabiani - ed eravamo io e Antonello Briguori (presente anche lui in conferenza stampa, ndr) per Casa Rossa, poi c'erano Marcelli, Orlandi e l'imprenditore Paolangeli. Alla fine dell'incontro ci stringemmo la mano, benché io non avessi ritrattato su quanto esposto in consiglio comunale. Paolangeli si impegnò a ritirare la querela, a patto che la vicenda non proseguisse oltre dal punto di vista mediatico. Orlandi e Marcelli si fecero garanti dell'accordo. Ora tutti cadono dalle nuvole".


Eh sì, perché a distanza di oltre cinque anni, il 12 gennaio del 2012, all'ex consigliere comunale - che neanche era a conoscenza dell'esistenza di un procedimento a suo carico - è arrivato il decreto di condanna, sulla base della querela di Paolangeli che mai è stata ritirata. A Fabiani non è rimasto altro che opporsi al decreto, ed il giudice ha fissato al 18 gennaio 2013, vale a dire domani, esattamente un anno dopo la notifica del decreto, la prima udienza del processo.
"Nel decreto di condanna - spiega Fabiani - si legge che io avrei agito in esecuzione di un disegno criminoso, volto ad offendere la reputazione della Sicaf, sia in consiglio comunale sia su Spoletonline. In realtà ho solo riportato quanto riferitomi da un lavoratore: chi fa politica deve dare voce a queste istanze, altrimenti ritengo che dovrebbe occuparsi d'altro".


L'aspetto più vergognoso, oltre al fatto di aver mancato la parola data da parte del segretario e del capogruppo dei Ds di allora, riguarda il presidente della Sicaf: non solo infatti, Paolangeli non ha ritirato la querela, ma nel processo che parte domani figura quale parte civile, con una richiesta di 5mila euro di risarcimento. "Ma le nostre domande sono altre - aggiunge Fabiani -, e sono contenute nell'esposto che presenteremo a breve alla Procura della Repubblica di Spoleto. Come è possibile che sia intervenuto un partito nelle vicende legali riguardanti un'azienda privata e un consigliere comunale di diversa area politica? Che rapporto c'è tra la cooperativa Sicaf e il principale partito della città? Si noti che due dei tre protagonisti di quella vicenda, vale a dire Paolangeli e Marcelli, sono adesso iscritti al Partito democratico (Marcelli è anche membro della segreteria regionale, ndr), il che pone il Pd di fronte ad un obbligo morale. E' evidente - conclude l'ex consigliere comunale - che se la querela non sarà ritirata, cosa ancora possibile anche domani mattina, la città deve sapere quanto vale la parola di queste persone, quale sia il loro senso dell'onore".


Una vicenda, questa di Paolangeli e Fabiani, che in piena campagna elettorale rischia di alimentare ulteriormente l'inarrestabile emorragia di consensi di cui è vittima il Pd di Spoleto, dato da tempo in forte calo.



Commenti (8)

Commento scritto da Lorenzo Antonini il 18 Gennaio 2013 alle 06:49
Dubito fortemente che il tribunale non abbia inviato avvisi di procedimenti in corso a Fabiani anzi e' impossibile



RISPOSTA: gentile Lorenzo Antonini, Lei potrà stupirsi quanto vuole ma sappia che è ASSOLUTAMENTE possibile quanto accaduto a Fabiani, ovviamente soltanto per determinati tipi di reato. In pratica, allo scopo di risparmiare denaro pubblico, il tribunale - su consiglio del pubblico ministero - emette una proposta di sentenza, e la notifica all'indagato - ANCHE SENZA MAI AVERGLI NOTIFICATO ALCUN AVVISO DI GARANZIA. Dopodiché sta al condannato accettare la lieve pena comminatagli e finirla lì oppure, come è stato in questo caso, opporsi al decreto e aprire dunque il regolare processo di primo grado. Fatto ancor più scandaloso, Fabiani non ha avuto modo di proporre controquerela per calunnia, dato che non era a conoscenza dell'esistenza del procedimento ancora in atto nei suoi confronti. Dunque non si è potuto tutelare come suo diritto. Infine, per completezza di informazione, sappia che si può persino venire prosciolti, oppure archiviati in via ancora preliminare, senza sapere nulla e senza dunque potersi tutelare con una controquerela. E' chiaro che non si tratta di accuse quali omicidio, rapina, furto con scasso o corruzione, ma diffamazione a mezzo stampa sì. Mi creda, chi Le scrive lo fa a seguito di esperienze reali, vissute in prima persona.

A volte funziona così, purtroppo.



Cordialmente

Daniele Ubaldi - direttore editoriale


Commento scritto da diabolik il 18 Gennaio 2013 alle 14:48
ma quale è lo stupore non lo sapete come funziona a spoleto in viale trento e trieste si decide chi deve lavorare con il comune e chi non deve lavorare verde pubblico / ditta idraulica/ facchinaggio/ affissioni) polizze assicurative/ geologi / come fanno a lavorare sempre gli stessi


Commento scritto da ansioso il 18 Gennaio 2013 alle 19:05
un lavoratore denuncia condizioni schiavistiche, un consigliere comunale lo riporta nella più alta assemblea cittadina e il giudice condanna il consigliere!



aspetto con ansia un commento dal PD


Commento scritto da IL PD ex pci il 18 Gennaio 2013 alle 23:05
Se potessi dirlo a mio nonno cosa e' successo.... mi direbbe:

Ma come i fascisti-imprenditori stanno con il partito mio( che intanto ha cambiato nome 4 volte!)???

Qui per l'ennesima volta il potere(non tanto oscuro) prova,tenta e persegue chi di ideali e diritti ne fa una questione di vita.





Commento scritto da ansioso il 19 Gennaio 2013 alle 10:38
la mia ansia cresce....che dice il PD?



Casa Rossa e il sindacato di base non devono accettare nessuna mediazione (anche perché ormai saranno prescritti e cmq nessuno potrà condannarli per aver rigirato una denuncia di un lavoratore al consiglio comunale). A questo punto, che i giudici vadano a controllare le condizioni di lavoro in questo coop gestite da ex missini oggi con la tessera PD. E vadano pure ad indagare come mai un partito fa da avvocato ad un imprenditore.


Commento scritto da La veità ti fa male il 19 Gennaio 2013 alle 17:46
Un giornale viene fondato dal direttore responsabile e solo lui può sospendere la pubblicazione di una testata, mmagari previo concordamento con l'editore. Un pò di onestà non farebbe male, comprendendo che anche "un pò" può costare tantissimo a chi cerca di modificare la storia. Che però, mai potrà essere modificata....a presto


Commento scritto da Carla B. il 20 Gennaio 2013 alle 18:39
Paolangeli....bene a sapersi! Diabolik ed Ansioso d'accordissima con quanto scritto da voi. (conosco bene la storia). Fabiani tutta la mia solidarietà sperando che tutto finisca al più presto (e non con una stretta di mano!)


Commento scritto da UN LAVORATORE DI SPOLETO il 21 Gennaio 2013 alle 14:20
Un lavoratore di Spoleto



Anche io vorrei sapere che ne pensa il PD a cui l’imprenditore appartiene, e lo vorrei sapere alla luce di questo articolo che ho trovato on line solleticato da una storia che conoscevo da anni. In questo articolo in cui tutte le componenti pubbliche della società del tempo condannano l’iniziativa dell’imprenditore, l’allora segretario DS Orlandi solidarizza apertamente con il consigliere Aurelio Fabiani. Se lo abbia fatto perché convinto del diritto del consigliere o per riparare alla frittata cucinata dal loro iscritto con l’attiva collaborazione di ben tre consiglieri comunali dell’allora DS , come in tanti sapevano dentro il partito, non lo so, ma la condanna per quella che Orlandi configura come una intimidazione è decisa.







SPOLETONLINE



09 Novembre 2006 alle 15:49:36



GRAZIE...9.500 VOLTE, CIRCA





Giorno nuovo, vita nuova. Termina in questo preciso istante la protesta che Spoletonline ha avviato dopo esser presumibilmente finita nel mirino dell'imprenditore Claudio Paolangeli, presidente della CoopertivaSicaf, che, affidandosi in modo singolare a un comunicato stampa inviato dal suo avvocato Giacomo Puma, aveva lunedì scorso annunciato una querela per diffamazione e danno di immagine. Querela scaturita dalla pubblicazione di un comunicato stampa diramato dal consigliere Aurelio Fabiani (di certo querelato) e pubblicato da SoL, ma non solo. Abbiamo così sospeso le pubblicazioni per ben due giorni, come mai era successo nella breve ma intensa vita del Vostro SoL. Sì, del Vostro, perchè sono state le decine e decine di mail, telefonate, lettere in prioritaria, di autorevoli politici e semplici lettori che ci inducono a tornare alla nostra attività di informazione libera e democratica, aperta all'opinione di tutti, nel rispetto di tutti. Sono state le 9.482 cliccate che il nostro contatore ha registrato per l'articolo "Scusate il disturbo" che ci 'impongono' di tornare. Quasi 9.500 click, un record.







C'è chi ha pensato che il nostro gesto fosse dettato dalla paura: niente di più sbagliato. Come annunciato, non abbiamo studiato dai Gesuiti e non siamo propensi a porgere l'altra guancia: ne sa qualcosa il pool di avvocati che da ieri l'altro è al lavoro per studiare ogni iniziativa tesa a difendere non solo SoL ma anche i più elementari principi della democrazia. Tanti, dicevamo, gli attestati. Fra gli altri ci piace ricordare le telefonate di solidarietà dell'OnorevolePaolo Brutti, dell'Onorevole Giampiero Bocci, del Consigliere Regionale Stefano Vinti, le mail di Pina Silvestri capogruppo UdC, del capogruppo di An Giampiero Panfili, del capogruppo del PdCi Giampiero Calabresi, dei leader sindacali Ettore Magrini per la RdB e Maurizio Luciani per la Cisl, dell'opinionista Giorgio Mariottini(stai facendo un gran servizio a tutti noi caro Sol, anche a chi non ti legge. Auguri) dei colleghi Massimo Sbardella, Rosanna Mazzoni, Sara Fratepietro, Ilaria Rapacchio, Daniele Ubaldi,DanieleMinni ,Simone Sensi,solo per citarne alcuni. Non possiamo riportarle tutte. Ci piace però far conoscere da queste colonne il pensiero della segreteria dei Ds che, in un comunicato di ieri l'altro, offrono "tutto il loro sostegno ad Aurelio Fabiani ed ai giornalisti di Spoletonline. La libertà di espressione di un consigliere comunale nella massima assise istituzionale cittadina, e la libertà di stampa per un giornalista - scrive il segretario Andrea Orlandi - sono non solo i fondamenti di una democrazia, ma i principi che la sinistra, e i Ds, hanno sempre difeso contro il malcostume dilagante e l’omogeneizzazione culturale degli ultimi anni. I diritti alla “polemica politica” ed alla “notizia”, lo ricordo, sono le prime cose che i regimi attaccano. Le coscienze critiche, a volte anche scomode, sono la garanzia migliore per un sano sviluppo della dinamica democratica di una città. Politica ed imprenditoria è bene che rimangano sfere distinte ed indipendenti, ma di fronte a fatti di tale rilevanza politica (nel senso che intaccano principi politici intoccabili) noi stigmatizziamo e critichiamo con decisione l’operato dell’imprenditore, che ha sbagliato".







Sullo stesso tenore quella di ieri del responsabile della Camera del Lavoro (Cgil) Fausto Stocchi: “La libertà di informazione è un pilastro fondante di una società civile libera e democratica. Quanto accaduto a Spoletonline ci riporta indietro di oltre mezzo secolo, è quindi inaccettabile per chiunque abbia un minimo di coscienza democratica. Questa intimidazione va respinta con tutte le iniziative possibili. E in gioco la vita civile e democratica di tutti anche di chi non ha neppure un vagito per protestare. Non è possibile che ci rimetta sempre l’anello più debole!”







Troppa grazia Sant'Antò! Per la cronaca ieri pomeriggio al Bar Pavone c'è stato un summit fra Andrea Orlandi, Amedeo Marcelli, Claudio Paolangeli, Aurelio Fabiani e Antonello Briguori. Che si sarebbe però concluso con un nulla di fatto. Mentre oggi pomeriggio sarà anche la segreteria della Margherita ad affrontare la spinosa questione.







Bene, torniamo così al lavoro, dopo l'incontro a Scheggino fra l'editore e il Cdr conlusosi con la decisione di riguadagnare il tempo perduto.







Tutto ciò che vi siete persi in questi due giorni ma anche le notizie dell'ultima ora saranno pubblicate a partire dalle ore 8,00. E fino alle 14 SoL non subirà aggiornamenti per consentire ai lettori di sapere cosa è successo in citta e fuori dalle mura in queste 48 ore.







Grazie,







L'Editore e il CdR



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