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Spoleto - Le interviste di SOL, 21 Maggio 2014 alle 19:35:23

Dante Andrea Rossi: 'Cambiamo le cose con la qualità delle idee e la sfrontatezza della gioventù'

'Votare centrosinistra significa scegliere un progetto concreto scartando la demagogia, le sterili polemiche o le promesse impossibili da mantenere'


Daniele Ubaldi

41 anni, da sempre appassionato di politica, Dante Andrea Rossi ricorda nei modi, oltreché nell'aspetto, il ragazzo della porta accanto. Dalla sua possiede una spiccata capacità diplomatica, che gli è valsa la reputazione di aggregatore al punto da garantirgli l'elezione a segretario del


Partito democratico, comunale prima e provinciale poi. Già vicesindaco per nove mesi durante l'esperienza Benedetti, Rossi si è presentato con un programma all'insegna del cambiamento. Spoletonline ha voluto incontrarlo.


Diamo un'occhiata alla lista del Pd. Otto consiglieri uscenti, di cui sette del partito e uno della vecchia lista civica, praticamente oltre metà del gruppo consiliare. Due ex assessori del Psi, due consiglieri provinciali e il segretario comunale. Tutti in lista. Rossi, che cosa vuol dire con il suo slogan "Ora si cambia"? Dov'è la vostra decantata apertura alla società civile?
"Non abbiamo nessun dinosauro della politica, che da più di 45 anni è nelle istituzioni. Abbiamo concesso solo due deroghe al limite di due mandati, il che significa che non c'è nessun candidato - a parte appunto le due deroghe - che abbia svolto più di un mandato. Siamo contrari a listini e rendite di posizione: ‘Ora si cambia' vuol dire iniziare a rispettare le regole interne. Ci sarà un'idea di partecipazione declinata quotidianamente, che includerà le intelligenze e le energie migliori della città in un'azione di condivisione, finalizzata alla ricerca di soluzioni ai bisogni. Nessuno avrà più l'alibi di dire che non è stato coinvolto. Questo è il mio stile e questo declinerò da sindaco. Mi lasci aggiungere che ‘Ora si cambia' vuole anche dire ‘basta' ad una città divisa, litigiosa e isolata da tutto e tutti. Abbiamo bisogno di un'azione di pacificazione se vogliamo affrontare in maniera efficace la crisi drammatica che attanaglia Spoleto. In questo senso noi saremo la garanzia di un'alleanza solida e reale con la Regione Umbria, il Governo nazionale a guida Matteo Renzi e tutti i Comuni del territorio, per affrontare in maniera davvero nuova i problemi della città. E' finita la stagione delle guerre sempre contro qualcuno, dentro la città e con altri Comuni".


Perché un elettore di sinistra dovrebbe votare una coalizione che annovera diverse anime storicamente di centro e centrodestra?
"La mia storia è quella di un ragazzo di sinistra. Abbiamo un programma che saprà interpretare i reali bisogni e i sogni dei nostri concittadini. Parliamo di tutela vera delle fasce più deboli, di affrontare una povertà sempre più dilagante e, al contempo, siamo anche i primi che finalmente parliamo di un welfare per i giovani. Spoleto deve essere una città non solo per anziani, ma anche per chi anziano non lo è. Solo così la città potrà avere un futuro. Quanto alla coalizione, abbiamo Maurizio Hanke che oggi è un iscritto al Centro democratico di Tabacci, e Sergio Grifoni che è sempre stato un cattolico di sinistra, che da presidente del City Forum è impegnato in battaglie quali la difesa dell'ospedale, la lotta contro l'isolamento infrastrutturale e altri temi che ha trattato in tutti questi anni, insieme a tutti noi. E' in altre presunte liste civiche, oggi facenti riferimento al Nuovo centrodestra di Alfano, vedi Fabrizio Cardarelli, che ci sono esponenti della destra vera, fino a ieri segretari di Forza Italia: secondo me è in quei contesti che è difficile percepire un civismo oltre gli schieramenti politici".


Massimo Brunini. E' l'unico sindaco rieletto a Spoleto. La prima volta passò per un pugno di voti, la seconda fu un plebiscito bipartisan. Capacità di amministrare e appeal fra i cittadini o professionismo dell'inciucio? Cosa rappresenta, per Lei, il bis-sindaco della città del Festival?
"Sarò molto schietto: in Italia Matteo Renzi sta finalmente facendo nascere il Partito democratico. Il cambiamento non lo si predica più, ma lo si pratica quotidianamente. Ad esempio devo ricordare che lo stesso fondatore del Pd, Walter Veltroni, oggi non ha incarichi e, nonostante ciò, con generosità dà il proprio contributo giorno per giorno anche in questa campagna elettorale, da militante. Ora mi chiedo: è mai possibile che chi ha fatto l'assessore nel '70, come Massimo Brunini, debba ancora rivendicare, nel 2014, un ruolo nelle istituzioni? Dov'è quella generosità che dovrebbe mettere a disposizione in altro modo la propria esperienza? Una democrazia che delega sempre agli stessi la rappresentanza nelle istituzioni è una democrazia malata. Parliamo di rispetto di due mandati, mentre qui siamo di fronte a quasi 50 anni di attività all'interno delle istituzioni. Il cambiamento, per non essere retorica, va praticato e presuppone che ci sia chi passi il testimone e chi lo riceva. Qualcuno, qui, quel testimone lo vuole tenere sempre per se stesso".


Come gestirete, in caso di vittoria, il problema del buco di bilancio? Tribunali politici o tribunali civili e penali?
"Nella massima trasparenza possibile. Al momento c'è un'indagine della magistratura e, ad oggi, non c'è nessun rappresentante politico coinvolto. Non è al consiglio comunale o alla politica che spetta il compito di certificare la correttezza dei bilanci o l'entità del buco. Sono terzi i soggetti che, ogni anno, devono controllare i bilanci: dirigenti, direttore generale, revisori dei conti e Corte dei conti. Mi chiedo: perché soltanto a Spoleto diventa dibattito politico l'entità del buco di bilancio? Perché a Perugia, per un buco di oltre 180 milioni di euro, la politica si è unita per evitare il fallimento della città, mentre qui da noi una certa politica costantemente si rivolge alla Procura per cercare di paralizzare ogni attività amministrativa? E' questo l'atteggiamento costruttivo? Poi c'è una riflessione politica: le dichiarazioni dell'ex direttore generale facevano riferimento agli ultimi decenni. Il mio impegno sarà garantire la massima trasparenza e, al tempo stesso, una reale riforma dell'organizzazione interna della macchina comunale, valorizzando le tante energie interne e avendo il coraggio di cambiare per davvero".


Piano regolatore generale. Come pensa di risolvere l'impasse tecnico-legale nel quale è precipitato il principale strumento di gestione del territorio? Cosa si sente di poter dire a tutti quei cittadini che, ad oggi, non sanno se i loro terreni sono o meno edificabili, i progetti ancora validi o addirittura gli edifici già costruiti potenzialmente abusivi?
"Si deve dare certezza e la sapremo dare in tempi brevi, perché non si gioca con la vita delle imprese e delle nostre famiglie. Poi, rispetto a un Piano regolatore generale approvato nel 2003, totalmente sovradimensionato rispetto alle esigenze della nostra città, siamo pronti ad andare incontro a tutti quei cittadini che sono contrari all'edificabilità di un proprio terreno e vogliono ritornare indietro, a quando era agricolo. Allo stesso tempo, vogliamo aggiornare le valutazioni dei terreni edificabili ai reali valori di mercato di oggi, molto diversi da quelli di alcuni anni fa cui si fa ancora riferimento per calcolare il 7 per 1000 dell'Imu. Vogliamo cogliere l'occasione di riqualificare per davvero la nostra città. E quindi, lo abbiamo messo nel programma, uno dei punti principali è un Prg in diminuzione, un piano operativo per riqualificare la nostra periferia e il nostro centro, da scrivere insieme alle associazioni e alle organizzazioni del nostro territorio. Vogliamo meno nuove costruzioni: premieremo chi riqualifica l'esistente e rende gli edifici efficienti dal punto di vista energetico. Servono, infine, nuovi luoghi di aggregazione, nuove zone sportive, più verde. Stop ai centri commerciali".


A James Freeman Clarke, predicatore statunitense dal quale Alcide De Gasperi ha tratto ispirazione, è attribuita la famosa frase: "Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alla prossima generazione". Rossi, Lei come vede Spoleto e gli spoletini tra venti anni?
"Questa frase l'aveva fatta propria anche De Gasperi, nel periodo post seconda guerra mondiale. Periodo difficile, di vera crisi del nostro Paese. Io parto da un'altra frase alla quale sono legato: ‘Spesso preferiamo essere il risultato del passato e non la causa del futuro'. Matteo Renzi ha ragione quando evidenzia che ci si impegna nelle istituzioni non per se stessi, ma per la comunità in cui si vive. Cercare di cambiare una cultura locale caratterizzata dalla litigiosità, divisioni e contrapposizioni croniche è uno dei miei principali obiettivi. La città che si divide, che si contrappone e che si rivolge sistematicamente al tribunale come modello di confronto politico è una città perdente, destinata a non avere futuro. E invece noi il futuro lo pretendiamo. Anche per queste ragioni è mia intenzione coinvolgere in maniera permanente una giunta parallela di under 30, attingendo tra i migliori giovani concittadini, che a cadenza regolare si daranno il cambio con altrettanti coetanei. Vogliamo unire le esperienze e le idee migliori, senza più contrapposizioni tra generazioni e fazioni. Diego Catanossi sarà il responsabile e coordinatore di questo progetto. Solo così una città, un territorio può guardare con fiducia e determinazione al futuro".


In chiusura un appello agli elettori: perché dovrebbero riporre fiducia nel centrosinistra?
"Per far crescere Spoleto servono risorse e investimenti, e solo noi del Pd e del centrosinistra possiamo garantire relazioni stabili ed efficaci per attrarre le risorse europee, dialogando con la Regione di Catiuscia Marini, il Governo di Matteo Renzi e con quello dell'Europa che verrà. Un esempio? Domani (giovedì 22, ndr) sarà a Spoleto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, braccio destro di Matteo Renzi. Insieme a lui Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, e il segretario regionale del Partito democratico Graziano Leonelli, saranno presenti coerentemente con quanto ho detto. ‘Ora si cambia' vuol dire anche che Spoleto è finalmente fuori dall'isolamento. Il mio appello è per un voto utile, perché in un eventuale ballottaggio non faremo apparentamenti. Ecco perché diventa ancora più importante non disperedere i voti al primo turno. E poi le altre proposte politiche quali sono? C'è chi ha emarginato Spoleto e che, come Brunini, faceva già l'assessore in Comune 44 anni fa, prima che io nascessi; chi, come la coalizione che sostiene Fabrizio Cardarelli, rappresenta Angelino Alfano e uomini della destra storica locale, tra i quali Giampiero Panfili, Gianluca Speranza e Gianmarco Profili, e che è stata protagonista di una litigiosità e una metodica del confronto che nella Bps come in Comune ha prodotto i risultati che conosciamo; e chi, come Guido Grossi, non conosce Spoleto ma, al pari del primo Berlusconi, promette di dimezzare e poi azzerare la disoccupazione in 5-10 anni. Chi vota per me e per il Pd, al contrario, saprà sempre dove trovarci per richiamarci agli impegni presi. Io cambierò le cose senza perdermi nella rabbia sterile, ma con la qualità delle idee e la sfrontatezza della gioventù, portando finalmente un nuovo atteggiamento culturale in città".


 


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