Spoletonline
Edizione del 19 Ottobre 2017, ultimo aggiornamento alle 21:09:21
nato dalla fantasia di Leopoldo Corinti, dedicato alla sua famiglia
Agenzia Bonifazi Immobiliare Spoleto
Spoletonline
Adcomm
cerca nel sito
Libreria Aurora
Ristorante Albergo LE CASALINE
Parafarmacia Serra
Civico 53
Fondazione Giulio Loreti
Caccia Pesca Fuochi d'Artificio
SUPERMERCATI DELLA CONVENIENZA
Agriturismo Colle del Capitano
Vus Com
TWX Evolution
Centro Dentistico Cristina Santi
Aldo Moretti S.r.l.
Bonifazi Immobiliare Spoleto
Mrs Sporty
Spoleto Cinema al Centro
Lavanderia La Perfetta Self
Pc Work
The Friends Pub
Stampa articolo

Spoleto - Editoriale, 04 Gennaio 2016 alle 00:24:27

Mostro delle Mura: Speranza, Profili e Panfili siano garanti dell'operato dell'amministrazione

I tre manifestarono, insieme ad oltre 600 spoletini, il 9 giugno del 2007 per l'abbattimento dello scempio urbanistico. Salvarlo ora sarebbe una grave dimostrazione di incoerenza loro prima ancora che dell'intera maggioranza Cardarelli [Commenti]


Daniele Ubaldi

Bene. E' un po' che si dibatte circa uno degli insulti urbanistico-architettonici più palesi e lampanti che la nostra adorata e maledetta città abbia subito negli ultimi anni. Il Mostro delle Mura, come l'avevo battezzato io, o Ecomostro come è ormai conosciuto da tutti a Spoleto e non solo, non rappresenta


soltanto uno dei peggiori esempi di urbanistica contrattata con indicibili conflitti di interesse tra istituzione pubblica, professionisti privati, appartenenze politiche e massoneria da quattro soldi come è quella spoletina; magari fosse solo quello. No. Il Mostro delle Mura è anche, e soprattutto, il simbolo della certezza di impunità da parte del potente, che si culla nel rassicurante crogiuolo dell'ignoranza e dell'apatia sociale, che a Spoleto più che altrove, ahinoi, trovano sicuro rifugio. "Hanno sbaraccato e hanno fatto il Mostro? Beh, che je fa". Oppure: "Il Mostro? E che è?". Ci manca soltanto un bel: "Perché, Spoleto c'ha pure le mura?", ma sarebbe troppo paradossale. Sta di fatto che la mentalità di molti, in città e nei suoi dintorni, non è troppo discoste da questo genere di apatiche, menefreghiste, villane considerazioni. Pensieri dettati a volte dall'ignoranza, altre volte dalla paura e spesso da entrambe, ma che sono comunque irrispettosi nei confronti di sé stessi, dei propri concittadini, del posto in cui si vive e della sua storia ma, soprattutto, dei propri figli, che cresceranno senza il ricordo di com'era prima che la prepotenza prevalesse. Questo osceno calderone, che si potrebbe definire "grettezza sociale", è la culla ideale del potente di turno e dei suoi affarucci, siano essi una cava da mascherare come ippodromo per fare i propri porci comodi, la lottizzazione selvaggia dei più bei colli circostanti la città, la nascita di un nuovo "megaipermercato" da inserire nel cuore di uno di questi splendidi colli con tonnellate di cemento armato oppure, come nel caso in esame, del Mostro delle Mura, classico esempio malato del "do ut des" della moderna politica, che tenta di confondere con lo sviluppo le speculazioni, siano esse economiche o edilizie.


Ed ecco che allora, non appena si leva una voce contraria a questa sciattaggine amministrativa, il potente di turno e i suoi scagnozzi - meglio ancora se alcuni sono armati di carta bollata da avvocato e penna da paladino della verità - in ordine sparso deridono, provocano, insultano, minacciano, querelano e addirittura colpiscono nel più profondo ogni possibile intralcio all'obiettivo finale. E' accaduto anche nel caso del Mostro, come ben sanno i tanti attivisti e colleghi che, al pari mio, furono denunciati dai protagonisti attivi della vicenda. L'apice di questa moderna "caccia alle streghe" fu, lo sanno tutti, l'arresto dei cinque ragazzi di Brushwood, alcuni dei quali erano accusati - tra le altre amene azioni terroristiche - anche di aver dato fuoco al cantiere del Palazzo della Posterna, vale a dire del Mostro delle Mura. Anni e anni di processi, sentenze, per alcuni carcere. Nel frattempo molta altra gente ha smesso di parlare del Mostro e degli altri scempi; chi per legittima paura, chi per professionalità - come i giornalisti coinvolti. Nel mio caso, ad esempio, ricordo che delegai al direttore responsabile Tommaso Speranza la trattazione dell'argomento, dato che la mia posizione di querelato mi avrebbe fatto perdere automaticamente la necessaria credibilità agli occhi della gente, anche se non certo ai miei. Altri ancora, si pensi ad esempio ad alcuni esponenti politici ora al governo della città quali Gianluca Speranza, Giampiero Panfili o Gianmarco Profili, si schierarono apertamente contro il palazzo, simbolo di nefandezza e sciagurata malagestione della cosa pubblica, proprio mentre i sindaci Brunini e l'allora assessore all'Urbanistica Benedetti (che diventerà poi sindaco) lo difendevano a spada tratta.


Bene, come dicevo in apertura. Adesso che tutto è finito, adesso che tutte le querele - almeno quelle per diffamazione - sono state archiviate, ora che il caso Brushwood si è chiuso con tutti i drammi che ha portato con sé, ecco che a distanza di anni il Mostro viene riconosciuto abusivo e "da abbattere" non da quello scemo di Ubaldi o dai compagni di lotta agli scempi ambientali, e neanche dai tre-quattro destrosi che a quella lotta a suo tempo si unirono; no, stavolta a dirlo è la Suprema corte di Cassazione. Non male come voce autorevole, credo.


E il Comune che cosa fa? Quello stesso Comune ora governato da coloro che della lotta agli sprechi e della legalità fecero cavallo di battaglia, con Profili assessore, Panfili presidente del consiglio comunale e Speranza capogruppo della seconda lista civica di governo, cosa fa? Cerca la strada per NON abbattere le due orribili costruzioni-simbolo. Cerca la strada per eludere una sentenza della Cassazione, dunque la giurisprudenza italiana. Gioca il jolly per legittimare la lobby - ormai scoperta e dunque divenuta "appiccico", per usare un termine meno inglese e più spoletino - e per deridere i tanti cittadini onesti che a quella lobby si sono opposti, fra i quali ci sono proprio alcuni di coloro che oggi amministrano il municipio.


Qualcosa non torna. O forse sì. Forse alla fine torna tutto. E tutti, una volta saliti al palazzo, trovano difficile abbatterne un altro. Meglio tacere, come fanno da sempre i 5 Stelle sulla vicenda - del Pd, il più colluso nella vicenda, non vale neanche la pena parlare. Meglio tacere, e sperare che la tempesta passi. Speriamo non sia vero. Speriamo sia tutto un errore, una voce infondata che è uscita dal Comune e ha colpito il buon Alfonso Marchese, nostro ineffabile "cronicarista", che l'ha puntualmente riportata non senza prima approfondirla. Di certo c'è il fatto che i tre amministratori succitati, le cui idee sono condivisibili o meno e certamente quanto più distanti dalle mie, hanno comunque una loro dignità, una loro coerenza da difendere e onorare. E di certo non rimarrebbero un secondo in più in una compagine politica che dopo aver denunciato ed essersi battuta, dai banchi dell'opposizione, contro i poteri forti, a quegli stessi poteri dovesse poi, divenuta governo, stendere tappeti rossi, bianchi e neri. A Speranza, Profili e Panfili, in quanto partecipanti attivi contro il Mostro delle Mura nella grande manifestazione del 9 giugno 2007, Spoletonline fa appello affinché siano garanti sull'operato dell'amministrazione comunale in merito a tutta la vicenda. E buon anno nuovo a tutti.



Commenti (22)

Commento scritto da basilio rapucci il 04 Gennaio 2016 alle 08:00
Un articolo interessante che solleva temi importanti, ma che sarà destinato ad essere superato dai fatti.

Al riguardo segnalo la metamorfosi del PCI, antagonista della DC negli anni 50-60 ormai completamente omologato da quest'ultima.

Passiamo ora all'attuale amministrazione, la quale ha incorporato una parte di fuoriusciti del PD, e che quindi per convenienza dovrà trovare soluzioni che evitino ogni eventuale coinvolgimento di questi illustri personaggi.

Insomma l'eventuale pastrocchio è pronto per essere confezionato e non credo neanche che il tutto si risolva con un vantaggio economico per i cittadini come palesato nell'altro articolo, a firma di Alfonso Marchese dove si ipotizza la sanatoria con il pagamento di una maxi multa, in quanto c'è ancora da sanare l'altro pasticcio dell'esproprio dell'ingresso del parcheggio della Posterna.

Insomma un conto è di stare all'opposizione, un altro è di comandare.

I punti di vista cambiano e non di poco.

Il resto lo vedremo in seguito.



Commento scritto da CASA ROSSA il 04 Gennaio 2016 alle 10:14
Il silenzio abbonda sulle bocche dei partiti di governo e di "opposizione". Non c'è niente di più emblematico di questo silenzio per capire come funziona il sistema con i suoi poteri consolidati: economici, politici e finanziari. L'ultimo degli scempi urbanistici (non è certo stato il primo) l' "ecomostro", ha partorito fino ad oggi un silenzio assoluto: la Destra/Centro con ruota di scorta di "Sinistra" che governa è zitta !!! quanto ieri urlava con i suoi esponenti, accodandosi (alla luce del silenzio di oggi) strumentalmente, alle lotte degli ambientalisti. Il PD che l' "ecomostro" l'ha voluto: "sarà agli occhi di chi passerà lì fra 300 anni: come la Rocca" sentenziava in TV l'ex Sindaco Brunini, tace, o perché si "frega le mani", o per vergogna, o solo per inettitudine; i 5 stelle stelle che sbraitano su tutto e il contrario di tutto, muti da sembrare un pesce d'aprile. Insomma tutti giustizialisti nel momento in cui il vento soffia contro gli scempi, tutti indifferenti nel momento in cui non si deve scontentare nessuno. Questo è il sistema "democratico" odierno, senza ideali, senza valori, senza futuro.


Commento scritto da Signor Smith il 04 Gennaio 2016 alle 11:37
Io ero alla manifestazione del giugno 2007 ed anche, per quel che vale, ai piedi dei Cappuccini un paio di anni prima, a manifestare contro un altro "mostro" che incombeva sulla città: il famigerato "svincolo sud".

Ancora non riesco a capacitarmi di come Spoleto possa essere stata portata in questa situazione grottesca: sia dall'insipienza dei suoi amministratori, sia dalla crassa indifferenza dei suoi cittadini (che evidentemente non meriterebbero amministratori migliori). Perché (occorre ricordarlo?) il palazzo della Posterna non è stato tirato su nottetempo...


Commento scritto da zorro 50 il 04 Gennaio 2016 alle 13:10
Concordo con quanto pubblicato da Daniele Ubaldi . Le sentenze per i comuni cittadini si applicano per gli amici si interpretano. Il sindaco Cardarelli non si deve sforzare di inventarsi nulla , non si affatichi. Applichi la sentenza.


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 04 Gennaio 2016 alle 13:31
Che "malandrini"alcuni giornalisti! Non si lasciano sfuggire alcuna occasione per andare a rispolverare vecchie notizie archiviate negli scaffali della oro memoria da elefante. E così si permettono di togliere dei caldi piumoni dal giaciglio di "vecchi guerrieri" che dopo aver combattuto aspre battaglie per la società, cercano, "nella loro nuova sospirata casa", il meritato riposo e la meritata tranquillità. Questo gesto, che potrebbe turbare il loro riposo, e che, vista la stagione, potrebbe procurargli qualche brivido di freddo lungo la schiena, oltre che sadismo, si potrebbe definire benissimo: Insensibilità!


Commento scritto da daniela de gregorio il 04 Gennaio 2016 alle 14:13
Articolo condivisibile riga per riga. Parola per parola. Chi partecipò' a quelle proteste, a quelle manifestazioni, chi si beccò la denuncia per diffamazione, ricorda bene i vari passaggi di quella vicenda. E ricorda anche i politici che, allora all'opposizione, protestarono con i cittadini. Bene fa Daniele Ubaldi a ricordarlo a loro. E a ricordare che gli unici a pagare e in modo così feroce, fino ad ora sono stati Michele Fabiani, Dario Polinori, Andrea Dinucci, Damiano Corrias, Fabrizio Reali.


Commento scritto da anonimo veneziano il 04 Gennaio 2016 alle 14:37
Questo giornale è diventato peggio DEL FATTO QUOTIDIANO, dove si parla solo di giustizialismo, con un grande e corrosivo sadismo, che alimenta le più fantasiose ricostruzioni!!! Peccato, dovreste ringraziare il c.d Ecomostro, che vi permette di tenere aperto un giornaletto abbonato alle pompe funebri!!!! SOLO MORTI E CATTIVE NOTIZIE; forse avete problemi esistenziali ????



RISPOSTA: Ecco, appunto. L'anonimo veneziano - il cui IP che rimane al nostro giornale lo rende identificabile e quindi affatto anonimo - è soltanto l'ennesimo esempio di quanto da me asserito nell'editoriale. Mi saluti tanto il Canal Grande



Daniele Ubaldi - Direttore editoriale


Commento scritto da Diogene il 04 Gennaio 2016 alle 15:45
ORA IL " Mostro delle Mura " NON E' PIU' VISTO SOTTO IL PIANO PAESAGGISTICO

MA E' STATO TRASFORMATO SOLO IN UNA NUDA E CRUDA DISPUTA POLITICA

I PRECEDENTI COMMENTI NE SONO LA PURA , LAMPANTE DIMOSTRAZIONE !!!


Commento scritto da Clkl il 04 Gennaio 2016 alle 16:00
Grande Ubaldi....


Commento scritto da Diana Niglio il 04 Gennaio 2016 alle 17:21
Io c'ero alla manifestazione , ma ancora sono qui a combattere contro cementificazioni assurde, centri commerciali fantasma (vedi Fabbreria e Madonna di Lugo.

Mi aspetto s che legge sia rispettata. Mi aspetto che la sentenza venga applicata.

Caro Sindaco Cardarelli confermai che sei un galantuomo.


Commento scritto da alessandro asinari il 04 Gennaio 2016 alle 17:48
E' semplicemente inacettabile ipotizzare che il Comune accetti una qualsiasi sanatoria. Per "salvare" chi? O meglio per salvare che cosa? L'investimento di persone che non potevano non sapere quali vivissime opposizioni avesse scatenato questo progetto? Stiamo parlando di "povere" persone che investivano i risparmi di una vita in una casa ancora da costruire e che già aveva suscitato proteste sui media locali e non e ai piedi della quale centinaia di spoletini avrebbero di lì a poco manifestato la loro contrarietà. Possibile? Credo che un "buon padre di famiglia" che avesse un po' di interesse a salvaguardare i propri unici risparmi non avrebbe fatto un simile investimento. Insomma, comprare casa in un palazzo dove addirittura la Soprintendenza si era inizialmente espressa prima con un diniego alla costruzione e poi per una riduzione delle altezze, non era propriamente un investimento "tranquillo". Perché non dovrebbe essere ipotizzato un incauto acquisto? Perché dovrebbe essere fatta una sanatoria a spese di tutti i cittadini e delle generazioni future, del rispetto delle regole e del nostro patrimonio paesaggistico? Perché dovremmo accettare che quei palazzi rimangano a sfregiare il volto della città? A ricordarci che tanto alla fin fine la si fa franca? Mi auguro con tutte le forze che questa sentenza venga attuata e chi deve pagare per "errori" commessi paghi tutto ciò che la magistratura ha giustamente stabilito.


Commento scritto da giorgio mariottini il 04 Gennaio 2016 alle 18:53
E\' dura riscire ad esprimere

un concetto che sappia di pulito

riguardo all\' ekomostro.

La politica della merda in faccia alla cittadinanza,

del cimentarsi in dimostrazioni di forza di chi governava allora,

quel non concedere neanche una forma di dialogo,

ne dichiarazioni a supporto di una qualsiasi logica di civiltà,

i dubbi sull\' abbattimento

dimostrano che,

di quel costume detto ekomostro non ci siamo liberati.

Se non dovesse crollare,

tramite l\' ennesimo inciucio partorito

tra le righe mancanti di qualche leggina applicata a forza di interpretazioni

continueremo a subire,

nonostante la Cassazione,

il libero vivere e governare

dei soliti, quelli a palazzo e quelli che

al Palazzo je girano intorno da una vita.

Comunque aspetto e sogno una diretta nazionale

su LA7 durante lo scaricamento che dimostrerebbe senz\' altro

LA FINE di una classe politica che

siamo stati costretti a digerire

in un clima da dopoguerra,

con arresti di giovani ragazzi ed il perpetuare

di quella villana dimostrazione di potere

offerta da politici

che politici io sinceramente

non ho mai considerato.

grazie Ubaldi per lo spunto che hai avuto



Commento scritto da Erasmo da Rotterdam il 04 Gennaio 2016 alle 21:54
E pensare che ci sono (ormai) ex dirigenti del Pd, i (le) quali pur di accalappiare consenso e potere, tesserano persino gli espulsi dal Partito, i quali sono i responsabili morali, prima ancora che amministrativi, di questa vergogna paragonabile alla barese Punta Perotti ! Ma l'indecenza ancora più grande è una: chi all'epoca gridava allo scandalo, come la "Trinità del (OMISSIS)" citata da Daniele Ubaldi, uno tra i pochi giornalisti non collusi con l'imbarazzante amministrazione attuale, adesso è sullo stesso carro insieme al fautore dello scempio!! Su questo scandalo non si possono fare distinguo tra Pd e opposizione di allora, diventata poi maggioranza. Qui c'è un unico partito da combattere: quello degli affari!!


Commento scritto da olga urbani il 04 Gennaio 2016 alle 22:15
Daniele,



pensi pure cosa vuole chi credendosi al solito assai furbo, dedurra' che il mio commento e' dettato dall'amicizia che ci lega. In realta' ho visto per caso il tuo articolo rilassandomi su Facebook ed ho deciso, scomodo o meno per il mio nome e per la mia posizione, di ringraziarti pubblicamente per questo esempio di vero giornalismo, dove verita' e coraggio non sono certo mancati. Hai fatto nomi, date, fatti, niente e' generico, ma tutto e' centrato come quando la palla fa goal. Senza paura.

Dalle parole scritte, si avverte la voluta dissonanza che esiste tra il mestierante del giornalismo e il giornalista puro, che è colui che va alla ricerca della verità con assoluta onestà intellettuale, ed è soprattutto colui che non ha padrone, che non presta la propria penna al potente di turno, ma solo ed esclusivamente alla verità.

Hai dato un' ulteriore manifestazione del tuo stile elegante e mai urlato, ma insieme caustico.

Quanto hai espresso, senza remore e paura, rappresenta anche un compendio etico e morale che dovremmo sforzarci di seguire sempre come un imperativo kantiano, anche se è difficile e i compromessi sono sempre in agguato dietro ogni angolo.

Concludo dedicandoti due citazioni di giornalisti famosi che ti stanno addosso come la tua pelle :



"Non ho potuto sempre dire tutto quello che volevo, ma non ho mai scritto quello che non pensavo."

(Indro Montanelli)



"Un giornale che è fedele al suo scopo si occupa non solo di come stanno le cose, ma di come dovrebbero essere."

(Joseph Pulitzer)



OLGA URBANI


Commento scritto da XXX il 04 Gennaio 2016 alle 22:24
Ricordo a tutti gli spoletini che l'unica casa che è stata abbattuta-demolita a Spoleto,è quella del povero Angioletto,che da anni è un senza -tetto spoletino che è costretto a chiedere,in modo sommesso, non come altri mendicanti organizzati davanti ai supermercati spoletini,l'ELEMOSINA.

Un Quiz per gli spoletini distratti e scordarelli: Chi fu il Sindaco che autorizzò la demolizione? (Ricordo che la casupola non fu condonata sembra per colpa del proprietario)


Commento scritto da William Wallace il 05 Gennaio 2016 alle 01:59
Caro Daniele, Olga Urbani ha espresso con parole nitide e profonde ciò che in tanti pensiamo di te . Una volta la stessa Olga mi disse che ero un "sognatore".

Si parlava del portentoso patrimonio di bellezza del nostro territorio e di quanto- secondo me, con iniziative, eventi, fantasia- avrebbe potuto arricchire la qualità della vita della sua " civitas", la comunità di persone che qui abita, vive, lavora. Detto da Olga mi sembrò un meraviglioso complimento e le spiegai che anche i fondatori della sua eccezionale famiglia di imprenditori, secondo me, erano stati dei grandi sognatori e ancor più grandi costruttori. Senza sogni o utopie, senza la cultura che possa suscitarli, senza la determinazione per metter loro gambe, non si costruisce nulla, non si va da nessuna parte. Ed ecco perché oggi siamo di fronte a queste miserie, alla patetica danza dei voltagabbana, ecco perché nei Palazzi del Potere, non c'è conoscenza, creatività, gara di idee. C' è solo tanta tragica arroganza, che è figlia di tanta , ma tanta ignoranza . E per questo saremo sempre qui a sognare e a pretendere una classe politica migliore.

Grazie Daniele !



W. Wallace " libertà va cercando, ch'è sì cara , come sa chi per lei vita rifiuta"


Commento scritto da samuele bonanni il 05 Gennaio 2016 alle 15:54
C'è chi tace, chi scrive da solo parlando a nome di un intero partito e chi ha i suoi tempi e modalità (condivisione e partecipazione) prima di parlare a nome di una forza politica.

I 5 stelle raramente tacciono:

http://www.spoletonline.com/?page=articolo&id=153302


Commento scritto da Relativismo pratico il 05 Gennaio 2016 alle 16:38
Negli ultimi decenni (diciamo negli ultimi 30-40 anni) si è palesato un fenomeno di notevole rilievo culturale, quello del RELATIVISMO , inteso come fatto pratico, costume sociale, prassi politica. In sostanza, il relativismo, tanto inviso a Benedetto XVI (un Papa da rivalutare appieno) , afferma che la conoscenza umana non afferra la realtà in sé, ma si limita a cogliere solo aspetti parziali e contingenti, legati al soggetto giudicante; Protagora, filosofo caro a Platone, asseriva che “l’uomo è misura di tutte le cose” . Perciò, secondo la tendenza relativistica, non si può parlare di verità o di errore, validi per tutti i tempi, tutte le epoche e tutte le circostanze. Così come non si può parlare di bene o di male, in campo etico.

Sul terreno della prassi,anche politica, il relativismo induce un comportamento che non considera i principi e le norme morali , tanto meno quelli della religione, ma solamente il pragmatismo e l’utilitarismo.

Nicolò Machiavelli, ne “il Principe” ha scolpito la figura del governante, che costituisce , da solo, la misura del bene e del male, del lecito e dell’illecito. Qualcuno, forse a ragione, afferma che Matteo Renzi è la vera incarnazione contemporanea del Duca Valentino.

E a Spoleto?

Il relativismo appare dilagante, e non da oggi. Vorrei spiegarne i motivi:

• Persone e Movimenti, che in passato mostravano idee chiare ed atteggiamenti fermi, appaiono ora titubanti, omissivi, possibilisti

• Figure di garantisti, difensori della Legge e delle Regole Civili, adesso tentennano, traccheggiano , propendono verso il “sopire, troncare” di manzoniana memoria

• Dipendenti Pubblici, della categoria in passato ligia alle regole e denegatrice di ogni iniziativa avventurosa o borderline , al momento risultano indagati o condannati



Di fronte alla perdita di ogni riferimento (ecco la catastrofe relativistica) , bisogna, per salvare qualcosa, almeno la residua dignità, porre alcuni punti fermi:

1. La Legge va rispettata, altrimenti diviene arbitrio

2. Le sanatorie postume fanno sorgere il sospetto che fossero “preventive”

3. La coerenza esige un prezzo, che va pagato; altrimenti è meglio rinunciare alla gestione della cosa pubblica

4. L’educazione civica, di fronte a certi eventi, riceve degli insulti non riparabili, che delineano connotati fortemente diseducativi; chi di professione fa l’insegnante non può non porsi questo problema

5. La Legge deve essere uguale per tutti , a Spoleto come a Todi o a Foligno, a via Martiri della Resistenza come a via Cacciatori delle Alpi, altrimenti si ricade nel capriccio del principe machiavellico

6. I funzionari pubblici, colpiti da provvedimenti giudiziari, non possono continuare ad esercitare funzioni di responsabilità, tanto meno nei settori sanzionati; altrimenti, la casta mostrerebbe di volersi autodifendere , perpetuando i comportamenti precedenti

7. Il danno per l’erario pubblico (considerando anche l’ambiente come bene comune ) è immenso, per molteplici fattori; qualora si giungesse all’abbattimento degli edifici illeciti , per assurdo il danno sarebbe ancora maggiore, in quanto diverrebbe plateale lo scempio eseguito sulla collina retrostante, quella sotto la Torre dell’Olio, in cui risalterebbe l’orrore del colombaio automobilistico concepito da qualche archistar, con la connivenza silenziosa della sedicente “intellighenzia”.

8. Incassare qualche centinaio di migliaia di euro somiglia all’incasso dei trenta denari, avvenuto duemila anni fa.

9. I “poveri acquirenti” degli alloggi vanno esaminati caso per caso, come intende fare Renzi con gli obbligazionisti della Banca Etruria; proporrei di incaricare il giudice Cantone di appurare la buonafede o l’incauto acquisto



E allora? Occorre minimizzare il danno, colpire chi ha dolosamente sbagliato, chiedere scusa alla cittadinanza, invocando la clemenza dovuta a chi si trova a svolgere un compito troppo soverchiante per le sue deboli forze o le sue non cospicue capacità. Tutti noi ci dobbiamo sentire un po’ vittime ed un po’ autori o carnefici, in quanto abbiamo troppo tollerato, troppo ignorato, troppo lucrato.



Commento scritto da giorgio mariottini il 05 Gennaio 2016 alle 16:49
I Cinque Stelle,

secondo me

hanno diritto al silenzio sulla cosa

non esistendo m5s al tempo dello stupro.

Ricordo la prima 5stelle apparizione da Zengoni

dove scaricarono ,

giustamente,

le avances di

ogni forza politica,

ringraziando e riconoscendo valore politico

solo a chi aveva fatto,

in passato,

casino per l'Ekomostro.





Commento scritto da nerorosso il 05 Gennaio 2016 alle 17:09
Chi ha partecipato alle manifestazioni del 2007 ricorderà come il movimento ambientalista spoletino era diviso in due "partiti": i partiti, appunto, con le associazioni ambientaliste (Legambiente,wwf, italianostra ecc) che proponevano una lotta istituzionale, con istanze in tribunale, gli incontri col sindaco, le interviste; dall'altro lato gli anarchici, che con poche altre associazioni (Casa Rossa) su tutte, pensavano che bisognasse pensare a forme di lotta più incisive (pensando all'esempio della Val Susa), che l'ecomostro si sarebbe impedito solo con la mobilitazione popolare e non con le udienze in tribunale. Momenti di unità ci sono stati, come il glorioso corteo del 9 giugno dove scesero in piazza 600 persone. Ma le diffidenze sono rimaste: i partiti accusavano noi di essere degli infiltrati, mentre noi rispondevamo che i veri inflitrati erano i politici che facevano presenza solo per la poltrona.

Alla luce dei fatti, lo dico con malinconia e non con presunzione, AVEVAMO RAGIONE NOI. Avevamo ragione 3 volte: in primo luogo, avevamo ragione a dire che i politici erano i veri inflitrati e lo dimostra il fatto che oggi Panfili, Speranza e Profili stiano tradendo le promesse cercando di salvare il mostro; in secondo luogo, avevamo ragione a dire che i tribunali non avrebbero fermato lo scempio, ma le lotte (infatti il mostro sta li mentre 5 di noi sono stati arrestati); infine avevamo ragione a dire che solo con la lotta si poteva fermare lo scempio. E infatti...niente lotta: tanti mostri.

Ma si sa: la ragione è dei fessi


Commento scritto da roberto il 05 Gennaio 2016 alle 21:38
relativismo pratico

dico un assurdità ma l'ecomostro ha prodotto un gioello:

il tuo commento.


Commento scritto da Lupin filosofo il 06 Gennaio 2016 alle 08:42
Ah buttalla in filosofia non condivido il commento di "relativismo pratico" che al di la del nome mi sembra ben poco relativista dato che esalta la legge come dogma. Un relativista dovrebbe sapere che la legge non è mai neutrale ma è espressione delle classi dominanti. Con gli ecologisti e gli anarchici la legge ha bastonato duro, non con i padroni dell'ecomostro, non con gli industriali di santo chiodo, non con i banchieri della bps


Aggiungi un commento [+]
Sicaf Spoleto
TWX Evolution
Lavanderia La Perfetta
Associazione Cristian Panetto
Principe
Bonifica Umbra
Stile Creazioni
Pizzeria Mr Cicci
Spoleto Cinema al Centro
Perugia Online
Aldo Moretti S.r.l.
Supermercati della convenienza offerte speciali
Ristorante Sabatini 'Il Giardino del Corso'
Ferramenta Bonfè
Bar Kiss
Performat Salute Spoleto
Lavanderia La Perfetta
De.Car. Elettronica
Bar Moriconi
Ristorante La Pecchiarda