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Spoleto - Economia, 04 Novembre 2015 alle 16:18:23

LA Cra Oli precipita verso la chiusura

Per i commissari non ci sono i presupposti per proseguire. Chiacchieroni: Massimo impegno per il salvataggio [Commenti]


Filippo Partenzi

Da eccellenza nel panorama nazionale a struttura ad un passo dal baratro. Anzi, la chiusura pare imminente. Continuano ad essere mesi complicati per il Centro di ricerca per l'olivicoltura e l'industria olearia di Spoleto (Cra Oli), già Istituto sperimentale per l'olivicoltura (Isol), situato


nello storico palazzo di via Nursina di fronte alla rotatoria di viale Trento e Trieste. Nonostante l'intervento nelle scorse settimane del deputato del Movimento 5 Stelle Filippo Gallinella ("il Governo deve non solo mantenerlo aperto ma rilanciarlo") e dei Municipi di Vallo di Nera prima e di Spoleto poi, il destino della struttura sembra essere segnato. A confermarlo è stato ieri l'assessore regionale Fernanda Cecchini, rispondendo all'interrogazione del consigliere del Pd Gianfranco Chiacchieroni.


I commissari dicono no "Già nel marzo scorso in Aula - ha affermato - era stato chiesto un sostegno per coinvolgere il Ministero dell'agricoltura e salvaguardare il Centro, in considerazione del ruolo importante e storico che riveste sul versante della ricerca e della sperimentazione. A maggio è stato coinvolto direttamente il Ministro e ci sono stati ripetuti contatti anche con i commissari, secondo i quali non sussistono le condizioni per garantire il futuro di questa attività. Noi invece - ha detto l'assessore - crediamo che ci debbano essere, in virtù dell'importanza che riveste la produzione olearia per l'Umbria anche sotto il profilo culturale, della salvaguardia ambientale e dell'occupazione. La Regione si sta impegnando su uno specifico progetto per l'olivicoltura, che necessita dell'interfaccia con il Centro, che ha dimostrato di svolgere azioni di grande qualità".


La riorganizzazione del Cra Il problema nasce dal fatto che il Governo nei mesi scorsi ha demandato la stesura di un piano di riorganizzazione del Cra (di cui l'ente spoletino fa parte) che preveda la riduzione almeno del 50% delle articolazioni territoriali e la sede locale, avendo avuto un turn-over pari a zero negli ultimi decenni e una dotazione organica sguarnita di personale, è una di quelle maggiormente a rischio. La storia però ha dimostrato l'importanza storica e scientifica del Cra Oli di Spoleto, fondato nel 1903 come Regio frantoio sperimentale. Grazie alla sua attività, ha contribuito a far conoscere la città e la regione nel settore dell'olio d'oliva in tutto il mondo. La struttura si occupa dell'intera filiera olivicolo-olearia, dalla coltivazione alla produzione di olio, con attività riguardanti la produzione delle materie prime e le tecnologie di trasformazione. Dei quarantasette centri del Cra presenti in Italia, quello locale è l'unico presente in Umbria, dove gli uliveti rappresentano la coltura arborea principale (anche in una parte della Valnerina) e sono un tratto distintivo del paesaggio.


Il patrimonio del centro Nell'azienda di Collececco, interna al Cra Oli di Spoleto, viene inoltre conservata una collezione di germoplasma olivicolo ritenuta dalla Fao come la più importante al mondo. Nonostante la scarsità di personale, attualmente la struttura ha in corso cinque progetti di ricerca, di cui due svolti nell'ambito del piano di sviluppo rurale, uno ministeriale, uno Rgv-Fao e un altro legato a un programma quadro dell'Unione Europea e finora ha redatto oltre 140 pubblicazioni tra libri, articoli scientifici su riviste nazionali ed internazionali e articoli divulgativi.


Evitare la chiusura Un patrimonio che rischia ora di disperdersi. "La struttura - ha spiegato Chiacchieroni - è da più di cento anni riferimento locale, nazionale ed internazionale per la ricerca in olivicoltura e per il settore olivicolo in genere. Si tratta dell'unico Centro di ricerca del Cra presente in Umbria in materia. Inoltre, Spoleto è sede dell'Accademia nazionale dell'ulivo e l'Umbria è la regione dove gli uliveti rappresentano la coltura arborea principale. Ma con l'entrata in vigore della legge di stabilità 2015, il Cra è stato commissariato e il Governo ha demandato ad un commissario la stesura di un piano di riorganizzazione territoriale che prevede la riduzione del 50 per cento delle articolazioni territoriali. La sede di Spoleto potrebbe essere tra quelle proposte per la chiusura e quindi è indispensabile il massimo impegno da parte delle istituzioni per scongiurare che ciò accada".


 


 



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Commenti (4)

Commento scritto da LILLI FILIPPO il 04 Novembre 2015 alle 18:52
queste sono le eccellenze che non devono scomparire.

con questo ci portano via un gran pezzo di cultura. fino a pochi anni fa eravamo il centro di riferimento per il tartufo (ricordo ancora le contrattazioni a stretta di mano sotto i portici di palazzo d'agata) e per l'olio ecc. ecc.

ma tutti gli oleifici e i loro proprietari non muovono un dito ?

Monini, che fai in comune? bisogna manifestare il nostro grande disappunto in qualsiasi modo. basta espropri.

Ma ......... forse questo non è un posto che garantisce voti!

ci teniamo la ex saffa e mandiamo al macero il centro per l'olivicoltura .


Commento scritto da solospoleto il 04 Novembre 2015 alle 19:41
...un atro pezzo della nostra città che se ne va.........


Commento scritto da il cospaiese il 04 Novembre 2015 alle 23:17
Ma de che stamo a parla? Se si pensa che l'Accademia Nazionale dell'Olivo ha organizzato un interessante convegno sulle prospettive dell'olivicoltura per i prossimi 13 e 14 novembre, quando la maggioranza degli olivicoltori, è impegnata nella raccolta delle olive, de che stamo a parla? Quando chiuderanno il CRA OLI gli imbottigliatori di oli, più o meno comunitari, stapperanno pregiate bottiglie!


Commento scritto da Avanti Popolo il 05 Novembre 2015 alle 07:15
E Brunini che fa? Non era lui che si era schierato per la salvaguardia di questo storico Istituto. Ha preso i voti (pochi, di quelli che ancora gli credevano) ha appoggiato Cardarelli, (che non ha tempo di interessarsi di queste cose) e ora tutto tace. Viva Spoleto e il rinnovamento!


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