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Spoleto - Editoriale, 13 Aprile 2016 alle 07:59:00

Che fine ha fatto Rinnovamento per Spoleto?

Sede chiusa da tempo, direttivo assente, rappresentanza in giunta minima. Sol interroga i suoi lettori [Commenti]


Daniele Ubaldi

Ma dov'è finito il movimento civico Rinnovamento per Spoleto? In giunta, viene da rispondere di getto. Vero, in giunta: anzi, a dirla tutta, a capo della giunta. O no? Non si capisce molto bene, almeno dalla prospettiva di cui si gode da quaggiù. O da quassù, che dir si voglia. Senza dubbio il sindaco di


Spoleto si chiama Fabrizio Cardarelli; senza dubbio Fabrizio Cardarelli è stato eletto nelle fila di Rinnovamento, a capo di una coalizione a due liste e con l'appoggio, mai negato, di Spoleto Vince di Massimo Brunini al secondo turno. Insieme al centrodestra. Più varie ed eventuali. Tutto ciò ha dato origine ad un esecutivo di compromesso, che conta al proprio interno, fra gli eletti in quota Rinnovamento, il solo assessore Angelo Loretoni. Ma il movimento civico dov'è finito?


La sede di via del Mercato, cuore pulsante di iniziative partecipative durante l'amministrazione Benedetti, centrale di diffusione di tutte le azioni consiliari e programmatiche del movimento civico, luogo di incontro e di conferenze stampa, teatro di manifestazioni culturali come presentazioni di libri "scomodi", è stata chiusa all'indomani della vittoria elettorale. Il sito del candidato Cardarelli, un tempo ricco di programmi e progetti, è stato chiuso dopo aver mostrato, per qualche mese, la sola scritta "Grazie" a tutto campo, senza che fosse più possibile leggere il programma della coalizione. Il direttivo del movimento, presieduto dall'avvocato Salvatore Finocchi, non interviene mai pubblicamente su alcuna delle questioni inerenti la vita pubblica e istituzionale cittadina. Anzi, i bene informati segnalano che si sia riunito una sola volta negli ultimi due anni. In pratica non c'è guida politica a sorvegliare l'operato degli eletti. Il controllato manca del controllore. E a proposito di controllore, lo stesso Finocchi, da noi contattato circa un mese e mezzo fa per un'intervista a tutto campo sui primi - quasi - due anni di amministrazione, non ha ancora trovato un minuto per ricevere Spoletonline, oberato com'è da impegni professionali vecchi e nuovi. E che dire degli altri membri "storici" del movimento he per cinque anni ha destabilizzato, vivacizzandola, l'opinione pubblica cittadina? Scomparsi. Tutti. Tutti zitti.


Ovviamente queste colonne rimangono a disposizione di chiunque voglia intervenire, chiarendo in qualche modo le erronee letture che - c'è da star sicuri - filtrano dalle stanze dei bottoni e raggiungono il cittadino comune, quello - per intenderci - che ha votato Cardarelli e Rinnovamento perché avrebbero messo a posto la questione dei bilanci del Festival, avrebbero dimezzato il numero degli Apo, ridotto le dirigenze, cacciato via i fannulloni, favorito l'impresa e l'imprenditorialità turistica, scoperto gli altarini, messo a sistema la città, difeso i più deboli. Magari tutto ciò sta accadendo, solo che non si percepisce con la dovuta chiarezza. Voi lettori cosa ne pensate?



Commenti (14)

Commento scritto da Il Corvo della rocca il 13 Aprile 2016 alle 10:02
L'elezione di questa amministrazione, per come essa è stata composta, sin dall'inizio si è rivelata un pasticcio, e anche per un buon pasticciere che ha buona memoria ricordarsi degli ingredienti del pasticcio, se non li ha trascritti, diventa difficile. L'unica soluzione è di dimenticare questa ricetta e di procedere sperimentandone un'altra: Meno complicata e con meno ingredienti. Sempre con la speranza che riesca a soddisfare le necessità dei cittadini. Che in fondo sono essenziali ma non sono impossibili.


Commento scritto da basilio rapucci il 13 Aprile 2016 alle 13:50
Mi sembra evidente cha l'attuale Amministrazione è figlia di un partito ( PD), ormai senza basi, senza uomini e senza idee, e di una coalizione da scopo sorta ad hoc nel momento dell'ultimo ballottaggio elettorale.

Al riguardo possiamo dire che i benefici maggiori in questa fase li hanno avuti alcuni fuoriusciti del PD, ormai senza spazio nel partito di provenienza, anche loro affamati di potere al pari degli stessi (ex colleghi di partito).

Il giudizio che i cittadini possono esprimere in questa fase, è che in questa legislatura sono stati fatti meno danni che in passato.

Il problema che si pone in questo momento è sulle prospettive, che non ci sono.

Il comitato per Spoleto è tutto impegnato nella gestione ordinaria delle cose, gli alleati principali sono tutti orientati a coprire i gravi errori fatti nel passato, l'opposizione annaspa in una crisi senza fine, lasciando ai soliti personaggi di presentare ad hoc le varie interrogazioni, ed al portavoce di turno di abbaiare contro i vari soggetti che di volta in volta mettono in luce la grave crisi esistenziale dell'unico partito sopravvissuto alle varie e complicate vicende degli ultimi 70 anni di storia nazionale e mondiale.

Quali possono essere le speranze per il futuro?

Purtroppo per noi le prospettive non sono buone.

I fatti quotidiani che ci vengono raccontati, impediscono agli uomini di buona speranza qualsiasi pensiero ottimistico, quindi per la prossima legislatura, siamo costretti ad immaginare un mediocre Cardarelli bis, magari liberato dalle ultime frange del PD, ed animato da uno spirito di rottura con il passato.

Questa è la speranza, ma di solito quello che uno spera non si realizza mai completamente.



Commento scritto da Tralerighe il 13 Aprile 2016 alle 13:59
Che fine ha fatto???? Sta cercando di tappare i buchi lasciati in giro da 50 di sciacallaggio della nostra città!!!


Commento scritto da pinco e panco il 13 Aprile 2016 alle 15:37
E' ormai chiaro che questa amministrazione non ha nulla a che vedere con i propositi iniziali di Rinnovamento e di quella persona intellettualmente onesta e, a suo modo, rivoluzionaria che è Angelo Loretoni. Dal 2009 al 2014 Angelo ha incarnato il sentimento di rivalsa di ogni spoletino, desideroso di scoprire cosa si celasse nei cassetti di chi amministrava. Dalla battaglia sui bilanci del Festival - a proposito, presidente Cardarelli: adesso è tutto in ordine? - fino al buco di bilancio del Comune, Loretoni non è mai retrocesso di un passo rappresentando le istanze di tutti gli spoletini non conniventi con quell'andazzo che da anni domina i processi politico-istituzionali della nostra città. Come dice Rapucci, questa amministrazione è figlia di un partito che ha nome e cognome: non mi stupirei, pertanto, se il candidato sindaco Cardarelli-bis fosse appoggiato proprio da quel partito che oggi finge di fare opposizione. Non capisco cosa ci stia ancora a fare Loretoni là in mezzo. Saluti


Commento scritto da GIOIRGIO il 13 Aprile 2016 alle 16:07
Promesse al vento, incapaci e privi di idee e di un progetto. L'unico scopo era candidarsi contro e non per qualcosa e questo è il risultato. Ci fanno rimpiangere le amministrazioni precedenti.


Commento scritto da Sulla riva del fiume il 13 Aprile 2016 alle 16:32
La fine di Rinnovamento è iniziata in campagna elettorale con la scelta del primo cittadino, non essendo stato l’attuale sindaco, la prima scelta. Fondamentale l’interferenza dei componenti de “I Cento Comuni” (molti di loro futuri candidati di Spoleto Popolare) che misero il veto sul nome del primo papabile che allora usci fuori. Prima spaccatura poi ricucita.

La sede: avevano già deciso che comunque sarebbero andate le elezioni quella sede era costosa e sarebbe stata chiusa per un’altra più piccola, forse. Sembra che alcuni dei fondatori erano morosi delle quote associative a copertura delle spese.

Si potrebbero scrivere fiumi di parole su Rinnovamento ma quello che è più palese che non c’è mai stata l’intenzione e la volontà di fare una vera azione rinnovatrice.

Perché avere una sede, un coordinamento quando se ne può fare a meno. In questo modo non devono rendicontare politicamente a nessuno. Tutti lupi solitari che si radunano in branco solo quando c’è da mangiare.

Peggio se parliamo di Spoleto Popolare, movimento nato in pre-campagna elettorale con una accozzaglia di gente che spaziava dalla sinistra alla destra, mai avuta una sede, un coordinamento, nessun indizzo politico. Tuttologi, arruffoni, improvvisatori senza un minimo di idee, tutti facenti parte della categoria “copia ed incolla”. A differenza dei lupi solitari, di cui sopra, qui siamo in presenza di cani sciolti, i quali non sono avvezzi a stare insieme quindi gironzolano scodinzolando al padrone di turno, cioè chi gli porge un tozzo di pane per tirare a campare.

Ci saremmo aspettati un cambiamento dai consiglieri eletti, uno perché per la prima volta si era rotta l’egemonia della sinistra, due perché molti di loro erano e sono alla prima esperienza e quindi si credeva privi dei vizi del politico.

Le semplici persone in cui avevamo riposto fiducia con il voto, una volta eletti si sono trasformati, hanno avuto una metamorfosi inspiegabile, in men che non si dica si sono uniformati diventando subito navigati politici.

E’ mancato il coraggio di cambiare, innovare, ristrutturare, proporre idee nuove, puntare sui giovani perché fare tutto ciò vuol dire scontentare e quindi perdere consensi e l’appena nato CIVISMO viene fagocitato dai soliti meccanismi .

Aspettiamo fiduciosi in qualche novità che dia una scossa a questo piattume.



Commento scritto da l'onore il 13 Aprile 2016 alle 22:14
Un galantuomo se prende degli impegni li onora!!! costi quel che costi, non lascia "buffi" in giro.


Commento scritto da EX QUALUNQUE PENTASTELLATO il 14 Aprile 2016 alle 09:29
un cittadino ex qualunque ma Pentastellato

in onore ed omaggio al compianto Gianroberto Casaleggio

posso solo provare ad aggiungere qualcosa a quanto espresso da Ubaldi e dai commentatori di cui posso condividere quasi tutto.

Il Rinnovamento per Spoleto grande idea di un gruppo di cittadini aspiranti seri ma impegnati che hanno imbarcato cittadini che hanno finto di condividerne gli ideali che hanno inquinato il risultato anzi hanno indotto sia il presidente Finocchi che l’aspirante Sindaco Cardarelli a fare alleanze ben descritte dai commentatori, che hanno generato non poca confusione, perché alla fine il risultato che ne è venuto fuori “ dichiarare di cambiare tutto senza cambiare nulla” e da qui l’immobilismo e la non chiarezza dei rapporti.

Forse come dice Beppe Grillo

“ non importa essere considerato duro e puro e non gli importa perdere i voti se per vincere si devono fare compromessi con gente compromessa.” E’ SUCCESSO QUESTO A SPOLETO ? forse!?

Alla luce degli accadimenti e le non risposte anche del presidente Finocchi potrebbero essere dovute, ai troppi impegni legali e forse al dubbio di aver imboccato una strada contromano.!?

Si spera per non versare inutili lacrime sulla tomba del compianto fu Rinnovamento, l’avvocato Presidente indica un consiglio e raduni le folle come e sua abitudine di fare, e magari se fosse necessario decidere un passo laterale e con questa azione Rinnovare la presidenza ed il direttivo



Commento scritto da Spirito di Rinnovamento il 14 Aprile 2016 alle 09:47
Forse l’anima o gli ideali del Rinnovamento rispecchiano un po’ gli ideali delle persone che credono nel rispetto della cosa pubblica,

la parità davanti ai giudizi, la qualità nelle decisioni,

la visione futura di una comunità,

e non essere dispensatori di posti agli amici degli amici calpestando le professionalità e meriti.

Ma sopratutto , IL RINNOVAMENTO non era fare accordi con chi hai combattuto per aver ridotto la nostra città in questo stato.

Si dice che il Presidente Finocchi abbia agevolato o consigliato alcune nomine nella giunta comunale MA NON E’ VERO ha solo verbalizzato le volontà di altri.

Si dice che il Presidente Finocchi non abbia indetto riunioni del Rinnovamento NON E’ VERO ne ha fatte tre in due anni, e avrebbe detto che andavano comunicate, ma alcuni si sono opposti.

Si dice che il Presidente Finocchi non abbia favorito o voluto comunicare le attività della Giunta o dei consiglieri NON E’ VERO è stato sempre ostacolato da altri.

Si dice che il Presidente Finocchi non voglia riunire i sostenitori del Rinnovamento per lasciare la presidenza per impegni professionali sempre crescenti NON E’ VERO – Lo sanno tutti che lo ha esternato più volte ma non è stato mai ascoltato.



Commento scritto da Madama Lucrezia il 14 Aprile 2016 alle 10:22
L’articolo di Ubaldi racconta tutte cose vere, effettivamente accadute o in corso. Se si può avanzare un rilievo, Ubaldi rappresenta però il ruolo del medico che raccoglie i dati del quadro clinico, con competenza ed acutezza, ma non risale alle cause della malattia e , quindi , non è tenuto a delineare la cura.

Le cause sono molteplici, alcune remote, altre prossime:

• La crisi irreversibile dei partiti politici, a livello nazionale e locale, che stanno perdendo identità e credibilità; il PD spoletino è allo sbando, commissariato dopo continue beghe interne. Forza Italia (ex PDL) è un ectoplasma di cui si sono perse le tracce (anche a seguito delle note vicende bancarie)

• La Giunta Cardarelli è arrivata a vincere quasi di sorpresa, grazie ai suoi meriti ma, soprattutto, in virtù della desolazione del campo avverso;di qui una qualche impreparazione , una certa mancanza di strutturazione, una carenza di figure aministrative adeguate.

• In tale quadro, si è creato lo spazio per interventi “esterni”, che nascevano come una collaborazione, ma che talvolta celavano una volontà di esercitare il cosiddetto “traffico di influenze” , divenuto celebre negli ultimi giorni.

• Come non ricordare che , degli attuali Assessori, ben tre non sono passati per il vaglio degli elettori (due addirittura erano estranei alla politica, sponsorizzati chissà da chi);viceversa, personaggi eccellenti, come Angelo Musco, sono stati prima dirottati altrove e poi accantonati.

• In aggiunta, il disastroso stato della macchina comunale, con cinque dirigenti indagati o condannati, con un ex Direttore Generale sotto inchiesta, con un livello di produttività tutto da verificare , ha costituito la pietra d’inciampo pesantemente condizionante, come lo era stato per le precedenti Giunte

• Il Movimento Rinnovamento, sorto da un gruppo di volenterosi intorno alla figura di Angelo Loretoni, ha operato con slancio per un lungo periodo, sino al momento in cui, ALL’APPARIR DEL VERO , MISERO CADDE NELLO SCONFORTO . Angelo Loretoni , da solo, autentico capitano coraggioso, sta continuando faticosamente ad arrancare , ma somiglia sempre più a Gino Bartali, solitario e sbuffante sul Galibier.

• Quanto alla cura, il discorso minaccia di farsi lungo; lo riprenderemo presto



Commento scritto da Il Corvo della rocca il 14 Aprile 2016 alle 11:11
Certo è che il Sindaco, "visto il rinnovo che ha saputo apportare", non sfigurerebbe andandosene in giro per la città, con un paio di jeans un po' stropicciati ed una chitarra, per intrattenere i turisti strimpellandogli la canzone di Toto Cutugno, "Un italiano vero", a simboleggiare la classe politica di questo Paese. E anche se il suo suono non è certamente melodioso come quello di "un organetto", rischierebbe ugualmente di fare la sua bella figura.


Commento scritto da il pantano, anzi la pescolla il 14 Aprile 2016 alle 11:53
Il Rinnovamento è defunto, non da adesso, da quando fu scelto come candidato Cardarelli al posto di Loretoni. Punto. Amen.

Ciò che va in scena è il terzo semi-mandato di Brunini, il sommo artefice del disastro, in un gioco delle parti in cui l'opposizione fa finta di farla in attesa di riprendersi il testimone, mentre l'unico rinnovatore sopravvissuto (Loretoni) come già detto arranca.

Mi piacerebbe che Madama Lucrezia sviluppasse l'ultimo punto: la cura.





Commento scritto da Cittadino qualunque il 14 Aprile 2016 alle 14:15
Se proprio vogliamo trarre qualche piccolo bilancio direi che Spoleto è in netta ripresa, se di ripresa si può parlare, però rispetto a qualche anno fa, quando non c'era da raschiare più neanche il fondo del barile, vedo un clima più disteso, sereno, i commercianti meno incazzati, gli spoletini orgogliosi di parlare di Spoleto.

Come dicono tanti sarà l'effetto Don Matteo, io invece credo che sia finelmente farina di una giunta comunale seria e volenterosa, ovvio che i frutti sono solo in fase embrionale perchè riparare 60 anni di casini non è affatto facile (ricordiamoci che Spoleto era ad un passo dal commissariamento).

Lasciamo lavorare la gennte e se il movimento civico non fa più riunioni o presentazioni di libri non credo sia un problema, l'importante è che la gente viene a visitare Spoleto e si complimenta per la gestione, gli spoletini riniziano a mangiare un pò e soprattutto che la città torni a rivestire il ruolo che le spetta.


Commento scritto da madama Lucrezia .2 il 14 Aprile 2016 alle 15:14
Innanzitutto, mi sembra che lo spirito aleggiante nelle parole del lettore “cittadino qualunque” sia quello giusto, anche se un po’ minimalista, nel senso che si contenta di poco, anche se c’è chi afferma che la vera felicità consiste proprio in un atteggiamento di questo tipo.

Ciononostante, trattando di una possibile cura, sarei dell’avviso di fornire alcune indicazioni terapeutiche:



• Necessita, dopo quasi due anni di amministrazione , di predisporre un rendiconto circostanziato delle realizzazioni della Giunta, e non sono poche, illustrando la tragica condizione di partenza, i limiti di un Bilancio ai margini della bancarotta, gli innegabili miglioramenti ottenuti, grazie al Sindaco e ad alcuni Assessori ; l’ex-Sindaco Brunini fece preparare un ricco fascicolo in carta patinata, per sciorinare le sue realizzazioni. Senza arrivare a tanto, bastano alcune pagine in fotocopia , ma chiare.



• Occorre un check-up della Giunta , valutando i risultati, gli insuccessi, le manchevolezze, senza ipocriti infingimenti:

- Se la delega allo sviluppo economico è un termine operativamente insignificante, meglio assegnare un assessorato a qualcuno competente e con disponibilità di tempo, in grado di formulare un programma e di organizzare un piano per obiettivi verificabili

- Se l’Assessorato alla Cultura è effettivamente strategico, l’Assessore DEVE riscuotere la piena fiducia del Sindaco, altrimenti sarebbe meglio pensare ad un interim, in attesa di altre scelte

- Se la figura del Vice-Sindaco è di tipo rappresentativo, va bene come va ora; se deve rappresentare l’alter-ego del Sindaco, la delega ve profondamente ripensata, anche per alleggerire i gravosi compiti del Sindaco

- Se qualche Assessore dimostra di essere l’uomo forse giusto nel posto forse sbagliato, meglio rimescolare le carte ed assegnare l’Edilizia ad un competente, il Personale ad uno pratico, il Bilancio a chi ha tempo per dedicarcisi, e così via.



• Infine, ultimo ma non proprio ultimo, occorre ridare un senso al Movimento Rinnovamento, che ha espresso il Sindaco , dopo un lavoro di anni, in cui ha avuto un importante ruolo il compianto amico Giuseppe Maria Ardizzone, ricostruendo un minimo di struttura, di dibattito di idee, di luogo di discussione e di proposta. Chi se la sente,si faccia avanti.



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