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Area Vasta - Salute e Sanità, 28 Ottobre 2014 alle 15:06:22

IL TROMBO-EMBOLISMO VENOSO (TEV), APPROFONDIAMO L'ARGOMENTO CON IL DOTT. FLAMINI

[Commenti]

Il TEV (trombosi venosa profonda ed embolia polmonare TVP-EP), è una patologia seria e potenzialmente letale. Spesso complica il decorso di pazienti ospedalizzati, o comunque seriamente ammalati ma non risparmia soggetti in buone condizioni di salute. 


Le complicanze più gravi sono l'embolia polmonare e l'ipertensione polmonare post-tromboembolica.
Dopo l'infarto miocardico acuto (IMA) e l'ictus ischemico cerebrale, rappresenta la più comune patologia cardiovascolare ed è una causa importante di mortalità e di morbilità.
Spesso la patologia genera uno stato d'ansia chiamato dagli Autori anglosassoni: Trombonevrosi.
La patofisiologia del TEV riconosce nella triade di Virchow (la stasi, il danno endoteliale parietale, l'ipercoagulabilità ematica) l'innesco del processo. Stati trombofilici ereditari ed acquisiti contribuiscono alla espressione della malattia ma il reale ruolo della trombofilia ereditaria non è ancora conosciuto poiché probabilmente non conosciamo ancora tutte le anomalie genetiche responsabili del TEV.
Dal momento che sia la trombosi venosa profonda che l'embolia polmonare possono decorrere del tutto asintomatiche o produrre sintomi aspecifici, i dati epidemiologici sono ancora non del tutto affidabili.
Gli Utrasuoni (ecocolordoppler) sono stati di grande aiuto nel comprendere la storia naturale della malattia, poiché hanno permesso diagnosi semplici, non invasive ed esami ripetuti nel tempo.
La letteratura riporta una incidenza annuale di vere trombosi venose profonde di circa 100-150/100.000 ab./a.; il sospetto clinico di trombosi venosa profonda viene emesso in circa 400/100.000 ab./a.; si comprende come sia necessario fornire al Medici di Medicina Generale un rapido accesso alla diagnosi.
L'incidenza di embolia polmonare è di circa 60-70/100.000 ab./a., di cui 6-12 fatali ed è di 10 volte più elevata nei pazienti ospedalizzati che nella popolazione generale.
L'introduzione sistematica di misure di profilassi, in particolare nel periodo peri-operatorio, ha ridotto l'incidenza del trombo-embolismo venoso ma non altrettanto la mortalità per embolia polmonare. Ancora non altrettanto sensibile la classe medica alla profilassi nel paziente con patologia internistica, ospedalizzato o domiciliare.
Nel nostro territorio (Spoleto-Foligno) ci dovremmo aspettare: 180-220 TVP/a.; 100-120 EP/a., di cui 8-22 fatali.
La nostra sensazione è che la patologia nelle sue varie espressioni cliniche sia molto più numerosa, anche se la sensibilizzazione dei Medici di Medicina Generale nei confronti della patologia, la profilassi a domicilio, il rapido accesso alla diagnostica strumentale non invasiva, il precoce inizio del trattamento anticoagulante ci sembra abbiano ridotto di molto le trombosi prossimali gravate dal maggior numero di complicazioni.


In conclusione: i dati epidemiologici non sono affidabili per la mancanza, spesso, di una chiara sintomatologia, tuttavia il ricorso ad esami diagnostici per immagini (Ultrasuoni) hanno contribuito a delineare la storia naturale della malattia ed hanno permesso il follow-up della patologia.
La letteratura riporta una incidenza di vere TVP di 100-150/100.000 ab./a.; di sospette TVP di 400/100.000 ab./a.; di EP di 60-70/100.000 ab./a. - di cui 6-12 fatali, per cui è assolutamente necessario fornire al Medico di Medicina Generale un rapido accesso alla diagnosi.


Articolo a cura del Dott. Otello Flamini,
specialista in angiologia (Medicina Vascolare) presso il Centro Medico Dott. Giulio Loreti


Loc. Settecamini, Campello sul Clitunno - tel. 0743/275827


publiredazionale


 


 



Commenti (1)

Commento scritto da dott. Mario Mancini il 28 Ottobre 2014 alle 19:35
l'amico Otello Flamini e' stato un pioniere nella diagnostica e nel trattamento delle patologie vascolari. Grande professionalita', grande disponibilita', grande coinvolgimento umano, lo ricordo quando diversi anni fa girava per le corsie con in mano uno strano apparecchio con il quale controllava il sistema circolatorio. E' stato un maestro che ha insegnato a tanti medici provenienti da tutta Italia.Ti siamo grati e riconoscenti.


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