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Spoleto - Le Recensioni di Leo, 03 Giugno 2015 alle 16:44:30

Terminator, in attesa del quinto capitolo, da rivedere, film estremamente godibile


Leonardo Bernacchia

James Cameron, che tutti i cinefili più o meno esperti oggi conosceranno principalmente per aver diretto il pluripremiato (a torto) Titanic e il pompatissimo Avatar, rappresenta quell'inquietante immagine del cineasta miliardario che, quando si tratta di girare un film, è in grado di pensare


solamente in grande e che fin dagli albori ha impostato la propria carriera su di un'inguaribile lucroso desiderio di stupire il pubblico con effetti speciali di grande impatto. E non si può negare che sia così, perché in effetti il successo di Cameron deriva in toto dalle montagne di nichelini che i colossi della produzione prontamente sganciano per finanziare il lato tecnico delle sue americanate, non certo dalle sue piuttosto convenzionali capacità come regista e soprattutto come sceneggiatore, dato che da sempre egli si ostina ad imbottire ogni pellicola di dialoghi retorici scritti a tavolino, colmi di frasi fatte e irritantemente sentenziose.Eppure cosa rende speciale il suo Terminator, uscito in sala nell'ormai lontano 1984? La presenza dell'untissimo Schwarzenegger o l'utilizzo di uno script davvero sostanzioso? In realtà il successo di questo cult fantascientifico è tutto nell'idea di fondo e nella genuina semplicità con cui esso è stato portato a termine, sfruttando un budget fortunatamente basso che non ha permesso a Cameron di irrorare il film di eccessi visivi da parco divertimenti. In un futuro non molto lontano gli esseri umani hanno creato robot e sistemi informatici talmente intelligenti che questi hanno innescato un conflitto mondiale tra superpotenze, portando l'uomo all'autodistruzione. Ma quando un ultimo manipolo di ribelli dichiara guerra alle macchine, queste spediscono nel passato un cyborg Terminator (Schwarzenegger), un assassino incaricato di uccidere Sarah (Linda Hamilton), futura madre del leader della rivolta John Connor, così da modificare il futuro e sbarrare l'ultima via alla razza degli uomini. In soccorso di Sarah giungerà Kyle (Michael Biehn), guerriero del futuro offertosi di aiutare la giovane donna a sfuggire al letale cyborg, programmato per essere totalmente privo di emozioni e per uccidere chiunque si ponga sul suo cammino. Se parliamo di stupori tecnici, visto con gli occhi di chi ha di recente vissuto l'esperienza di Gravity o del sempreverde Signore degli Anelli, Terminator non gode certo degli attuali prodigi della CGI, che comunque finisce spesso per rendere la qualità degli effetti speciali simile ad un videogioco. Ma quel che vide chi entrò in sala nel lontano 1984 fu un'opera incentrata sul comparto visivo, in perfetto stile Cameron, l'uomo che non smetterà mai di considerare il cinema stesso come un unico, grande effetto speciale, nato soltanto con lo scopo di stupire ed intrattenere. La fotografia glaciale e suggestiva, un montaggio dal ritmo serrato e il tempo d'azione azzeccato per un'opera di questa portata e rivolta ad un pubblico di massa, tutto concorre a rendere Terminator la pellicola forse più riuscita del magnate del cinema americano, che dirige, scrive e produce qui un film non comunque privo di spunti di riflessione interessanti sul futuro degli uomini, sul loro rapporto con le sempre più invadenti macchine, sul pericoloso mondo verso cui stiamo andando incontro.Speculazioni filosofiche a parte, nulla da dire sulle interpretazioni. Il buon Schwarzy è perfettamente inespressivo nel suo personaggio metà umano metà robot, una maschera di inflessibilità e di crudeltà inconsapevole, mentre Linda Hamilton compensa tale ricercata piattezza nel ruolo di una vittima inconsapevole ed impreparata a subire l'odio delle intelligenze artificiali, ma comunque pronta a lottare in nome del futuro degli esseri umani. Figura classica è quella di Kyle, l'eroe buono arrivato per ricordare al pubblico che in fondo siamo in un piccolo blockbuster di Hollywood, e che dopotutto i buoni non possono perdere. Terminator, coi molti pregi e pochi difetti, resta un film estremamente godibile, in grado di sfruttare fino in fondo il carisma del protagonista e la semplice ma credibile trama che porta con sé, un classico fanta-action che ha dato il via ad una sempre più remunerativa saga che ha proseguito negli anni senza particolari intoppi di cui molti attendono con ansia il quinto imminente capitolo. Da recuperare.VOTO: 8



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