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Pensieri e parole, 07 Dicembre 2016 alle 22:10:37

NATALE, FUTURO SEMPLICE


Federica Mancinelli

"Andiamo avanti, sempre c'è un futuro. Guardare sempre avanti. Avanti, coraggio, e aiutarsi gli uni e gli altri. Si cammina meglio insieme, da soli non si va. Avanti!". (Papa Francesco - Amatrice, 4 ottobre 2016). "Non ci sono parole..." "No, Federica, ci sono rimaste solo quelle". Questa pagina


dovrebbe forse rimanere bianca. E lasciare che sia il silenzio a parlare. Perché esso può portare frutto. E perché la lingua certe cose non sa spiegarle. Ma le distanze, in grandi tempi e spazi, possono essere colmate solo da una cosa: le parole, appunto.


Da un sogno interrotto di una notte di fine estate le parole sono state il mezzo per trasmettere vicinanza da lontano. Sono state consolazione quando gli sguardi non erano possibili. Le parole ogni giorno fanno viaggiare informazioni, sono esse a popolare di senso l'etere che unisce persone altrimenti abbandonate, dentro. Le parole sono i passi che non possiamo fare e le mani che non possiamo dare.


Natale è una festa silenziosa, il rumore che lo circonda è effimero. Lo sappiamo bene, ora ne cogliamo più l'essenza: l'Incarnazione povera di Dio. Forse quando Dio ha immaginato di farsi piccolo, di farsi fragile, senza casa, senza riparo, senza vestiti, non pensava al presente. Dio pensava al futuro.
Pensava che un giorno migliaia di persone avrebbero sentito ridursi le distanze con popoli interi da anni senza casa, senza cibo, senza presente e forse senza futuro. E non per forza naturale, ma per violenta debolezza umana. E avrebbero capito che, a pochi metri da se stessi, centinaia di persone sono ogni giorno senza casa, senza cibo, senza presente e forse senza futuro. E non per misteriosa congiuntura della storia, ma per comune indifferenza.


La ricchezza delle nazioni non consiste solo in risorse, denaro e transazioni. Essa esiste in emozioni, in relazioni, nella cura. Cose semplici, come il futuro. Veri beni di scambio, non materiali, per ciò essenziali.


Il regalo allora è quello di esserci, scambiando le parole dell'essenza, che passano per la condivisione, attraversano le occasioni, anticipano la rinascita, trasformano le comunità, traducono il futuro.
A Natale, soprattutto. Quando Dio, in silenzio, ci dona parole profonde.
Se sono essenziali, per chi le dice, per chi le ascolta, le parole rimangono.



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