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Spoleto - Agorà - Spazio Libero, 07 Settembre 2016 alle 12:01:32

Viva la superficialità

Una riflessione post-sismica


Antonio Attinà

Anche i terremoti ci mettono difronte alla triste realtà di un Sistema Paese, dove assume sempre più
rilevanza la superficialità nell'affrontare i problemi. L'ultimo evento sismico ha fatto crollare edifici ritenuti sicuri. Anche edifici di recente costruzione, il cui cemento è risultato con prevalente presenza


di sabbia. Sorge allora l'esigenza di accertare le responsabilità dei vari soggetti, artefici di tali opere: il progettista, il direttore dei lavori, l'impresa o imprese esecutrici, il collaudatore e il funzionario pubblico con il compito di vigilare. Lontano da me l'intenzione di assumere le vesti di giudice, ma vorrei rivolgere un invito a riflettere su tali tristi eventi, per non far prevalere la superficialità (a maggior ragione la corruzione), esigendo un rigore nel rispetto delle regole di costruzione di opere pubbliche e abitazioni.


Quando si verificano questi tristi eventi siamo tutti presi dalla compassione per le vittime e
dall'indignazione per i fatti di cronaca che portano alla luce presunte irregolarità, rilevante causa di crollo. Personalmente, sono portato a riflettere anche su dei comportamenti cui ho dovuto assistere nella realizzazione di opere pubbliche di mio particolare interesse, giungendo alla conclusione che anche il mio territorio di residenza anagrafica fa parte di questa prevalente superficialità. Non ci resta che raccomandarci al padreterno per non essere future vittime.


La mia indignazione l'ho dovuta dimostrare nella realizzazione delle opere d'urbanizzazione relative alla lottizzazione di cui fa parte la mia attuale abitazione, il cui inizio è stato nel mese di dicembre dell'anno 2000. Nel rispetto della Convenzione, per mezzo della quale il Comune assegnava ai privati lottizzanti il compito di realizzare tutte le opere entro il termine di tre anni dal rilascio della prima concessione edilizia abitativa, il fine cantiere si sarebbe dovuto denunciare entro la data del 31 ottobre 2003 (rilascio della prima concessione 31 ottobre 2000). Alla data odierna le opere risultano ancora parzialmente realizzate, parzialmente ritenute regolari anche dall'apposito ufficio urbanistica comunale e non ancora prese in caricodal Comune, seppure la legge stabilisca che la Convenzione non può avere efficacia per una durata superiore a dieci anni dalla data di stipula. La Convenzione è stata stipulata nel mese di luglio dell'anno 1999.


Rivolgendo lo sguardo sullo stato di realizzazione di tali opere, oltre al pessimo stato dei marciapiedi sorge la meraviglia di veder crescere sulla strada comunale (via Piersanti Mattarella) oltre a varie specie di piante anche qualche albero. Qualcuno dovrebbe spiegare se è possibile che sul cemento possano prendere possesso le radici arboree.


In definitiva, anche i terremoti ci fanno capire che dobbiamo pretendere il massimo rigore nel rispetto delle regole da parte di funzionari pubblici, progettisti, imprese, direttori dei lavori e collaudatori. Quando assistiamo alla realizzazione di un'opera pubblica, pensiamo che stanno impiegando i soldi delle imposte che siamo obbligati a corrispondere. Sarebbe nostro dovere procedere al controllo di come vengono spesi i nostri soldi. Una speranza in tal senso ce la fornisce la recente riforma della Pubblica amministrazione, che consente il diritto di accesso a qualsiasi atto amministrativo.



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