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Spoleto - Editoriale, 15 Settembre 2016 alle 17:03:11

Rinnovamento non c'è più: perché resta ancora Loretoni?

L'assessore ai Lavori Pubblici è l'unico anello di congiunzione tra il progetto civico originale del 2009 e l'attuale amministrazione. Cos'è che lo tiene ancora in giunta? Spoletonline chiede un'intervista al primo candidato sindaco di Rinnovamento [Commenti]


Daniele Ubaldi

C'è stato un tempo, circa sette anni e mezzo fa, in cui un gruppo di "benpensanti illuminati" locali, per così dire, decise di dar vita ad un soggetto politico cittadino dal nome che racchiudeva in sé il programma: "Rinnovamento per Spoleto". Era la primavera del 2009, la città si avviava a chiudere il decennio di


giunte Brunini, periodo durante il quale i partiti di centrosinistra - a cominciare dall'allora Pds e poi Ds - si erano progressivamente svuotati della loro centralità, investiti dalla personalità del "Leader Massimo", a fronte di un centrodestra cittadino sempre più specialista del "giocare a perdere", purché non si intaccassero certe rendite di posizione.


Spoleto era avvolta in una cappa di apatia politica, che di lì a poco tempo - malgrado gli imminenti scossoni - avrebbe visto salire a Palazzo Comunale il già assessore e poi vicesindaco Daniele Benedetti, vittima designata - poco reattiva o forse poco capace - delle mille e una trappola lasciate in eredità da chi lo aveva preceduto. Ma quel tempo, quella primavera del 2009, segnò l'inizio di un progetto di cambiamento che definire ambizioso è riduttivo. Il candidato sindaco di allora, Angelo Loretoni, portò una ventata di novità, entusiasmo e desiderio di trasparenza mai provati prima nella storia recente di Spoleto. L'uomo dell'"apriremo tutti i cassetti" sfiorò l'impresa per poche centinaia di voti, ponendo seriamente le basi per un quinquennio di opposizione ferrea, tenace e soprattutto inedita, una semina durata cinque anni che ha dato i propri frutti a giugno 2014.


Ecco. Giugno 2014. E' stato quello un tempo, poco più di due anni fa, in cui la gente di Spoleto ha salutato con gioia e speranza la vittoria della coalizione facente capo a Rinnovamento. Si pensava - anche queste colonne, per la verità, lo avevano creduto - che un vento di cambiamento avrebbe fatto bene all'intero panorama politico locale e - perché no? - regionale. Una persona seria, come il professor Fabrizio Cardarelli, avrebbe proseguito di certo - insieme a una squadra di lavoro "sul pezzo" - il percorso cominciato dai banchi dell'opposizione. Bene.


Peccato che non era vero niente. La sede di Rinnovamento, punto di incontro con i cittadini e con la stampa, ritrovo del direttivo, teatro per iniziative culturali, luogo di condivisione di idee e programmi, è stata chiusa il mese successivo alla vittoria elettorale. Il programma di Rinnovamento per Fabrizio Cardarelli sindaco è scomparso dal sito ufficiale del candidato, sostituito da un "grazie" a tutta pagina. Dopo qualche tempo è scomparso del tutto anche il sito. Non solo. Dal suo insediamento la squadra "di lavoro" del sindaco Cardarelli non ha prodotto nulla di apprezzabile. Del famoso Piano regolatore generale in riduzione, sbandierato ai quattro venti in campagna elettorale, non si è avuta più notizia. Voci bene informate, anzi, sostengono che non ci sarà alcuna riduzione, e che i proprietari dei terreni divenuti edificabili non potranno ottenere il ritorno alla condizione agricola, con tutto ciò che fiscalmente ne consegue. Il riordino del personale si è ridotto ad un sostanziale gioco delle tre carte per i dirigenti, che ha portato ad escluderne due e a promuoverne un altro - tra l'altro pregiudicato per abuso edilizio - nell'area dei Lavori Pubblici. Il numero delle Apo, giudicato - a ragione - troppo alto ai tempi dell'opposizione, è rimasto invariato se non addirittura aumentato. Dei conti del Festival, per vedere i quali Rinnovamento era arrivato a citare la Fondazione davanti al giudice amministrativo, ora che Cardarelli è sindaco e presidente di Fondazione non se n'è più parlato. E ancora: il famigerato "buco di bilancio", che si pretendeva ammontasse a quasi 20 milioni di euro, si è rivelato essere una sofferenza fisiologica peraltro comune ad altre mille amministrazioni comunali italiane. Ciononostante, è notizia recente, dopo essere "campata" per due anni sul conto dell'ex assessore Zualdi e quindi della giunta Benedetti, l'amministrazione Cardarelli non riesce a chiuderne uno suo, di bilancio, al punto che i revisori dei conti hanno intimato all'esecutivo di reperire un milione e 200 mila euro entro la fine di settembre attraverso tagli sostanziali, tagli che appaiono impossibili da individuare.


E arriviamo al "qui ed ora". Ad oggi è ormai evidente che mancano idee, competenza, in alcuni casi conoscenza del funzionamento dell'ente e, in altri, educazione civica, vale a dire consapevolezza e rispetto dei distinti ruoli istituzionali. Se n'è accorto persino il Partito democratico che, preso com'è dalle sue annose beghe interne nazionali, regionali e locali, per quasi due anni ha osservato l'amministrazione Cardarelli dai banchi dell'opposizione senza battere ciglio, vittima della propria apatia politica. Se n'è accorto, finalmente, il Pd; e ora lancia strali all'indirizzo dei "dilettanti", come li ha autodefiniti il capogruppo di Rinnovamento in consiglio comunale, consigliere comunale con delega allo Sviluppo economico (?), Zefferino Monini.


Ed eccola, allora, la notizia: il Rinnovamento non è più tale. Basta dare uno sguardo alle persone che amministrano la città per accorgersene. Diversi personaggi competenti sono stati estromessi dalla gestione della cosa pubblica. Uno su tutti? Angelo Musco, fatto dimettere da consigliere e poi accompagnato gentilmente all'uscita, dopo dodici mesi di bagnomaria all'Ase. Alcuni punti nevralgici dell'amministrazione restano in mano a persone che nulla hanno a che vedere con Rinnovamento, ma che sono espressione di altre realtà e volontà politiche, in molti casi afferenti a quel "vecchio andazzo" che proprio Rinnovamento, nel 2009, si era impegnato a sovvertire.


Insomma, senza farla più lunga: Rinnovamento per Spoleto ha subito un'azione "xenomorfa", per dirla alla Ridley Scott; vale a dire una riproduzione/riciclaggio politico parassitario in perfetto stile "Alien", con un soggetto - appunto - alieno che si è impossessato del corpo di un altro, utilizzandolo a proprio uso e consumo. Al punto che adesso, se si guarda intorno, dei padri fondatori del movimento civico non resta che il "povero" Angelo Loretoni, mai domo assessore ai Lavori Pubblici.


E allora l'invito di Spoletonline è rivolto proprio a lui, proprio a Loretoni: perché non rassegna le dimissioni e non esce da un gruppo di lavoro che non ha più nulla a che vedere con le idee e i propositi del 2009? Cos'è che lo tiene legato alla poltrona di assessore comunale? Non certo 800 euro al mese, che per un dirigente in pensione come Lei non rappresentano una necessità. Spirito di servizio? Responsabilità politica? Dica, Loretoni, dica a Spoletonline e agli spoletini se era l'attuale, assoluta mancanza di risposte, di trasparenza, di idee programmatiche, di identità politica che Lei auspicava quando, nel 2009, ha cominciato la Sua avventura civica al servizio della città.


Sarebbe molto interessante avere Angelo Loretoni ospite di Spoletonline, per porgli queste ed altre domande relativamente al futuro di Spoleto e del suo territorio, alle differenze tra la linea politica originale di Rinnovamento e quella attuale tenuta dall'amministrazione Cardarelli, oltre che alla madre di tutte le domande: cosa ci fa ancora Lei in quel gruppo dirigente?


E' facile ipotizzare che neanche un tipo come Angelo Loretoni, persona senza peli sulla lingua e propensa a parlare di tutto, concederà mai un'intervista del genere. Tuttavia la speranza rimane.



Commenti (6)

Commento scritto da paladino il 15 Settembre 2016 alle 18:57
Complimenti Direttore, ha fatto un'analisi perfetta 1


Commento scritto da Comitato 19 giugno il 15 Settembre 2016 alle 18:59
Anche noi, che lo stimiamo e he lo abbiamo votato desideremmo conoscerne il pensiero con la speranza che non abbandoni la politica.


Commento scritto da il tafano il 15 Settembre 2016 alle 19:03
Questa gente si è fatta in quattro per essere eletta e poi dopo un paio di anni non sa che fare.

Non ci sono i soldi e abbiamo ereditato un comune disastrato.

Con queste poche parole amministrano la città.

E' vero ! Ma non può essere la causa di questa inerzia e POLTRONERIA.

Ora quando si sono candidati non lo sapevano?

Se sì, sono politicamente falliti.

Se no, sono politicamente falliti.

Un consiglio tornate a lavorare, e permettete a noi di tornare a votare.

Magari inventatevi al TSV cosi le votazioni le paghiamo noi.


Commento scritto da Un rinnovatore perplesso e dubbioso il 15 Settembre 2016 alle 19:20
L’articolo di Daniele Ubaldi, ultimo di un rosario di osservazioni critiche ( con qualche ragione) apparse su SOL nei tempi recenti, dalla caparra di Piazza d’armi alla nomina eventuale di un portavoce comunale, da varie spiacevoli evenienze cittadine alle difficoltà amministrative, di bilancio e di gestione, segnala che il clima attorno all’Amministrazione Cardarelli sta cambiando ed i giornalisti, come è giusto , svolgono il loro ruolo di misuratori della temperatura. Escludo che tentino di farla salire con qualche sotterfugio, come si faceva sotto le armi sfregando il termometro sulla maglia di lana.

In realtà, Ubaldi ha molte ragioni, ma non affronta la causa principale, gli sfugge l’eziologia della malattia:

• La politica non ha più un meccanismo di selezione del personale amministrativo , per cui il dilettantismo , il lobbismo, l’esibizionismo, in qualche caso un sano desiderio di impiegare il tempo libero, determinano la discesa in campo di politici di complemento, invogliati dalla effimera notorietà, dal precario esercizio del potere, dal problematico ritorno d’immagine che conferisce la nomina ad un incarico di pubblica amministrazione.

• Questa situazione è in gran parte dovuta al sostanziale monopolio di potere esercitato per sessanta anni dalla sinistra, che ha impedito la crescita di valide alternative, salvo rare eccezioni, che infatti vengono prontamente individuate e prese di mira ( vedi il trattamento verso Angelo Loretoni e , prima, verso Angelo Musco; fosse il nome angelico che non è gradito?)

• In effetti, quando una “rara avis” cerca di fare qualcosa di costruttivo, la domanda parte in automatico: chi te lo fa fare? Perché non te ne vai? Se non ci fossi tu, tutti gli altri farebbero senso. A prima vista, sembrerebbero anche quesiti ragionevoli, ma in realtà nascondono un machiavellismo di tipo renziano , in base al quale si tende a salvarne uno per sotterrare tutti gli altri, in sostanza per affossarli tutti

• Nella deteriore logica politica che oramai ci inquina da ogni lato ( avete mai visto un Presidente della Commissione Sorveglianza e Garanzia che si dimette per motivi interni al Suo partito?Si è forse dimenticato che ha ricevuto centinaia di voti, lui sa da chi, per amministrare, e non per svolgere le primarie PD tra l’Alta Marroggia e San Giacomo),c’è spazio per ogni polemica, per ogni colpo sotto la cintola, per ogni filippica politicamente corretta

• Però, una domanda ci afferra al petto: è mai possibile che tutto ciò sia casuale, che sia sorto per forza spontanea, per una deriva benpensante, per un sussulto di senso civico, e non sia invece il risultato di un preciso, intelligente, lungimirante, disegno politico, studiato a tavolino da qualche

“grande vecchio” e portato avanti da qualche “giovane turco”, con il contorno di un cotè di personaggi mossi da interessi vari?

• Infine, è vero che Rinnovamento appare come un retaggio del passato, oramai agli sgoccioli, ma era anche inevitabile, visto che l’ultimo dei mohicani è ancora il solito Angelo Loretoni, e da solo “nun gliela po’ fa’”; si è verificata una sostituzione di rappresentanza, per cui ciò che doveva essere bianco si è rivelato nero (talvolta di colore neutro oppure MISTO)



Ben venga quindi l’intervista a Loretoni, se servirà a chiarire qualcosa, ma io proporrei anche di intervistare altri personaggi, sia spoletini che valnerinesi, sia politici che no.



Commento scritto da Mario Arcangeli il 16 Settembre 2016 alle 08:31
Bravo Ubaldi che ha fatto la cronistoria della situazione attuale del Fu Rinnovamento e poi hanno seguito anche commenti interessanti

Da come scrivi si potrebbe dedurre che chi non risponde e non dimostra nessuna voglia di perseguire il PROGETTO CIVICO è il nostro Sindaco.

Forse troppo impegnato, forse non è riuscito a fare una squadra vera e propria nella Giunta. O forse sta lavorando sodo per dare le risposte che tu con il tuo articolo solleciti.

Io mi auguro e spero per Spoleto che non debba lui rispondere al condizionamento degli EX Sindaci che sono quelli per cui il Fu Rinnovamento era sceso in campo per allontanarli dalla cosa pubblica. C'è SOLO DA SPERARE ED ATTENDERE



Commento scritto da un socio il 16 Settembre 2016 alle 13:04
Be forse qualcosa questa amministrazione l'ha fatta.

A messo in mezzo ad una strada sette persone.

Si! Tutti gli operatori della piscina F PALLUCCHI.

In una Spoleto che sta morendo culturalmente, socialmente, economicamente, queste SETTE persone sono quelle che per trenta ( 30 ) anni hanno fatto funzionare l'impianto natatorio spoletino, quelli che portavano in piscina tutte le scuole elementari del comprensorio, grazie al progetto nuoto con la scuola, sono quelli che portavano in vasca circa ottocento persone al giorno bambini e adulti, dalle 8 alle 23.

Quelli che spesso hanno tirato fuori i soldi per le manutenzioni, anche per quelle che non erano, loro, spettanti.

Si! La giunta Cardarelli è riuscita ha metterli in mezzo alla strada lasciando l'impianto natatorio ad una cooperativa di Bastia, per 20 anni, con i soldi degli spoletini.

grazie Grazie per la riconoscenza dimostrata per questi trenta anni di lavoro

Grazie per la tranquillità con cui ci avete fatto lavorare in questi anni.

Grazie per la tranquillità che avete trasmesso alle nostre famiglie

Grazie per la vostra inarrestabile voglia di risparmio (sulla nostra pelle) vi fa onore

Grazie per averci fatto capire che lavorare onestamente e modestamente non serve.

Grazie per averci svenduto

Grazie anche a tutta la giunta e a tutto il consiglio comunale

E per ultimo un grazie ai cittadini di Spoleto che si ricrederanno e vi manderanno a lavorare.

un ex socio della COOPERATIVA GESTIONE CENTRO SPORT SPOLETO.







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