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Spoleto - Punti di Vista, 14 Luglio 2014 alle 17:30:29

Festival, Concerto in piazza. il Musical conquista la scena, Mani ustionate per gli applausi

[Commenti]


Alfonso Marchese

Bum Bum! Chiusura con i botti. Preceduti dall'annuncio del boom di presenze dal palco di piazza Duomo. Prima che l'orchestra attaccasse col concerto.Il 25 per cento in più? E' tanto. Pencolando nel dubbio, suscitato dall'enormità della cifra, si è tentati di posporre il boom al numero. Con


tanto di punto esclamativo al seguito. Ma se lo dice il direttore artistico Giorgio Ferrara, in tenuta da gelataio per scongiurare col bianco del vestito il nero del cielo,non si vede perché diffidare della sua parola. L'afflusso c'è stato. Il botteghino è stato preso d'assalto. I cinquemila biglietti ad un euro sono andati a ruba. Così come sono stati esauriti quelli scontati al 50 per cento, rimessi nelle mani di associazioni spoletine. Bubum! La bella gente è tornata, la brutta non s'è presentata.
Il concerto di fine rassegna, pardon volevamo dire del Festival, si è discostato dalla tradizione. Al repertorio classico, parruccone e severo, è subentrato quello tutto frizzi e lazzi del musical. Che poi altro non è che un derivato dell'operetta. Senza nulla togliere al valore musicale di questo genere, nato e cresciuto negli Stati Uniti d'America. Ma bisognava conservare un minimo di classicità nel concerto finale. Cats o Jesus Christ Superstar o Evita o Le Miserables, tanto per esemplificare, erano troppo recenti. Così sono stati scelti brani di opere celebri come Oklahoma di Richard Rodgers e Hammerstein o May Fair Lady di Frederick Loeve e Alan Jay Lernes, scritte negli anni quaranta e cinquanta. Insomma, le composizioni avevano più di mezzo secolo d'età per entrare a pieno titolo nel programma del concerto finale del Festival, che non si era mai allontonato dall'800 e primi '900. E poi: vuoi mettere la vanitosa leggerezza di "I could have danced all night" di May Fair Lady con l'allegra pedanteria di "Ballo in maschera" di Verdi? Meglio la prima: non richiede concentrazione e l'orecchio può concedersi la libertà di non essere sforzato.
Alla fine, la grande platea s'è ustionata le mani a furia di batterle. Persino chi aveva emesso uno sbadiglio furtivo, riparato maldestramente dalla mano a coppa, s'è unito agli applausi. Se fosse stato vivo lo stesso Menotti, che si affacciava a fine concerto dalla finestra occupata domenica da un grosso cesto di ginestre e illuminata da un faro, avrebbe applaudito. Gli artisti, s'intende. Che rispettava incondizionatamente.
Prima erano le musiche di Beethoven, Wagner, Verdi, ad attrarre gli stormi di uccelli che volteggiavano chiassosi su piazza Duomo. Domenica al tramonto, invece, i pennuti sono rimasti accucciati nei rispettivi nidi. Non si sa se per dispetto o per sonno anticipato.Il clima invogliava a dormire.
Dopo il concerto, le cene private. La Fondazione Cassa di Risparmio, come l'anno scorso, ha devoluto alla Caritas la somma che spendeva per il ricevimento nel passato. La Bps, al di là della cura dimagrante, s'è accodata. Tommasini Francia e la Rolex hanno offerto una cena a Villa Milani. Tra gli invitati, neanche a dirlo, il sindaco Cardarelli e il direttore artistico Ferrara. Che ha tenuto a precisare che l'éra Menotti è passata. Come dire: il re è morto, viva il re. Il nome del fondatore del Festival resiste. Ma per poco. La memoria comincia a dare segni di cedimento. E allora? Acqua passata non fa mulino. E la nostalgia non fa brodo. Meglio stare sempre dalla parte dove il pane è imburrato. Quando la cassa canta c'è da stare allegri. E allora, allegriaaa!


Foto; AGF/Antonelli/Mariani


 



Commenti (17)

Commento scritto da Daniela il 14 Luglio 2014 alle 23:05
Ahahahahaha, "in tenuta da gelataio" e' bellissima!!! :-)


Commento scritto da Fernando Leonardi il 15 Luglio 2014 alle 07:52
Se l'era MENOTTI e' passata e mi dispiace,perché Menotti è stato un innovatore ed oggi non c'è ne sono. Almeno non ne ho visti. L'era Ferrara non mi piace.

Sa di vecchio di triste e di retorico.

Marchese credo abbia fatto un articolo sarcastico, almeno così io l'ho letto.

Terminato con l'altrettanto sarcastica battuta del pane imburrato mi trovo assolutamente d'accordo.

È così infatti.

Mi piacerebbe sapere quanto introito ha portato alle casse del festival la vendita dei biglietti.

Che significa + 25%? Ci spieghino.

Bene termino con due battute sul concerto.

Triste, piatto senza enfasi, con l'orchestra a basso volume.

Personalmenete tutte queste mani brucianti per gli applausi non ne ho viste.

Ho visto molti sbadigli e persone che se ne andavano a metà concerto preferendo la finale dei mondiali ed un matto che strillava "al bis".

Un concerto non al livello neanche di un MENOTTI ultima maniera.

La piazza ha bisogno di un concerto al suo livello.

Potente è coinvolgente.

Finita l'era MENOTTI? Viva MENOTTI


Commento scritto da Signor Smith il 15 Luglio 2014 alle 09:05
Eh, vuol dire che sto invecchiando... una volta c'era chi pensava che Mozart era "inadatto" al Concerto in Piazza... ed oggi? Il Musical? Oh Signùr...



Sarà pur vero che l'epoca Menotti è passata... ma - per onestà intellettuale - sarebbe il caso distinguere le due ere Menotti: quella di Giancarlo (che non sarà stata perfetta, ma era comunque piena di spunti da rimpiangere) e quella di Francis (sia "regnante", sia in un precedente "governo ombra") di scarsissimo spessore.



Ma se le mani erano "ustionate" ...hanno ragione loro.


Commento scritto da Nicoletta il 15 Luglio 2014 alle 13:31
Effettivamente il programma di sto concerto finale non l'ho capito, mai avrei speso i soldi per andarci....mi da l'idea che sia considerato più evento mondano che altro...bella gente, bei vestiti e musica inadatta all'occasione e alla piazza...


Commento scritto da Spoletino de Piazza il 15 Luglio 2014 alle 15:20
Non è spocchia, ma seduto di fronte all'orchestra mi capitava spesso di alzare gli occhi e vedere la facciata con il mosaico del Solsterno e il magnifico campanile. E mi sono chiesto: "Ma che ci azzecca tutto questo!". Dov'era la magia del luogo che condizionava le scelte musicali ai bei tempi? Dov'era il connubio tra Arte e Musica, in che modo la piazza entrava in comunicazione con la musica? In quale momento e con quali modalità scattava la magia?

Non l'ho capito, eppure mi sono sforzato. Forse era solo una patacca appiccicata su un luogo che in fondo, non si è compreso da parte del direttore musicale (AV?). Una patacca ben confezionata, su melodie carine. Un ottimo concerto: ma di meta Festval (al posto di Bennato?).


Commento scritto da s.p. il 15 Luglio 2014 alle 15:38
non abbiamo più voce per dirlo, e fra un po' neanche più voglia: questa direzione artistica risponde a una "manovra" parata a festival

sì, è tutto un po' datato, ammuffito, stanco, raffazzonato, ininfluente

ci aspettavamo, col Rinnovamento, una presa di coscienza e un autentico rinnovamento nelle scelte, magari un po' di sana distanza, tanto per darsi il tempo di capire un po' meglio, prima di sbilanciarsi in baci e abbracci, eh sì, qualcuno ci aveva creduto, s'era illuso che si potesse finalmente modificare la rotta, recuperare il recuperabile, correggere la mistificazione, avviare un processo di revisione basato sul merito autentico, non contraffatto, oltre che su idee innovative

macché! cambiano i nomi, ma non i metodi, la provincia riprende il sopravvento, richiude nella sua pochezza uno scenario che per mezzo secolo s'era aperto al mondo, tutto conchiuso, resta la farsa di ciò che fu e non sarà mai più

parafrasando un noto regista, si potrebbe dire che "hanno scommesso sulla distruzione del Paese. Hanno vinto", contenti loro!

il prossimo anno, in piazza duomo, oltre a qualche rock-band, si proietti l'ultima puntata di Don Matteo... e vissero felici e contenti, tra biglietti in svendita, teatri ad uso privato, feste alla sorrentino, bancarelle, statistiche euforiche e forse un po' ebbre sul numero delle bruschette servite e dei letti rifatti, visione artistica la qualunque e altre amenità da strapaese


Commento scritto da "lazzaro" il 15 Luglio 2014 alle 16:26
caro dr. marchese e caro direttore , pur con tutte le difficoltà economiche del momento, non mi sento affatto d'accordo con tutte queste assurde critiche, critiche e critiche a tutto ed a tutti, messe in campo dall'inizio della 57° edizione del festival..........e di spettacoli ne ho visti!!!!!. Carissimo ex giornalista Marchese, mi spieghi a chi giova questo suo sconcertante malessere e visione negativa di tutto quello che si fa a Spoleto. Forse da pensionato farebbe bene a limitarsi a scrivere e a voler continuare a diffondere le sue personali opinioni negative che non interessano piu' a nessuno.La sua personale frequentazione del Maestro Menotti è finita da tempo e fortunatamente da 7 anni non ha avuto riscontro con la nuova gestione del Festival. Ma forse è proprio per questo che si diverte a scrivere solo cazzate su ogni spettacolo? Lasci ai giovani la penna!!!


Commento scritto da volpe nera il 15 Luglio 2014 alle 17:46
Ci mancherebbe che non si spellassero le mani per batterle,almeno quello dal momento che i presenti erano quasi tutti gratis


Commento scritto da Elzeviro il 15 Luglio 2014 alle 18:13
L’elzeviro di Alfonso Marchese è semplicemente sublime. Attraverso alcuni tocchi da maestro, fa capire che aria tirava e che olezzo si avvertiva su Piazza Duomo a las siete de la tarde (a las cinco de la tarde Garcia Lorca intonava il lamento per Mejias , mentre il llanto per Menotti non è più di moda) . Alcuni quadretti sono indimenticabili :

• Giorgio Ferrara con abiti da gelataio, come usa fare troppo spesso; io ho avuto la fortuna di poterlo osservare con una giacchetta rosa, nella chiesa di San Domenico.Si vede che quel giorno era in menù il gelato alla fragola .Si resta in attesa di rilevare quali saranno i vestimenti quando sarà il turno del cioccolato….

• Le musiche da musicals anni 50 e 60 potevano andare bene per un pubblico di bocca buona, ma certo non c’era bisogno di quel popo’ di orchestra e di tutto quell’apparato per suonare musichette da operetta; persino un musicista dell’orchestra RAI, intervistato da una emittente locale, ha fatto capire che si sentiva un po’ sottoutilizzato con quel repertorio, come la Juve quando compie una sgambata di allenamento in qualche campetto di periferia. Tra le varie musichette, è stato apprezzato che non sia stata inserita la colonna sonora della serie “Francis, il mulo parlante” di Arthur Lubin,in quanto considerata di dubbio gusto

• Le rondini che sono rimaste rintanate nei nidi hanno dimostrato la sorpresa della fauna della Piazza alla novità dei suoni; pare che siano tornate fuori solo al suono delle campane, alle sette del lunedì mattina

• L’aumento del 25% degli spettatori è stupefacente, ma bisognerebbe verificare gli incassi effettivi, poiché mi risulta che molti partecipanti abbiano pagato un euro, e non sempre.A queste condizioni, i numeri crescono con facilità

• Il pubblico che si spellava le mani era in gran parte “tenuto” a spellarsele (per le eventuali ustioni ci pensa Scoccianti) , in quanto invitato da qualche Ente, Istituzione, Fondazione e quant’altro; a gratis, è comodo applaudire, specie quando il repertorio è confezionato per un pubblico non di grandi intenditori

• La mancanza delle mega-cene è il vero fattore positivo della giornata, specie se effettivamente le somme sono state devolute in beneficenza . Col tempo, andranno abolite del tutto, con buona pace di Cardarelli e Ferrara, che andranno in pizzeria.



Il prossimo anno , per la 58^ edizione, propongo una compilation della canzoni vincitrici del Festival di Sanremo, da “grazie dei fiori “ in avanti.





Commento scritto da Boccadirosa il 15 Luglio 2014 alle 20:16
Mi trovo molto in sintonia con il Signor Marchese che con ironia denuncia la pochezza e le pecche di questa manifestazione. Per lungo tempo ho criticato quello che ora è il festival e quello che era. Una chiacchierata estemporanea mi ha aperto pero gli occhi su una grande verità, ossia che l'Italia, e vorrei aggiungere il mondo intero, non sono più quelli di 50 anni fa. Anche ai tempi di Menotti, sebbene non ci fossi, immagino che vi erano parties privati, kermesse dell'apparire e del mostrarsi e via dicendo, ma erano tempi diversi, tempi anche di contestazioni dove i radical chic si sprecavano e Spoleto è stato uno splendido palcoscenico di quegli anni che nel bene e nel male sono stati fondamentali per le nostre aspettative. Il livello culturale medio era comunque alto, basta basarsi su quelli che erano i programmi della R.A.I., poi 25 anni di TV private, di veline, calciatori, hanno mortificato notevolmente questo livello. Il malcostume imperante ha dettato nuovi modelli ed alla luce di ciò il festival si è adeguato. Le sovvenzioni sono diminuite e bisogna fare cassa quindi vai con i musicals alla Radio City.

Va tutto bene, bisogna essere realisti, ma allora mi piacerebbe che il festival fosse un punto di partenza e non d'arrivo. Vorrei che questa fama continuasse e permettesse di promuovere altri festivals meno altisonanti ma di qualità che permettesse a centinaia di artisti senza santi in paradiso di emergere. Vorrei che 365 giorni l'anno questa piccola cittadina umbra non dimenticasse la grossa responsabilità che ha ereditato di mantenere vive e floride queste nobili arti.


Commento scritto da Fernando leonardi il 15 Luglio 2014 alle 20:32
Carissimi tutti che avete commentato questo evento con lo spunto che ci ha dato Alfonso Marchese.

Come avrete visto io sono stato il primo ad essere in disaccordo sulla qualità del concerto e tralascio molto del resto.

Ritengo comunque che la serietà è un valore ancora importante, da salvaguardare e quindi sulle critiche, per il prosieguo, vi chiedo di metterci anche la faccia con nome e cognome.

È molto più serio ed anche le controparti interessate dalle critiche sapranno apprezzarvi di più


Commento scritto da Boccadirosa il 15 Luglio 2014 alle 21:20
Mi trovo molto in sintonia con il Signor Marchese che con ironia denuncia la pochezza e le pecche di questa manifestazione. Per lungo tempo ho criticato quello che ora è il festival e quello che era. Una chiacchierata estemporanea mi ha aperto pero gli occhi su una grande verità, ossia che l'Italia, e vorrei aggiungere il mondo intero, non sono più quelli di 50 anni fa. Anche ai tempi di Menotti, sebbene non ci fossi, immagino che vi erano parties privati, kermesse dell'apparire e del mostrarsi e via dicendo, ma erano tempi diversi, tempi anche di contestazioni dove i radical chic si sprecavano e Spoleto è stato uno splendido palcoscenico di quegli anni che nel bene e nel male sono stati fondamentali per le nostre aspettative. Il livello culturale medio era comunque alto, basta basarsi su quelli che erano i programmi della R.A.I., poi 25 anni di TV private, di veline, calciatori, hanno mortificato notevolmente questo livello. Il malcostume imperante ha dettato nuovi modelli ed alla luce di ciò il festival si è adeguato. Le sovvenzioni sono diminuite e bisogna fare cassa quindi vai con i musicals alla Radio City.

Va tutto bene, bisogna essere realisti, ma allora mi piacerebbe che il festival fosse un punto di partenza e non d'arrivo. Vorrei che questa fama continuasse e permettesse di promuovere altri festivals meno altisonanti ma di qualità che permettesse a centinaia di artisti senza santi in paradiso di emergere. Vorrei che 365 giorni l'anno questa piccola cittadina umbra non dimenticasse la grossa responsabilità che ha ereditato di mantenere vive e floride queste nobili arti.


Commento scritto da Piazza Campello il 15 Luglio 2014 alle 21:51
Piazza Campello

Un commento a ruota libera……………..

Bravo Alfonso che con la tua sgangherata biro ci porti a riflettere sui fatti e le circostanze vere e non referenziali di tornaconto che accadono a Spoleto.

Al caro Lazzaro vorrei dire che le critiche sono ammesse e vanno controbattute solo con gli argomenti e non con le offese.

Ed anche ad S.P. che forse può tradursi in Santa Pazienza dico un grazie per aver sottolineato che si sarebbe auspicato dal Rinnovamento e dal suo eletto Sindaco una presa di distanza, non per ostacolare ma per capire prima di darsi in pasto al pubblico con baci e abbracci ed illazioni come vecchi teatranti.

Il Rinnovamento aveva più volte richiesto di conoscere i dettagli delle spese in Bilancio della Fondazione Festival senza ottenerle (anzi sia la Corte dei Conti che il Consiglio di Stato hanno vietato di fornire i dettagli), forse il dr.Ferrara dimostra di avere in questa maniera grosse protezioni??????????????

Che dire poi della presenza in piazza di Francesco Rutelli accompagnato da Mauro Luchetti prima del concerto per fare un meeting lampo con Ferrara e Cardarelli ?

Francesco Rutelli è l’ex Ministro che scippò il Festival a Brunini che a sua volta lo aveva scippato ai Menotti permettendo di mettere in vendita le case dei Menotti per pagare i debiti del Festival.

Ed una raccomandazione a quelli che fanno tante distinzioni tra Giancarlo Menotti e Francis: pensateci bene prima di scrivere, di sicuro non conoscete veramente gli accadimenti degli ultimi anni dei Menotti e in ogni caso sono gli unici che hanno pagato in proprio.

E per sig. Fernando Leonardi porti pazienza se chi scrive non mette il nome , importante è che i commenti riportino fatti veri e non offendano nessuno per una vera democrazia.





Commento scritto da Il Corvo della rocca il 15 Luglio 2014 alle 22:18
Se non altro un aspetto positivo si è verificato: In un momento di carenza di lavoro come quello attuale, a causa delle mani ustionate del pubblico per gli applausi, il personale del pronto soccorso, unitamente a quello dell'ospedale, sarà stato sottoposto a fare degli straordinari. Ciò giustifica di più l'importanza che assume il nosocomio per la città. Altrimenti, se il livello del festival dovesse progredire in questo modo, come faremo in futuro a curarci le "ustioni", che si prevedono sempre più frequenti e dolorose, a seguito dei sui spettacoli? Non c'è il pericolo che molta gente eviti di assistervi proprio per questo?


Commento scritto da s.p. il 15 Luglio 2014 alle 22:43
@Fernando Leonardi: ci possono essere molti motivi per usare uno pseudonimo, caratteriali ad esempio, c'è chi ama il palcoscenisco e chi il backstage, ma anche il non voler associare il proprio nome "ad infinitum", grazie ai motori di ricerca del web, all'eco di una duscussione cittadina... a che pro? ciò che conta sono le idee, se però vogliamo metterci la faccia, ben venga, spostiamoci allora tutti in facebook, creiamo una pagina ad hoc e facciamo dei nostri interventi un momento costruttivo, troviamoci, conosciamoci, uniamo le forze e articoliamo la protesta per portarla a chi di dovere argomentando come mi sembra che siamo capacissimi di fare

@Boccadirosa, condivido... c'è al fondo di queste critiche, almeno per quanto mi riguarda, il cruccio per l'ennesima occasione sprecata per far rivivere la città, non solo in queste due settimane di giugno-luglio, ma tutto l'anno, come da decenni si va dicendo senza che nessuno sia mai stato capace di attuare il proposito... non è/non sarebbe impossibile, ma finché si seguono certi metodi non avverrà mai, tanto fumo a parole nei discorsi ufficiali, accordi di corridoio tra i soliti ammanicati... un ottimo direttore artistico, sostenuto da un altrettanto ottimo management della cultura, saprebbe bene cosa fare e come farlo, restituendo dignità alla città e creando lavoro per molti spoletini/e


Commento scritto da Salvo il 16 Luglio 2014 alle 01:34
Basta con questo stupido buonismo, il festival è mediocre perché organizzato da gente mediocre. "Lazzaro" comprati un po' di chupa chups se proprio vuoi leccare qualcosa, almeno sono dolci.


Commento scritto da Spoletino de Piazza il 16 Luglio 2014 alle 02:21
A "lazzaro".

Mi viene il dubbio se Lei abbia o meno orecchie. Gli arrangiamenti erano assolutamente sbrigativi e sovradimensionati all'organico orchestrale in campo (chitarra non pervenuta, pianoforte a tratti, meglio la celesta; ottimo solo di tromba, isolato nella melma che lo circondava). Mi spiace, ma la sciatteria dei medley introduttivi era dal punto di vista costruttivo (non timbrico) assolutamente evidente, con altrattanti evidenti raffazzonature. Una per tutte: la chiusa precipitosa e "volgare" di MY FAVOURITE da The Sound of Music, da dimenticare.


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