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Festival: l'album dei ricordi, 11 Luglio 2014 alle 17:55:44

Nureyev, Menotti e l'imbarazzo del cameriere

[Commenti]


Alfonso Marchese

Nureyev era tanto bravo quanto attraente e sfrontato. "Agiva d'impulso" commentava il maestro Giancarlo Menotti, alludendo ad un episodio accaduto a casa sua. La dimora del maestro, a piazza Duomo, era un via vai continuo di artisti. Il grande ballerino russo era l'ospite di riguardo


in un cocktail offerto da Menotti sulla Terrazza. Tra i camerieri che servivano ce n'era uno piuttosto aitante. Si chiamava Alfredo ed era di Positano. Uno che sino ad un mese prima aveva fatto il pescatore. Un moro con gli occhi grandi, la pelle abbronzata, i denti bianchissimi e il corpo muscoloso. Insomma, una statua in livrea.
Mentre gli altri convitati conversavano e ridevano, Nureyev fissava quel giovane partenopeo con intenso interesse. Seguendolo con lo sguardo felino mentre passava davanti agli invitati reggendo un vassoio carico di pasticcini ripieni ci crema o cioccolato. Giunto all'altezza di Nureyev, Alfredo si fermò e non si mosse più. Era come incollato al pavimento. Celava l'imbarazzo ma non sapeva come divincolarsi dal ballerino russo.
"Vicino a lui - raccontava Menotti - c'erano l'ambasciatore americano con la moglie e quello italiano in America, Ortona, che conversavano in piedi. Per cui sembrava che Alfredo volesse ascoltare i loro discorsi. Mi venne spontaneo apostrofarlo: ma che fai lì impalato?"
Alfredo che fino a quel momento era rimasto zitto, dissimulando l'imbarazzante situazione in cui si era venuto a trovare suo malgrado, sbottò: "Maestro, non posso. Il signor Nureyev mi ha afferrato quel coso lì e il resto della compagnia".


 



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Commenti (2)

Commento scritto da Gian Carlo il 12 Luglio 2014 alle 17:29
Caro Alfonso,



trovo molto carine le tue pillole sul Vero Festival, ma ti chiedo una cosa, per favore il mio nome si scrive Gian Carlo.


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 13 Luglio 2014 alle 16:14
Non lo sapevo che Alfonso Marchese oltre ad essere un bravo giornalista avesse anche la capacità di essere un buon medium. Infatti, non tutte le persone che si dilettano in "quest'arte" riescono nell'impresa di risvegliare la suscettibilità dei "morti" per aver dimenticato di separarne i nomi. Se realmente le cose stessero così, il risentimento attribuibile a questa lacuna lascerebbe pensare che, parlando del Festival, anche nell'aldilà ci sono delle dispute per appropriarsi degli aneddoti, dei meriti o dei demeriti..


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