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Spoleto - Società, 09 Gennaio 2016 alle 14:24:57

In Piazza Garibaldi la nuova struttura di Pronta Accoglienza per i senza tetto

[Commenti]

Una casa per i senza tetto in piazza Garibaldi. La struttura di Pronta Accoglienza è stata inaugurata questa mattina alla presenza del Sindaco Fabrizio Cardarelli, del Presidente del Consiglio comunale Giampiero Panfili, del vicesindaco e assessore al sociale Maria Elena Bececco, dell'Arcivescovo


della diocesi Spoleto-Norcia S.E. Mons. Renato Boccardo e del vicepresidente della cooperativa Il Cerchio Costantino Cacciamani.


Grazie ad un lascito della famiglia Minestrini (all'ingresso della struttura è stata apposta una targa in memoria di Guido Minestrini), il Comune di Spoleto e la cooperativa sociale Il Cerchio hanno potuto avviare un progetto molto innovativo per il territorio di Spoleto, che si avvarrà della collaborazione dell'associazionismo e del volontariato locale, come la Caritas e la Croce Rossa Italiana, presente alla cerimonia con un folto numero di volontari.


La struttura dispone di un totale di 6 posti letto (una camera da letto singola, una doppia e una tripla), tutta l'attrezzatura per la gestione da parte dell'operatore della colazione (cucina con piano cottura, elettrodomestici, dispensa, tavolo, sedie, stoviglie) e 2 bagni.


"Vicino al nome di mio padre - sono state le parole di Laura Minestrini subito dopo la scopritura della targa - aggiungo idealmente quello di mia madre Sandra Palmieri, che ha dedicato al volontariato tutta la sua vita. La nostra non è stata filantropia, è stato un percorso di fede e di amore verso il prossimo".


"Questa struttura è dotata di sei posti letto - ha spiegato il Vicesindaco Bececco - Inizialmente garantirà un rifugio notturno, dando la possibilità alle persone che ne hanno bisogno di avere a disposizione un riparo per la notte. È un risultato molto importante per la nostra città, un segno di dignità e di civiltà".


"La famiglia Minestrini ha dato dimostrazione di grande generosità. Il livello di civiltà di una comunità si misura anche dalla capacità di aiutare i più deboli - ha ribadito il Sindaco Cardarelli - è un impegno che abbiamo assunto fin dall'inizio e che, grazie alla strettissima collaborazione con la Diocesi e con la Caritas stiamo portando avanti con convinzione. Non dobbiamo entusiasmarci troppo per il risultato raggiunto, ma è certo che oggi un piccolo segnale l'abbiamo dato per dimostrare l'amore di questa città verso il prossimo. Ringrazio le forze dell'ordine, che ci sono sempre molto vicine e la cooperativa Il Cerchio, che con la sua collaborazione ha reso possibile l'apertura di questa struttura".


"Questi gesti, anche se piccoli, aiutano a contrastare l'egoismo e la superficialità - ha dichiarato Mons. Boccardo dopo la benedizione - Le parole del Sindaco sono state molto importanti perché questo è un vero segno di civiltà. Non sempre si riesce a fare tutto perché i bisogni sono tanti, però unendo le forze è possibile dare risposte efficaci. La misericordia d'altronde non è un concetto astratto, ma è qualcosa di molto concreto che possiamo toccare con mano: questa struttura è un segno di misericordia".


"Abbiamo pensato questo servizio insieme al Comune di Spoleto, presentando come cooperativa un progetto al Ministero il cui finanziamento permetterebbe di ampliare i servizi della struttura - sono state le parole di Costantino Cacciamani, vice presidente della cooperativa Il Cerchio - Auspichiamo che questa rete collaborativa, di cui ci sentiamo parte, continui a lavorare come fatto fino ad oggi, anche per poter offrire un servizio più articolato che vada oltre l'accoglienza notturna".


 


 



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Commenti (3)

Commento scritto da Cristina MMR Bonucci il 10 Gennaio 2016 alle 15:14
Questa è Spoleto Capitale! Non le mura, seppur meravigliose, che abbiamo! E allora anche se quel titolo e quei soldi non arriveranno dal Ministero dei Beni Culturali, Spoleto sarà comunque Capitale Italiana della Cultura. Spoleto è una città molto piccola e con una popolazione prevalentemente anziana, se la neo-Amministrazione lavorerà bene, anche di concerto con l’Arcidiocesi, la nostra Città può diventare realmente un modello esportabile, e non solo per l’Italia ma in tutta l’Europa. Adesso non morirà più nessuno di freddo a Spoleto e spero che il successivo passo sia quello di non avere più i “senzatetto” e allora la Città avrà vinto davvero. Spoleto può fare questo e la Caritas può divenire il “luogo” della prevenzione e non rimanere più soltanto in quello di emergenza di fronte al bisogno insorto. Questo è il mio augurio alla mia Città e a tutti i concittadini. Bravi!

Cristina MMR Bonucci



Commento scritto da Diogene il 10 Gennaio 2016 alle 16:16
Credo che la nobile iniziativa della Famiglia Minestrini meriti il plauso dell'intera città.

Le parole dette dalla Signora Laura Minestrini arrivano direttamente al cuore.

La Signora all'inaugurazione ha detto testualmente :

" Il gesto non rientra nella filantropia piuttosto in un percorso di fede e amore per il Signore e per il prossimo, per cui sarei felice se oltre al tetto e al cibo, gli ospiti avessero anche un aiuto morale».

Dimostrando così di avere, oltre che una grande generosità , un ammirevole senso civico.


Commento scritto da zorro 50 il 10 Gennaio 2016 alle 22:20
Certo che se anche la Chiesa cattolica mettesse a disposizione dei senzatetto il suo immenso patrimonio immobiliare fatto di conventi vuoti, sale e strutture parrocchiali inutilizzate, case generalizie abbandonate ecc. .invece di trasformarli in hotel a 5 stelle esentasse come succede a Roma e non solo i posti potrebbero essere molti più di 6 anche a Spoleto.


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