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Dillo a SOL, 12 Dicembre 2014 alle 21:20:01

Vivere nella morsa delle banche

La storia di un imprenditore che ha dichiarato guerra al sistema di credito [Commenti]

Una mattina ti svegli e tutto quello che hai costruito nel tempo con tanti sacrifici non è più tuo, ma diventa proprietà della banca. Disperazione. Solitudine. Cattivi pensieri. Notti insonni.
Sono un piccolo imprenditore  a cui la Banca sta rendendo impossibile il lavoro e la vita.


Nel 1991 ebbi la brillante idea di prendere un mutuo in Ecu a 15 anni (dietro suggerimento di un funzionario bancario) per l'acquisto di un immobile in campagna.
A suo tempo i mutui ipotecari in Ecu erano caratterizzati da tassi molto bassi rispetto a quelli della vecchia lira, tanto da prendere circa il 30% del mercato.
Fantastico! Fino a quando nel 1992, con l'uscita dallo SME (Sistema Monetario Europeo) l'Ecu si impennò e fu un vero disastro. I tassi salirono alle stelle. La possibilità di convertire il proprio debito in Ecu alla Lira era molto onerosa, poiché oltre a pagare immediatamente la differenza di cambio sulle quote capitale ancora da restituire c'era una penale dell'1% per l'estinzione. Più le spese per la cancellazione dell'ipoteca, quelle materiali per il nuovo mutuo in lire (notaio, assicurazione ecc.ecc.), le imposte e... dulcis in fundo, non era nemmeno possibile scaricarlo dal 740. Rimango in sostanza prigioniero dell'Ecu, così che un mutuo erogato nel 1991 per 120 milioni di lire è stato restituito dopo 15 anni per un totale di 125mila euro.
Ad oggi, dopo una consulenza tecnico-contabile effettuata su quel contratto, è stato rilevato come il tasso di interesse pattuito non risultasse essere precisamente determinabile per effetto del cosiddetto piano di "ammortamento alla francese", rendendo nulle le clausole di determinazione degli interessi che non consentono una univoca applicazione, visto il venire meno del requisito di determinatezza o determinabilità del loro oggetto.
Ho quindi invitato e diffidato la Banca, tramite vie legali, a volermi rimborsare tutto quanto percepito a titolo di interessi oltre ai danni.


Nel 2006/2007 inoltre, ai primi sentori della crisi, sono stato costretto a chiudere un rapporto bancario di conto corrente con una banca, la quale, nel 2004, per il ripianamento di una pregressa esposizione debitoria, mi fece stipulare un mutuo ipotecario di 10 anni con ammortamento alla francese che impone la restituzione degli interessi prima del capitale. Il motivo di questo prestito è duplice:
1° Viene garantito da nuove ipoteche o fideiussioni;
2° Percepisce ulteriori interessi da un corrispettivo, in realtà, mai percepito dal beneficiario e la somma erogata solo in apparenza esce dalle disponibilità della banca.
In seguito alla rielaborazione parziale dell'intero rapporto presso uno studio specializzato in Contenzioso Bancario il credito apparentemente vantato a suo tempo dalla banca si rivela inferiore se non addirittura insussistente.


In altri termini il contratto di mutuo stipulato al solo scopo di estinguere un precedente debito a sua volta illecito (perché formatosi con il metodo della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi ultralegali, c.m.s. non espressamente convenuti ecc.) è da considerarsi nullo e diventa quindi a sua volta "Mutuo Gratuito". In conclusione, gli attori del mutuo devono restituire solo la quota capitale.
Nel frattempo ho richiesto la documentazione completa sia dei conti correnti sia del mutuo ipotecario fatto a sua volta per estinguere le passività, ma ancora non ho ricevuto niente.
Nello stesso anno (2004) una seconda banca mi concesse un finanziamento a 10 anni, la cui somma è destinata al consolidamento delle passività.
La stessa Banca, nel marzo 2011, stipulò con me un nuovo contratto di mutuo a 15 anni) allo scopo di estinzione passività e chiusura anticipata di quello erogato nel 2004, con tutte le sue relative spese conseguenti.
La crisi si aggravava ulteriormente mentre le seconda banca, con cui avevo un rapporto di clientela consolidato da oramai 30 anni, mi chiedeva sempre più insistentemente il rientro da alcune esposizioni.
I rapporti diventavano sempre meno cordiali...


E così, nei primi mesi del 2014, non fidandomi dell'Istituto che premeva in modo sempre più minaccioso per il rientro, ho deciso di far verificare da uno studio specializzato in contenzioso bancario tutte le mie posizioni debitorie.
Dopo una ventina di giorni i miei dubbi sono stati confermati, essendo state riscontrate gravi anomalie:
abuso di valute;
spese illegali;
addebiti impropri di Commissione Massimo Scoperto;
anatocismo (interessi composti).


Ma la cosa più grave è il riscontro dell'art. 644 cod. penale, vale a dire "usura".


Nel frattempo la banca, verso la fine di maggio, mi invia una raccomandata sollecitando in tempi molto ristretti il mio rientro. Stando alla perizia nel mio specifico caso la banca si è autofinanziata facendomi stipulare mutui ipotecari (ottenendo cosi' ulteriori garanzie), nei quali è stata riscontrata l'usura, a chiusura di conti correnti a loro volta illeciti.
Oltre al danno esistenziale, c'è l'azzoppamento dell'attività. Mi hanno impedito di sviluppare la mia azienda ed alimentare nuovi affari, con un danno di immagine ed anche la segnalazione alla centrale rischi, con conseguente preclusione al credito ed inevitabile chiusura dell'attività.
Nel giugno ho fatto richiesta di accesso anche ai documenti relativi ai rapporti sul conto corrente bancario "personale".
Il Garante della Privacy ha stabilito degli importi minimi, il cosiddetto "contributo spese"di circa 20 euro per l'attività svolta e al rilascio di copie o simile.
Dopo vari solleciti (per legge la banca ha tempo 90 gg.) mi è stato comunicato che i documenti richiesti erano pronti a fronte di una cifra di 1030.00 euro per circa 90/100 fotocopie. Dopo varie discussioni con minaccia di denuncia i documenti mi sono stati rilasciati, per ora, in forma gratuita.


Riassumendo ora ho:
- relazione tecnica volta all'analisi degli interessi anatocistici, che riscontrerebbe interessi ultra 7° comma art. 117 TUB ed all'analisi dei tassi di interesse applicati nel rapporto di conto corrente ordinario e conti SBF per un ristorno a mio favore. La relazione dice quindi che il debito sarebbe diventato credito;
- relazione tecnica volta all'analisi degli interessi anatocistici, che individuerebbe interessi ultralegali ed analisi dei tassi di interesse applicati nel rapporto di conto corrente ordinario, per un ristorno a mio favore;
- analisi su contratto mutuo con estinzione anticipata, dalla quale risultano interessi pagati da ristornare a mio favore per usura pattizia;
- analisi su contratto mutuo di Lire 120 milioni estinto, dove il tasso d'interesse pattuito non può essere precisamente determinabile, per cui si evidenziano consistenti interessi pagati da ristornare a mio favore;
- analisi su un contratto mutuo che individua usura, con interessi pagati che sarebbero da ristornare a mio favore;
- analisi su contratto di mutuo, anch'esso giudicato in usura pattizia, che sto regolarmente pagando ma che dal quale occorrerebbe fare il ristorno degli interessi.
Altrettanta documentazione è in arrivo da analizzare.


Allora la domanda che mi faccio spesso è: come mai è la banca a commettere atti illeciti (vedi anche le numerose sentenze a riguardo) come anatocismo, usura ecc...?
La risposta è semplice: per 10 correntisti che protestano, 10.000 stanno zitti e subiscono, pagando anche per quei 10. La Banca è un soggetto forte...


Per le varie consulenze o consigli come agire è consigliabile rivolgersi a persone serie che non pretendono un euro in più del dovuto: chiedere ulteriori esborsi di danaro in momenti di grave difficoltà è da miserabili (diffidate da risultati facili - no percentuali in caso di vittoria!).
Bisogna ricordarsi che intraprendere una battaglia legale contro la Banca è impari, è come camminare in un campo minato pieno di insidie dove l'avversario è davvero molto forte. Bisogna quindi procedere con cautela, tenacia e con la consapevolezza di essere nel giusto, qualora le perizie in nostro possesso ci diano gli estremi per protestare.


Il lavoro è stato il mio campo di battaglia non sarà la Banca a farmi alzare la bandiera bianca.
Siamo ancora in pochi a denunciare gli istituti di credito per anatocismo, usura ecc...
Una persona in piena difficoltà potrebbe non sentirsela di fare una guerra contro questi colossi. La Banca non si spaventa di ricevere le tue richieste di rimborso, però spesso sa benissimo come stanno le cose, quindi se sa che ha di fronte una persona decisa, con le giuste competenze e coperta da professionisti del settore è chiaro che non fa la guerra, anche perché sa benissimo di andarci a rimettere.
Se su 100 correntisti solo 3 o 4 vanno a richiedere risarcimenti, la Banca sa benissimo che là dove rinuncia a dei soldi, ha comunque gli altri 96/97 conti correnti dove straguadagnare.
In sede di mediazione i correntisti che hanno subìto danni possono richiedere non solo la quota marginale di denaro eventualmente richiesto in maniera illecita per tutta la vita del conto corrente, come accade con l'anatocismo, ma anche cifre molto superiori, a volte per l'intero ammontare del capitale più gli interessi ed eventuali danni, perché l'usura comporta l'annullamento del contratto stipulato con la Banca e la rendicontazione di tutti i danni.


In Italia sono milioni le persone, fra cittadini e imprenditori, che avrebbero il diritto di recuperare i soldi pagati indebitamente, ma la stragrande maggioranza di loro ignora questa possibilità a causa del blackout dell'informazione. Migliaia di imprenditori, più o meno piccoli, sono stati costretti a chiudere la propria attività per debiti: alcuni sono falliti, alcuni si sono suicidati...
Il fatto è che se avessero fatto causa al loro Istituto, avrebbero avuto la possibilità di ottenere un cospicuo rimborso con relativi interessi. Ho avviato questa battaglia, non mi voglio fermare, voglio che mi sia restituito tutto, tutto ciò che in questi anni ho REGALATO agli istituti di credito.


(lettera firmata)



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Azienda Modena
Il Biologico Spoleto
Salute e Bellezza Tracchegiani
Lavanderia La Perfetta


Commenti (12)

Commento scritto da la giusta consulenza il 13 Dicembre 2014 alle 10:24
Signor Imprenditore,

quanto lei scrive è molto interessante.

Sto combattendo anch'io una piccola battaglia contro una banca, per un importo fortunatamente modesto, a cui sottostà però una questione di principio enorme, perché fosse anche solo di pochi spiccioli l'oggetto del contendere è bene che quegli spiccioli restino nelle mie tasche piuttosto che nelle casse di una banca.

So di essere nel giusto e finora la mia è stata una battaglia solitaria, condotta con le mie uniche forze e capacità argomentative. Di sicuro non intendo demordere e non escludo la possibilità di rendere pubblica la vicenda, così come lei ha giustamente fatto su queste pagine. Con l'assistenza però di un legale esperto. E qui sta il nodo della questione. Non mi è riuscito ancora di individuare il giusto consulente, o mediatore, a cui rivolgermi con fiducia. Lei sa meglio di me che anche gli avvocati sono una categoria da prendere con le pinze. Se si sbaglia nella scelta si rischia di cadere dalla padella alla brace. Immagino che non possa apertamente indicare questo o a quello studio, ma mi piacerebbe tanto mettermi in contatto con lei per un consiglio. Come possiamo fare?



RISPOSTA: la redazione ha i contatti della persona in questione, che si è dichiarata disponibile a parlare con chi voglia avere qualche informazione. Ci scriva a info@spoletonline.com, cercheremo di mettervi in contatto!


Commento scritto da Urbano Mancini il 13 Dicembre 2014 alle 10:24
Ma vi siete mai chiesti perchè a fronte di un continuo, imperterrito, aumento della disoccupazione (giovanile e non), dell' aumento esorbitante di tasse, imposte e balzelli vari, della costante diminuzione della produzione industriale, e adesso stanno mettendo mano anche alle pensioni (solo quelle basse, però! Quelle dei burocrati non si toccano!), il buon "fanfa" Renzi, ma come prima anche Letta, si affanna tanto a dichiarare che la crisi è finita? Certo, per le banche! Prendono a interesse zero...


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 13 Dicembre 2014 alle 11:48
Con un certo interesse e con un certo ottimismo ho iniziato a leggere questa vicenda bancaria, convinto che il labirinto che si doveva percorrere per affrontare il grande "mostro" non si presentasse così insidioso e così complesso. Ad un tratto il mio ottimismo l'ho perduto lettura facendo, perché mi sono reso conto che per non smarrirsi e soccombere all'interno di esso " il "filo di Arianna" non sarebbe bastato, visto che gli angoli "pieni di spigoli" prima o poi lo avrebbero tagliato. E nel frattempo il rumore degli zoccoli "del Minotauro" che si muove famelico all'interno di esso alla ricerca di "nuove prede", non dà alcun segno di cedimento. Ora mi chiedo quale tipo di arma può essere messa a disposizione dei cittadini per poterlo affrontare e poterlo "quietare".


Commento scritto da Mario il 13 Dicembre 2014 alle 14:49
Oramai non siamo più governati dal nostro sistema politico ma dall'Europa che non importa nulla di ciò che accade agli abitanti di una nazione. I politici sono meri esecutori e le banche non svolgono più il loro lavoro ma adempiono ciò che gli viene comandato. Quindi un tutti contro tutti. Allora la parte lesa si raggruppa e si difende. Si fa un comitato, una sede, un legale voglioso di lavorare e competente e si fa una battaglia come deve essere fatta portando a conoscenza dei cittadini di ciò che succede, avvertendoli, seguendoli chi ha bisogno e si porta allo scoperto ciò che illegale. Se tutti iniziamo a ragionare così sara più dura farci mettere i piedi in testa tutti.


Commento scritto da Basilio il 13 Dicembre 2014 alle 18:39
A mio avviso Lei ha ragione.

Personalmente credo che le Banche dovrebbero tornare ad essere degli Istituti di Credito sia per le Famiglie che per le Imprese, per cui tutti gli operatori bancari ivi compresi i Funzionari e Dirigenti dovrebbero essere remunerati con uno stipendio decoroso compreso in una certa forbice ma dovrebbero essere cassati premi produzioni e straordinari. Insomma la banca non può fare cassa sulla pelle dei poveri cittadini e remunerare con premi i dipendenti legalmente spregiudicati.

Questo discorso dovrebbe essere allargato al mondo del pubblico impiego e di tutti coloro che sono chiamati a fornire un servizio e un supporto sociale che in quanto tale non può essere contabilizzato nell'alveo della spinta concorrenza.

Inoltre ai grandi Gruppi Finanziari e Bancari andrebbero imposti dei comportamenti rispettosi dei Cittadini e degli Stati sovrani, non è possibile continuare ad avere dei Gruppi lobbistici che determinano le scelte Nazionali.

Se l'Europa continua ad essere tecnicismo usciamone e la Signora Tedesca si mangerà tanto burro e basta.

Insomma per tutti coloro che sono operatori specializzati, con un mestiere sostanzialmente sicuro il cui scopo è fornire un servizio, la mia idea è

- adeguata remunerazione,

- remunerazione distinta in funzione delle responsabilità

- rimanere nell'alveo della socialità che circa 100 anni fa fu introdotta nel Patrio suolo.

Micro sistema e macro sistema s'intrecciano, come due facce della stessa medaglia, la disperazione degli onesti si contrappone al menefreghismo dei cultori della superiorità intellettuale, i quali per anni l'hanno professata come segno distintivo ma in realtà, la verità ha dimostrato cos'è l'intreccio romano o se vogliamo cos'era il Sistema Spoleto.


Commento scritto da Incazzato nero il 13 Dicembre 2014 alle 19:47
Caro collega, io come lei verso nella medesima situazione da diverso tempo con conseguenze che le riesce facile immaginare, lavoro sottratto a tantissimi onesti lavoratori, giochi di prestigio di tutti i generi per non vedere 'fallita' un'azienda storica, che nel tempo si e' sempre piu' consolidata e che parte da tre generazioni.

Nonostante le numerose richieste di finanziamento per nuovi progetti allo scopo di creare posti di lavoro e nuova economia , gli istituti di credito (tutti) hanno di continuo messo in campo azioni dannose senza mai preoccuparsi minimamente di studiare soluzioni propositive e costruttive. E qui faccio riferimento a quanto da lei denunciato: mi sono rivolto ad un' esperta societa' di consulenza, per l'elaborazione di perizie sui conti, sui mutui e sui vari affidamenti. Il risultato e' chiaro, usura con tassi del quasi 20% nonostante i documenti contabili elaborati da loro parlino di tassi del 5/6%.  Scrivono di applicare un tasso d'interesse e ne applicano un altro!!!!

Sono in attesa di capire le reali intenzioni dei miei istituti di credito di riferimento per procedere contro di loro a difesa dei miei diritti. 



Mi farebbe piacere un incontro con lei e con altri colleghi che versano nella nostra stessa posizione.

Un saluto


Commento scritto da imprenditore in pensione il 14 Dicembre 2014 alle 00:09
UN APPELLO

Sicuramente tra voi lettori ci sara' un responsabile di filiale, un capo area o un dirigente di una delle nostre banche, ebbene oggi e' domenica, il giorno della famiglia, voi avete una famiglia?? Sicuramente si.

Le nostre famiglie oggi stanno soffrendo, stanno faticando per le spese di primaria importanza ma, ne usciremo vincitori perche' nelle difficolta' diamo il massimo... Voi, siete abituati da anni di sedia, poltrona, da valutazioni astratte di societa' e/o uomini e non conoscete il lavoro e le sue difficolta'... 

Tra qualche tempo starete voi al nostro posto ma voi, a differenza di noi, non siete capaci di lottare!!!

Riflettete nel giorno della famiglia e da lunedì rivalutate tutte le vostre decisioni che sono state errate!!!


Commento scritto da bancario in pensione il 14 Dicembre 2014 alle 11:07
RISPONDO A 'incazzato nero'

Se lei ha pronte le perizie ascolti il consiglio di chi ha lavorato per molti anni in una banca locale.... Vada immediatamente da un bravo avvocato e presenti IMMEDIATAMENTE le citazioni in tribunale, senza alcuna esitazione e senza scrupoli. Non aspetti le mosse delle banche, per esperienza le dico che non hanno ne voglia ne 'ordini' per garantirvi di proseguire l'attività. Tempo fa per un responsabile di sportello e un capo area il finanziare un'attività consentiva l'acquisizione di benefici personali e per lo sportello oggi, invece questi benefici vengo acquisiti solo se mettono in atto azioni di recupero/rientro. E per far cio' possono utilizzare qualsiasi metodo, legale e non... Quindi se lei e' in attesa di proposte positive, di soluzioni favorevoli o di risposte su progetti presentati, perda ogni speranza perche' il loro interesse e' DIVERSO!!!

In quanto ai tassi applicati, non mi meraviglio, sono stratagemmi delle direzioni studiati a tavolino e di cui ogni funzionario e' a conoscenza. Questi REATI sono studiati e commessi in piena consapevolezza.

Io spero per lei che nei prossimi giorni venga chiamato dalla banca di riferimento per una proposta costruttiva ma, non penso proprio!!!


Commento scritto da ex dipendente bancario il 14 Dicembre 2014 alle 11:17
E' vero che le banche a causa della crisi stanno scontando delle insolvenze del credito oltre l'atteso danno fisiologico all'attività istituzionale, ma è anche vero che pesano sui conti economici delle stesse gli effetti perversi di una discriminata gestione del credito che è stata condotta in passato per favorire gli "amici degli amici" o le interferenze/accaloramenti politici per la concessione dei crediti.

Per poter far fronte a questa situazione nonchè al mantenimento delle politiche di remunerazione del personale (soprattutto a livello dirigenziale nonostante i moniti da parte di Banca d’Italia), non sono bastate nemmeno le occulte capitalizzazioni delle Banche che lo stato e la bce hanno strategicamente realizzato con emissioni di prestiti all’1% i cui introiti sono stati reinvestiti, anziché sostenere l’economia reale, in titoli di stato con tassi fino al 7%. Cosa peraltro che si sta ripetendo, speculando ora sui corsi dei titoli anziché sugli interessi, anche in occasione delle recenti operazioni di liquidità della BCE.

A questa operazione infatti si sono aggiunti i perfidi marchingegni descritti nella lettera dell’imprenditore che fino a che vanno bene, vanno bene e quando non vanno bene e inizia a profilarsi il reato di usura o di abuso del credito le banche fanno passi indietro addivenendo ad atti transattivi con i clienti o sensibilizzando in maniera lobbistica apparati politici al fine di apportare opportuni aggiustamenti alla norme legislative in materia.

Non in ultimo a ciò si aggiungono le continue manovre che le banche fanno anche due o tre volte l’anno sui tassi e le commissioni che da una parte stressano le aziende che già vivono momenti di pesante difficoltà e dall’altra dimostrano incapacità delle banche di predisporre politiche commerciali che applichino prezzi corretti correlati all’effettivo rischio di credito della clientela.

Ritengo infine che la lettera dell’imprenditore possa essere uno stimolo per le organizzazioni di categoria delle imprese e le associazioni di consumatori ad affrontare il problema per far sorgere strutture e/o comitati anche con l’ausilio dell’imprenditore stesso oramai diventato esperto in materia (non è detto che ancor prima qualche banca possa assumerlo direttamente; le banche sarebbero capaci di tutto!!).

Scherzo ovviamente e mi complimento con l’imprenditore che ha intrapreso una strada difficile riesumando pure la biblica contrapposizione tra Davide e Golia.

Per le istituzioni, in primis la Regione, sarebbe opportuno quantomeno che venga ripresa con maggior vigore l’attività della Fondazioni antiusura per fronteggiare un fenomeno che in periodi di crisi trova sempre più terreno fertile



Commento scritto da bancario il 14 Dicembre 2014 alle 11:42
Capisco e mi rendo conto delle enormi difficoltà che molti imprenditori stanno attraversando. La situazione è difficile per tutti anche per le Banche.Condivido che le banche devono tornare a fare le banche , le assicurazioni a fare le assicurazioni, le poste a svolgere un servizio pubblico. Ma per raggiungere questo obiettivo sarebbe necessario ritornare indietro a quando le banche erano controllate dallo Stato. Il problema principale è che ora il sistema bancario è "governato" dall'applicazione dei criteri di Basilea e quindi dall'applicazione dei famigerati rating, dall'obbligo per le banche di fare accantonamenti per rischio di credito preventivi e quindi con riduzione sostanziale della capacità di dare credito e e conseguentemente i tassi applicati risentono poi di tali variabili.E'come un cane che si morde la coda. Evidenzio che anche nel mondo bancario ci sono state , ci sono e ci saranno riduzioni del personale, sono anni che lo straordinario non viene più pagato in termini economici ma con la cosidetta banca ore, i premi di produzione sono spariti così come mensilità aggiuntive.Un giovane che viene assunto percepisce uno stipendio di ca800euro, gli avanzamenti di carriera di fatto non esistono più. Sicuramente anni fa la categoria dei bancari era privilegiata rispetto alle altre ora non è più così e sottolineo lche mi riferisco ai bancari e non ai banchieri...


Commento scritto da open your eyes il 14 Dicembre 2014 alle 15:40
Finchè non vedremo qualche bancario impiccato in piazza le cose non cambieranno.

Il mondo gira intorno alla Finanza, una bestia che vola al di sopra della realtà e che uccide chiunque ne faccia abuso.


Commento scritto da Los Sconfinamentos il 15 Dicembre 2014 alle 13:57
A Spoleto, un banca ti telefona anche se sei sotto di un euro, poi un'altra banca ha anche gli Impiegati sgarbati e ignoranti. Anche se la colpa non è dell'impiegato ma dei banchieri, gli impiegati farebbero meglio a scendere dal quel piedistallo in cui si trovano. Sembrano dei mostri sacri, intoccabili e che quando ti dicono che non possono concederti prestiti o fidi o altro godono nel vedere la tua faccia triste.


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