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Le Recensioni di Leo, 21 Dicembre 2016 alle 23:29:47

Miss Peregrine, non certo il miglior film di Tim Burton

L'eclettico regista torna in sala con un blockbuster su commissione per la Fox, ma non incanta


Leonardo Bernacchia

A due anni dalla faglia critica spalancata da Big Eyes Tim Burton ha disatteso le aspettative che lo immaginavano a lavoro su un progetto di suo stesso pugno e ha scelto di tornare in sala con un blockbuster confezionato su commissione della Fox, che gli ha negato perfino l'autorità di mettere il


becco sulla sceneggiatura. Travolti da amari presagi gli aficionados del genio visionario di un tempo hanno storto non poco il naso, sentendosi impotenti testimoni dal deperimento artistico di un autore che - ripensando ai piuttosto mediocri Dark Shadows e Alice in Wonderland - negli ultimi anni ha innegabilmente offerto al pubblico prodotti non all'altezza del suo storico impeto estetico e narrativo.
Miss Peregrine - La Casa dei Bambini Speciali, liberamente ispirato all'omonimo romanzo d'apertura di una trilogia letteraria creata dal giovane americano Ransom Riggs, ha in effetti poco da spartire con i fasti burtoniani di Ed Wood e Big Fish. Palesemente ispirata agli X-Men di casa Marvel, la vicenda narra del giovanissimo Jake Portman (Asa Butterfield) che, seguendo una pista tracciata dal suo defunto nonno, fa il suo incontro con un gruppo di ragazzini dotati di differenti poteri sovrannaturali, ospiti fissi tra le antiche mura della residenza di Miss Peregrine (Eva Green), misteriosa e carismatica manipolatrice del tempo. Servendosi di tale potere la maga protegge la diversità dei suoi ospiti dalle intolleranze della storia, trattenendo la sua villa in un loop temporale che ripete all'infinito lo stesso giorno. Ma quando il malvagio Barron (Samuel L. Jackson), leader di mostruosi Vacui, dà il via ad una caccia spietata contro i ragazzi speciali per assorbirne il potere mangiando i loro occhi, Jake dovrà scoprire se stesso, capire se anche lui sia davvero un diverso ed aiutare i suoi pittoreschi compagni a combattere la minaccia.


E' bene chiarirlo, Miss Peregrine non è affatto un brutto film. Se siete fan di vecchia data del ragazzo prodigio di Burbank in questa pellicola potreste rinvenire un apparente abbassamento del target d'età di riferimento, ma è bene sapere che almeno nelle intenzioni degli sceneggiatori il film era più complesso di quanto potesse apparire dal plot e dalle immagini mostrate. Conscio del proprio riconoscibilissimo e apprezzato stile, Burton ha spruzzato qua e là alcuni scampoli di estetica dark ed accattivante, rinunciando tuttavia a sprigionare l'estro e concedendo maggior spazio ad una fotografia inconsuetamente morbida, pastosa e talmente piacevole da godere che sarebbe poco onesto condannarne la volontà di portare rinnovamento e freschezza nella poetica del regista.


Le articolate riflessioni di Riggs sul tema della diversità che erano alla base dei suoi scritti vengono condensate dalla Fox, che ha probabilmente imposto a Burton di mettere le mani avanti producendo un film autonomo e già di per sé autoconclusivo, un'opera dove la necessità di intrattenere si traducesse in spettacolo visivo allo stato puro a costo del sistematico annichilimento dell'accuratezza narrativa. Nonostante l'indubbia bellezza delle immagini Miss Peregrine diventa infatti una goffa sfilata di personaggi privi di qualsivoglia spessore e, mettendo da parte una Eva Green sempre più bella e brava ed un convincente protagonista dall'aria sempre confusa, nessun bambino speciale e nessun villain sopra le righe riesce ad imprimersi nella mente come gli incredibili personaggi che Burton ha costruito in passato.


Le falle della messinscena si manifestano anche in salti narrativi confusi e frettolosi, visibilmente segnati da tagli in fase di montaggio, così che quello che doveva essere un film destinato in prevalenza ai ragazzi potrebbe diventare faticoso da seguire anche per gli adulti. Se poi ci aggiungiamo una colonna sonora che tenta di scimmiottare con esiti alterni l'impronta del grande Danny Elfman - storico braccio destro musicale del regista - Miss Peregrine finisce per scalare rapidamente la classifica dei film di Tim Burton meno riusciti.


Non parliamo ovviamente di una ciofeca da snobbare boicottare, ma di una pellicola che per certi versi sa intrattenere e meravigliare gli occhi grazie al suo comparto visivo lussureggiante e seducente, ma che con maggior cura sotto tutti gli altri aspetti avrebbe lasciare un segno molto, ma molto più netto nel discorso filmico complessivo del cineasta statunitense.


VOTO: 6 ½



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