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Spoleto - Dillo a SOL, 06 Maggio 2016 alle 21:40:52

'Credevo ancora nelle favole'

La storia di I., emblema del 'pacca-sulla-spallismo' della politica italiana [Commenti]

Questa è una storia come se ne sentono tante, purtroppo. E' la storia di una giovane, una piccola grande donna di nome I. che, all'età di 26 anni, credeva ancora nelle favole e nell'esistenza di alcuni valori che dovrebbero rendere umana una società. Ma purtroppo le favole esistono solo nella fantasia


dei bambini, come la nostra I. ha avuto modo di imparare. Più di un anno fa tentò di trovare un impiego che le consentisse di vivere, non certo come le principesse, ma almeno dignitosamente e con onestà. Coerentemente con la sua laurea specialistica in Filosofia ed il suo master in Gestione delle Risorse Umane (è bene puntualizzarlo), si presentò ad un colloquio presso un call center dello spoletino. Senonché, al momento di accettare o meno l'offerta di lavoro, con suo stupore apprese che la paga era di 1 euro e 50 centesimi l'ora, più una serie di incentivi alla vendita. Indignata, scrisse un articolo di denuncia al giornale online Tuttoggi, che suscitò lo sdegno dell'allora direttore e addirittura del sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli.


Quest'ultimo, a seguito della pubblicazione dell'articolo, chiamò la giovane per fissare con lei un appuntamento direttamente nel suo ufficio del Comune. Le chiese cosa facesse, quali erano le sue precedenti esperienze lavorative, la sua formazione scolastica, la famiglia eccetera. Insomma, sembrava un vero e proprio colloquio di lavoro. Le disse di essere dispiaciuto, perché conscio della difficoltà che i giovani incontrano nel mondo del lavoro, ma anche che non bisogna mai scoraggiarsi perché prima o poi qualcosa verrà fuori. Le propose un'attività di volontariato presso San Domenico: aiuto compiti ai giovani come lui stesso e sua moglie continuano a fare da anni, ovviamente a titolo gratuito. Nulla togliere al volontariato e tanto di cappello a chi si prodiga in queste attività, ma la giovane voleva e doveva lavorare. Così la congedò con una pacca morale sulla spalla. Insomma, a parte i soldi per il parcheggio, nulla di fatto.


Qualche giorno più tardi la giovane ricevette una chiamata dall'allora presidente della Maran di Spoleto, Nazzareno D'Atanasio, con il quale fissò un incontro presso i suoi uffici. Volle conoscere la sua storia, le fece sostenere un colloquio presso il call center, ma anche lì nulla di fatto. Il suo curriculum venne inserito nella banca dati dell'azienda, senza ulteriori esiti.


Ecco, a distanza di quasi due anni la giovane si chiede: qual era lo scopo di queste persone? Aiutarla? Non crede. Confortarla? Figuriamoci. Un ritorno politico e personale? Quale modo migliore se non diffondere l'immagine di un sindaco che si prodiga a favore della sua cittadinanza e dei suoi giovani? La storia di I. è simile alla favola di Biancaneve quando la strega le offre la mela e lei, convinta che tutti al mondo siano buoni e senza secondi fini, la accetta. Nella fiaba la bella viene svegliata dal dolce bacio del suo principe azzurro, e la nostra I.? Sta ancora aspettando che qualcuno dei suoi "mostri" la risvegli. Shhhhhhh!!! Silenzio... Lei ancora dorme...


Lettera firmata



Commenti (6)

Commento scritto da il cospaiese il 07 Maggio 2016 alle 00:31
Che vuoi commentare, se non il marciume che alberga in questa città. Ridotta così da questi individui, che hanno pensato solo ai cavoli loro.

Una città che non ha più nulla, fabbriche, agricoltura, terziario, sanità.

Debbo forse ricordare:

che il Presidente di CBU è di Trevi, mentre quello di Vus è di Foligno?

che la cantina sociale ha portato i libri in tribunale, mentre la stalla sociale è stata regalata ad un privato?

che un piccolo aumento dei posti letto all'Ospedale di Foligno, porta alla chiusura di Spoleto?

Ed allora di cosa stiamo parlando?Io ad L posso dare la mia solidarietà, ma questa non la fa mangiare!


Commento scritto da falco il 07 Maggio 2016 alle 09:15
Con tutta la mia solidarietà alla giovane I ,posso solo aggiungere che purtroppo la sua situazione non è la sola nel territorio spoletino,

l'interesse promesso del Sindaco è stato palesemente di opportunità personale e,

come dimostratosi ha fatto un altro buco sull'acqua,

i soliti proclami per poi il NIENTE.

Non è nuovo a questi exploit,

ricordate la Cittadella della salute?



Commento scritto da Iolanda il 07 Maggio 2016 alle 10:04
Finché l'economia gira intorno alla politica con le cooperative, municipalizzate, supermercati, banche e agenzie, il lavoro è per chi porta voti al partito di maggioranza, quindi non importa la laurea e il master ma quanti voti porti al partito. In questo modo viene uccisa la meritocrazia dei lavoratori ma anche la possibilità di fare concorrenza alle cooperative e municipalizzate.


Commento scritto da antonella il 07 Maggio 2016 alle 11:40
Sei stata fortunata,tu almeno ci hai parlato....


Commento scritto da nerorosso il 07 Maggio 2016 alle 12:34
La storia di questa ragazza non è una storia isolata ne una storia locale. Alla crisi gli imprenditori, soprattutto in Italia, hanno risposto con ancora più ricatti e ancora più tagli di salari. Per loro la crisi è finita: basta guardare le classifiche suoi profitti delle grandi aziende, tutti in crescita da un paio di anni. Ma ne sono usciti pagandoci sempre meno e facendoci lavorare come schiavi: la domenica, la notte, i licenziamenti facili.

E' una vergogna! (e mi fanno un po' ridere i commenti provinciali di chi dice che questo avviene perché non ci sono spoletini a dirigere la Vus...questo avviene perché c'è il capitalismo)


Commento scritto da Il Corvo della rocca il 08 Maggio 2016 alle 12:04
Più che alla storia di Biancaneve questa vicenda assomiglia a una storiella che aveva l'effetto di far morire chi l'ascoltava e chi la capiva.Tant'è che la persona che la raccontava venne accusata di causare numerose vittime tra i suoi ascoltatori. Alcuni politici, scettici del fatto, a rischio della loro vita, vollero ascoltare pubblicamente quella storiella, rassicurando il narratore che se qualcosa di simile fosse ancora accaduto, egli non avrebbe peggiorato la sua situazione. Dopo tanto insistere il narratore si lasciò convincere e raccontò la storiella davanti al pubblico: Di li a poco morirono tutti, meno che i politici.


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