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Punti di Vista, 07 Luglio 2014 alle 20:24:21

Sognando ad occhi aperti con Peter Pan, ma Bennato che c'entra con il Festival?

[Commenti]


Alfonso Marchese

Onirico. Decisamente espressionista. Che costituisce un moto inverso all'impressionismo. Proprio perché parte dall'anima dell'artista verso la realtà. E' una ribellione dello spirito verso la materia. Il mondo viene visto con gli occhi della fantasia che tutto trasfigura e che può dare spazio


all'Isola che non c'è. Il Peter Pan di Robert Wilson ha il disincanto del sogno ad occhi aperti. Dove i pirati hanno il colore della pece, con i capelli giallastri sparati all'insù che sembrano spazzole, e il protagonista alto e allampanato che indossa una tuta verde. Poi ci sono i bambini, che scappano da casa, i genitori che attendono il loro ritorno. Ci sono le sirene e l'enorme lampada in cui Peter viene rinchiuso con un colpo di bacchetta magica in mano a Campanellino. Tutti questi personaggi si muovono su uno spazio teatrale modulato dai movimenti di gruppo, scanditi da una musica che è una miscela di generi. Non solo. Il tema musicale contrappunta il gesto mimico. Che si traduce in esilarante ironia.
E' tutto questo lo spettacolo di Robert Wilson. Che incanta l'occhio. Seduce lo spettatore, stimolandone le emozioni. Le figure irreali che corrono sul filo della fiaba e si disperdono in uno spazio scenico modulare, che solo un genio della regia sa concepire, sconvolgono l'animo anche di chi per anagrafe non è più abituato al mondo fatato della fanciullezza.
Certo, l'importazione di uno spettacolo, magistrale quanto si vuole ma già rappresentato, non è il massimo per un festival che si rispetti. Insomma, non è una pièce inedita. Confezionata su misura di Spoleto. Il pienone del Nuovo alla prima e nelle repliche non fa giustizia. Fa bene solo al botteghino. Ma a quanto pare è questo che interessa maggiormente alla direzione artistica. Giancarlo Menotti non mandava in giro neanche gli spettacoli prodotti a Spoleto. E ciò per una semplice ragione: "Chi vuole vederli deve venire qui, perché non potrà vederli altrove". Era una politica. Giusta o sbagliata che fosse. Però ci guadagnava l'autorevolezza del Festival.
Il concerto di Edoardo Bennato a piazza Duomo è stato un successone. Il cantante partenopeo ha avuto la furbizia di presentarsi con un quartetto d'archi (due violini, una viola e un violoncello), per non stonare con un festival in cui ha diritto d'asilo la musica classica. Per poi fare entrare, nella seconda parte del concerto, chitarre, basso e batteria. Un concerto con canzoni d'impegno sociale e di denuncia, E proiezione di filmati sula denutrizione in Africa e sulle guerre. Un pugno allo stomaco. Ma quando ci vuole ci vuole.
Nonostante la bontà del concerto, con una piazza Duomo gremita ma poco incline all'effervescenza degli spettacoli rock, che c'entra col Festival dei Due Mondi? Giancarlo Menotti non aveva pregiudizi per i generi musicali diversi da quello classico. "Se io mi presentassi al festival Jazz e suonassi Beethoven anziché Coleman e Pistorius deluderei il pubblico. La stessa cosa, al rovescio, vale per il Festival dei Due Mondi". Capito cerqua?


 



Commenti (6)

Commento scritto da il cospaiese il 07 Luglio 2014 alle 23:46
Caro Marchese, si vede che sei giovane! Io ricordo, l'allora sconosciuto Edoardo Bennato, davanti a Palazzo Dragoni, suonare chitarra, armonica a bocca e una specie di tamburo e piatti (con i piedi). Era il 1972, quando la NCCP (NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE), che vedeva tra i suoi fondatori il fratello Eugenio, partecipa per la prima volta al Festival dei due Mondi, dove il gruppo riscuote uno straordinario successo. Il primo album di Edoardo" Non farti cadere le braccia" uscirà l'anno seguente.



Perpetua et firma libertas


Commento scritto da stillalive il 08 Luglio 2014 alle 08:28
Alfonso Marchese....Gian Carlo Menotti is dead!!....


Commento scritto da Signor Smith il 08 Luglio 2014 alle 08:41
Mi permetto due annotazioni:

la NCCP portò la "Gatta Cenerentola" a Spoleto nel 1976.

A metà anni '70 il Capo Ufficio Stampa del Festival "offrì" a Menotti la possibilità di avere (gratis) un concerto di Ella Fitzgerald. Menotti rispose che finché lui fosse stato in vita il jazz non avrebbe avuto posto a Spoleto. Ma, nonostante ciò, in quegli anni a Spoleto passarono Herbert Pagani e Stomu Yamash'ta...


Commento scritto da santa pazienza il 08 Luglio 2014 alle 10:21
anche Mozart, Puccini, Berio e tantissimi altri compositori sono morti, non per questo le loro idee e la loro musica!

è proprio avvilente quanto accade nel presente: la direzione artistica, il pubblico, i commenti

ma del resto il festival ,quello sì, è morto, tutto il resto è battibecco paesano e manovra politica, niente altro, l'arte è un paravento, anzi una foglia di fico



Commento scritto da RAS il 08 Luglio 2014 alle 15:22
Ben vengano ogni genere di commenti sul festival, ma cercare sempre di infilarci polemicamente le manovre politiche è fastidioso. Volere a tutti i costi recitare il de profundis ad una delle manifestazioni più significative che si svolgono in Italia, è puro e semplice disfattismo. Non si può trascurare il fatto che quest'anno i teatri sono stati sempre pieni, i ristoranti e gli alberghi hanno registrato il tutto esaurito.....tutto questo non conta niente? I visitatori presenti possono assistere a spettacoli di ogni genere e per tutti i gusti. Insomma, il diritto di critica è sacrosanto, soprattutto quando essa è intelligente e costruttiva, però sarebbe ora di smetterla di gufare e snobbare tutto quello che si fa.


Commento scritto da irma indignata il 09 Luglio 2014 alle 01:45
ma e' mai possibile che a noi spoletini non vada mai bene niente ?.... il distruttismo e' la ns caratterisca !....allora lo chiamvano il festival dei frostival ed ora i frostival si sposano....ma fatemi il piacere spoletini che sputate sentenze !



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