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Spoleto - Le interviste di SOL, 20 Maggio 2014 alle 11:54:32

Maura Coltorti e 'il coraggio della coerenza'

'Essere di centrosinistra non significa realizzare un'accozzaglia contro il Movimento 5 Stelle. Noi fuori con orgoglio da certe logiche'


Daniele Ubaldi

Maura Coltorti, segretaria comunale di Rifondazione Comunista, è candidata a sindaco con Sinistra per Spoleto. E' anche l'unica donna candidata alla carica di primo cittadino di Spoleto per questa tornata elettorale. La scelta di correre da soli, in casa Sinistra per Spoleto, è stata dettata


in larghissima misura dalla composizione dell'attuale coalizione di centrosinistra, di cui cinque anni fa faceva parte anche Rc.


Coltorti, la Vostra scelta di sinistra offre un'alternativa reale o serve solo a salvare la coscienza degli elettori?
"Certamente vogliamo offrire un'alternativa. Credo che mai come quest'anno c'era bisogno di una lista di sinistra. C'era un vuoto a sinistra, che abbiamo tentato di riempire".


Cinque anni fa eravate nel centrosinistra.
"Sì, eravamo in una coalizione che andava da Rifondazione alla lista civica, che era realmente una lista di centrosinistra".


E che cosa è successo negli ultimi cinque anni?
"È successo che dopo il voto la coalizione non è mai esistita. Non c'è mai stato il tavolo della coalizione che era stato promesso in campagna elettorale, e che dopo le elezioni abbiamo più volte richiesto e sollecitato allo scopo di dare seguito al programma. Alla fine di questa legislatura il partito democratico ha deciso di cambiare la coalizione. Hanno scelto di non ripartire dalla vecchia compagina, che comunque nel 2009 era risultata vincente, ma di allargare alle liste civiche con al loro interno delle persone che storicamente appartengono al centrodestra. Abbiamo tentato di dire in qualche modo che la coalizione non è un fatto numerico, e che se ci sono dei problemi si possono esaminare le varie soluzioni percorribili, che sono ovviamente diverse fra loro se vengono da destra o da sinistra. Abbiamo quindi posto i nostri paletti, nel rispetto dei quali ci siamo detti disponibili a parlare di programmi".


E così sono partiti gli incontri.
"Certo. Ne abbiamo fatti due. In entrambe le occasioni, la prima a Spoleto e la seconda a Perugia, al tavolo abbiamo trovato i consiglieri comunali Wolfgang Bernelli e Maurizio Hanke. Ci fu detto che queste persone avevano compiuto un percorso politico , che li aveva portati ad aderire al centrosinistra. Secondo me questa coalizione allargata è stata costruita mettendo insieme una serie di liste che poco hanno in comune , tutti insieme contro il "pericolo " Movimento 5 Stelle. Mi sembra evidente. Ma secondo noi non era e non è questo il centrosinistra".


Con Sel appoggiate Tsipras, ma poi alle comunali andate soli, qui come in altre realità. Da cosa dipende?
"Dalle differenti realtà locali, appunto. Io non sono pregiudizialmente contro gli accordi con il centrosinistra, ma bisogna vedere che cos'è il centrosinistra in questo o in quel territorio. Secondo noi in questa realtà non era assolutamente possibile fare accordi di coalizione".


Inizialmente non eravate gli unici contrari ad un'alleanza così larga.
"No. All'inizio anche Sel era d'accordo con noi sul fatto che non era quella la coalizione con cui presentarsi come centrosinistra".


Poi hanno cambiato idea...
"Ovviamente sì, ma hanno fatto anche altri passaggi che non sono esattamente irrilevanti se ripercorriamo questi ultimi mesi. In un primo momento Sel non era d'accordo su quel tipo di coalizione; poi hanno chiesto ripetutamente le primarie di coalizione, che non ci sono state. Poi hanno esultato per l'uscita del dottor Hanke dalla coalizione, ritenendo che fosse un loro grande successo. Ma di fatto il consigliere Hanke è presente nella lista Prima Spoleto Sì, che appoggia Rossi. Quindi il centrosinistra va da Sel fino alla lista del consigliere Hanke e certo fa uno strano effetto vedere politici che sono stati all'opposizione per anni sotto lo stesso gazebo del PD.... Se questo vuol dire essere una sinistra moderna, noi forse non siamo una sinistra moderna, ma di certo siamo una sinistra coerente e di certo il 26 maggio sapremo quale sarà il tipo di sinistra che che i nostri elettori preferiscono"


Vi accusano di essere settari.
"Settari, inutili, rinchiusi dentro recinti ideologici. Evidentemente per gli amici di Sel la sinistra è quella che è funzionale al partito democratico e ai suoi nuovi alleati".


Mai un dubbio sulla scelta operata?
"Mai il minimo dubbio. A maggior ragione ora, col senno di poi. E poi basta guardare come è ridotta la città, una città ripiegata su se stessa. Non so se con una coalizione diversa saremmo riusciti comunque a realizzare un accordo. Mi chiedo e chiedo agli elettori: per parlare di centrosinistra è sufficiente fare la grande coalizione contro Grillo? Secondo me no".


E quindi nessun rimorso nel caso in cui i vostri voti dovessero contribuire a far perdere il centrosinistra?
"Assolutamente no. Parlano di cambiamento, rinnovamento... ma sanno cosa significano queste parole? Se diamo uno sguardo alle liste di tutta la coalizione, dov'è il rinnovamento che hanno operato? Noi, sì, abbiamo praticato rinnovamento, inserendo persone che non hanno mai amministrato. Addirittura 17 dei nostri 20 candidati non appartengono a nessun partito, ma provengono tutti dalla società civile. E' gente che ha deciso di impegnarsi in questa sfida: vogliamo contarci e da lì ripartire, perché Sinistra per Spoleto non finirà con le elezioni ".


Alcune battaglie che adesso vanno di moda erano vostre già molti anni fa. Perché le avete perse per strada?
"E' vero. L'esempio più eclatante che mi viene in mente è il reddito minimo garantito. Già nel 2009 raccogliemmo le firme, come Rifondazione Comunista, a sostegno di una legge regionale. Adesso il reddito minimo garantito è diventato una grande battaglia del Movimento 5 Stelle".


Meno male...
"Sì, meno male. Penso che il reddito minimo garantito sia una battaglia da portare avanti".


E allora perché non lo avete fatto voi?
"Forse perché non abbiamo certi megafoni, certa visibilità. Perché siamo divisi e seguitiamo a dividerci. C'è gente che mi chiede se esiste ancora Rifondazione. Pensiamo alla lista di Tsipras, oscurata in tutta Italia, dove sembra che solo Renzi e Grillo parteciperanno alle Europee. E inoltre noi ci abbiamo messo del nostro...".


Come vi proponete nei confronti di chi vincerà le elezioni, che riusciate o meno ad entrare in consiglio comunale?
"Ci proporremo come forza di opposizione costruttiva, nel senso che sulle buone proposte siamo disposti a confrontarci. Non saremo certo una sinistra settaria e rinchiusa in recinti ideologici... (sorride). Daremo suggerimenti su come amministrare".


E allora, in chiusura, tre cose da fare subito per Spoleto.
"Buco di bilancio, Piano regolatore generale, emergenza lavoro e lavoratori. Credo siano queste le priorità, delle quali stranamente non si sente più parlare. Secondo noi c'è bisogno di più welfare municipale, che preveda ad esempio l'istituzione di un fondo anticrisi per dare sostegno alle famiglie in difficoltà. Lo ritengo un'emergenza perché, mentre si dibatte su Don Matteo, tante famiglie non sanno come andare a fare la spesa. Lo dico con tutto il rispetto possibile nei confronti di Don Matteo, ben vengano altre fiction, ma non credo che possano risolvere i problemi della Pozzi o della Panetto & Petrelli. Perciò, per prima cosa, credo si debba coinvolgere il Comune, le fondazioni e anche i singoli cittadini affinché partecipino all'istituzione di un piccolo fondo anticrisi, per dare risposte immediate a chi è in difficoltà persino per pagare le bollette. In questi ultimi anni a Spoleto è mancata la difesa dei lavoratori da parte del Comune. E' mancato cioè quel tramite tra imprese e istituzioni provinciali e regionali, grazie al quale - al contrario di quanto è accaduto - i lavoratori potevano e dovevano essere maggiormente tutelati. E' questo ciò che un'amministrazione di centrosinistra deve fare. L'emergenza adesso ce l'ha chi il lavoro lo ha perso. Poi è chiaro che occorrono politiche nazionali differenti, ma un Comune può fare la sua parte. Per esempio può aiutare i lavoratori con sgravi sulle tariffe municipali, servizi di trasporto pubblico gratuito, ecc. io credo che ci sia una parola che non dobbiamo vergognarci di pronunciare che è solidarietà. Sono tutte misure adottabili, insieme a politiche di agevolazione per chi viene qui a creare posti di lavoro, dei buoni posti di lavoro. E questo vale sia dal punto di vista burocratico sia sotto l'aspetto delle infrastrutture, della logistica, della semplificazione".


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