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Spoleto - Festival: l'album dei ricordi, 07 Luglio 2016 alle 23:44:27

Nureyev, Alfredo e l'imbarazzo

[Commenti]


Alfonso Marchese

Nureyev era tanto bravo quanto attraente e sfrontato. "Agiva d'impulso" raccontava Giancarlo Menotti, alludendo ad un episodio accaduto nella sua casa a piazza Duomo. La dimora del maestro era un via vai di artisti. A tutte le ore della giornata. Il grande ballerino russo era l'ospite d'onore in un cocktail


offerto dal duca, come gli spoletini chiamavano Menotti, in terrazza. Tra i camerieri che servivano gli ospiti ce n'era uno piuttosto aitante. Si chiamava Alfredo ed era di Positano. Uno che fino ad un mese prima aveva fatto il pescatore. Un moro con gli occhi grandi, la pelle abbronzata, i denti bianchissimi e il corpo muscoloso. Insomma, una statua in livrea.


Mentre gli altri conversavano e ridevano, Nureyev fissava quel giovane insistentemente. Seguendolo con lo sguardo felino mentre passava davanti agli invitati reggendo un vassoio in argento carico di bicchieri pieni di champagne. Giunto all'altezza di Nureyev, Alfredo si fermò e non si mosse più. Era come incollato al pavimento. Celava l'imbarazzo e non sapeva cosa fare per divincolarsi dal bellerino russo che l'aveva afferrato per le palle.


"Vicino c'erano l'ambasciatore americano con la moglie e quello italiano negli Usa, Ortona, che conversavano in piedi. Per cui sembrava che quel cameriere volesse ascoltare i loro discorsi. Mi venne spontaneo dirgli: ma che fai lì impalato? E Alfredo, che fino a quel momento era rimasto zitto dissimulando la situazione imbarazzante, sbottava d'un colpo: maestro non posso...mi ha afferrato quel coso lì e il resto della compagnia".



Commenti (10)

Commento scritto da michael g. jacob il 08 Luglio 2016 alle 09:17
Ci sono tante altre storie del festival più degne di essere raccontate, credo. E poi, pensiamo al Vaticano o la Casa Bianca e le storie che si potrebbe raccontare di quei luoghi.

Preferisco, come chiunque, ricordare Nureyev per il suo talento, non per i suoi difetti.

Chi non li ha, scaglia la prima pietra...



Commento scritto da dignità ed educazione il 08 Luglio 2016 alle 10:40
Mike....meno male. Pensavo di essere l'unico a considerare questo corsivo una cafonata di dubbio gusto....


Commento scritto da claudio il 08 Luglio 2016 alle 12:04
Non riesco a capire cosa possa interessare al folto pubbkico di Spoletonline,se il grande Nureyev abbia preso in mano qualchecosa,,,Vi prego di cancellare l'articolo....Sig.r Marchese questa volta Lei e' caduto veramente in basso...si deve semplicemente Vergognare...e deve chiedere scus ala memoria del grande ballerino...


Commento scritto da Pippo il 08 Luglio 2016 alle 12:06
Anche il Vaticano e la Casa Bianca hanno i loro talenti...


Commento scritto da ??? il 08 Luglio 2016 alle 12:18
cronaca del tutto inopportuna, direi imbarazzante e inutile


Commento scritto da roberto il 08 Luglio 2016 alle 15:08
non mi sembra che il sig. Marchese abbia raccontato qualcosa avvenuto all'interno di una camera da letto e vista spiando dal buco della serratura.

Non mi sembra nemmeno che venga messa in discussione la bravura di Nureyev si è raccontato un episodio di quel Festival e di uno dei suoi grandi protagonisti.

Quanta seriosità!





Commento scritto da panaro il 08 Luglio 2016 alle 15:43
questa storia non mi e' nuova l'avevo gia' letta,.....rende Nureyev umano con qualche difetto riconoscendogli il grande talento



Commento scritto da max il 08 Luglio 2016 alle 15:55
non è stata minimamente scalfita la bravura ed il merito di Nurejev.



Commento scritto da ??? il 08 Luglio 2016 alle 17:10
la vita privata e pubblica di Nureyev, come di moltissimi altri artisti di ogni epoca, è costellata di capricci, stravaganze, libertà ed episodi ben più scabrosi di quello riportato

nessuno se ne scandalizza, ci mancherebbe

però, non se ne dispiaccia Marchese, e senza togliere nulla al suo talento, lei non è Saint Simon, mentre Nureyev è Nureyev

se avesse contestualizzato la ragione del raccontare, se avesse avuto l'accortezza di premettere al pezzo che è parte di un suo libro, (della cui esistenza e pubblicazione il lettore di questo giornale non è tenuto a sapere), l'avremmo preso per quello che è

poi naturalmente ognuno è libero di apprezzare o meno l'aneddoto, se così vogliamo chiamarlo, e ciò rientra nelle libertà sacrosante del lettore, come lei ben sa







Commento scritto da w.il festival di Menotti il 08 Luglio 2016 alle 18:03
Egregio Marchese, il più delle volte ho apprezzato la sua ironia verso l'attuale gestione della cosa pubblica spoletina Ma il suo libro, che fu ufficialmente sponsorizzato dalla Banca Popolare di Spoleto ( quella dell'epoca del "dominus" e dei suoi vari feudatari e vassalli) , non mi è mai piaciuto. E per un motivo molto semplice: banalizza e riduce purtroppo Menotti ed il Festival a soli episodi di gossip, talvolta ineleganti. Mi associo quindi a Mike Jacob e agli altri commentatori. Certo, il Due Mondi fu anche la sregolatezza di alcuni personaggi , fu gossip, pettegolezzo. E il Festival dell'epoca d'oro scandalizzò più volte, con gli stessi spettacoli rappresentati, la morale bacchettona e la politica democristiana di allora. Ma pensi ai livelli d'arte e di sperimentazione che a Spoleto si toccarono ben 60 anni fa ! A confrontare quegli eventi con le edizioni odierne e gli uomini di quel Festival con quelli di oggi, non può non venire in mente il noto aforisma di Bernardo di Chartres, poi ripreso da vari pensatori e da ultimo dal grande Umberto Eco :" SIAMO NANI, SULLE SPALLE DI GIGANTI".

Con la S, Marchese, per carità, non fraintenda.


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