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Sisma, 13 Dicembre 2016 alle 21:54:54

Terremoto e ansia: i consigli dello psichiatra


Raffaele Garinella (*)

Il terremoto è un evento pericoloso, che non possiamo controllare perché non è possibile riuscire con esattezza a prevedere il momento e il luogo in cui si verificherà. I sentimenti predominanti di fronte a queste situazioni sono ansia, rabbia, frustrazione e paura. L'ansia si genera quando ci troviamo davanti


ad un potenziale ed ipotetico pericolo per la nostra incolumità mentre la frustrazione si sviluppa nel momento in cui prendiamo coscienza che il terremoto è un evento che sfugge al nostro controllo, alle nostre previsioni.


È come se fossimo in balìa dello stesso, prigionieri del dove, del come e del quando si manifesterà. Tutto questo genera rabbia perché troppo grande è il senso di impotenza che proviamo. L'esposizione ad un evento traumatico e stressante come un terremoto, vissuto in prima persona o come testimone, può portare alla insorgenza di un disturbo da stress post-traumatico (DSPT). Il DSPT può manifestarsi in qualunque fascia d'età anche se colpisce maggiormente i giovani adulti con una prevalenza per il sesso femminile. Il principale sintomo del DSPT è la "riesperienza" del trauma che consiste in un insieme di ricordi e sensazioni, realistici ed intensi, che provocano nel soggetto la sensazione di rivivere il trauma, l'evento catastrofico. Altri sintomi molto importanti sono l'appiattimento affettivo, l'isolamento sociale, la perdita di interesse e/o piacere per le attività quotidiane, ansia, paura, rabbia, tensione emotiva. Si parla di DSPT quando la sintomatologia persiste per almeno un mese e compromette in maniera significativa le attività quotidiane. La diagnosi iniziale corretta rappresenta il primo passo per procedere alla risoluzione del disturbo. Il primo approccio al paziente è rappresentato dalla terapia cognitivo comportamentale che mira ad aiutare il paziente nella elaborazione del trauma vissuto e delle emozioni provate. Può essere supportata dalla terapia farmacologica mediante ansiolitici, antidepressivi e stabilizzatori del tono dell'umore. Il percorso terapeutico deve cominciare il prima possibile; bisogna pertanto evitare che la sintomatologia iniziale ponga solide fondamenta per il distinguo stesso.


I consigli che possiamo fornire a chi ha vissuto o sta vivendo l'esperienza traumatica del terremoto sono i seguenti:
1. Evitare l'isolamento sociale;
2. Riprendere il prima possibile la routine quotidiana per evitare serie compromissioni della funzionalità quotidiana;
3. Confrontarsi con altre persone che hanno vissuto o stanno vivendo l'evento traumatico; informandoci e confrontandoci ci sentiremo meno soli in questo difficile cammino ottenendo maggiore serenità;
4. Evitare, se possibile, di trascorrere da soli le ore notturne, dove ansia, paura e tensione emotiva potrebbero manifestarsi con maggiore intensità e durata.


(*) Psichiatra


Il dottor Garinella riceve presso Punto Salute Foligno



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