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Pensieri e parole, 10 Dicembre 2016 alle 17:16:05

Ha voluto che da morto Indossasse la tuta dell’Inter

[Commenti]


Alfonso Marchese

Originale. Anche da morto. S'era raccomandato con moglie e figlie di vestirlo con la tuta della sua Inter. Quasi che il trapasso fosse una trasferta. La sua volontà è stata eseguita come lui avrebbe desiderato. Sandro Morichelli, decano del giornalismo spoletino e personaggio di spicco, ha perso ieri mattina la


 sua partita con la vita. Fino all'ultimo non s'era rassegnato a convivere con una malattia che riduceva il suo orizzonte esistenziale. Il giorno della votazione per il referendum sulla riforma costituzionale aveva preteso che venisse accompagnato al seggio. Non poteva ammettere una sua diserzione per impedimenti fisici. Così è entrato nella cabina elettorale e poi ha voluto lui stesso deporre la scheda nella fessura del contenitore. Senza alcun aiuto. Era una sfida dell'orgoglio che non l'aveva mai abbandonato. Pur sentendo le forze venirgli meno, faceva sforzi da gigante per compensare con la volontà l'indebolimento della sua tempra.
Sandro Morichelli è stato un'icona della cultura spoletina. Parlava a braccio speditamente in ogni incontro pubblico in cui veniva invitato. Il raggio delle sue conoscenze era piuttosto ampio: dalla musica al teatro, al balletto, alla pittura, al calcio. L'elenco delle sue amicizie era chilometrico. E il numero delle sue fonti, come corrispondente del Tempo di Roma prima e del Corriere dell'Umbria poi, incalcolabile. Arrivava sulla notizia in anticipo con la concorrenza. Le coloriture erano una sua forza.
Il mondo del calcio l'aveva sedotto. Era osservatore tecnico per conto dell'Inter, segnalandone i talenti. A differenza di tanti procuratori che si sono arricchiti commerciando in giovani promesse del calcio, Sandro Morichelli ci aveva rimesso di suo con pranzi e cene per gli atleti a proprie spese. La Bacigalupo era per lui il giardino in cui coltivare i fiori più belli del calcio nostrano.
Il calcio era una delle sue tante passioni. Sandro Morichelli si occupava, tra le altre cose, di critica d'arte. L'ultima sua apparizione in veste di critico e storico locale fu ad una mostra antologica di Sergio Bizzarri. E nel suo intervento fu impeccabile come sempre. Riscuotendo attenzione e consensi.
Era anche un personaggio ameno. Di quelli che amano godersi la vita. La bellezza non gli faceva certo difetto. Tant'è, come lui stesso a volte amava raccontare con una punta di malcelata vanità, di essere stato scelto come controfigura di Marcello Mastroianni in un film che si stava girando a Spoleto. Fu lui ad accompagnare una conturbante Brigitte Bardot, all'apice del successo, in una gita al lago di Piediluco. Lasciando con la bava tanti ammiratori dell'attrice francese e inviati di grossi giornali italiani e stranieri.
Fu animatore delle notti festivaliere, quando nei primi anni di vita del Festival dei Due Mondi si tirava sino all'alba tra feste e cene. Giancarlo Menotti era affascinato da questo giovane spoletino, scanzonato e attrezzato culturalmente. E Sandro faceva di tutto per meritarsi il giudizio lusinghiero del maestro. In quell'universo fatato, pieno di bellezze ma anche di tanta falsità, Sandro Morichelli ebbe la forza di non smarrirvisi. L'àncora della sua vita, come confidava agli amici, era la famiglia.
Viaggiò tanto. Il nord Europa lo visitò da cima a fondo. Gli inviti di ospitalità fioccavano di anno in anno, complice come al solito il festival.
Anche la sua attività di giornalista e scrittore è stata intensa. Non prendeva sottogamba nessuna spifferata. Se poi si rivelava falsa o inconcludente, lui aveva il tatto di non rimbrottare il suo informatore della gran sola che gli aveva dato suo malgrado. Era una questione di rispetto. E Sandro sapeva trattare con garbo tutti coloro che avevano con lui un rapporto di amicizia o di semplice conoscenza.
Con Sandro Morichelli se ne va uno dei capitoli centrali della recente storia spoletina. E' stato un personaggio autentico, che ha lasciato la sua impronta. Chi non lo ricorda con il sorriso franco, che spandeva allegria attorno, sostare a Piazza della Libertà o seduto al bar degli Artisti, a Piazza del Mercato, impegnato in una partita a scopa o a tresette?
Sembrerà incredibile, ma vedere Sandro irrigidito sul letto pare una beffa. Forse perché l'uomo apparteneva a quella categoria di persone che non ci si immaginano da morte. La trovata della tuta dell'Inter è stata geniale: un commiato scherzoso e passionale.


 



Commenti (4)

Commento scritto da Signor Smith il 10 Dicembre 2016 alle 23:43
Grazie a Marchese per questo suo ricordo che ci toglie dall'imbarazzo di "quasi" sminuire il professionista Morichelli, ricordando anche il "personaggio ameno".


Commento scritto da CLAUDIO il 11 Dicembre 2016 alle 00:59
Grazie di averlo ricordato,anche i San Giacomesi lo ricordano con tanto affetto,chissa' quante volte e' venuto nella sua Piccola Parigi, nel bellisssimo casale di via Norvegia (luiogo di villeggiatura della famiglia Morichelli),a trovare la sorella Francesca.


Commento scritto da Franco Lucisi il 11 Dicembre 2016 alle 22:55
Grande Sandro.. fino alla fine.. una persona a cui ho voluto bene.. la sua cultura.. il modo di intrattenere.. li porterò sempre con me, flash indelebili e concetti di vita .. grazie di cuore


Commento scritto da MASSIMO PIZZOTTI il 12 Dicembre 2016 alle 09:08
invio le mie piu' sincere condoglianze a tutta la famiglia per la grave perdita ricordandolo, oltre come uomo di cultura, anche quando partecipava alle feste danzanti in quel di Bazzano mettendo in mostra le sue doti di ballerino.


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