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Area Vasta - Economia, 18 Ottobre 2013 alle 15:49:05

La Fondazione CaRiSpo presenta il progetto Svet, un aiuto concreto per lo sviluppo economico del territorio

Quattro milioni di euro di plafond da utilizzare per stanziare finanziamenti a tassi agevolati per le piccole e medie imprese [Commenti]


Daniele Ubaldi

Un aiuto concreto alle piccole e medie imprese del territorio di Spoleto, Valnerina e Comuni limitrofi; un contributo reale, e senza guadagni, per avviare misure a sostegno dello sviluppo economico e dell'occupazione. E' il progetto Sv.E.T. (Sviluppo economico del territorio),


presentato questa mattina in conferenza stampa, ideato e voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto - e anticipato a Spoletonline dal presidente Zinni nel corso dell'intervista dello scorso 22 agosto - e realizzato in collaborazione con Casse di Risparmio dell'Umbria e con l'associazione Onlus Vo.B.I.S., Volontari bancari per le iniziative nel sociale.


Per raggiungere l'obiettivo di offrire alle imprese locali strumenti per recuperare competitività agendo su produttività ed occupazione, la Fondazione CaRiSpo ha stanziato un plafond di 4 milioni di euro, che saranno utilizzati per erogare finanziamenti bancari di importi compresi tra i 10 e i 50 mila euro per le piccole e medie imprese del territorio, attive da almeno due anni, ad un tasso fisso compreso tra l'1,70 e il 4,30%. I finanziamenti avranno una durata compresa tra 18 e 36 mesi. Al termine del progetto, la Fondazione tornerà in possesso del capitale iniziale con una remunerazione a dir poco minima, mentre la banca non otterrà utile. Ecco spiegato come mai sia stato possibile proporre tassi di interesse che, a volte, non reggono neanche il passo dell'inflazione.


A presentare l'operazione, questa mattina (18 ottobre) nella sede della Fondazione CaRiSpo in via Cavallotti, il presidente Sergio Zinni, il direttore generale delle Casse di Risparmio dell'Umbria Vanni Bovi e Franco Pau, presidente dell'associazione Vobis. La partnership fra i tre soggetti assume uno scopo economico-sociale soddisfacendo, al contempo, gli scopi istituzionali di ciascuno dei tre attori: la Fondazione sostiene il territorio destinando con ponderatezza le risorse nei vari settori dell'economia locale; la banca mira a sostenere lo sviluppo dell'economia locale, dunque imprese e famiglie; l'associazione educa ed assiste persone ed aziende, migliorandone la capacità di accesso al credito.


"Crediamo molto - ha detto Zinni nel suo intervento di saluto - nel rapporto con Intesa San Paolo e Casse dell'Umbria. Abbiamo messo a disposizione una somma consistente, grazie alla quale l'istituto potrà erogare finanziamenti a tassi agevolati. I Comuni interessati dal progetto Svet son il nostro territorio, fanno parte della nostra storia". Nel dettaglio, i territori coinvolti sono quelli di Spoleto, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria, Norcia, Preci, Cascia, Sant'Anatolia di Narco, Cerreto di Spoleto, Monteleone di Spoleto, Poggiodomo, Vallo di Nera, Scheggino, Massa Martana, Acquasparta, Avigliano e Montecastrilli.


"Vogliamo essere la banca del territorio che lavora sul territorio - ha detto il direttore Bovi -, in un momento complicato come questo vogliamo essere presenti, ovviamente mantenendo il nostro ruolo di banca. Intendiamo perciò aiutare le imprese del territorio, finanziando progetti bancabili. In questo senso il nostro garante è l'associazione Vobis, che esaminerà tutti i progetti dal punto di vista tecnico, per decidere se siano o meno finanziabili". Per tutte le informazioni ci si può collegare al sito della Fondazione CaRiSpo, oppure entrare in una qualsiasi delle 120 filiali di Casse del Centro sparse su tutta la regione. "Tutto ciò che occorre - ha aggiunto il direttore - è aprire un conto con il nostro istituto, ma ovviamente questo mi sembra il minimo. Dieci giorni fa abbiamo presentato un'iniziativa analoga a Foligno, e devo dire che nel giro di una settimana abbiamo già ricevuto 12 progetti, dei quali il 75% è stato giudicato finanziabile. Il progetto Svet è rivolto a tutte le piccole e medie imprese, escluse quelle che operano nell'edilizia e i liberi professionisti. Gli investimenti bancabili possono riguardare l'acquisto di beni, strumenti, brevetti, ricerca e sviluppo e altro".


Infine, il presidente di Vobis Franco Pau ha spiegato il ruolo dell'associazione nel progetto: "Il nostro Dna è sociale", ha detto. "Siamo tutti ex bancari che hanno occupato posizioni di responsabilità all'interno di istituti di credito, e che portano in dote la propria esperienza per perseguire l'obiettivo di aiutare i soggetti non bancabili, agevolando loro l'accesso al credito. Il nostro compito è quello di valutare i progetti dal punto di vista della fattibilità, in maniera tale da abbreviare i tempi di risposta da parte della banca e accelerare il riflesso costruttivo dell'operazione sul territorio. Allo stesso tempo, verificando i progetti e i soggetti che li presentano, possiamo aiutarli a renderli più bancabili oppure a comprendere le loro reali potenzialità di restituzione. A volte anche un diniego del finanziamento rappresenta un aiuto concreto all'impresa, che altrimenti si troverebbe schiacciata da piani di ammortamento insostenibili".


In chiusura, a proposito della rapidità di risposta alle richieste di finanziamento, Bovi ha spiegato che "se la domanda è completa di tutta la documentazione, grazie al lavoro di Vobis riusciamo ad evaderla nel giro di 4 o 5 giorni. Basta inviare il tutto a svet@cassedellumbria.it. Naturalmente di solito non siamo così rapidi - ha aggiunto il direttore generale -, di solito impieghiamo un mese o due per valutare e rispondere. Invitiamo tutte le piccole e medie imprese del territorio - ha concluso sorridendo - a esaurire prima possibile l'intero plafond, cosicché torneremo a battere cassa alla Fondazione CaRiSpo per ottenere altri fondi".



Commenti (2)

Commento scritto da Il Corvo della rocca il 18 Ottobre 2013 alle 19:04
Complimenti! Promuovere azioni come queste dovrebbe essere il vero compito delle banche: Aiutare l'industria e il mondo del lavoro a far viaggiare l'economia.! La speculazione che mira a facili profitti, nel più breve tempo, crea una frattura enorme nella società, arricchendo poche persone e impoverendo molti cittadini. Le banche dovrebbero avere sempre presente questa particolarità e orientare di più le loro attenzioni verso i produttori della ricchezza reale, (le aziende e i lavoratori), il cui interesse molto spesso diverge da chi, investendo i propri soldi, aspira a sproporzionati guadagni immediati.


Commento scritto da Turi'46 il 19 Ottobre 2013 alle 12:27
La Fondazione continua a dimostrarsi volano per la crescita della città , attenta ai suoi bisogni che

Intercetta con lungimiranza e tempestività . Noi cittadini in difficoltà crescente e drammatica , in un deserto di capacità istituzionali, abbiamo solo due riferimenti: Fondazione Carispo e Caritas.

Se le piccole e piccolissime realtà economiche potranno respirare ed andare avanti, vorrà' dire molto

Per la città


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