Spoletonline
Edizione del 20 Ottobre 2017, ultimo aggiornamento alle 21:34:53
nato dalla fantasia di Leopoldo Corinti, dedicato alla sua famiglia
Punto Salute Foligno
Spoletonline
Adcomm
cerca nel sito
Spoleto Cinema al Centro
Vus Com
Libreria Aurora
Fondazione Giulio Loreti
Aldo Moretti S.r.l.
Bonifazi Immobiliare Spoleto
TWX Evolution
SUPERMERCATI DELLA CONVENIENZA
Mrs Sporty
Centro Dentistico Cristina Santi
Pc Work
Ristorante Albergo LE CASALINE
Civico 53
The Friends Pub
Caccia Pesca Fuochi d'Artificio
Lavanderia La Perfetta Self
Agriturismo Colle del Capitano
Parafarmacia Serra
Stampa articolo

Spoleto - Festival: l'album dei ricordi, 30 Giugno 2014 alle 15:11:07

Alle prove della Bohème la vecchia Maria si genuflette davanti a Schippers

[Commenti]


Alfonso Marchese

Si chiamava Maria. Era una figura smilza, velata da sottili rughe che ne denunciavano l'anagrafe. Era stata scelta come comparsa della Bohème. Sul podio Thomas Schippers. Mentre Menotti curava la regia. Maria era soggiogata dalla figura del musicista americano. Di quell'angelo biondo, come lei stessa lo chiamava,


 che dirigeva con mano ferma l'orchestra, sistemata nel caveau del Teatro Nuovo. Menotti spiegò all'anziana spoletina, ma arzilla quanto bastasse per non lasciarsi intimidire dai riflettori, quello che avrebbe dovuto fare: attraversare il palcoscenico da una parte all'altra. Tutto qui? Tutto qui. Capito? E come no! "Facciamo una prova" decise subito il maestro. Maria al cenno stabilito venne spinta con tatto dall'assistente alla regia. La popolana uscì da dietro la quinta di sinistra per avviarsi a passo lento verso quella di destra. Giunta a metà strada, proprio di fronte a Schippers, le venne spontaneo genuflettersi e portarsi le dita alla bocca come si fa con le icone dei santi.


La semplicità della donna strappò un sorriso indulgente a Menotti, che quando allestiva uno spettacolo non era tenero con attori e comparse. Tutti lo temevano. Con Maria non ebbe alcun sussulto collerico. "Io per primo e tutti quelli che assistevamo alla prova - mi raccontò Menotti - non riuscimmo a trattenerci dal divertimento. Schippers aveva fermato l'orchestra, ringraziano la donna per l'omaggio di solito riservato alle statue sugli altari". Riproviamo, disse secco Menotti, dopo avere raccomandato a Maria di limitarsi ad attraversare il palcoscenico e basta. Senza flettere il ginocchio e mandare baci di adorazione. "Capito?". Maria fece segno di sì con la testa e prese posizione dietro la quinta. Al solito segnale seguì la traiettoria indicatale. Giunta a metà strada, proprio all'altezza in cui stava Schippers, si fermò e si genuflesse, per riprendere poi il cammino.
Menotti saltò in piedi e la rimbrottò con garbo, mentre attorno si sentivano le risa dei presenti. "Maria cara, non devi genufletterti davanti al maestro Schippers. Non è il patrono. E non fa neanche miracoli". La donna, intimidita, abbassò la testa. "Salii sul palco per parlare con quella donnetta, semplice e delicata, con una grande devozione per Schippers - ricordava Giancarlo Menotti - Volevo accertarmi da vicino che Maria avesse capito per davvero le istruzioni. Le dissi che non era difficile uscire da una quinta e scomparire in quella opposta. Solo che non avrebbe dovuto fermarsi" Capito? Certo che aveva capito, mica era scema.
Ormai Maria era al centro dell'attenzione. Quella prova semplice, marginale, aveva finito per catturare l'interesse di tutti: dai cantanti, agli attrezzisti, agli addetti alle luci, agli stessi orchestrali. Ma anche Menotti e la sua piccola corte, che lo seguiva in ogni spostamento, erano attratti da quella minuta figura. Maria, nel frattempo, aveva ripreso la posizione di prima. Pronti? Via! Iniziava la musica e Maria faceva la sua apparizione. Tutti ne seguivano i movimenti. Passo dopo passo. "Ci chiedevamo: che farà adesso a metà tragitto?" Man mano che si avvicinava al punto critico, cresceva nei presenti la tensione dell'attesa. Intanto tra il personale si scommetteva su cene e sbevazzate. "Avanti così Maria, avanti...bene...brava!" le diceva Menotti commentando la camminata. Arrivata davanti a Schippers, doppia genuflessione.
Sostituire Maria con un'altra che fosse meno ostinata? Neanche per sogno. Menotti non prese neanche in considerazione questa ipotesi. "Ormai si era conquistata la simpatia di tutti. Ma non ci fu verso di convincerla che non avrebbe dovuto genuflettersi davanti a Schippers. Così fece anche alla prima".


 


 



Commenti (6)

Commento scritto da ivano minni il 01 Luglio 2014 alle 08:04
Grazie Alfonso per questa bella pagina sul

Festival.


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 01 Luglio 2014 alle 10:17
I primi anni del festival fu un periodo in cui quasi tutti gli spoletini si sentirono protagonisti. Infatti, molti di loro lavorarono per il festival e, per le prime volte, poterono apprezzare il mondo dell'arte e dello spettacolo. Coloro che non ebbero questa fortuna in qualche modo si sentirono ugualmente coinvolti. Chi tenendo aperte delle gallerie d'arte, chi affittando qualche locale agli artisti Era il periodo in cui Spoleto diventò famosa anche perché vi vennero girati alcuni film. Non era raro vedere qualche spoletino in compagnia di qualche famosa attrice che per avergli chiesto l'informazione di dove si trovasse il Duomo, (distante dal luogo meno di un centinaio di metri), per farsi notare da qualche suo amico, e suscitarne l' invidia, gli faceva fare il giro di tutto il centro storico. Era il periodo in cui molti giovani spoletini si sentirono sul "set" perché qualche giornalista di allora ebbe l'idea di fare un servizio, paragonando la gioventù del luogo a quella del famoso film, (diretto da Nicholos Ray, con James Dean): Gioventù Bruciata.


Commento scritto da fragolina di bosco il 01 Luglio 2014 alle 12:44
schippers era davvero bellissimo


Commento scritto da SdP il 02 Luglio 2014 alle 10:57
Il Festival era grande perché non c'erano spoletini implicati a livello artistico.

DOBBIAMO AVERE IL CORAGGIO DI DIRLO.

Città coinvolta e tante belle storie, ma si trattava di figuranti e poco altro, il bambino che fa due note ecc. Storia ben diversa per il personale tecnico (macchinisti ecc.), valore davvero aggiunto da parte della città.

Il valore del Festival ė che è stato elitario: Menotti, al di là del colore locale, non si sarebbe mai sognato di chiamare gli "indigeni": e le eccezioni non fanno la regola!! Non è il piccolo organista che va a studiare in America e la cantante o ecc. che dettano una linea. Questa è roba al limite del nullo.

Il festival è crollato nel momento in cui dalla citta si è incominciato a metterci il naso (giustamente dal lato economico, indebitamente dal lato artistico). Quanti dei figuranti locali presenti fisicamente al concerto in piazza (ma assenti come ascoltatori) entrano mai in una sala/chiesa da concerti per sentire qualcosa o entrano in un negozio di dischi per COMPRARE una sinfonia di Topolino o il concerto di Pippo.

Il Festival era gande perché Spoleto era piccola, come doveva essere. Ora Spoleto e l'Umbria (con i suoi vertici politici e "culturali") sono grandi e il Festival è piccolo, piccolo... co-sì!!


Commento scritto da a fragolina il 02 Luglio 2014 alle 11:23
era BRAVISSIMO, altro che bellissimo! Provare per credere: le sue incisioni (ma solo nel campo operistico) sono ancora BELLISSIME a distanza ormai di 40/50 anni. Intense e attuali. Chapeau, Maestro!


Commento scritto da lena il 02 Luglio 2014 alle 21:04
spoleto,spoleto città difficile(come tutti i piccoli centri di provincia credo),ma cosa sarebbe stata o diventata la città senza festival?


Aggiungi un commento [+]
Perugia Online
Aldo Moretti S.r.l.
Lavanderia La Perfetta
De.Car. Elettronica
Performat Salute Spoleto
Principe
TWX Evolution
Bar Kiss
Stile Creazioni
Bar Moriconi
Sicaf Spoleto
Ristorante Sabatini 'Il Giardino del Corso'
Ristorante La Pecchiarda
Ferramenta Bonfè
Bonifica Umbra
Pizzeria Mr Cicci
Supermercati della convenienza offerte speciali
Spoleto Cinema al Centro
Associazione Cristian Panetto
Lavanderia La Perfetta