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Spoleto - Pensieri e parole, 01 Luglio 2016 alle 10:11:09

Festival e Lirico Sperimentale: il punto di vista di Maria Chiara Rossi Profili

La presidente del Tls scrive al 'nostro' Alfonso Marchese

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto:


Gentile Dott. Marchese,


Innanzitutto La ringrazio per le belle parole di apprezzamento sul Teatro Lirico Sperimentale evidenziandone la valenza internazionale. Ritengo opportuno spendere alcune parole in merito alla presunta mancata collaborazione con il Festival dei due Mondi. Il festival è una rassegna complessa e


multidisciplinare mentre il Teatro Lirico Sperimentale si contraddistingue per le attività multiformi finalizzate alla valorizzazione dei giovani artisti lirici. Gli obiettivi sono diversi ma il fine è unico e cioè quello di valorizzare la cultura nel migliore dei modi. Affermazione generica che però si può declinare: fare del Festival di Spoleto il luogo d'incontro del meglio dello spettacolo internazionale, fare del Teatro Lirico Sperimentale il luogo d'incontro del meglio delle giovani voci a livello internazionale. Premesso ciò occorre evidenziare che, occasionalmente, ci sono stati motivi d'incontro e la storia del festival lo può confermare.


Mietta Sighele, Veriano Luchetti e Lucia Aliberti sono le conferme seppur occasionali di questa collaborazione, vincitori dello Sperimentale e poi debuttanti al Festival. Ma la collaborazione si concretizza, anche se in modo non coordinato, anche in altri campi quale quello organizzativo tant'è che i vertici dello Sperimentale sono "nati" al Festival e cullati dallo stesso Sperimentale (oltre che cresciuti professionalmente fuori Spoleto); gli stessi tecnici sono cresciuti nelle due manifestazioni.
Il voler necessariamente trovare delle congiunzioni tra le due entità o comunque favorire la collaborazione "forzata" è a mio avviso negativo. Il bello è la diversificazione e non la omologazione e l'accorpamento. Esperimenti di omologazione culturale ci sono stati e sono stati ambiguamente sollecitati ma non per accrescerne il valore culturale ma solo per ridurne i costi (forse), senza in alcun modo considerare la diversità dell'offerta culturale e le diverse finalità. Esempi anche in Umbria ce ne sono stati, ma mai esaltanti, anzi, purtroppo molto al di sotto delle aspettative.


Un'organizzazione culturale non è una Asl da fondere con un'altra. Concentriamoci più sugli eventuali sprechi e la riorganizzazione per esempio del servizio sanitario che non sugli sprechi della cultura che, se ci dovessero essere, (ma temo di no) sono impercettibili, Più che uno spreco ma un'occasione mancata sono gli oltre 100 tra conservatori musicali e istituti parificati che sfornano diplomati che hanno poco futuro in Italia . In Italia dove non nascono orchestre. Ritengo, pertanto, che è bene che esista e si rafforzi una giusta e doverosa collaborazione d'intenti (promuovere la città e i giovani talenti) ma lasciare che le due manifestazioni fluiscano per il loro corso, nel loro naturale alveo, attente l'una e l'altra a trovare l'occasione di una collaborazione (quando se ne ravviseranno le condizioni) ma evitare restringimenti, argini forzati.


Le forzature, come gli argini di cemento armato, alla lunga producono disastri (Genova docet).
Mai lo Sperimentale potrà competere con la Scala di Milano ma occorre ricordare che per la Scala ha prodotto e produce indirettamente giovani e bravi artisti e così per tutto il mercato culturale dell'opera lirica.


La vetrina del Festival di Spoleto è una vetrina di lusso per lo spettacolo a livello multidisciplinare e interazionale ma non è la vetrina dei giovani cantati lirici e mai lo è stato.
La miglior vetrina e la miglior soddisfazione per lo Sperimentale, con tutto il rispetto per il Festival di Spoleto (e i vertici del Festival lo capiranno), per esempio, è applaudire il debutto alla Scala di Maria Agresta o il debutto di Fabio Maria Capitanucci al Metropolitan Opera House di New York, non debuttare al Festival che, per quanto vetrina di lusso, non è mai stato il teatro della lirica per eccellenza.


Invece, è bello ed esaltante, perché così è stato, che la città e il Sindaco di Spoleto Cardarelli siano impegnati su più fronti; partire per 4 giorni in Giappone a seguire l'entusiastico debutto de La Bohème del Teatro Lirico Sperimentale nel prestigioso teatro di Nagoya con 2500 spettatori colti, preparati e festanti e poi ritornare a Spoleto per l'inaugurazione del Festival dei due Mondi. Questa è sì la forza che ha e potrebbe avere Spoleto, offrire più facce di un unico corpo articolate nel tempo e con pari dignità. Ma con pari dignità anche in termini di risorse economiche locali (banca locale docet). Il Sindaco Cardarelli ha dimostrato questa potenzialità, che è una realtà già da ora, senza argini verso un mare comune.


La forza della cultura è nella diversità. Ed è bene che la diversità sia il punto di forza di Spoleto. Già decenni fa si parlava di far diventare Spoleto la "Cinecittà" del teatro e della musica. Qualcuno ricorda l'intervento del Prof. Claudio Meldolesi al convegno "Spoleto come titolo "? Forse no. Meldolesi argomentò come sarebbe stato possibile in quel periodo ottenere il corso universitario in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo oltre che creare a Spoleto un riferimento stabile per tutte le compagnie di italiane di prosa e non solo fornendo la disponibilità di teatri, spazi prova, laboratori scenografici, sartoria ecc. Un ricordo che potrebbe essere attualizzato e a cui con piacere vediamo ora impegnato l'Assessore alla cultura del Comune di Spoleto Gianni Quaranta.


Infine, in merito allo "sniffare" cultura e occasioni d'incontro interculturali, mi permetto di evidenziare che il Sindaco di Spoleto ha "sniffato" giusto tanto da aver reso possibile sabato scorso un incontro ufficiale tra i vertici dello Sperimentale e quelli del Festival di Cartagena. Un incontro importante, costruttivo con ottime premesse per favorire la formazione di giovani cantanti sudamericani. Una scommessa grande come il "Sistema Abreu." La musica intesa come riscatto sociale e arte.

Nel ringraziare Lei e l'editore per voler dare spazio alla mia lettera, La ringrazio e Le porgo i miei più cordiali saluti.


Maria Chiara Rossi Profili


Presidente del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A. Belli"



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