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Spoleto - Festival: l'album dei ricordi, 08 Luglio 2014 alle 15:02:10

L'ira del vescovo contro il Festival: 'Spettacoli immorali'

Due suore a colloquio con Menotti [Commenti]


Alfonso Marchese

Monsignor Radossi si tenne sempre alla larga dal Festival. E ogniqualvolta gli si presentava l'occasione non esitava a tuonare dal pulpito contro Giancarlo Menotti ed i suoi artisti. Il Festival, secondo il prelato, non era un modello di morale. Aveva puntato il dito contro Menotti il giorno


dei volantini piovuti dal cielo che raffiguravano un toro ben dotato con la dedica "Agli amici del Festival dei Due Lombi". Ed era tornato a pronunciare il suo j'accuse contro i ballerini in tutù o a torso nudo che provavano sotto le volte del sagrato. Ma ciò che l'aveva indignato di più era la Salomè di Visconti. Più precisamente la scena finale, quando lei balla stringendo al suo seno la testa mozzata di Jonkanaan ancora grondante di sangue.


Era una scena di grande effetto. Anche raccapricciante. Tant'è che alla vista del sangue molti spettatori erano svenuti in sala e sui palchi. "Davanti al teatro Nuovo sostava un'ambulanza della Croce Rossa, pronta ad intervenire" ricordava Menotti. Tra sangue e canicola c'era di che perdere i sensi. Alla prima e nelle repliche i barellieri non rimasero certo inerti.
"Decisi di andare a fare quattro chicchiere con il vescovo di allora. Volevo sapere direttamente da lui perché ce l'avesse tanto con me e il mio Festival", raccontava Menotti frugando nella sua memoria portentosa nonostante l'età avanzata. "Mi ricevette con cortesia. E alla domanda fatidica, mi rispose che sarebbe stato preferibile che allestissi spettacoli degni di questo nome".


Il vescovo era rimasto trasecolato e irritato di fronte al resoconto sul balletto della Sierra Leone. Le ballerine indossavano solo un perizoma ed erano a seno scoperto. Per non urtare troppo la Curia, Menotti aveva suggerito di mettere dei fiorellini sui capezzoli delle ballerine. Solo che nei movimenti della danza i piccoli fiori erano saltati.
L'indomani si presentarono a palazzo Campello, dimora di Menotti su concessione della vecchia contessa, due suore. La coppia di religiose chiese del maestro. Gli dovevano parlare.


"Le accolsi subito. Pensavo che fossero venute per la questua e stavo per fare loro un'offerta - raccontava il maestro - Una delle due suore fece segno con la mano di lasciare stare. Aggiungendo che la visita aveva un altro scopo. Incuriosito chiesi quale fosse. E la suora con aria soave mi disse: conosciamo la sua musica e l'amiamo molto. Sappiamo dei suoi contrasti con il nostro vescovo, la cui morte è sempre nelle nostre preghiere. Rimasi allibito. Le suore si accorsero del mio stupore e osservarono che probabilmente io non ero abbastanza cristiano da apprezzare la morte: per noi prima si muore e prima ci si avvicina a Dio. Quindi, non creda che noi vogliamo il male del nostro amato vescovo. Tutt'altro. Per cui sarà una liberazione per lui e altrettanto per lei".



Commenti (5)

Commento scritto da Il Corvo della rocca il 08 Luglio 2014 alle 16:33
Ma.... è poi sicuro che erano suore?


Commento scritto da fragolina di bosco il 09 Luglio 2014 alle 00:16
potrebbero scriverci come fanno in molti ormai"immagini non adatte ad un pubblico sensibile"


Commento scritto da Peperoncino il 09 Luglio 2014 alle 14:53
Concordo con Fragolinda di Bosco e posto un link con suggerimenti visivi per il prossimo anno...



http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/33/Parental_Advisory_label.svg/220px-Parental_Advisory_label.svg.png


Commento scritto da Alessio Orotsam il 09 Luglio 2014 alle 21:30
E che non si scordi del prete molestatore di Castel Ritaldi che venne scoperto da' Le Iene.

http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=146926


Commento scritto da zorro 50 il 09 Luglio 2014 alle 22:50
Per inquadrare il personaggio Radossi, occorre conoscere la sua storia e fare un salto indietro . Radossi venne a Spoleto da Pola sua diocesi ( Istria all'epoca Italia) quando quella regione passò alla Jugoslavia, dopo che gli scherani di Tito decisero di fare pulizia etnica degli italiani, chi non scappava moriva. Un giorno mentre andava a cresimare dei ragazzi fu assalito dai titini e massacrato di botte e lasciato in strada perchè creduto morto.Dopo tali esperienze chiaro che Rodossi vedesse una certa intelighenzia di sinistra alla Visconti per intenderci come il fumo negli occhi


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