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Terni - Cronaca, 11 Giugno 2015 alle 14:44:34

Tartufi e tartufai, ad Acquasparta c'è chi vuol vederci chiaro

Concessioni, affitti, spese dichiarate. Mario Galli, 66 anni, ha scritto due volte all'amministrazione comunale La prima lettera non ha avuto risposta. La seconda chiede trasparenza e legalità

Torna alla ribalta la questione tartufaie e tartufai ad Acquasparta. Mario Galli, contribuente di 66 anni residente a Cisterna di Firenzuola, dopo la lettera della scorsa primavera, pubblicata da Spoletonline il 2 aprile e relativa allo "strano" contratto d'affitto tra il Comune di Acquasparta e l'associazione "Tra


raccoglitori di tartufi di Acquasparta", torna a scrivere all'amministrazione comunale evidenziando alcune scorrettezze e fatti, a suo dire, al limite della legalità, inerenti sempre la gestione dei circa 130 ettari di tartufaie di proprietà pubblica.
"Avevo posto - scrive Galli - delle domande al sindaco di Acquasparta con la mia lettera datata 16 marzo 2015, numero di protocollo 2177 (la lettera di cui sopra, regolarmente protocollata, ndr), chiedendo delucidazioni in merito alle spese di 16 mila e 284 euro dichiarate dall'associazione, relative a lavori mai eseguiti, e domandando inoltre se il fitto relativo al 2012, pari a 3 mila e 600 euro annui, fosse mai stato pagato. Dalla data sopra citata ad oggi non ho ricevuto risposta. Tutto ciò in disprezzo della legge 241/90 per quanto riguarda la trasparenza degli atti amministrativi. La Comunità montana dell'Orvietano è stata informata, con lettera raccomandata del 10 aprile 2015, di molte anomalie in merito alla nuova tabellazione più errata di prima. I lavori imposti dalla Comunità montana all'associazione per il riconoscimento di tartufaie controllate, non sono stati realizzati. Nuovi atti sono stati emanati dagli organi della Comunità montana, richiesti dal sottoscritto, ma il silenzio è stato assoluto. In barba, anche in questo caso, alla legge 241/90".
Ed ecco, allora, il significato di questa seconda missiva di Galli, che denuncia il silenzio dell'amministrazione comunale per "mobilitare l'opinione pubblica e le istituzioni circa la trasparenza degli atti amministrativi della pubblica amministrazione. Perché - si chiede Galli - non si forniscono risposte chiare e nette, i documenti richiesti alla luce del sole, on si dice come sono state giustificate le spese di oltre 16 mila euro? Ho sempre dei dubbi quando non si vuole discutere sulla buona amministrazione. È forse indecente chiedere se l'affitto è stato regolato? La legalità ed anche la trasparenza degli atti amministrativi nei due enti citati (appunto il Comune e l'associazione dei tartufai, ndr) non è presa in considerazione, in conflitto palese con le nuove norme emanate dal governo per la concessione dei terreni in affitto tramite asta pubblica".


 



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