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Spoleto - Chi sale & chi scende, 14 Gennaio 2014 alle 09:46:24

'Chi Sale & Chi Scende', catorci 'Gabriolet' per la Presa della Pastiglia

Prosegue il delirio politico-istituzionale 'made in Spoleto'

Dopo la sbornia da feste natalizie con pandori al gusto di spumante e tanti cattivi auspici per il 2014, il "Chi Sale & Chi Scende" torna a scassare a tutto spiano e vi propone uno spaccato di vita e di marroni che mette a nudo, nonostante il freddo, ogni singola deficienza dell'adilà politico e


sociale di questa città, grazie ai soliti quattro mattacchioni che un giorno sì e uno no si prodigano per rendere tutto più umano di se stessi, quindi più grottesco. Vediamo i casini degli ultimi giorni. Partiamo.


La maglia rosa va ovviamente alla città di Spoleto che, grazie a Don Matteo, schianta in faccia ai telespettatori di tutta Italia una bellezza devastante che quotidianamente personaggi da avanspettacolo cercano di devastare a loro volta. In ogni caso è stato boom di ascolti per la fiction Rai, ospitata da un Comune che da parte sua, negli ultimi 15 anni, di "accolti" fra le sue poltroncine ne ha avuti un bel po'.


Sale come un effetto collaterale, anche grave, il neo amministratore unico della Farmacie Comunali, il geologo Gabrio Romani. "Ma che piffero avrebbe a che fare un geologo con le medicine?", si sono chiesti più o meno tutti. Il collegamento effettivamente c'è, ed è anche abbastanza condivisibile: un geologo alle farmacie è la logica scelta di un'amministrazione terra-terra.
Lo straziante fascino di tutta questa operazione, però, deriva dal fatto che il nome è arrivato senza alcun filtro che potesse quantomeno permettere ai registi dell'operazione di imbastire una parvenza di giustificazione, basata sul merito o le competenze.  La scelta è infatti chiaramente arrivata dopo una lunga consultazione con gli amici in Comune sull'attivissimo social-ist network, in una operazione che, visto lo stretto rapporto con le medicine, potremmo chiamare "La Presa della Pastiglia". Non a caso Romani ha tenuto ringraziare Psi e Pd per il sostegno ad un ruolo che fa capire di non conoscere proprio benissimo, ma ormai il sistema di bilanciamento del "do ut des" è alla totale luce del sole. La macchina comunale, con questa vicenda, lascia ormai che tutti possano vedere cosa accade al suo interno: dopo questa nomina potremmo infatti parlare di un fiammante catorcio Gabriolet...  


Di una poeticità celestiale, a questo proposito, il commento stampa rilasciato da alcuni iscritti al Psi, i quali contestano ai vertici che "nessun organo di Partito si è mai riunito per discutere e decidere alcunché". Nulla di cui meravigliarsi, troppo spesso in questi cinque anni i socialisti le decisioni le hanno prese ragionando con l'organo sbagliato...  Anche in passato, come con questo sindaco, per tale genere di accordi bene o male è sempre tutto stato "detto-fatto", ed è quantomeno curioso come combinando queste quattro parole - appunto "bene", "male", "detto" e "fatto" - si ottenga Bene-detti - male-fatte...

Nel frattempo scende, ma in campo, l'ex sindaco Massimo Brunini, uomo che curiosamente ha nel nome un espressione molto usata da una certa sponda elettorale spoletina (Ma ‘ssi, mo' pure Brunini famo artorna'?...)  e la "sua" Vince Spoleto, sostenuta - fra gli altri -, almeno stando alle presenze nell'ultima conferenza stampa, dai "big" di presente e passato Gilberto Stella e Vincenza Campagnani.  Già cominciato lo scontro di slogan: i detrattori si fanno sotto con "meglio malissimo che Massimo", mentre i sostenitori ci danno giù col "meglio con Massimo, almeno tutti magnassimo".
Argomento principe, manco a dirlo, il buco di bilancio, su cui l'ex sindaco e il suo vice di allora Benedetti si sono scambiate in queste settimane così tante coccole da far sembrare  un serial killer perfino Winnie the Pooh.  Brunini continua a mostrare un bilancio di mandato immacolato (piccola puntualizzazione da avvocato del Diavolo: ma se anche il bilancio fosse taroccato è ovvio che ufficialmente appaia in ordine, no?? Altrimenti che taroccamento è?? Vabbè...). L'attuale primo cittadino non ha mai nascosto invece di sostenere la teoria del "buco che viene da lontano", sostenuto fortemente dal partito e dagli avventori del suo locale, il mitico Bar Tocci, dove il Pd tesse i suoi comunicati stampa, rigorosamente durante degli happy hour di soli superalcoolici, tra un Bloody Renzi e un Margherita, ossia un Margarita più "carico".


Giampaolo Emili lascia Spoleto Sì, o Spoleto Sì lascia andare Giampaolo Emili? La frattura, che qualche tempio addietro avevamo segnalato, all'interno dei fondatori del gruppo che più di tutti ha influito sugli sviluppi della vita politica cittadina (sua la "pedina" Zualdi al bilancio) si è consumata in tutta la sua bruciante realtà. Nel testo del comunicato di addio Emili potrebbe aver implicitamente ammesso di non aver intenzione di rientrare come parte attiva della politica locale, almeno non con altri comitati o simili, visto l'augurio a Spoleto Sì di "raggiungere gli scopi per i quali l'associazione si è formata". Anche perché se volesse candidarsi con qualche altra forza avrebbe già augurato a Spoleto Sì di batterlo alle prossime elezioni... Pollice mezzo mezzo.

Sale il Comune di Spoleto, che ha un disperato bisogno di un manager energetico "utile ad aumentare i tagli alle spese già decisi dal Comune e a supportare tutte le iniziative messe in atto nei mesi scorsi per eliminare gli sprechi". All'atto pratico la decisione appare giusta, viste le storiche e nocivissime emissioni di tanti CO...... così tanti CO........... Ma che avete pensato?? ... di così tanti (quintali di) CO2 da rendere l'aria sopra i cieli del set di don Matteo decisamente irrespirabile.



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